Strike Commando (1987) guest post

Solamente la magia del cinema action italiano anni Ottanta ha compiuto la magia: sono riuscito a strappare a Lorenzo, l’angelo custode del ciclo Gli Eroi di Odeon TV, la recensione di uno dei mitici film trasmessi dall’emittente nei tempi d’oro. (Ricordo l’elenco dei suoi cicli tematici.)
Gli lascio dunque la parola, limitandomi alle didascalie e ad eventuali commenti tra parentesi quadrate.

Il ciclo “Gli ultimi guerrieri” di Odeon TV mi fece aprire gli occhi: mi fece scoprire un mondo di film diversi da quelli a cui ero abituato. Magari cheap, ma comunque esagerati, divertenti, con body count alle stelle e turpiloquio senza freni. Insomma, passare da Ritorno al futuro a Invasion USA, primo titolo del ciclo, fu meraviglioso.

Una volta esauriti i titoli migliori a marchio Cannon, Odeon iniziò a trasmettere le produzioni italiane. Che stavano ai film Cannon così come i film Cannon stavano, per esempio, a Rambo 2 la vendetta.  Gli attori erano sempre i soliti: una quindicina di volti noti che si avvicendavano, a rotazione, nelle giungle filippine.

Appena passa qualcuno della Cannon fuoco a volontà!

Strike Commando, per la regia di Bruno Mattei (qui nelle vesti di Vincent Dawn), si svolge durante il conflitto del Vietnam.

[Nota etrusca sulla distribuzione.
Il 10 ottobre 1986 il film riceve il visto della censura per la distribuzione in sala ma non esiste la minima traccia che ci sia mai arrivato: è facile che sia stato proiettato al cinema (ci sono i poster cinematografici in vendita su eBay), ma non esistono prove. Quello stesso 1986 invece la Magnum 3B lo porta in VHS con il titolo Kobra Commando: la velocità nel distribuirlo in videocassetta mi fa sospettare della sua effettiva presenza in sala.
Il 18 giugno 1988 sbarca su Odeon TV per un’unica proiezione, riapparendo nel 1991 su TeleRoma56 e in generale girando molto poco su piccoli canali locali.]

Titolo della rara VHS italiana, dall’Archivio Etrusco!

Michael Ransom (Reb Brown) è il comandante di una pattuglia scelta che, durante una missione, a causa di un errore del colonnello Radek (Christopher Connelly, erroneamente trascritto come “Connely” nei titoli di testa), viene decimata da un’esplosione. Ransom riesce però a salvarsi e, grazie all’aiuto di Lao, un ragazzino vietnamita, si rimette in forze. Nel villaggio di Lao Ransom incontra Le Due (Alan Collins, il consueto Luciano Pigozzi), un ex soldato francese, che lo mette al corrente della presenza di soldati sovietici in Vietnam.
Da questo momento in poi Ransom cercherà di salvare gli abitanti del villaggio, ostacolato sia dal comandante sovietico Jakoda (Alex Vitale, che parla come Ivan Drago), sia dall’ostracismo di Radek (da segnalare, tra i suoi sgherri, il solito Jim Gaines, anche se in un ruolo minore).

Dalla sua parte, nella base americana, c’è il maggiore Harriman (Michael Monty che, inspiegabilmente, nei titoli non figura proprio), che fa le veci del colonnello Trautman (per mantenere il parallelismo con Rambo). È quindi un susseguirsi serrato di sparatorie, esplosioni, torture e soprattutto urla sguaiate in una divertentissima giostra che non manca di citare innumerevoli scene di film ben più famosi, come da tradizione (oltre al solito Rambo 2, Mad Max oltre la sfera del tuono ma anche la celeberrima sequenza in cui Chuck Norris esce dall’acqua in Rombo di tuono), tutto sottolineato da una piacevole colonna sonora elettronica che richiama atmosfere orientali.

Sarebbe facile cercare la battuta più irridente, lo sberleffo più sarcastico per descrivere questo film, chiaramente realizzato con pochi mezzi: voglio andare controcorrente e dire perché invece mi piace.
Innanzi tutto va collocato in un preciso periodo storico, la seconda metà degli anni ’80, e considerare il target a cui era rivolto: non certo cinefili con la sciarpina. Un ragazzino di 15 anni come me, in quel periodo, era il pubblico ideale. Nonostante la trama fosse estremamente semplice, quasi come un cartone animato, quel tocco di proibito dato dalla violenza e dai dialoghi scurrili faceva la differenza, in questo come in altri film simili.

Grande pregio di Strike Commando è non avere tempi morti e di sapere intrattenere dall’inizio alla fine, a differenza di molti altri lavori del genere: Reb Brown urla e spara, donne e bambini vengono massacrati alla faccia del politically correct, gli abitanti del villaggio e i soldati sono solo birilli da abbattere, e prima di premere il grilletto non ci si pone alcun problema etico.
L’azione è over the top, le situazioni assurde, i dialoghi pure, ma c’è ironia, e va benissimo così: è questo che vuole il pubblico, ci si gode lo spettacolo e non ci si fanno domande inutili: la scena finale è tanto nonsense quanto memorabile.

Ritratto di film d’azione con interno

Certo, anche all’epoca mi rendevo conto che questo, e altri, erano i cosiddetti filmacci: li riconoscevi subito in videoteca di fianco a quelli di Stallone e Schwarzenegger. Chiaro, non erano per tutti: i miei amici ad esempio non li sopportavano. Però, che devo dire, mi piacevano, mi divertivano, erano ovunque e quindi me li vedevo con gran soddisfazione.

E adesso, dopo trent’anni, sono ancora qui a ricordarli e a scrivere questo commento, grazie allo Zinefilo.

Lorenzo


P.S.
Ringrazio Lorenzo della disponibilità e voglia di condividere: lo aspetto per tanti altri nuovi filmacci!

L.

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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10 risposte a Strike Commando (1987) guest post

  1. Zio Portillo ha detto:

    Bravo Lorenzo, bel pezzo. Chissà che sia il primo tanti…

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  2. Cassidy ha detto:

    «Però, che devo dire, mi piacevano, mi divertivano, erano ovunque e quindi me li vedevo con gran soddisfazione.» con questa Lorenzo si consacra come uno di noi! 😉 Un piacere leggere Lorenzo, l’angelo custode di questa rubrica. Cheers!

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  3. Anonimo ha detto:

    Ringrazio Lucius Etruscus per lo spazio concessomi, e che spero mi concederà per qualche altro intervento 😀

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie a Lorenzo ( e a Lucius per averlo ospitato) per la recensione di un film che rividi in streaming non troppo tempo fa e soprattutto, rubo le parole al suddetto Lucius, per aver palesato un cuore Z che ti batte nel petto! Oltretutto, pur essendo ex autore di post in cui sbeffeggiavo simili produzioni, devo dire che film come questo, per critica o per ammirazione, per modalità spengi-cervello o per motivi sconosciuti, sono un divertimento assicurato perché in fondo ti offrono tante cose che a noi zinefili garbano! In ciò capisco molto il punto di vista di Lorenzo e lo condivido, sperando di ri-condividerlo in futuri post! 🙂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Lorenzo, qui, riaccende vecchie memorie di un mai dimenticato circuito tv (nei suoi anni migliori)… tirandomi fuori nientemeno che un Reb Brown d’annata! E dove c’era lui azione, situazioni iperboliche e nonsense -o, comunque, molto poco-sense :P- erano garantiti, così come il divertimento… 😉

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  6. Pingback: Odeon TV: i cicli tematici | Il Zinefilo

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