[Comics] Boba Fett – Star Wars Tales 18 (2003)

L’uscita della seconda trilogia di Star Wars da una parte moltiplica l’interesse per questo universo ma dall’altra crea sicuramente dei problemi alla Dark Horse Comics, che si ritrova a dover rincorrere le evoluzioni dei personaggi, non più solo nei romanzi e videogiochi ma anche nelle Sante Parole di Padron George.
Non so se è questo il vero motivo, ma di fatto la casa di Mike Richardson dopo Nemico dell’impero (1999) – la “promozione” a saga del Boba Fett creato da John “Dredd” Wagner, dotato di gagliardiaggine come quella che si vede oggi nella serie TV “The Mandalorian” – tiene in panchina il cacciatore di taglie: in fondo Re George lo sta rimaneggiando profondamente e lo sta plasmando a colpi di bastonate in faccia, per trasformarlo da comparsa filmica a una delle colonne portanti di Star Wars, e la casa a fumetti che da sola ha dato onore al personaggio è costretta ad aspettare. Tutto già visto con Aliens e Predator della stessa Dark Horse, personaggi resi immortali dai fumetti e poi rimaneggiati dai film.

Solo nel dicembre 2003 Boba Fett riappare, con “Star Wars Tales” n. 18: cinque storie brevi dedicate al miglior cacciatore di taglie della galassia lucasiana. Tutte storie inedite in Italia tranne la penultima, infilata alla fine del volume antologico “Star Wars Legends” n. 85, Cacciatori di taglie (Panini Comics, giugno 2017).

Deliziosa l’introduzione dell’editor Dave Land che interagisce con il personaggio… ed è da lui infilato nella carbonite, diventando una scrivania. Fett si è vendicato del trattamento che Land stesso gli ha dedicato scrivendo Star Wars: Infinities – The Empire Strikes Back (2002), dove è il cacciatore di taglie a diventare la scrivania di Lando.

Boba e Dave Land in una vignetta metanarrativa

Si parte con “Number Two in the Galaxy” di Henry Gilroy e Todd Demong. I migliori armaioli dell’Impero si trovano su Ma’ar Shaddam, forse per la qualità dei minerali, e ogni tanto Boba Fett atterra per mettere a punto il proprio arsenale. Com’è facile immaginare, parliamo di parecchie armi.
Qui giunto, il nostro eroe deve spogliarsi completamente perché le sue armi vengano sistemate, e c’è un pazzo di nome Risso Nu che è convinto che siano le armi a rendere Boba Fett così temibile. Il fallimento del suo attacco dimostrerà che sbaglia.

Proprio mentre in questi giorni nella serie TV “The Mandalorian” viene spiegato che il culto dei mandaloriani prevede che non si tolgano mai il casco davanti a nessuno, mi imbatto in una stupefacente vignetta dove Boba si mostra alla donna che lo sta accudendo, quando invece nei fumetti letti finora era sempre stato schivo ad ogni contatto visivo.

Ma i mandaloriani non hanno il divieto di mostrarsi ad altri?

In “Payback” di Andy Diggle ed Henry Flint ci trasferiamo alla corte di Drex, signore del crimine del Sistema Gallapraxis: suo figlio è stato ucciso da un tizio di nome Feleen Bantillian, e ha incaricato Boba Fett di portarglielo per vendicarsi.
Il nostro eroe pensa solo ai soldi, e lancia una frase da perfetto eroe d’azione d’altri tempi:

Revenge is of no interest to me. Payback doesn’t pay.

“La vendetta non paga mai” è il modo più semplice di rendere l’ultima parte in italiano, ma per cercare di mantenere il gioco di parole nella nostra lingua tradurrei:

Non mi interessa la vendetta. Non si vince nulla con la rivincita.

Al di là di quello che pensi Boba della vendetta, ci finisce in mezzo. L’incarico è una trappola: raggiunto il planetoide nel sistema di Vornax, il nostro cacciatore diventa taglia. Avendolo ucciso lui il figlio di Drex, trova il relativo fratello e un esercito di droidi in modalità Terminator ad aspettarlo. Dopo uno scontro molto ben disegnato, Boba saprà far “valere la rivalsa” su padre e figlio…

Dopo il “Death by Dawn” di Evil Dead 2, ecco il “Death by Droid”

È la volta di “Being Boba Fett” di Jason Hall e Stewart McKenny, che addirittura ci apre uno spiraglio nella vita privata del nostro eroe.

«La vita di un cacciatore di taglie non è tutta ballerine Zeltron e schiave Twi’lek. Non alla lunga.»

Assistiamo alla quotidianità mattutina di Boba Fett, che si alza, si fa la doccia e fa colazione senza né armatura né casco. Ma con le ferite lasciategli dal Sarlacc.

La quotidianità di Boba Fett

Il cacciatore di taglie afferma di fare una vita simile a quella dei Jedi, solo che lui odia quella razza ed è contento che siano stati spazzati via: uno di loro gli ha ucciso il padre Jango. Ogni volta che Boba si guarda allo specchio… è il padre che vede.

Probabilmente è il primo ed unico ritratto di Boba Fett

Mentre ci riprendiamo dal colpo al cuore di aver visto Boba in faccia, è il momento di scegliere la taglia quotidiana. Bendu Fry, ricercato dal Sole Nero: sono lenti a pagare ma la taglia specifica “vivo o morto”, che piace a Boba.
Bendu per salvarsi racconta al cacciatore di taglie che sa dove si nasconde un Jedi, che però esce fuori essere solo figlio di un Jedi, ormai orfano: Boba non se la sente di ucciderlo, e preferisce accontentarsi di Bendu Fry.

Quest’ultimo sta raccontando una barzelletta di cui non conosciamo l’inizio, ma già la fine mi sembra deliziosa: «… e quello chiede: hai un wookiee in tasca o sei contento di vedermi?»

Anche in Star Wars ci sono le barzellette

The Way of the Warrior” di Peter Alilunas e Will Conrad (come dicevo, l’unica storia arrivata in Italia) ci porta sul pianeta Kuat un anno prima della battaglia di Geonosis (apparsa nel film Star Wars: Episode II – Attack of the Clones, 2002).
Il giovane Boba fa da esca per un attacco a sorpresa di suo padre Jango, che arriva a sterminare i ribelli: non è un politico o un rivoluzionario o un idealista, è un cacciatore di taglie. Il resto non conta.

In una storia brevissima assistiamo all’educazione guerriera del giovane Boba Fett.

Jango Fett: padre dell’anno

Con “Revenants” di W. Haden Blackman e Dub (con Nico Henrichon) troviamo Han Solo viaggiare da solo alla volta di Raxus Prime, ignorando di avere la Slave I di Boba Fett alle costole. Abbandonata la nave non appena il cacciatore di taglie lo abborda, Han si ritrova su un pianeta di ferraglia e spazzatura, dall’altra parte della galassia rispetto a tutti i suoi amici, impegnati nella Guerra di Yuuzhan Vong (raccontata nella serie di romanzi “The New Jedi Order” dal 1999 al 2003): su Raxus Prime ci sono solo lui… e Boba Fett.

Solo e Fett come Kirk e Gorn

La situazione sembra strizzare più di un occhio al mitologico racconto Arena (1944) di Fredric Brown, da cui l’episodio omonimo (1×18) di “Star Trek” serie classica (ricordo la recensione di Sam Simon), ma è un pio desiderio di un vecchio fan. L’arma che Solo sta cercando di costruire, fondendo materiali di scarto trovati in giro, non è altro che un bastone con cui affrontare l’avversario: tutto qua? E serviva una pistola fonditrice per avere come risultato una sbarra di ferro? Dall’altra parte Fett compie tutti gli errori dei cattivi dei film, lui che invece è un drago a fumetti.

«Ci sono forse sei o sette persone nella galassia in grado di battere Boba Fett in un combattimento leale: io non sono uno di loro. Ma non combatto in modo leale.»

Tutto il lavoro di Han è stato mettere una trappola automatica: un bastone che scatta e va a colpire il jet di Boba, che di nuovo è la causa della sua sconfitta.

Non saranno le mitiche Vasquez Rocks di “Star Trek” ma siamo lì.

Boba non è del tutto fuori gioco e a voler essere proprio ottimista potrei dire che comunque rimane lo spirito di Arena, con il protagonista che vaga in cerca di poter organizzare una difesa migliore. (In realtà il racconto di Brown è leggermente diverso, ma dal 1967 a prevalere è la “versione di Kirk”.)

Il discorso cambia completamente una volta trascorsa una settimana, in cui quasi ogni giorno Han fa fuori un Boba Fett che lo aggredisce: possibile che il cacciatore di taglie sia immortale? Sono allucinazioni di Solo? Oppure… c’è un esercito di cacciatori di taglie guidato da Fett?
Quest’ultima è la risposta, il cacciatore ha messo su un esercito privato e dare la caccia ad Han Solo è l’esame finale per stabilire chi meriti di essere un soldato di Boba: quelli rimasti morti sul pianeta… sono bocciati.

La storia si chiude con Boba che esorta Han a tornare dalla sua principessa e dirle che “i mandaloriani sono tornati”.

Un esercito chiamato Boba Fett

A parte l’ultima storia, dove Boba fa un cattivo da operetta, l’opera antologica è deliziosa e molto piacevole da leggere, segno della grande vitalità del personaggio, capace addirittura di conquistare uno come me che non è minimamente interessato all’universo di Star Wars.
L’intervento di più autori può dare spazio a più sfaccettature del personaggio, quindi ben vengano queste operazioni corali.

L.

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Fumetti e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

11 risposte a [Comics] Boba Fett – Star Wars Tales 18 (2003)

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Spettacolo! Già ero appassionato al personaggio, ora sono attratto dal fumetto e ancora mi devo riprendere dalla visione del “sacro” volto! Anche i fan di star wars hanno la loro sindone! 😂🤣😍

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente un fumetto che osa svelare il Sacro Volto sarà considerato apocrifo e “legends” per i fan più oltranzisti, ma al di là della canonicità di solito Boba è protagonista di storie divertenti a fumetti.

      "Mi piace"

  2. Cassidy ha detto:

    Che poi il volto di Boba (bambino) lo abbiamo visto in “Episodio II”, quindi non possiamo immaginarlo biondo e con gli occhi azzurri. Capisco il fascino dell’idea dell’uomo sotto la maschera, ma per il giudice Dredd non è mai stato un problema 😉 Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      E sono sicuro che Dredd non l’ha mai mostrato il volto, neanche a se stesso! A parte il film del 1995, che però tanto non c’entra nulla col personaggio.
      Anche nei fumetti Boba bambino è mostrato a volto scoperto, ma pare che appena diventato cacciatore di taglie “ufficiale” non dovrebbe più mostrarlo a nessuno. Fatta la regola, trovato l’inganno 😛

      "Mi piace"

  3. Sam Simon ha detto:

    Quanto Star Trek in questo bell’articolo su Star Wars! Addirittura le Vasquez Rocks! X–D

    E grazie per il link alla recensione!!! :–)

    Piace a 1 persona

  4. Giuseppe ha detto:

    Te l’avevo detto che il fumettistico Boba (che, tra l’altro, la sua faccia la mostrerà ancora) spaccava, no? 😉
    E pure i temibili Yuuzhan Vong hanno avuto il loro spazio, sempre nei fumetti del Cavallo Nero… Che villains perfetti per la nuova trilogia sarebbero potuti diventare, se solo la Disney non avesse deciso altrimenti.

    Piace a 1 persona

  5. Conte Gracula ha detto:

    Potrebbero aprire un club, Fett e Dredd: quelli che non “escono” la faccia dall’elmo, ma tanto gliela “escono” gli altri quando li traspongono da un medium all’altro 😛

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.