[Italian Credits] L’invincibile ninja (1981)

Perché un minuscolo filmetto girato a Manila da gente sconosciuta è finito nelle mani della Columbia Pictures? Perché quando qualche anno dopo la Cannon Films, diventata regina del mercato home video mondiale, non si è ricomprato anche L’invincibile ninja? Non lo so, fatto sta che in Italia la trilogia è stata sin da subito spezzata, perché di tre film Cannon… il primo è Columbia. E la Columbia nel momento stesso che l’ha comprato ha detto “Mi venisse un accidente se lo ristamperò: questo film morirà in magazzino!” e così è stato.
Mentre il secondo e terzo capitolo dell’ideale trilogia ninja saranno molto più noti, il desiderio della Columbia di far morire per sempre questo primo film l’ha reso praticamente ignoto ai non appassionati del genere, ma soprattutto a chi non frequentava le videoteche degli anni Ottanta, quando si potevano trovare questi titoli con facilità.

Sul finire degli anni Novanta sono riuscito a noleggiare il film nell’ultima videoteca rimasta a Roma e a digitalizzarlo, così da conservarne la titolazione italiana che da allora è scomparsa per sempre: in omaggio al romanzo Ninja Mission di Stefano Di Marino, questo mese in edicola nella collana “Segretissimo” (o semplicemente su Amazon), ecco il potere ninja finalmente svelato a tutti.



L.

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19 risposte a [Italian Credits] L’invincibile ninja (1981)

  1. mikimoz ha detto:

    Hanno un loro fascino, con quelle scene laterali e lo sfondo tutto nero.

    Moz-

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’epoca si davano per scontati, ma sapere che questi titoli sono scomparsi nel nulla, introvabili al di fuori di quei pazzi – come me – che hanno salvato le VHS anni Ottanta, fa venire i brividi.

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      • Giuseppe ha detto:

        Pazzia no, direi più che altro istinto di conservazione (in senso letterale, visto che si conservano testimonianze di un passato analogico ormai cancellato dalla memoria collettiva) 😉 Se non avessi agito guidato da quel saggio istinto, chi oggi ricorderebbe l’esistenza dei titoli nostrani? E’ già tanto che qualcuno si ricordi ancora del film, figuriamoci queste chicche… e quante ne avremmo dovute digitalizzare, visto come sono poi andate (o, meglio, sparite) le cose 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        A pensare a tutto l’oro che è passato per le mani, in tempi in cui valeva meno del ferro, c’è da impazzire…

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  2. Cassidy ha detto:

    Quei titoli di testa sono mitologici, di fatto sono già un film di loro, anche loro sono entrati a far parte della mistica di questo film 😉 Cheers

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  3. Federico ha detto:

    Una delle rubriche di questo tuo blog che aspetto maggiormente! Peccato solo che io non riesca a passarti del materiale decente di quello che ho in pellicola… Io non scrivo mai ma ti seguo costantemente. Visto che stavolta l’ho fatto approfitto per farti anche pubblicamente i miei complimenti per il lavoro che fai e per la passione che ci metti. Grazie! 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ehi, ti ringrazio, è un piacere sentirti anche qui ^_^
      Chissà se esiste ancora in giro una pellicola italiana di questo film: per ora tocca accontentarsi della videocassetta, fortunatamente salvata 😉

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      • Federico ha detto:

        Sicuramente qualche collezionista 35mm l’avrà. Anche se, come scrivevi, non è stato un film che ha avuto successo come gli altri, non è vecchissimo (1981) e, quindi, è probabile che si sia salvato. Il problema è che sarà certamente con i colori “virati” (in “fading” come si dice) perché stampato prima del 1982, anno in cui è stata introdotta la pellicola “low fade”, a basso decadimento di colore. Ma qui mi fermo perché sennò sconfino in campi che non sono di questo blog e, dal non scrivere nulla, passo a scrivere un’epopea!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ben venga l’epopea!!!
        In effetti se guardi la prima schermata, quella del marchio Columbia Pictures – anni prima dell’acquisizione Sony – il giallo è predominante. Pensavo fosse la VHS rovinata, in fondo è una cassetta dei primi anni Ottanta che ho noleggiato a fine anni Novanta, ma potrebbe invece essere dovuto alla qualità della pellicola?
        L’opera di rimasterizzazione del cofanetto Blu-ray è spettacolare, probabilmente il film è ora qualitativamente migliore del cinema dell’epoca 😛

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      • Federico ha detto:

        Avevo iniziato a scrivere un romanzo, poi ho pensato che chi mi avrebbe letto su questo blog mi avrebbe preso per matto! 😅
        Allora brevemente (e molto approssimativamente) riassumo il polpettone che stavo scrivendo. Al di la del materiale (in gergo supporto) che veniva usato per stampare un film in pellicola (che poteva essere, negli anni, la celluloide, il triacetato e, per ultimo, il poliestere) i processi chimici di stampa di un film a colori sono variati nel tempo, soprattutto cercando di ovviare un processo di alterazione di colore (la cosiddetta “dominante” o “viraggio” in italiano, “fading” o decadimento in inglese) che subivano molte pellicole (non tutte; le bellissime stampe “Technicolor IB” non lo subivano e, per certi versi, nemmeno quelle su Agfa o in Ferraniacolor, marchio italiano). In particolare le stampe a colori su pellicola Kodak, Eastman e, in seguito, 3M avevano questo difetto, di virare cioè tutta la colorimetria sul rosso, sul rosa o sul marrone (non sarebbe proprio così ma cerco di semplificare). Per questo proprio la Kodak, verso il 1982, perfezionò un processo di stampa a basso decadimento di colore, le cosiddette pellicole “LPP” (“low fade positive print”, stampe positive a basso decadimento), stampate prima su supporto triacetato (di composizione organica e quindi deperibile) e poi su poliestere (materiale sintetico e quindi più resistente nel tempo). Avere oggi, quindi, simili pellicole significa avere film vecchi anche di quasi quarant’anni ma con i colori generalmente perfetti (ne ho parecchie a 16mm, in collezione). Il film che hai recensito, invece, essendo stampo su pellicola “pre low fade” , quasi certamente avrà subito un decadimento del colore, molto probabilmente sul marroncino o sul giallognolo. E qui, finalmente (per chi legge!); arriviamo alla tua domanda in merito al cartello iniziale della Columbia. Non credo che il film fosse già in “fading” quando lo riversarono in vhs (ci sarebbe voluto più tempo per iniziare questo processo e poi le immagini dei titoli che hai postato sono perfette) ma potrebbe essere che il marchio della Columbia fosse stato ristampato da un negativo già ad inizio di “fading” e avesse, così, avuto quella dominante giallognola. Naturalmente è una ipotesi, plausibile ma ipotesi.
        Ora, visto che anche questa risposta breve è diventata lunghissima, ritorno al mio consueto silenzio (anche perché devo uscire!) ma non senza averti ringraziato per aver sopportato questa logorrea scritta da un collezionista di pellicole a cui piace leggere anche il tuo blog!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti ringrazio di cuore della spiegazione e contento di riuscire a stuzzicare anche un appassionato collezionista come te ^_^
        Per chi ci legge, ricordo il tuo Canale YouTube dove condividi parte della tua splendida collezione.

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    • Federico ha detto:

      Gentilissimo nel citare il mio piccolo canale, grazie!
      Anche se immagino che interesserà poco gli appassionati di questo blog. E’ più per “pellicolari” incalliti… 😊

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Immagini in movimento densamente impregnate di poesia Z ❤❤❤

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  5. Kukuviza ha detto:

    Addirittura con font Bauhaus!

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