Delta Force Commando (1988) guest post

Torna Lorenzo, l’angelo custode del ciclo Gli Eroi di Odeon TV, con la recensione di uno dei mitici film trasmessi dall’emittente nei tempi d’oro. (Ricordo l’elenco dei suoi cicli tematici.)
Gli lascio dunque la parola, limitandomi alle didascalie e ad eventuali commenti tra parentesi quadrate.

Ricordo che il film in questione è stato già recensito da Willy l’Orbo!


Lo ammetto. Delta Force (quello con Chuck Norris) è uno dei miei film preferiti. Anzi, forse il mio film preferito. E ciò la dice lunga sulla mia cultura cinematografica. Ma io non sono un critico, e in questa mia serie di piccoli interventi mi limito a ricordare film che mi sono piaciuti, che mi hanno divertito, e che credo possano interessare ai lettori di questo blog.

Torniamo a Delta Force (1986). Credo di averlo visto almeno una ventina di volte, fino ad oggi. Sicuramente non mi sono mai perso uno dei numerosi passaggi televisivi su Odeon TV (e successivamente Italia1), tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ’90. Ero in fissa.
Una volta, ad un mercatino di cianfrusaglie di seconda mano, quasi non credetti ai miei occhi quando vidi uno dei mercanti che indossava uno splendido berretto da baseball verde militare con sopra ricamata la scritta “Delta Force”. Gli chiesi di vendermelo. Non me lo vendette.
A quei tempi iniziavo a strimpellare la chitarra: il mio primo, scalcagnato gruppo si chiamava Delta Force.
Lo so: detta così, può sembrare che fossi uno sfigato. E forse lo ero.

Fred Williamson e Brett Clark sono dalla parte di Lorenzo!

Quindi, quando vidi che, per il ciclo “American Commando”, era in programma su Odeon TV il film Delta Force Commando, segnai la data sull’agenda e durante l’attesa la mia immaginazione già galoppava, pregustando imprese epiche e morti in quantità. Diamine, era un film sulla Delta Force, cos’altro avrei potuto chiedere?
Tuttavia non ne rimasi soddisfatto, a giudicare dal voto che gli affibbiai. Sì, perché tenevo un diario dove annotavo tutti i filmacci visti con tanto di stelline. (Naturalmente ciò non mi trattenne dal rivederne ogni replica.)
Nonostante le molteplici visioni non ricordavo assolutamente nulla di questo film, a parte una sola scena: dei terroristi entrano nella stanza da letto del protagonista e ne uccidono a colpi di mitragliatore la moglie incinta. Era la scena che mostravano pure nel trailer.

Qui non prende il WiFi, non riesco a vedere il trailer!

Mandiamo avanti il nastro fino a dicembre 2019: sottoscrivo un abbonamento con Amazon Prime, perché voglio vedere cosa offre Prime Video. In mezzo alla fuffa trovo perle come Cobra Mission (1986) e I predatori dell’anno Omega (1983) – il concetto di fuffa è relativo – oltre a Delta Force Commando.
Senza esitazioni li aggiungo tutti alla mia watchlist. Parto proprio da quest’ultimo.

Non ricordavo che fosse un film così semplice. Ma nel senso buono. Sembra una storia del Topolino.
Uno sparuto gruppo di terroristi sudamericani, tipo Banda Bassotti, ruba un ordigno nucleare da una base americana a Porto Rico. Durante il furto il capo dei terroristi, Carlos (Mark Gregory), uccide la moglie incinta di Tony Parker (Brett Clark), che giura tremenda vendetta. Prende una borsa piena di armi, sequestra un jet pilotato dal Capitano Samuel Beck (Fred Williamson) e si dirige verso il Nicaragua per risolvere la faccenda. Ogni tanto, totalmente slegato dal contesto, appare il Colonnello Keitel (Bo Svenson), che dalla base americana ci racconta quanto sia cazzuto Tony Parker.

Tra le cose più divertenti: la bomba atomica è dentro ad una cassa con sopra scritto, bene in vista, “DANGER” con a fianco il simbolo delle radiazioni. Sia mai che i ladri rubino la bomba sbagliata.
Quando Tony Parker va a fare scorta di armi, ne prende talmente tante che basterebbero per un esercito. Poi esce dall’armeria con una borsa sufficiente giusto per andare alla partita di calcetto.
Il jet di Samuel Beck, a seconda della scena, è diverso. E, pur volando a random da Porto Rico al Nicaragua, arriva esattamente dove si trovano i terroristi: va anche detto che nel Nicaragua di Delta Force Commando non ci sono civili, l’intera popolazione è composta da guerriglieri o militari.

Di contro alcune scene sono ben fotografate, ci sono delle vedute aeree suggestive, la musica al sintetizzatore non è male, qualche battuta è azzeccata: Fred Williamson gigioneggia, Brett Clark gli fa da spalla, è quasi un buddy movie. Se si sta al gioco ci si diverte.
Non so perché all’epoca abbia avuto un’impressione diversa. Forse è l’effetto nostalgia che mi ha reso più indulgente. Chissà. In ogni caso credo che lo charme dei warmovie all’italiana sia dovuto anche alla loro imperfezione.

Ma ora devo andare: prima che mi scada il mese di prova di Prime Video devo rivedere i film di Ator.

Lorenzo


P.S.
Ringrazio Lorenzo della disponibilità e voglia di condividere: lo aspetto per tanti altri nuovi filmacci!

L.

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17 risposte a Delta Force Commando (1988) guest post

  1. Cassidy ha detto:

    Facciamo una colletta e compriamo un berretto di Delta Force a Lorenzo per Natale 😉 Usa il mese di prova di Amazon Prime per rivedere film che sa a memoria pescando dalla serie Z, decisamente uno di noi! Cheers

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  2. Lorenzo ha detto:

    Il berretto l’avrei voluto tanti anni fa: adesso potete regalarmi l’abbonamento ad Amazon Prime 😀

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  3. Evit ha detto:

    Sempre un piacere leggere delle tue memorie analogiche, Lorenzo.

    Piace a 1 persona

  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Un film così marcatamente e amorosamente Z meritava due recensioni minimo, ben fatto! Dopo la mia e quella di Lorenzo manca la tua, Lucius! 🙂
    Menzione d’onore per gli stralci di vita che si incrociano con le suggestioni filmiche, dal berretto al gruppo Delta Force, senza dimenticare il diario con le stellette (una cosa in cui mi ritrovo moltissimo, non solo anni fa…anche ora!)! 🙂

    Piace a 1 persona

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