Martin Kove: cattivo maestro in TV (4)

Prendo esempio dalla rubrica sabatina Bad to the Bone di Cassidy per parlarvi anch’io di un “cattivo”, uno dei più mitici del cinema degli ultimi trent’anni: Martin Kove.

Sicuramente il ruolo che l’ha reso immortale è Kreese, il perfido maestro di karate della saga The Karate Kid, recentemente riesumata da YouTube, ma l’attore di Brooklyn ha un curriculum sterminato che l’ha visto calarsi in ogni ruolo possibile e immaginabile: sempre con la gagliardiaggine che lo contraddistingue.

Vi invito ad un viaggio tra celebri serie TV d’annata in cui il nostro Kove ha sferrato uno dei suoi colpi da “cattivo maestro”.


“Renegade”

6 marzo 1994, Italia1 comincia a mandare in onda una serie dal successo immediato (anche se a me non è mai piaciuta) che replica ancora oggi e che ha spazzato via tutti i film marziali di Lorenzo Lamas nella memoria degli spettatori. Nel dicembre 1993, però, la Warner Home Video aveva portato in videoteca una VHS che forse quegli stessi spettatori non ricordano: si intitolava semplicemente Renegade ed era spacciato come un film con Lamas protagonista. In realtà era l’unione degli episodi 1×21 e 1×22 della serie TV (10 e 17 maggio 1993).

Quanto il giovane Reno faceva Ralph Macchio

Con profonda emozione e lacrime agli occhi posso presentare il trailer italiano dell’epoca, miracolosamente ritrovato in una delle mie compilation in cui riversavo la qualunque. Si tratta di un estratto da una trasmissione di home video che mi piaceva molto, che beccavo ogni tanto su TeleRoma56: il tizio che presenta è lo stesso che mandava filmoni notturni su Retecapri qualche anno fa!

Il primo passaggio noto in TV del doppio episodio risale a lunedì 22 agosto 1994, in prima serata su Italia1. Visto l’ampio spazio lasciato al programma (dalle 20,40 alle 22,30) è facile supporre siano andate in onda entrambe le puntate insieme.

Perché Reno non fa mai riunioni di famiglia?

In un doppio episodio di 90 minuti, in pratica un film, il protagonista Reno Raines (Lorenzo Lamas), poliziotto incastrato e costretto a vivere da rinnegato, scopre non solo che il suo amato fratello maggiore è ancora vivo e non caduto in battaglia come gli era stato detto da giovane, ma per di più ha la faccia e il corpaccione di Martin Kove, che piomba nella serie nel ruolo di Mitch Raines.

Perché suo fratello ammazza la gente per mestiere

«Che ci fa in una gabbia, a lottare come un animale?» Scoperta una videocassetta dove suo fratello redivivo smonta la gente a manate, Rino decide di scoprire cosa sia successo al parente diversamente defunto, e visto che siamo nei primi anni Novanta c’è solo un modo: infiltrarsi nel rutilante mondo dei combattimenti clandestini, quel pit fight marziale esploso nel 1990 con il Van Damme di Lionheart.

E che gli fàmo noi a Lorenzo Lamas?

E se non credete che questo film sia totalmente derivativo del celebre capolavoro del belga, basta ascoltare quando l’arbitro dètta le regole dell’incontro: «Regola numero uno: non c’è nessuna regola».

Un coso così!

La società Athletica 2000 non si limita a gestire incontri ufficiali, quella è solo una facciata: i soldi grossi li fa gestendo reti di pit fight e addestrando campioni sempre nuovi. Anche perché pochi vanno in pensione con questo lavoro.
Per evitare spargimenti di voci, la società per un anno tiene segregati gli atleti e per tutto il tempo dell’addestramento dà loro nomi di battaglia: c’è Tigre (Marjean Holden), c’è Aiace (Michael M. Horton), c’è Venere (la titolare Cheyenne infiltrata, interpretata dall’ex moglie di Lamas Kathleen Kinmont) e c’è Blade, cioè il nostro Rino/Lamas. E per assicurarsi incontri clandestini tranquilli, senza cioè l’arrivo di poliziotti fastidiosi, l’organizzazione chiama il poliziotto corrotto che ha incastrato Rino e l’ha reso latitante: il bieco tenente Donald “Dutch” Dixon, cioè il mitologico Stephen J. Cannell, creatore di questa serie come di tutte le serie che avete visto in TV negli anni Ottanta.

Salve, sono Stephen J. Cannell e faccio collezione di questi foglietti verdi…

Purtroppo la voglia di fare la “mandrakata” appanna i poteri di Cannell, che scrive un soggetto troppo impegnativo per un semplice doppio episodio. Deve infatti gestire così tanti personaggi buttati nel calderone che alla fine in pratica se li perde tutti per strada. Ben tre cattivi, interpretati da tre titanici caratteristi che avete incontrato in tutti i film e telefilm che avete visto nella vostra vita, in pratica stanno lì a fare le macchiette, mentre i lottatori sono la carta da parati sfocata che si vede sullo sfondo.

Sei simpatico, Lamas, quasi quasi ti stritolo

Protagonista è solo il codino di Reno, con un Lamas inquadrato in ogni fotogramma che fa la stessa faccia per tutta la vicenda e ci deve spiegare quanto soffre per il fratello, raccontandoci lunghi aneddoti d’infanzia che ammazzano il ritmo.

Basta, m’hai annoiato: non ti stritolo più

In tutto questo il povero Kove sulla carta fa la parte del leone, cioè l’ospitata d’oro dov’è addirittura fratello del protagonista, che da cattivo deve diventare buono, ma in soldoni non ha un solo briciolo di spazio. Deve recitare il dramma di un uomo che si vede mettere in dubbio l’intera vita… in forse due secondi di tempo lasciatigli dalla trama-minestrone: non può fare gran che.

Almeno ci consola la “quota rosa”

Un combattimento raffazzonato, con qualche scazzottata indegna persino di una rissa da bar all’americana, e la parte “marziale” di una storia da 90 minuti finisce così. Una pernacchia fiacca: negli stessi anni i film marziali americani erano un rutilante girotondo di combattimenti di altissima qualità che dominavano l’intera vicenda. Ecco perché ho sempre disprezzato “Renegade” e le sue mossettine micragnose…

Ho fatto il pugile con Hulk, ti pare che devo perdere tempo con Lamas?

Una curiosità. Fra i lottatori comprimari c’è Robert “Scandal” Jackson, interpretato da quel Lynn “Red” Williams che un paio d’anni dopo avrà le braccia meccaniche di Jax in Mortal Kombat 2. Distruzione totale (1997): nello stesso film Sheeva è interpretata da Marjean Holden, che in questo doppio episodio di “Renegade” interpreta una delle lottatrici. Entrambi i due bravi atleti non fanno una mazza.

Lacrimuccia per Kathleen Kinmont che usa il nunchaku!


“Walker, Texas Ranger”

Episodio speciale 3×20, La leggenda di Cooper (Flashback, 6 maggio 1995) della celebre serie con la barba tinta: la prima trasmissione sicura risale a sabato 27 febbraio 1999, su Italia1 in prima serata.
Uno dei lunghi doppi episodi che funestano la serie e hanno fatto impazzire i palinsesti nostrani, che dedicavano spazi di 45 minuti alla serie e quindi non sapevano come gestire puntate da un’ora e mezza. A volte li hanno trasmessi a puntate, altre presentandoli come film televisivi: 90 minuti di episodio, 90 minuti di pubblicità e il gioco è fatto.

Fermi tutti, questa è una rapina con stile

Per giustificare la puntata lunga, lo storico sceneggiatore Jim Byrnes – autore di western in TV sin dai tempi di “Gunsmoke” – al solito caso del Texas Ranger Cordell Walker (Chuck Norris) aggiunge la storia del Texas Ranger Hayes Cooper (sempre Norris), vissuto nell’Ottocento e a cui è legata una leggenda aurea.
Oggi un minatore ha trovato il mitico oro di Cooper, e un secondo dopo viene derubato dalla spietata banda di Fred Kimble (Martin Kove) e del suo gaio foulard.

Più che un criminale… è un gàgà!

Anche qui siamo di fronte ad un doppio episodio in cui per Kove non c’è alcuno spazio, nelle inutili vicende sonnacchiose raccontate dalla barba più tinta del West. Il gaio bandito di oggi ha reazioni esagerate mentre la sua controparte nel West si vede per circa tre fotogrammi e mezzo.

La sottilissima recitazione del suo personaggio

Che poi io dico: hai Martin Kove in un ruolo da cattivo nel West… e non lo usi? Ma sei proprio Chuck Norris…

Va be’, la paga l’ho presa, posso pure andarmene


“Hercules: The Legendary Journeys”

Episodio 2×07, Hercules e la regina dei mostri (The Mother Of All Monsters, 16 ottobre 1995), della serie fanta-mitologica tanto in voga negli anni Novanta e che non ho mai sopportato: il primo passaggio televisivo italiano sicuro risale a domenica 29 aprile 2001, alle 13.45 su Italia1.

Annata dura per Kove, questo 1995

L’Idra Echidna (Bridget Hoffman, che ha iniziato la carriera nel 1981 posando accanto ad Ash per i poster de La Casa!) è assetata di vendetta nei confronti di Hercules (Kevin Sorbo) che gli ha massacrato i figli. Decide di accettare l’aiuto di un misterioso cavaliere di nome Demetrius (Martin Kove), che ha un piano sottile e crudele per una… doppia vendetta.

Chi cerca vendetta… ha la faccia di Martin Kove!

Demetrius è un mollicone di prima grandezza e riesce a concupire Alcmene (Liddy Holloway), la mamma di Hercules, e a convincerla a sposarlo, malgrado l’eroico figlio faccia di tutto per dissuaderla: quando la donna capirà l’imbroglio sarà ormai troppo tardi.

Martin, ehm, non è quella la mamma di Hercules!

Non ho mai sopportato l’ondata di fanta-mitologia che invase Italia1 nei primi Novanta, e questo “Hercules” – visto appena arrivò in Italia – era la summa di tutto ciò che disprezzavo: però è indubbio che la fortunata serie ha ospitato il fior fiore di tutti i caratteristi dell’epoca, quindi è sciabordante comparsate ed ospitate da applauso.

Nessuna pietà… né conoscenza della spada

Purtroppo la parte triste di questo episodio è quando finalmente arriviamo ad Hercules che affronta Demetrius, e ci si aspetterebbe che Kove insegni a Sorbo che il dolore esiste eccome, al contrario del dojo del Cobra Kai, invece è costretto a fare la parte del buffone e a morire di raffreddore. La totale incapacità di Sorbo come eroe d’azione ha sempre reso misterioso il successo di una serie dove combatte ad ogni episodio.

Il sorriso mollicone di Martin

Molto più divertente invece vedere Kove che fa gli occhi da pomicione a mamma Hercules, con il sorriso malandrino e il mento volitivo: la prima parte quindi è molto più simpatica da vedere della seconda.


(continua)

L.

– Ultimi post su Martin Kove:

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20 risposte a Martin Kove: cattivo maestro in TV (4)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Ma veramente Kove le ha fatte tutte! E pure in episodi speciali. Ma vuoi non volergli bene a uno così?
    Comunque RENEGADE l’ho sempre visto a spizzichi, mai due-tre puntate in fila. Mi piaciucchiava ma non così tanto da seguirlo regolarmente. WALKER mai sopportato mentre di roba tipo HERCULES o XENA non credo di aver mai visto mezzo episodio…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Io ho provato con tutti, perché le prime puntate uscirono proprio nel periodo in cui seguivo religiosamente il palinsesto di Italia1, ma proprio non mi sono piaciuti. In generale però hanno riscosso subito grande entusiasmo, anche se resta un mistero: perché Renegade e Walker da 25 anni vengono replicati ogni giorno… e Hercules no??? 😛

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  2. Sam Simon ha detto:

    Renegade! Che accoppista Lamas-Kove!!! Comunque la nonna è stata una delle mie prime cotte televisive, lo ammetto…

    E Hercules! Ricordo che ci lanciato in pompa magna e poi relegato tipo al primo pomeriggio di rete 4… X–D

    Era un delirio di Raimi produttore se non erro!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Con Kove declinato in Renegade, Walker ed Hercules, abbiamo una summa di Z che mi fa gioire, palpitare ed emozionare! Ammetto inoltre di aver seguito le tre serie, non in qualità di fissazione ma di passatempo “scazzone” (se mi capita la vedo, sennò…amen!) e ammetto contestualmente che a distanza di anni mi stupisco soprattutto del fatto che l’equazione “guardo le puntate” valesse per Hercules: cos’è che me lo rendeva addirittura gradevole? Mah, misteri della “gioventù bruciata”! 🙂
    Grazie infine per il trailer, chicca su un post già “chiccoso” di suo! 🙂

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  4. Cassidy ha detto:

    Pit fight e nunchaku, sembra che abbiano scritto l’episodio per conquistarsi la tua benevolenza 😉
    Se nella prima foto Lamas se la vede con una sorta di Macchio, Martin Kove sembra il ragazzo dal kimono d’oro, solo per look per fortuna. Quindi il nostro Martin è passato attraverso la tua rubrica du Lamas ma anche quella su Chuck Norris, un vero mito! 😉 “Hercules” era un’adorabile scemenza, aspettavo il sabato in cui sarebbe comparso anche Kove, lo ricordo bene quell’episodio e dici bene, era una serie che poteva contare facce incredibili, basta dire che ci recitava anche Bruce Campbell. Cheers!

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  5. Kukuviza ha detto:

    Non ho mai visto niente di tutto questo e non ho mai capito dove risiedesse il fascino di Lamas (ce lo aveva almeno il fascino?).
    Meglio il mollicone XD
    Mi sono schiantata alla didascalia della sottilissima recitazione.

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  6. Giuseppe ha detto:

    Che ti vedo lassù: nientemeno un Joe Denti d’annata (televenditore prima, opinionista e cinefilo poi) che mi presenta Renegade! Di cui al momento però fatico a riportare alla mente quel doppio episodio di serie, essendo una vita che non ne rivedo più le primissime stagioni… mentre anch’io ricordo bene l’episodio del “raimiano” Hercules (che mi divertiva, al pari di Xena, proprio nel suo essere studiatamente -libertà mitologiche comprese- e simpaticamente cazzone, il tutto condito da qualche mai sgradito siparietto horror qua e là) con il nostro Martin a ricoprire un ruolo comunque di certo migliore della “scomparsata” a cui l’ha relegato Chuck Norris 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Joe Denti, ecco! Ora che l’ho rivisto credo apparisse spesso all’epoca, nei piccoli canali, e quando la compianta ReteOro mandava i filmoni di notte fra uno e l’altro appariva lui a presentare il ciclo.
      Che belli quei programmi dove presentavano le uscite in VHS con tanto di trailer: scrigni di tesori ormai perduti…

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