Intervista a Gina Carano (2020)

Perché la rivista “Star Wars Insider” ha aspettato il gennaio 2020 per dedicare un po’ di spazio alla serie TV “The Mandalorian”? Me lo spiego solo con una profonda invidia per un prodotto snello che promette molto di più della saga, appesantita da un Impero troppo grande da gestire.
Questo dicembre in pratica il merchandising del nono Star Wars non è esistito (ve le ricordate le arance con Darth Vader di un paio di anni fa?) mentre il mandaloriano e la grintosa Cara Dune spaccano, nei social.

Dunque la celebre rivista della galassia lontana lontana questo gennaio 2020 dedica due paginette striminzite a Gina Carano, pompate da qualche bella foto: ecco la traduzione.


Gina Carano
The Dune “C”
(“C” sta per Cara)

di Tara Bennett

da “Star Wars Insider”
n. 194 (gennaio 2020)

Personaggi tosti, coraggiosi e pieni di risorse
sono sempre stati centrali nella mitologia di Star Wars.
Ma che ne è di quelle donne
che vivono nell’ombra della galassia lontana lontana,
che devono sopravvivere nell’orbita di signori del crimine,
ladri e cacciatori di taglie?
Anche loro possono essere eroine?

Lottatrice di mixed martial arts, Gina Carano trasuda l’entusiasmo di qualcuno che sia grato di essere accolto in un mondo in grado di cambiargli la vita. Per Carano interpretare Cara Dune in “The Mandalorian” segna il suo passaggio da attrice a star emergente, e non vede l’ora che i fan scoprano i segreti che custodisce sulla miniserie di Star Wars.

Star Wars Insider: Com’è stato passare mesi a lavorare in completa segretezza per “The Mandalorian”?

Gina Carano: È stato davvero affascinante, tutta quella segretezza. È bene ricordarsi quanto sia importante Star Wars, per così tante persone: è una cosa potente. Mi dà i brividi farne parte.

Come sei arrivata al ruolo? Mediante audizione?

Lavoravo da un po’ nel mondo delle produzioni indipendenti, e lì è davvero dura. Il mio agente mi ha chiamata e mi ha detto: «Ehi, mi ha telefonato un direttore del casting, mi ha detto che Jon Favreau ti vuole incontrare». Ed io: «Ho sentito bene?» Sono una sua fan sin da quando da ragazzina ho visto Swingers (1996), fino al punto che dissi a me stessa: “Un giorno lo incontrerò”. Per me era un affare serio. Così ho chiesto al mio agente: «Sai di cosa si tratti?» e non aveva alcun indizio: non lo sapeva!

Così quando ho incontrato Jon lui mi ha chiesto: «Sai perché sei qui?», e io: «No, è semplicemente un onore incontrarti». Ed è in quel momento che mi ha detto: «Be’, sei qui per un progetto di Star Wars».

Quello sì che dev’essere stato un momento da pelle d’oca.

Ho avuto un paio di momenti nella mia carriera in cui sono stata così fortunata da provare l’emozione di qualcosa in grado di cambiarmi la vita, capisci? E quello è stato davvero uno di quei momenti. Credo che la mia adrenalina sia schizzata fino al soffitto. Probabilmente lui ha continuato a parlare e a spiegare, ma nel mio cervello ormai era entrato in funzione il pilota automatico. (ride)

Quanto ti ha rivelato Jon Favreau, in quel primo incontro?

Mi ha mostrato tutti i bozzetti e poi mi ha parlato dell’idea di un personaggio femminile in armatura, chiedendomi cosa ne pensassi. Ho detto: «È davvero figo [That’s really cool].» Poi mi ha detto: «È il tuo personaggio». In effetti nei bozzetti assomigliava a me, ma non volevo farmi illusioni. Mi disse che non avevano ancora intervistato nessun’altra per il ruolo, e che ero la prima attrice che incontravano.

La rivelazione dev’essere stata spiazzante, considerato poi che in un progetto legato a Star Wars ti poteva capitare qualsiasi personaggio.

Esatto! Mi chiesi chi sarei stata, cominciai a pensare: «Mi infileranno dentro qualche costume per fare di me una Chewbacca donna?» (ride) Pensavo che mi avrebbero coperta con una qualche maschera, il che per inciso sarebbe comunque andata bene. Invece ero lì, potevo vedere il personaggio: non aveva maschera, era se stessa e indossava quest’armatura figa [cool armor]».

Una volta che sei salita a bordo, cos’hai fatto per prepararti al ruolo?

Sentivo che c’era tanto da fare. Quando sei coinvolto in Star Wars instauri con la saga un rapporto differente, quindi presti molta più attenzione. E, ti dico, riguardare i film originali dall’inizio alla fine mi ha fatto dire: “Oh mio Dio, ecco perché tutti ne sono ossessionati!” Non avevo prestato attenzione, prima, e mi dicevo: “Non riesco a crederci”.

Quando poi ho ricevuto il copione… Da tempo cercavo l’occasione per fare della recitazione la mia carriera, e sono onesta: non è stato facile. Così avere l’opportunità di essere circondata da così tanti talenti è stato come un sogno che si avverava. Sono così incredibilmente grata.

Com’è stato lavorare con Favreau, dopo essere stata sua fan per così tanti anni?

Ricordo di aver pensato quanto ho ammirato quest’uomo. E allo stesso tempo, quant’era semplice e confortevole stargli accanto. Credo che sia un genio naturale e si sia trovato in una squadra incredibile. Anche se c’erano registi diversi per ogni episodio, Jon ogni mattina arrivava e si sedeva con gli attori, e si affrontava la scena. Era spettacolare, ma quando poi stavi seduta con lui che mangiava una tazza di riso, mi rendevo conto che era una persona normalissima.

Com’è stato lavorare con il regista-produttore Dave Filoni?

Dave è in gamba, è così rilassato. Solamente a metà delle riprese mi sono reso conto di chi sia realmente Dave Filoni e del suo contributo a Star Wars. La passione che ha riversato nella saga in tutti questi anni è davvero stupefacente.

La serie TV è sorprendente: hai mai lavorato a qualcosa di simile?

La serie è sorprendente perché chi ci lavora ci mette anima e corpo. Anche nelle giornate più lunghe e stancanti la troupe si ripeteva: «Ma stiamo lavorando a Star Wars! Non possiamo proprio lamentarci» (ride). Sono stata nel cinema indipendente [indie-land] ed è stata dura, sono felicissima di dire: «Resisterò tutto il giorno, tutto il giorno: se serve, rimarrò a vivere sul set».

Sento che l’impegno messo da tutti in questo progetto ha aiutato a catturare lo spirito dei film originali di Star Wars, dai personaggi alla loro eccentricità, Dave e Jon hanno preso tutto quello e l’hanno riversato in una nuova storia. In qualche modo sono stati in grado di proteggere lo spirito della saga grazie alla loro passione. Sono molto intuitivi: stanno presentando qualcosa che credo ogni vero fan di Star Wars adorerà.

Sei pronta per ciò che comporterà essere entrata nella famiglia di Star Wars?

Sono grata di tutto e sono emozionata di dove sono. Lavorerò più duro di tutti. Voglio solo vivere una vita onesta ed appassionata: non voglio fare cose che non voglio fare. Alla fine, mi è arrivato questo lavoro ed è stato così bello presentarsi sul set. Tutto era più grande e migliore di quanto avrei potuto immaginare.


L.

– Ultimi film con Gina Carano:

Informazioni su Lucius Etruscus

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11 risposte a Intervista a Gina Carano (2020)

  1. Cassidy ha detto:

    Da una parte abbiamo un film pezzente e scopiazzone, dall’altra una serie snella veloce curata e con Gina Carano, chissà perché “L’ascella di Skywalker” puzza e non piace 😉 Già mi manca questa serie spero in una seconda stagione altrettanto spassosa con ancora più Cara Dune! Cheers

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Da adepto di Star Wars (versione lato oscuro 🙂 ), non posso che apprezzare l’intervista, tuttavia, trattandosi di Gina, mi sarei ancor più emozionato se il tema fosse stata la sua partecipazione a film action-trash che ci fanno palpitare (a memoria In the blood, Kickboxer…e altri!); vorrà dire che l’intervista Z gliela farai te Lucius, nooooo? 🙂

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  3. Vincenzo ha detto:

    Cavoli Star Wars ha deluso anche un fan come me e non vedo l’ora di vedere mandalorian, contravvenendo alla mia avversione per le serie, per trovare una “nuova speranza” in un franchise che rischia…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La serie mi è piaciuta parecchio ma questo potrebbe essere un problema, visto che io trovo assolutamente insopportabili i film di Star Wars dal 1999 in poi! 😀
      Questo infatti vorrebbe dire che lo stile di “The Mandalorian” è così abissalmente diverso dai film che magari un fan potrebbe non trovarlo in linea con il franchise. Fammi sapere, quando la vedrai 😉

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  4. Giuseppe ha detto:

    Sugli ultimi Star Wars che dire, possono ancora essere una gioia per gli occhi ma non lo sono altrettanto per il cuore… il mio, almeno: persino gli stessi fumetti nati dall’ultima trilogia continuano a apparirmi mediamente migliori dei film dai quali prendono le mosse. Bah, sarà che non ho mai digerito la soppressione di un intero universo espanso dal quale si potevano attingere idee nuove per la saga, per di più rimanendo perfettamente coerenti con quanto già narrato (e una morte illustre da commuovere i fan c’era pure lì, a volerlo). Almeno in “The Mandalorian” c’è Gina, e lei sta bene in qualsiasi universo si trovi 😉

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  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    Non hanno scampo, Gina Forever 😉

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