Dead Sleep (1990) Sonno senza fine

Quando sulle prime bancarelle del 2020 c’è Linda Blair che ti guarda, devi essere posseduto dal demonio per resistere…

La Village Roadshow è una piccola casa australiana che fa il salto di qualità quando partecipa a quella grande operazione internazionale di Fino alla fine del mondo (1991) di Wim Wenders, esperienza che le permette di salire di livello… e sfornare Uragano Smith (1992) con Carl Weathers!
Ci sarà tempo per capolavori Z come 2013. La fortezza (1992) con Lambert o Sahara (1995) con Belushi, in una data indefinita del 1990 esce il minuscolo Dead Sleep.

Hanno chiamato i grafici migliori per il titolo

Dopo una distribuzione home video americana nel 1992, il film finisce sul tavolo della censura italiana il 16 aprile 1993, ed entro un mese riceve il visto con il titolo italiano di Sonno senza fine e quello alternativo di Sonno profondo, credo mai utilizzato.
La Penta Video lo porta in VHS nello stesso 1993 e il film appare in TV con sicurezza solo nel 2010 su Rete4 (fonte: FilmTV.it): intanto dal novembre 2009 la Medusa l’ha rispolverato in DVD.

Povera Linda, posseduta dal demone della Z…

Maggie Healey è contenta, perché ha trovato lavoro come infermiera all’ospedale privato Campi Elisi (Elysian Fields) avendo come unica esperienza l’aver accudito il nonno: rimane misterioso come per il resto della vicenda Maggie sia descritta come l’infermiera più qualificata del Paese.
Comunque la giovane piena di debiti finalmente avrà un’entrata fissa e potrà comprare una falciatrice per sistemare quel bosco che ha in testa…

Quando in testa hai un cespuglio di anni Ottanta

La protagonista ha il musetto eternamente spaventato di Linda Blair, la cui carriera è studiata dal blog Malastrana VHS che mi ha contagiato: la povera Linda sul finire degli Ottanta è «in una fase bulimica da accumulatrice seriale di B movie» (per citare Andrea Lanza) eppure all’epoca non ne avevo consapevolezza, malgrado studiassi attentamente ogni uscita al cinema e in videoteca.
In realtà i filmacci dove appariva la povera Linda non erano adatti alla vita umana e la loro distribuzione italiana è stata frastagliata e travagliata: sono contento che all’epoca l’attrice si vedesse solo in Riposseduta (1990), mentre la distribuzione nostrana teneva gli altri suoi film sotto il tappeto.

Il reparto dove curano gli attori di Mortal Kombat 2

Direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità arriva il primario dottor Jonathan Heckett (Tony Bonner), «il cavaliere bianco della psichiatria australiana», qualsiasi cosa questo voglia dire: un medico che sembra mascherato da D’Alema e che ha trovato una cura perfetta per i pazienti.
Depressione, schizofrenia, mal di testa, alito pesante, non importa quale sia il problema: il buon dottore Heckett addormenta i pazienti per due settimane e li sfonda di elettroshock. Stranamente ciò che si risveglia dopo non ha più nulla di umano.

Il medico dal baffetto che non perdona

Si sa che la malasanità è una malattia incurabile: i virus non si guardano le spalle a vicenda e non nascondono l’operato gli uni degli altri sotto un velo d’omertà, come fanno i dottori, quindi è più facile debellare un’epidemia che inchiodare un dottore alle proprie responsabilità. Appena Maggie si rende conto che Heckett è più psicopatico che psichiatra, capisce anche che sarà difficile salvare i malcapitati che gli finiranno sotto le mani visto che questi può contare su una rete di protezione omertosa.

Vedi, Maggie, un giorno apprezzeranno la mia bicamerale…

Quando l’ex fidanzato di Maggie, un ladruncolo tossicodipendente ma di buona famiglia, viene “curato” dal dottor Heckett e ovviamente finisce male, la donna decide di lavorare in segreto per raccogliere prove. Esce fuori infatti che sono più di cinquanta i morti sulla coscienza del dottore, per non parlare di tutti quelli che ha distrutto nel fisico e nella mente: come sia possibile che in una piccola città nessuno si accorga che dall’ospedale Campi Elisi si esca solo a zampe dritte non è facile da capire.
Comunque Maggie raccoglie prove con la leggiadria e la segretezza di un elefante in cristalleria ed è scontato che alla fine dovrà affrontare la “cura” del dottor D’Alema: non rivelo la trovata che la salverà, ma non è disprezzabile.

Il mio prossimo passo… è la guerra al Kosovo!

La sceneggiatura dell’esordiente Michael Rymer – che decenni dopo diventerà produttore di serie come “Battlestar Galactica” e “Hannibal” – alterna ingenuità e qualunquismo con grande disinvoltura, anche se la visione non è poi così sgradevole come la mostruosa locandina del DVD lascia supporre.

Il londinese Alec Mills è un direttore della fotografia che si occupa di tutt’altri mestieri del cinema, ma quel 1990 ha voluto dirigere ben due film, di cui questo è l’ultimo. Si contraddistingue per la straordinaria anonimità della regia, facendo supporre più un blando ed incolore prodotto televisivo che un film di cassetta: non si può dire che sia diretto male, ma che sia anonimo sì.

Mi aspettavo una buffonata da ridergli in faccia, come i prodotti medi in cui si trova Linda Blair in questo periodo, invece è un normalissimo filmetto che potreste trovare il pomeriggio su qualche canale locale dell’epoca. (Ormai i canali locali sono solo televendite, bei tempi quando beccavi i filmetti anche di pomeriggio.)
Quindi paradossalmente ci sono rimasto male del fatto che non sia una bojata: come si fa a ridere in faccia ad un prodotto incolore che però racconta onestamente la sua storia? Da Linda mi aspettavo di meglio… cioè di peggio… cioè il meglio del peggio! Sarà per un’altra volta.

Dottore, è sicuro che questo sia nel Giuramento di Ippocrate?

L.

amazon– Ultimi post con Linda Blair:

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32 risposte a Dead Sleep (1990) Sonno senza fine

  1. Kukuviza ha detto:

    Oddio che ridere col dottore mascherato da D’Alema.
    Io in effetti sapevo solo di Riposseduta, non sapevo che la Blair avesse fatto tutta questa roba non adatta alla vita umana!
    Comunque è vero che si rimane delusi quando ci si imbatte in film che non sono brutti abbastanza. L’anonimato tante volte è peggio della bruttezza!

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  2. Evit ha detto:

    La presenza di D’Alema mi ha ucciso. Anche per me non rimane che un sonno senza fine.

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  3. Evit ha detto:

    Non ti preoccupare di non aver mai sentito parlare di Linda all’epoca, solo Andrea di MalastranaVHS conosce tutti questi film sconosciuti, penso ne conosca più di Linda stsssa.

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  4. Cassidy ha detto:

    Morto, portate anche me in corsia, ho un attacco di risa isteriche, tra il taglia erba per i capelli della Blair e contro i baffetti del sosia di D’alema sono da ricoverare! Oggi vinci il “Malastrana VHS” d’onore per aver parlato della divina regina della Z, colei che é stata posseduta da demoni e filmacci in ugual misura! 😉 Cheers

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Lucius, non voglio offenderti ma con la Z ci sei rimasto proprio sotto… Ora sei “deluso” se il film non è una porcata da spernacchiare!

    Scherzi a parte, mi sa che questo da qualche parte l’ho visto… O a noleggio o in qualche canalaccio perché sta storia del paziente in coma tratto con elettroshock mi risveglia qualcosa. Non mi ricordo minimante il colpo di scena cui accenni ma sta cosa che Dottor D’Alema gioca coi pazienti mi è familiare.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tu ci scherzi, ma a forza di studiare i mostri sono diventato mostro anch’io, come già aveva abbondantemente previsto Nietzsche 😛
      Siamo al punto che preferisco un filmaccio fetente ad uno blando…
      Sarà che la facciuzza di Linda mi aveva fatto pregustare la Z più ridereccia.

      Da quando la Medusa l’ha recuperato in DVD ha avuto diversi passaggi TV, quindi non escluderei che l’hai visto in uno di questi passaggi.

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahaha! Questa cosa di D’Alema mi perseguiterà a lungo (almeno fino a stanotte turbandomi i sogni con i suoi baffini, quindi addio “sonno profondo” 🙂 )!
    Sul film, capisco la tua delusione, di esserti ritrovato tra le mani un prodotto Z non abbastanza Z, ma al contempo mi chiedo: ci dobbiamo preoccupare per questa apologia estrema della Z? Sia io che te, of course! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ una strada senza ritorno 😛
      Anche perché ormai i film anche solo vagamente decenti sono una rarità rarissimissima. Lo scorso 2019 in un anno ho visto 543 film, e di questi:
      – solo a uno ho dato voto 9;
      – solo a sei ho dato voto 8;
      – a 36 ho dato voto 7;
      – a 79 ho dato voto 6;
      Vuol dire che ho visto 421 film brutti, deludenti in un qualche maniera. Capisci che tutto questo a lungo andare mi sta rovinando il gusto 😛

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Queste statistiche mi commuovono incredibilmente. Non ho visto il tuo numero né in totale né di film brutti ma avendo percentuali comunque più alte della media delle persone “rifinite” mi sento compreso, accolto, non solo. È nato un legame Z (ma in realtà c’era già 😃), sei il mio yoda della forZa ❤😅😄

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non conta il numero, conta la passione ^_^
        Che la forZa sia con te!

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        P.s. qual è il 9?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Coherence” (2013). Non so se ora, a freddo, confermerei un voto così alto, ma di sicuro è un film che mi ha profondamente sorpreso e affascinato.
        Già che ci sono, ecco gli 8:
        – “American Son”, cinema da camera, spietato e crudele come il problema razziale in America
        – “Come ti divento bella!”, Amy Schumer ha una forza e un coraggio che illuminano la stanza!
        – “El bar”, un thriller spagnolo geniale e claustrofobico
        – “Men of War“, Dolph all’ennesima potenza!
        – “Non ci resta che il crimine”, è rarissimo che un prodotto italiano mi faccia meno che schifo, invece film come questo dimostrano che il nostro cinema esiste, quando vuole. (Il problema è che non vuole mai!)
        – “Tutti in piedi”, commedia agro-dolce francese di cui purtroppo ricordo poco.

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      • Celia ha detto:

        Messo in lista Coherence.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Spero non aver dato troppe aspettative, comunque è un film che merita assolutamente 😉

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      • Celia ha detto:

        Oh, non ti preoccupare: già solo la prima parte tutta conversevole mi fa sbrillucicare gli occhi, io adoro i film di questo tipo (cfr. Cena tra amici) 🤩
        Per il resto, che pure mi interessa, la mera sfida a capirci qualcosa – giusto l’essenziale – vale la candela 😉

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Grazie per la lista, effettivamente ero curioso anche di sapere gli 8 😁
        Coherence, lo vidi anche io e posso capire il voto anche se io lo vidi in una di quelle serate in cui sei poco ispirato per visioni non trash (ma te ne rendi conto troppo tardi) e forse faresti meglio a spararti un Bud Spencer. Dovrei rivederlo.
        Degli altri ovviamente mi emoziono su Dolph, film che ho adorato! E assai bene El Bar!
        Sugli altri, appunto e prendo spunto! 😉💪

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      • Celia ha detto:

        Uno schiacciasassi!

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  7. Giuseppe ha detto:

    Non esattamente un bel film ma nemmeno così pessimo da essere preso a pernacchie, in effetti…
    Vuoi rifarti con qualcos’altro di Linda avente più o meno a che fare con il sonno (un tipo assai diverso da quello procurato qui dal dottor d’Alema 😀 )? Allora prova con The Chilling – Risvegli Da Un Coma Glaciale, girato l’anno precedente, che puoi trovare in italiano direttamente sul tubo 😉

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  8. Pingback: Gennaio 2020: gli eroi della Z | Il Zinefilo

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