[Film infranti] She-Hulk (1989)

Nuovo appuntamento della rubrica dedicata ai film pensati, progettati ma mai girati, o anche solo mai arrivati in pre-produzione. Stavolta sarò molto più breve rispetto al post-fiume di Isobar!


Quando Brigitte Nielsen
divenne verde di rabbia

Siamo nell’ultimissimo periodo di vita della New Line Studios, una delle eredi delle passate glorie di Roger Corman. Avere ottenuto i diritti cinematografici dei personaggi Marvel sembra una buona idea, visto il recente successo del pipistrello DC sul grande schermo, ma fare minuscoli filmettini scritti male da far uscire direttamente in videocassetta rovina tutto: può anche piacervi Il Vendicatore (The Punisher, 1989) ma rimane un enorme buco nell’acqua.
Il tempo di dare spazio a Tony, lo Scott giusto, con Revenge. Vendetta (1990) e si va tutti per stracci: il primo capitano d’America (1990) se lo fanno altri, e il terzo Hellraiser (1992) passa agli artigiani del filmaccio d’orrore (cioè orribile), la Dimension Films.

Nell’estate del 1989 la New Line Studios pensa ancora di potercela fare, anche se in realtà già sono in corso dal 1988 le trattative per rivendere il marchio Marvel. Così chi partecipa al Festival di Cannes può incontrare uno stand con delle foto particolari. Di Brigitte Nielsen pittata di verde, pronta ad interpretare il film di She-Hulk.
Nato nel 1980 dal solito Stan Lee e dal disegnatore John Buscema, il personaggio dell’avvocatessa che diventa giustiziera verde in Italia credo sia noto solo ai più attenti lettori Marvel, mentre in America è di sicuro più noto e ancora particolarmente attivo.

Nella rivista specialistica “Femme Fatales” (volume 1) n. 2 Alan Jones ricostruisce il film che non solo non è mai stato girato, ma di cui non è mai partita neanche la pre-produzione.
Approfittando degli sgravi fiscali offerti dall’Australia, la New World pare avesse organizzato per il settembre 1991 le riprese del film, in cui la Nielsen interpreta un’avvocatessa dei criminali che d’un tratto diventa She-Hulk, senza però diventare muscolosa e rimanendo della propria taglia. Semplicemente… diventa verde.

«È contaminata dallo stesso fenomeno del dottor Banner, in pratica nello stesso momento. Non è che abbiamo ancora parlato della storia delle sue origini: è già padrona del fenomeno, quando inizia il film.»

Stando alla biografia dell’attrice – You Only Get One Life (Im Leben wird dir nichts geschenkt, 2011) – la casa aveva bisogno di almeno cinque milioni di dollari per far partire il progetto e le ha chiesto un po’ di “campagna pubblicitaria preventiva”. Così la Nielsen ha posato per delle foto con una parrucca dai capelli neri, in chiave “avvocatessa sexy”, poi tutta pittata di verde con abito futuristico. Nella primavera del 1989 si parte tutti per Cannes in cerca di finanziatori per il film, ma a quanto pare – al contrario di quanto raccontato di solito – non sono state semplicemente esposte delle foto con Brigitte verde… era lei stessa a girare pittata di verde!

Im Leben wird dir nichts geschenkt«La mattina dopo avevo il servizio fotografico alle 11 e mi ritrovai truccata da She-Hulk. Come Superman, il mio personaggio aveva una doppia identità: era una normale ragazza con gli occhiali che poi diventata Hulk quando si arrabbiava, il che non era molto distante da come mi sentivo in quel momento. Erano previsti una ventina di fotografi ma sembrava ce ne fossero duecento.

Qualcuno ha avuto la geniale idea di mettermi su una barca così che tutti potessero fotografarmi dalla riva: potete immaginarvi qualcosa di più ridicolo? Quindi ero lì a galleggiare, tutta verde come un’idiota a salutare i paparazzi, che si accalcavano sulla riva e sciamavano su un molo per ottenere un’inquadratura migliore. Scattavano foto, si ammassavano inevitabilmente l’un l’altro, finché il molo cedette e crollò in acqua, portando con sé i fotografi e tutta la loro costosa attrezzatura. Andava ben al di là dell’assurdo e del patetico.»

Nel suo racconto l’attrice non nasconde di aver detestato l’esperienza, bollata come “fottuto incubo” (fucking nightmare), anche perché a parte l’interesse dei paparazzi non ha ottenuto altro: nessuna compagnia si è fatta avanti con i cinque milioni necessari, quindi il film non si è fatto. La Nielsen si è consolata con una settimana di feste francesi, ritrovandosi una volta al tavolo fra Sean Penn e Charles Bronson: che compagnia!

All’epoca però girano ancora notizie sul film, dato per prossimo alla realizzazione malgrado non esista altro se non un paio di foto, e si vocifera che Brigitte inizierà le riprese appena finiti i suoi impegni. Quali impegni trattengono l’attrice dal dedicarsi attivamente al film di She-Hulk? Ce lo spiega Alan Jones nella citata rivista:

«La produzione partirà non appena la Nielsen avrà completato i suoi impegni di registrazione. È una popolare cantante in Europa, specialmente in Italia, dove la si può trovare ospite in show televisivi.»

“Popolare cantante” non mi sembra proprio la definizione adatta. In effetti alla fine di febbraio 1992 la Nielsen è ospite del Festival di Sanremo («Brigitte Nielsen mastica un po’ di italiano: ci aspettiamo qualche sfondone che farà comunque parte dello spettacolo», dichiarava Pippo Baudo alla stampa), ma da qui a farla passare come pop star europea mi sembra davvero esagerato.

Il personaggio di She-Hulk appare da decenni in opere dedicate a supereroi Marvel più famosi, e prima o poi arriverà a compimento uno dei tanti progetti che la vedono protagonista ma che da anni non trovano concretizzazione: probabilmente le grandi possibilità offerte dalle miniserie TV saranno il campo dove la nostra hulkessa arriverà a “spaccare”.

L.

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17 risposte a [Film infranti] She-Hulk (1989)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Ma nemmeno due righe di trama, due opzioni sui cattivi co-protagonisti, su un possibile regista,… Proprio zero di tutto? La Nielsen che si tinge di verde e fa sfondare un pontiletto carico di fotografi è l’unica traccia di questo film?

    Il bello (bello?!?!) è che ho provato al volo a cercare notizie digitando “Brigitte Nielsen Cannes Hulk” e le prime due notizie che mi sono apparse sono state “Brigitte, un milione di dollari per andare a letto con lo sceicco all’hotel Martinez di Cannes” e “Brigitte: sono stata a letto con Sean Penn per fare un dispetto a Madonna”… Gossip puro!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Brigittona non può certo fare notizia per i suoi film, molto più succosi i suoi pettegolezzi. In effetti nella biografia dice di aver snobbato di brutto Bronson e di essersi interessata a Penn, ma non si mette certo a raccontare pettegolezzi su se stessa.
      Comunque a quanto racconta lei e ricostruisce Alan Jones non c’era un solo straccio di niente, solo un paio di foto (inguardabili) e una vaga idea senza capo né coda. Non credo che abbiamo perso gran che 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    “Shulky” è abbastanza popolare anche qui da noi stranamente, soprattutto grazie a John Byrne che prima l’ha resa un comprimario di lusso nella sua serie sui Fantastici Quattro degli anni ’80, e poi ha firmato una geniale serie in cui She-Hulk (molto prima di Deadpool) era l’unico personaggio della Marvel, consapevole di essere un personaggio dei fumetti, quindi dialogava con i lettori infrangendo (spesso a pugni) la barriera tra lettori e personaggi. Dan Slott le ha regalato una serie personale niente male nei primi anni del 2000, quindi diciamo che è un personaggio che anche quando non ha una sua serie regolare, vivacchia su quelle altrui, al momento è tra le fila dei Vendicatori, a cui manchiamo credo solo tu ed io, perché ormai sono una squadra piuttosto numerosa.

    Diciamo che i colori non portano bene a Brigittona nostra, qui sarebbe passata dal rosso di Red Sonja al verde, ma anche se il film fosse andato in porto (mi sembra l’espressione corretta, considerando il tuffo fatto fare i giornalisti) non credo che sarebbe stato proprio il massimo. Anche perché Hulk passava da essere Bill Bixby e Lou Ferrigno (pittato) ma Brigitte Nielsen che da mora diventa verde, potrebbe essere giusto un feticismo per qualche leghista e poco altro 😉 Per assurdo sarebbe stata una perfetta Wonder Woman, ma i personaggi a fumetti femminili, sono ancora abbastanza sfortunato oggi, figuriamoci nel 1989. Quanto mi piace questa rubrica dei film infranti, continua a regalare chicche! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente chi legge i fumetti Marvel conosce bene il personaggio, ma temo che la cultura fumettaria in Italia sia relegata ad una minoranza di appassionati: pensa a tutti quelli che hanno scoperto Harley Quinn con il film “Suicide Squad”, quando pure io la conoscevo a fumetti, o a quanti hanno saputo dell’esistenza di Deadpool con Ryan Reynolds 😀
      Visto come hanno fatto Capitan America nel 1990, c’è solo da ballare di gioia al pensiero che abbiamo schivato la pallottola verde di She-Hulk: il mondo non ne aveva proprio bisogno 😀

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      • SAM ha detto:

        Harley Queen era già conosciuta dalla mia e tua generazione grazie ai cartoni di Batman degli anni 90 ( stra-replicati da Mediaset in quel ‘periodo ), dove è nata e presentata al grande pubblico.
        Poi però, siccome i cartoni non li hanno più trasmessi ( come tutti quelli degli altri supereroi da tempo conosciuti in Italia , tipo Iron man o Thor ) è stata dimenticata e poi riscoperta dalle nuove generazioni con il film che citi.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono del ’74, non vedevo cartoni negli anni Novanta, quindi ignoravo il personaggio. Ma leggevo fumetti e riviste d’ogni sorta e vedevo speciali e documentari su cinema e TV d’ogni sorta, e nessuno citava Harley Quinn, quando invece oggi è citata ovunque, segno che forse ha attecchito più in tempi recenti che all’epoca, quando cioè era solo uno dei miliardi di personaggi DC-Marvel.

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      • Anonimo ha detto:

        Nessuno citava sulle riviste Harley Queen perché come te, non guardavano i cartoni. 😉
        Il personaggio cmq divenne da subito famoso, e dopo ottimi riscontri di pubblico e vendite: sulla testata a fumetti “the adventure of Batman e Robin” ( ambienta nell’ universo della serie animata ) , HQ comincia ad apparire qui e là ottenendo sempre più spazio : l’episodio con le sue origini , Mad Love , vinse pure un Eisner Award ;divenne un film animato nel 1999 , e il suo successo sempre crescente costrinse la DC ad inserirla in un secondo tempo nell’ universo ufficiale a fumetti .
        Da qui il suo apparire nei recenti cinefumetti , perché era già (almeno in USA) un personaggio molto amato .
        Poi ovvio che i film l’hanno fatta diventare famosa ovunque, ma è proprio questo lo scopo dei film.
        In fondo, in quanti conoscevano Conan, Dracula , Sherlock Holmes od Harry Potter prima che approdassero al grande schermo ?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non capisco, perché stiamo parlando di Harley Quinn se il soggetto del post è She-Hulk? Io conosco il personaggio di Shang-Chi dagli anni Ottanta, eppure molti l’hanno conosciuto solo ora, perché riviste e trasmissioni ne parlano in vista del film: quindi dico che il personaggio lo conoscevano tutti da sempre? Ovvio che no. Soprattutto in un post che parla di She-Hulk: io conosco il personaggio verde dagli anni Novanta, quindi TUTTI la conoscevano da allora. Non mi sembra un ragionamento corretto.
        Sono contento che tu conosci Harley Quinn da sempre, ma sembrerà strano eppure non tutti hanno avuto le tue esperienze, quindi dovresti prendere in considerazione che non necessariamente l’immaginario collettivo segua i tuoi percorsi conoscitivi..

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      • SAM ha detto:

        IIl punto è che Harley Queen non appariva come Shang Chi o She Hulk in fumetti che in Italia leggevano 4 gatti ; era il personaggio ricorrente di una serie animata che su Bim Bum Bam vedevano ogni pomeriggo milioni di persone .
        Ripeto, milioni di persone.
        Una bella differenza.
        Poi come detto prima , il fatto che i cartoni di Batman non vengono replicati da 20 anni buoni, ha fatto si che almeno 2 -3 generazioni di oggi non sapessero manco chi fosse .
        Ma sicuramente, tanti 35-40 enni che sono andati a vedere Suicide Squad l’ avranno riconosciuta.
        Certo, se fosse uscito Batman 5 di Shumacher ( dove sarebbe apparsa HQ, che faceva capire quanto già fosse famosa, nonostante fosse un personaggio di creazione recentissimo ) sarebbe stata sdoganata prima al grande pubblico .
        Per tornare a She Hulk, la notizia di una serie a lei dedicata fece capolino sugli albi Marvel della Star Comics dell’ epoca ( con tanto di foto ; Ccerano pure gli F4 di Corman ).
        Sul mensile antologico Star Magazine, sempre dello stesso editore, c’era un rubrica intitolata “Hollywood Heroes, che traduceva articoli di questo yankee ( tal Andy Mangels, ) che riportavano cose succosissime, tipo indiscrezioni, lavori in corso e pure sinossi di sceneggiature poi abortite , come il Batman 2 di Burton ( dove sarebbe apparso un Robin di colore ).

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  3. Conte Gracula ha detto:

    La scena dei fotografi sul pontile la vedrei bene in un film su She Hulk, metti alla prima apparizione della signora in verde in tribunale 😛

    Comunque, chissà che filmaccio ne sarebbe venuto fuori (anche perché fare un film di supereroi con cinque milioni… certi generi hanno bisogno di risorse più ingenti!) ^^

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Visti i film di supereroi dell’epoca, non credo neanche sia questione di soldi: è proprio il gusto che è sbagliato! A Batman ha detto fin troppo bene, ma si è salvato solo perché c’era Tim Burton a dargli uno stile.

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      • Giuseppe ha detto:

        Esattamente… mentre c’è solo da ringraziare che una She-Hulk con quelle inesistenti premesse (unite ad un budget comunque inadeguato, anche per l’epoca) non abbia mai visto la luce. E, se mai qualcuno avesse ancora dubbi a riguardo, ripensi -appunto- a quel tristo Capitan America che, purtroppo per noi, la luce l’ha vista eccome 😝

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Appunto, con il gusto dell’epoca fare film sui supereroi era deleterio. Già i Novanta sono stati una bella botta a fumetti, con quel gusto di esagerata esagerazione, al cinema giusto i grandi ci provavano, non proprio riuscendo bene.
        Al tuo Capitan America rispondo con il “Nick Fury” (1998) di David Hasselhoff: perché i tanti esaltati del MCU non lo citano mai? 😀 😀 😀

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Anche questa puntata della rubrica si rivela molto interessante! Senza uno straccio di trama, cast, serio progetto…ma ci pensa la statuaria Nielsen a tappare ogni lacuna (peccato però non sia stato fatto, poteva venir fuori un abominio tipo Steel con Sahquille O’Neal)! 🙂

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  5. loscalzo1979 ha detto:

    WOA.

    Questa vicenda non la sapevo e mi mancava.
    Ma probabilmente, abbiamo evitato una zozzata trash di dimensioni epocali, grazie al cielo

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