The Point Men (2001) Creato per uccidere (il cinema)

Quando sulle prime bancarelle del 2020 c’è il faccione anemico di Christopher Lambert che guarda dietro di sé, per scoprire che fine ha fatto la propria carriera, non puoi far altro che portarti via il DVD. Anche se un euro è un prezzo un po’ altino per un film con Lambert…

È la storia di un montatore televisivo degli anni Sessanta che poi nei Settanta diventa regista di seconda unità di film di successo, finché arriva all’apice della sua carriera: 007 Solo per i tuoi occhi (1981) è il primo di cinque film di James Bond con cui John Glen si crea il proprio spazio nel museo del cinema.
Poi però i gloriosi Ottanta finiscono e arrivano gli umilianti Novanta, con l’inevitabile caduta. Dopo un paio di robette, Glen evidentemente capisce che non potrà affrontare un altro decennio e chiude la sua attività dirigendo gli occhi spenti di Christopher Lambert in The Point Men, fine ingloriosa di un grande regista.

Il punto più basso della carriera di John Glen

Nel 2001 il film esce nelle videoteche in giro per il mondo, mentre in patria americana sembra uscire direttamente in TV: il 23 agosto 2001, stando ad IMDb, che è una data da brividi per la storia di un terrorista internazionale.
Intanto dal 7 maggio di quell’anno il film è sul tavolo della censura italiana, che concede il visto il giorno dopo solo a patto che vengano eliminate due scene intere, per un totale di 43,30 metri di pellicola, eppure entrambe le scene sono presenti nell’edizione DVD.

Il film comunque ottiene il titolo italiano The Point Man. Creato per uccidere. Perché un plurale (Men) diventa singolare (Man)?
La CVC esegue e presenta il film in VHS e DVD con quel titolo nel giugno 2001 – quindi in grande anteprima internazionale! – mentre Rai2 non ci sta e, tenendosi ben distante dal fatale 2001, nella seconda serata di lunedì 15 novembre 2004 regala al film il suo primo passaggio televisivo noto, con il semplice titolo The Point Men. E già che c’è, lo definisce «dozzinale thriller d’azione»: non le si può dar torto.
Stando a FilmTV.it, dal 2009 al 2011 Rai4 ha replicato più volte la messa in onda del film.

Un uomo tagliato per i ruoli d’azione…

Lussemburgo, con una orripilante voce narrante – che scompare subito, quindi ancora più ridicola – Tony Eckhardt (Christopher Lambert) ci spiega che è lì per far fuori il terribile terrorista Amar Kamil (Vincent Regan), che si è macchiato di terribili atti contro il popolo israeliano.
Insieme al suo compagno d’arme Tony raggiunge l’uomo, gli punta un’arma contro… e poi scoppia l’inferno. Tony è l’unico che scampa al massacro, e mentre lo curano con in sottofondo i notiziari che annunciano la morte del pericoloso Kamill, Tony continua a dire che… quello non era Kamill.

Complimenti al trucco per il naso assolutamente plausibile

Il passante Ripley Highsmith scrive la sceneggiatura ispirandosi al romanzo The Heat of Ramadan (1992) dell’autore Steven Hartov, che da allora ha continuato a scrivere di thriller a tematica israeliana.
La storia infatti ha una parte “seria” dove mostra l’intelligence israeliana a lavoro per dare manforte all’esercito, e dall’altra abbiamo un buffonesco cattivone da operetta che fa interventi chirurgici per cambiare faccia… quando in realtà rimane sempre uguale!

Ah be’, si vede proprio che ora è un’altra persona

In un attimo la vicenda che ruota intorno ai servizi segreti israeliani – quelli che diedero mandato a Moro di rapire le Brigate Rosse, secondo Aniene di Guzzanti – crolla come un sacco di patate perché il fuoco della vicenda è tutta su Kamill che vuole vendicarsi di chi ha provato ad ucciderlo, così da impegnare grandi quantità di mezzi e uomini per organizzare una vendettina parecchio squallida. A quanto pare questi uomini dell’intelligence sono così poco intelligenti che muoiono come beoti mentre il più pericoloso terrorista del mondo organizza inutili messinscene per farli cadere in trappola.
Il capolavoro è quando “affitta” una famiglia per far passare una bella serata ad uno che poi uccide con una pistolettata per strada: perché tutta questa inutile fatica?

Ovviamente l’intelligence non capisce un tubo e invece solo quell’aquila di Lambert ha capito tutto: nulla gli sfugge, tranne che doveva smettere di fare cinema il giorno stesso che ha iniziato a farlo.
Comincia un sottilissimo gioco fra il gatto cieco e il topo sordo che riempie un film muto, viste le lunghe e assolutamente inutili scene piene di niente che si riflettono negli occhi spenti di Lambert. (Che non può essere un vero essere umano: per me è un replicante scappato dai Bastioni di Scott e imperversa nel cinema finché un cacciatore non lo fermerà…)

La scena della doccia sexy con mostro in stanza tocca a Lambert

L’aspetto ridicolo della vicenda è che la censura italiana in origine ha preteso la cancellazione di due scene. In una si vede il primo piano del collo rosso di una donna morta strangolata, una scena davvero blanda che mi sembra esagerato tagliare.
L’altra è quella in cui Kamill – come tutti i cattivi da fumetto – uccide il dottore che l’ha curato: ma perché tutte le opere mediocri che parlano di crimine devono fare questa stupidissima scelta? Va be’. Kamill dunque fa fuori il chirurgo che gli ha fatto la plastica per cambiare volto, ma vuole confondere le indagini così chiama l’infermiera, fa spogliare entrambi e li fa sparare a vicenda.
La trovata è cattivella ma per fortuna l’esecuzione è così cialtrona che cancellare la scena è solo un pietoso atto di buon gusto. Tranquilli, però, entrambe sono presenti nel film visto in DVD, quindi non mi sa che nessuno ha dato retta alla censura.

Lambert è anche un grande maestro del travestimento…

Basta guardare la faccia defunta di Christopher per capire la qualità del film, e c’è da sperare che i servizi segreti israeliani, che i complottisti infilano dietro ad ogni grande evento della storia del Novecento, siano un po’ più “intelligenti” di quei quattro buffoni che qui interpretano l’intelligence.

L.

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14 risposte a The Point Men (2001) Creato per uccidere (il cinema)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Due/tre attori che interpretassero i vari volti del terrorista costavano troppo? Che poi attori… Bastavano due comparse una con la barba e le occhiaie da sonno e una con gli occhiali e i baffi!
    E pensare che Lambert per anni è stato spacciato come attorone da Oscar!

    Questa pellicola è la prima sòla che ti hanno rifilato alle bancarelle nel 2020.

    Chiudo con Glen. Purtroppo per lui ha dovuto abbandonare la saga di 007 poichè a fine anni ’80, dopo il dittico con Dalton, ci sono state beghe legali (iniziate già a metà anni 80 quando uscì l’apocrifo “Mai dire mai”) che hanno quasi affossato il personaggio e bloccato l’uscita di nuove pellicole. E come se non bastasse era proprio il personaggio Bond a non “tirare” più come prima. La pausa di 6 anni fu necessaria a riordinare le idee e aggiornare il personaggio coi tempi. Glen (vecchia scuola) e Dalton (ormai vecchio) vennero accantonati per rilanciare la baracca con Brosnan e “GoldenEye”.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Mi piacerebbe dire che Glen era troppo “anni Ottanta” per dirigere un film di spionaggio nel 2000, ma questo “The Point Men” è troppo una ridicola cialtronata per ammettere che sia opera sua. Dispiace dirlo, ma è stato un bene si sia fermato prima di fare peggio…

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  2. Cassidy ha detto:

    Stavo già ridendo solo leggendo “Creato per uccidere il cinema” (storia vera), dovrebbe essere il titolo dell’autobiografia di Christopher Lambert. Invece mi piace tantissimo l’inizio ormai canonico “Quando sulle prime bancarelle del 2020…” che è sempre uguale a se stesso ma con piccole variazione, è la versione Zinefila della sigla dei Simpson 😉

    Il naso di pongo mi sembra un capolavoro, degno dell’ora di ricreazione all’asilo, un film pieno di intelligence ma con ben poca intelligence. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Spesso quando trovo chicche su bancarella poi rimangono anche anni in attesa di recensione: stavolta mi sono messo d’impegno a presentare almeno il meglio del peggio di quanto trovato, con una specie di “sigla” (non ci avevo pensato ma ora mi hai dato l’idea ^_^)
      Lamas, Zagarino, Kove, Dacascos, Hauer, Linda Blair, Eric Roberts, Lambert… tutti eroi della Z che meritavano subito di essere recensiti.

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  3. Evit ha detto:

    Ancora una volta un sottotitolo che è un velato avvertimento per lo spettatore!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Penso addirittura di averlo visto moooolto tempo addietro. Non mi ricordo praticamente nulla ma, anche letto il post, credo sia nell logica (illogica) delle cose Z.
    Poi, il taglio di due scene (per quanto tu le definisca, giustamente, inutili o addirittura “benefiche nel non esserci”), mi pare una crudeltà che infierisce su un film già…deturpato! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dovevano cancellare l’intero film, non solo le due scene 😀
      È incredibile che sia di John Glen, è brutto in ogni scena e al di sotto degli standard Z..

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma infatti… se solo l’avesse firmato con il famigerato pseudonimo Alan Smithee, il tutto sarebbe stato assai più comprensibile. E del nostro Christopher che dire, un ruolo nella sua carriera l’ha pure azzeccato con quell’Highlander che l’ha reso “immortale”: il problema semmai sono i film fatti successivamente, nella maggior parte dei casi mortali per lo spettatore (beh, nel bailamme generale voglio salvare almeno il suo John Brennick nelle due “fortezze” del ’92 e del ’99) 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ad onore di Lambert va detto che recita sempre uguale dagli anni Ottanta ad oggi: se il personaggio è azzeccato, funziona, altrimenti è imbarazzante. In Highlander funziona il film e il personaggio, perché Lambert è un tubero immobile in ogni inquadratura: è solo più giovane…

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  5. Kukuviza ha detto:

    Ma “point men” cosa dovrebbe voler dire?
    Comunque non ho mai capito come Lambert abbia potuto avere il successo che ha avuto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Nessuno di noi credo l’abbia mai capito 😀
      Non so se “point men” era un termine che indicava gli uomini dell’intelligence o aveva qualche altro significato, nel film non viene mai detto e onestamente non viene neanche la curiosità 😛

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