Watchtower (2001) Il guardiano

Nella parata di Eroi della Z che sto compiendo in questo primo mese dell’anno poteva mancare Tom Berenger?

Sono abbastanza vecchio da ricordare i tempi d’oro dell’attore di Chicago, che ho conosciuto nel mitico Il grande freddo (1983) seguendo poi sempre con piacere la sua carriera. Anch’essa, come quella di tanti altri grandi nomi degli anni Ottanta, crollata nella serie Z.

Tante case dal nome poco noto credono in lui e decidono di costruire un film intorno al suo corpaccione. Penso alla GFT Entertainment, che inizia l’attività con Hellcab. Un inferno di taxi (1997) e adocchia subito gli eroi della Z, come Michael Dudikoff a cui affida Insieme per uccidere (1999) e Casper Van Dien a cui dà Furia sulla strada (2000). Firma anche il più che dignitoso Fuga disperata (2002) con Armand Assante: diciamo che questo Il guardiano è il livello più basso raggiunto dalla casa. Che sia dovuto alla presenza della Frontline Entertainment, rinata in quel periodo per raccontare le avventure erotico-sanguinolente della Contessa Dracula?

Uscito in home video in Grecia nel dicembre 2001 (stando ad IMDb), dall’anno successivo The Watchtower comincia a sbucare nelle videoteche di tutto il mondo: in Italia la Eagle Pictures lo presenta in VHS e DVD dal maggio 2002, con il titolo Il guardiano.

Stando a FilmTV.it gli unici passaggi televisivi noti sono su 7Gold il 25 agosto 2019 e 7 gennaio 2020: quest’ultimo è quello che ho registrato e da cui sono tratte le foto del post.

Il film è disponibile su Prime Video.

Guardiano del faro. mestiere per gente allegra

Il film inizia con Art Stoner (Tom Berenger), orsacchiottone pelosone che dopo una notte di passione coccola la sua fidanzata e le promette rose e fiori, oltre ad una vita da sogno. Lei chiude gli occhi gustandosi la felicità… e con un coltello lui la uccide. Però con amore, eh?
Mentre ci riprendiamo dallo stupore, man mano scopriamo questa curiosissima figura di serial killer, un uomo che uccide le donne dopo averle fatte innamorare: dona loro la felicità, o almeno una sua immagine, così che muoiano felici e appagate. Non me l’aspettavo da Tom un ruolo del genere.

Un uomo che sprizza amore da tutti i coltelli

La sua “missione” dedicata alle donne è complessa e prevede anche morti a secchiate che però sono solo danni collaterali, sulla via dell’amore (malato). Così dopo essersi fatto dare un passaggio da un tizio, gli fa un bel sorriso e poi lo ammazza. Il tizio gli ha rivelato di star recandosi al suo primo giorno di lavoro, in quel Paese straniero dove non conosce nessuno: la vittima perfetta.
Siamo nella canadese Victoria (British Columbia) e in un gelido mattino Art si presenta al posto di lavoro che doveva assumere la sua vittima: guardiano del faro. No… non quel Guardiano del Faro! Anche se uno che suona in effetti c’è.

Sarebbe bello che fosse una citazione del musicista italiano milanese che si faceva chiamare Guardiano del Faro, comunque a suonare in cima al faro c’è Mike O’Conner (Tygh Runyan), ragazzo spiantato che in attesa di capire cosa voglia fare nella vita ha accettato un lavoretto di manutenzione al faro. Quindi per lunghe giornate di ozio totale dovrà stare a stretto contatto con Art: non ci vuole molto a capire che l’uomo non sta proprio benissimo con la testa, e quando comincia a corteggiare Kate (Rachel Hayward), sorella di Mike, la situazione si fa pericolosissima.
Come si può capire il vero carattere di un uomo? Giocandoci insieme a scacchi: è così che Mike capisce chi sia realmente la persona con cui dovrà condividere un metro di stanza per i prossimi mesi.

Tom Berenger non mangia i pezzi: li stritola!

Se Scooby-Doo ci ha insegnato qualcosa, è che una storia migliora sempre quando c’è di mezzo un faro: nel mio piccolo ho fatto mio l’insegnamento rendendo un faro – il primo e più celebre faro della storia – ambientazione dell’evento misterioso su cui deve indagare a suo modo il mio Marlowe (non quel Marlowe) nel mio primo ed unico romanzo. Insomma, con un faro mi si compra facilmente, anche se fosse un minuscolo filmetto televisivo tedesco (ma pieno di “libri falsi”) come La signora del faro (2006): credevo che solo Cold Skin. La creatura di Atlantide (2017) mi avesse deluso, come “storia di faro”, ma questo Il guardiano batte tutto.

Malgrado questa foto da IMDb, nessuno sorride nel film, che è di una tristezza assurda

La storia non esiste, il film va avanti da solo all’insaputa degli attori, finché si arriva al confronto finale: dovrei avvertirvi che sto per rivelare il finale, ma tanto vi consiglio caldamente di stare alla larga da questo film! Hai un pericoloso assassino, un giovane che ha capito tutto e una sorella che sta per essere la prossima vittima: come fai a sbagliare una storia del genere?
Semplice: il giovane scompare, forse ucciso ma non è sicuro; la sorella capisce all’ultimo e dà una coltellata all’assassino, che scompare; essendo ancora vivo – non si sa come – Art lo si ritrova chissà dove che manda una lettera alla donna, in cui le dice che ora cambierà vita.
In pratica, alla fine il film si chiude all’improvviso, con l’espediente della lettera che già nel 1922 Eduardo De Filippo prendeva in giro con Uomo e galantuomo, dove il drammaturgo protagonista non sapeva come finire il testo che doveva mettere in scena e tagliava la testa al toro con una lettera che spiegava ciò che non era capace di raccontare.

Il simbolo del film: luce fredda, volti immobili

Possibile siano serviti ben tre sceneggiatori per scrivere un film senza sceneggiatura? E fra di loro sbuca fuori pure Robert Geoffrion, prolifico autore di filmacci inguardabili: mi basta citare Omicidio incrociato (1991) con Chuck Norris per far capire il livello della sua opera.
Il regista ungherese George Mihalka ha fatto un sacco di roba dagli anni Ottanta, sia al cinema che in TV, ma non ho visto nulla di suo: la regia cerca di sopperire al nulla totale che ha a disposizione e anzi loderei lo sforzo. Non è facile costruire qualcosa anche solo “normale” avendo un montarozzo fumante di niente a disposizione.

A tempo e luogo debito vi parlerò degli scacchi nel film…

Sospetto che Berenger non avesse proprio voglia di fare questo film, perché l’assenza di qualsiasi espressione dal suo volto gonfio scomparirà con il successivo Sniper 2. Missione suicida (2002) ma soprattutto con il piccolo capolavoro Sniper 3. Ritorno in Vietnam (2004), film dove rimane sempre sotto tono ma non catatonico come qui, ne Il guardiano.
Il risultato è un film assurdo, con un non-finale che corona una non-sceneggiatura: addirittura mi porta a dire che… non lo comprerei, se lo trovassi a un euro su bancarella! E chi ha visto i film comprati su bancarella questo mese, capisce che è un’affermazione molto forte.

Preferisco il nostro Guardiano del Faro…

L.

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18 risposte a Watchtower (2001) Il guardiano

  1. Pingback: Il guardiano (2001) | CitaScacchi

  2. Cassidy ha detto:

    Sono sempre stato della scuola di pensiero “Ci recita Tom Berenger? Si guarda”. Questo mi manca ma il non-finale è abbastanza clamoroso, avrebbero almeno potuto far cantare al guardiano del faro Tom un pezzo del guardiano del faro. Sarebbe stata avanguardia pura! 😉 Cheers

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  3. Evit ha detto:

    Bah, almeno hai trovato materiale per citascacchi

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Osservando bancarella 2020 effettivamente la tua affermazione finale è forte! E condivido anche la perplessità sul come si possa sbagliare con basi di storia così solide per fare un filmettino ad hoc…mah!
    Però due meriti: scopro la tua singola storia di romanziere e mi sono fatto l’ormai consueta scorpacciata di Z!!! 😁😄😉

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Lo spunto della “gioia prima della morte” poteva essere interessante se sviluppata a dovere. L’ambientazione pure perché il faro e il suo guardiano è oggettivamente affascinante.
    Ma se i risultati sono questi…

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  6. Kuku ha detto:

    Quando ho letto del faro, la prima cosa che mi è venuta in mente sono le tue mani madianesche! Ormai non penso più a un faro senza associarlo al tuo romanzo!
    Certo che comunque questo serial killer riesce a far innamorare di sè un gran numero di donne. Ma quanto fascino ha? Almeno fosse stato il Tom giovane he era piuttosto figo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio, troppo buona ^_^
      Comunque sì, quell’aspetto della sceneggiatura mal si adatta al Tom di oggi, visto poi che nella storia seduce solo donne giovani e piacenti. Chissà, magari la storia era stata pensata per un attore più in forma 😛

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  7. Giuseppe ha detto:

    Visto il non-risultato finale di codesto mal pensato/scritto/realizzato filmetto, probabilmente dovrebbe essere lo stesso Tom Berenger a girare le bancarelle comprando di persona tutte le copie che trova, così, giusto per farlo sparire dalla circolazione… 😛

    Piace a 2 people

  8. Pingback: Gennaio 2020: gli eroi della Z | Il Zinefilo

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