Total Recall 0. Introduzione

Milano, 28 maggio 2017, ultimo giorno del Wired Next Fest, si presenta ospite l’astronauta americano Buzz Aldrin che esorta: «L’umanità deve andare su Marte e restarci, passando dalla Luna». Il suo intervento è registrato dall’ANSA che, insieme a tutte le altre agenzie del mondo, quel giorno fa rimbalzare non solo il messaggio di Aldrin ma anche la foto della maglietta con cui si è presentato, su cui campeggia una scritta comprensibile in tutte le lingue: «Get your ass to Mars» Portate il culo su Marte.

Il vero messaggio per l’umanità arriva dalla maglietta (© Ansa)

Sembra una frase che potrebbe dire Cohaagen a Quaid: porta il tuo culo su Marte, a riparare tutti i casini che hai fatto. Ma mi sono immaginato una situazione capovolta, in cui – con un delicatissimo e appena accennato gioco di parole – su Marte non devi portare il tuo ass bensì il tuo dick. Philip K. Dick.

Questo maggio 2020 festeggiamo i trent’anni dall’uscita di Atto di forza (Total Recall, 1990) un film molto amato e di cui solo negli anni si è cominciato a conoscere meglio la tribolata produzione, le cui notizie di solito non arrivavano nelle (poche) fonti italiane di informazione cinematografica dell’epoca.

Dal 1976 questo progetto è stato una spina nel fianco di tanto produttori, sceneggiatori, registi e attori, un dolore continuo che è un miracolo non sia esploso nel nulla, come purtroppo spesso avviene con progetti che passano troppi anni a venir modificati da troppe mani.

Concluso dunque il viaggio di Alien, è il momento di conoscere… suo fratello!


Introduzione

Marzo 1980. Il giornalista Jordan R. Fox si siede davanti ad un giovane regista promettente, che ha appena portato al cinema un suo film… pieno di nebbia.

La lunga chiacchierata di Fox finirà sul numero estivo della rivista specialistica “Cinefantastique” (vol. 10, n. 1), e parlando con quel trentenne baffuto che potrebbe anche diventare famoso – un certo John Carpenter, di cui potreste aver sentito parlare – si arriva alle consuete anticipazioni sul futuro, da cui scopriamo che il regista ha nel cassetto un copione per un film in cui si fugge da New York… Ciò che qui conta è l’ultimo progetto che John cita nell’intervista:

«Mi è stato offerto Total Recall, una storia investigativa ambientata nel futuro, qualcosa alla James Bond. Mi piace davvero. Parla di un agente che va su Marte e scopre che c’era già stato ma non lo ricorda: la memoria di quel viaggio gli è stata cancellata da un gruppo di persone che si fa chiamare “Total Recall”, e al suo posto gli hanno impiantato ricordi di un’altra vita. Deve quindi tornare indietro e scoprire cosa sia successo.

È uno dei lavori più umani di Dan [O’Bannon], ed è molto intrigante. Sarà terribilmente costoso da fare. Sebbene mi piaccia davvero tanto non credo che lo farò, per una serie di ragioni: la principale delle quali è che ho altri progetti da gestire.»

Mi sdraio sulla poltrona e lascio che il sedativo faccia effetto: non vedo l’ora di svegliarmi con impiantata la memoria di aver visto al cinema Total Recall diretto da John Carpenter.


Il patto di Alien

«Mia madre ha sempre pensato, sin da quando avevo otto anni, che io fossi un criminale. Ha sempre pensato che la fantascienza non fosse una forma d’arte o letteraria. Se a scuola prendevo un libro di fantascienza, me lo portava via dicendomi: “Non portare la fantascienza con te!”»

A raccontare questi ricordi d’infanzia è Dan O’Bannon, che si confida al giornalista Lee Goldberg di “Starlog” (n. 71, giugno 1983). I genitori dovrebbero sapere che tutto ciò che vietano con rigore avrà un fascino irresistibile per i figli: ne sa qualcosa Mark Verheiden, a cui la madre bruciava i fumetti e che ha iniziato la carriera come fenomenale autore di fumetti (come racconta nel 1994). Ogni tentativo di mamma O’Bannon di reprimere la voglia di fantascienza nel figlio ha avuto come risultato una carriera in quel campo. Ma ce ne vorrà per arrivarci.

All’età di vent’anni sempre la madre l’ha fatto arrestare per aver fumato erba, continua a raccontare Dan, ed ha cercato di impedirgli di entrare al college. Riuscito comunque ad entrarci, il giovane Dan non sa bene cosa fare e racconta che la madre voleva farlo diventare ingegnere civile (ma non voleva impedirgli d’entrare?) «Quando avevo 21 anni ho scoperto di stare per laurearmi in psicologia… e non volevo essere uno psicologo». Cambia facoltà in continuazione ed è chiaro che sia un giovane confuso.

Stando alla sua ricostruzione, un giorno del 1968 (a 22 anni) siede nel dormitorio della sua facoltà con una rivista di “Playboy” in mano. Stanco delle foto, comincia a leggere qualche testo. «Qualcuno aveva scritto una lettera chiedendo quale fosse la migliore scuola di cinema: lessi il consiglio della rivista e lo seguii». Finì alla University of Southern California e cominciò la sua educazione cinematografica guardando Quarto potere e Il dottor Stranamore.

Qui incontra John Carpenter e inizia l’avventura di Dark Star, che ho già raccontato, film poi visto da Alejandro Jodorowsky il quale propone a O’Bannon di lavorare al suo ambizioso progetto di Dune che finirà male, come ho già raccontato. Così nel 1976 il nostro Dan si ritrova senza niente in mano a vivere sul divano del suo amico Ronald Shusett. Anche nel momento di massima disperazione la fantascienza può essere il sistema per uscirne.

Ron Shusett nel 2003, dal documentario The Beast Within

Dan sogna di gestire film di fantascienza, in qualità di sceneggiatore, regista, curatore degli effetti speciali e tutto ciò che la sua mente fantasiosa gli dice di saper fare; Ron sogna di fare il produttore di teatro ma New York è troppo fredda quindi ha ripiegato sulla produzione cinematografica della più calda Los Angeles (l’ha detto sul serio!): perché non unire le forze? I due amici così decidono di scrivere loro stessi il film che poi Ron produrrà e Dan gestirà, e di idee sul tavolo ce ne sono già almeno due. (Forse tre, visto che per tutta la sua vita O’Bannon dirà di avere in corso d’opera They Bite, leggendaria ed inesistente creazione multiforme – prima è un film, poi è un libro, poi chissà – che non vedrà mai la luce.)

Dan ha un mezzo copione nel cassetto dal titolo Gremlins, la storia di un equipaggio che carica a bordo un mostro e cerca di ucciderlo prima di arrivare a destinazione: con un po’ di lavoro potrebbe diventare anche un film di successo, dal titolo Alien.

Ron ha comprato per pochi soldi i diritti per il cinema di un racconto di Philip K. Dick di una decina d’anni prima, We Can Remember It For You Wholesale (1966), poche paginette di un autore apprezzato fra i lettori di genere ma di cui il cinema proprio non si interessa. Mi sarebbe piaciuto trovare fonti che testimoniassero perché Shusett si sia interessato ad un autore che all’epoca non era famoso come lo sarebbe stato solo molti anni dopo, le modalità che l’hanno spinto alla scelta e altre informazioni simili. Purtroppo non ho trovato nulla.

Sappiamo solo che dovendo scegliere quale di questi due progetti iniziare per prima, Dan e Ron optano per Alien perché sembra quello più facile da realizzare. Così non sarà, ma solo perché quello che inizialmente doveva essere un filmetto di serie B da proporre a Roger Corman diventerà – per merito di Walter Hill – una nuova grande produzione fantascientifica della Fox dopo Guerre stellari.

Ci vorranno almeno un paio d’anni perché i due amici riprendano il mano il progetto di Dick, ma intanto noi dobbiamo iniziare il nostro viaggio. Un viaggio che parte… quando colonizzammo Marte nel 1994.

(continua)

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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29 risposte a Total Recall 0. Introduzione

  1. MisterZoro ha detto:

    Cavolo Lucius, ma io TI ADORO!!

    Corro a leggere e torno =D

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    • MisterZoro ha detto:

      …eeeee rieccomi!

      Mi aspettavo un nuovo filone dopo Alien, ma non questo film, beh che dire se non sorpresa graditissima!
      E’ sempre pazzesco scoprire quanto materiale sia passato per O’Bannon.
      In ogni caso, ottimo inizio invitante, ottima scelta per il titolo e soprattutto
      QUALCUNO MI DICA DOVE COMPRA LE T-SHIRT BUZZ ALDRIN!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Essendo questo film il “fratello di Alien”, e visto che stiamo per festeggiarne i 30 anni dall’uscita, mi sembrava il momento giusto per iniziare a parlarne.
        Spero di riuscire a tirar fuori qualcosa di intrigante 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Contento ti piaccia l’inizio del nuovo viaggio ^_^

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  2. Cassidy ha detto:

    Regali su regali, il venerdì Zinefilo è meglio del Natale! 😀 Quello di “Alien” è stato un gran viaggio e ora non vedo l’ora di portare le chiappe su Marte con questa nuova avventura che non poteva iniziare meglio, ogni giorno passato a leggere di Giovanni Carpentiere è un giorno ben speso! Bei tempi quando lui e Dan si facevano le canne insieme ed erano ancora amici, per altro credo che il nome “Gremlins” lo abbiano poi usato davvero, mi pare di ricordare un film intitolato così 😛 Scherzi a parte, grandissimo inizio e grazie per rendere così frizzanti i venerdì! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Era da tempo che volevo partire per Marte e capire cosa sia successo lì, trent’anni fa: e iniziare con Carpenter è sempre il modo migliore 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Iniziare con Carpenter è di ottimo auspicio: chissà quale Dick (anche a me piacciono i delicatissimi nonché appena accennati giochi di parole) di viaggio ci aspetta da qui in poi 😉
        P.S. Non essendo mamma O’Bannon riuscita ad impedire al figlio di entrare al college, che ci rimanesse allora, e magari diventasse ingegnere civile… tutto, insomma, purché restasse lontano dall’odiata (da lei) fantascienza 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tutti sforzi volti a instillare nel figlio proprio l’insana passione che voleva estirpargli! I genitori non imparano mai 😛

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  3. Conte Gracula ha detto:

    La madre di O’Bannon è di poco più gentile di quella di Lovecraft!
    Mamma mia, che razza di persona…

    Ora devo trovare il tempo di recuperare i post su Alien, sono indietro di quattro o cinque puntate e sono usciti in un momento “spiritoso” 😛

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  4. Il Moro ha detto:

    Ohibò, Lucius parla SOLO del mio film di fantascienza preferito di sempre! Credo proprio che seguirò con attenzione… 😀

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  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    Non uno dei miei preferiti, ma un film assolutamente importante per il cinema della fantascienza, un film davvero “forzuto” 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ nato prima dei grandi film d’azione fantascientifica degli anni Ottanta ma purtroppo ha visto la luce solo al tramonto del genere. E’ anche un modo per studiare la parabola del fanta-action ad alto budget 😉

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  6. Sam Simon ha detto:

    Che bello!!! Devo ancora leggermi molto del tuo speciale a puntate su Alien ma intanto mi sono goduto questa prima puntata su Total Recall! E col mio mito John dentro! Che sogno sarebbbe vedere la sua versione del film (che a me comunque piace da matti, eh, ne ho pure scritto sul blog)! :–)

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  7. jenapistol ha detto:

    Fantastico,non vedevo l’ora cominciasse,quel giorno te la buttai li dicendoti che mi veniva l’acquolina in bocca quando parlando di Atto di forza o Blade runner concludevi con ” ma questa è un altra storia…” ,con mia grande sorpresa rispondesti che stavi pensando di fare Atto di forza e ora eccoci quà in procinto di partire per un nuovo viaggio,andiamo,portiamo le chiappe su Marte.

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Atto di forza, un Dick su Marte, citazioni di Aliens e Gremlins…allaccio le cinture, pronto per partire per un nuovo viaggio galattico (quasi nel vero senso della parola 🙂 )! 🙂

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  9. Zio Portillo ha detto:

    Arrivo lunghissimo perché, per me, il venerdì è un giorno sempre particolare e spesso stacco. Qua però bisogna attrezzarsi perché si apre un altro ciclo interessantissimo.

    Ah, dove si trova la maglietta di Aldrin?

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