Captive (1998) Prigioniera

Come chiudere questo gennaio 2020 dedicato agli Eroi della Z… se non con il Maestro di tutti, Michael Ironside?

Ne approfitto per rispolverare un film registrato da Canale21 nella notte del 14 settembre 2019.
Captive esce in patria americana il 2 gennaio 1998 (ci dice IMDb) e arriva in Italia in data ignota con una VHS Number One Video dal titolo Prigioniera.
Non ho trovato tracce di passaggi televisivi, mentre in DVD il film riappare nel 2003 per Vistarama con il titolo La gabbia di cristallo.

Tanti titoli, un solo filmaccio

Sin da subito sappiamo che le nozze degli Hoffman finiranno male, circondati come sono da troppo odio e invidia. Così non stupisce che il giorno della partenza per la luna di miele Sal Hoffman viene ritrovato ucciso da un colpo di pistola davanti all’ufficio della sua azienda di moda.
«Forse non è piaciuta la sua linea primavera»: chi è che si permette di fare battutine davanti al cadavere ancora caldo? È il detective Briscoe e può dire quel che vuole, visto che è interpretato da sua maestà Michael Ironside.

A me Callaghan mi allaccia la cravatta

Il classico investigatore con il classico spolverino va a casa della vittima e scopre una classica situazione: la vedova inconsolabile Samantha con l’acca, bionda e con il fisico da bagnina di Erika Eleniak, e il cognato che se la consola (Stewart Bick): per citare Albertone, lei fa la scarpa e lui la sòla.

La bionda moglie inconsolabile e il cognato che la (con)sòla

La bionda vedova è sola e inconsolabile, e non saranno certo i milioni dell’eredità a consolarla della perdita del marito, della cui morte vediamo il flashback tipo venti volte in un delirio di regia squinternata.
Alla fine comprendiamo benissimo se Samantha con l’acca esce di brocca, perché la regia mette a dura prova anche noi.

Mi sa che su quei set si fumava parecchio, non sempre tabacco

Come consolare una vedova sola e inconsolabile? Ci pensa quel gran sòla del cognato che consola, il quale pensa bene di seppellirla viva in un manicomio criminale dove però ad essere criminali non sono i pazienti bensì gli infermieri. Il fatto che il cognato consolatore non becchi un dollaro d’eredità, con la cognata in vita, è un puro caso, così come è abbastanza scontato che la bieca direttrice del manicomio (Catherine Colvey) sia amante di quel gran sòla del cognato consolatore.
Insomma, l’ovvietà e la banalità infestano la sceneggiatura sin dai primi minuti, e non stupisce che sia alla regia che alla sceneggiatura ci sia gente di passaggio.

Sono sola e inconsolabile… e mi tocca pure ’sto film

Ciò che succede in manicomio, o clinica che dir si voglia, è una gara olimpica di banalità che è impossibile perdere: pensate a qualsiasi cosa possiate aver visto in altri film ambientati in clinica o in manicomio, e c’è. Ditene una, c’è pure quella. Il tutto buttato via a casaccio con attori improvvisati e la facciuzza bionda di Eleniak che fissa il vuoto.

Credo che questo film sia stato girato all’insaputa dell’attrice protagonista

Purtroppo il nostro Ironside non può fare molto in questo delirio di noia cialtrona, e purtroppo per noi (meglio per lui) appare pochissimo in video.

Michael Ironside stringe i denti e pensa ai soldi dell’ingaggio…

Le ambizioni sono da noir classico, con una voce narrante che non sappiamo a chi appartenga fino a metà film, con un intrigo dove nulla è scontato e dove nessuno è innocente, con quell’eredità milionaria che passa così tante volte di mano da svalutarsi, ma se l’idea ha il tono giusto l’esecuzione è puro dilettantismo spernacchione, con così tanti temi presi in considerazione che per forza di cose ci saranno emorragie di sceneggiatura.
Personaggi scompaiono senza lasciare traccia ed altri appaiono solo quando serve sebbene siano appiccicati con lo sputo, tutto ruota intorno agli occhi di salsedine della Eleniak e niente altro succede.

Bell’intrigo, belle idee, tutto buttato via malamente

Sono onesto, avrei voluto chiudere con il botto questa rassegna di gennaio ma quando ormai mi sono reso conto che questo film era una sòla, come il cognato consolatore, ormai era troppo tardi e non avrei fatto in tempo a sceglierne un altro. Mi consolo con il faccione di Ironside, che basta da solo a giustificare un film.

L.

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26 risposte a Captive (1998) Prigioniera

  1. Fausto Vernazzani ha detto:

    Ironside basta a dar valore un po’ a tutto, anche alle ciofeche.

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Ok, tutto bello, ma Erika le esce o manco due zinne si vedono?

    Sta rassegna era iniziata benissimo con film decenti per poi precipitare clamorosamente a fine mese. Peccato!

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  3. Cassidy ha detto:

    Sulla trama l’abbiamo capito, è ispirato al cognato consolatore ma in generale mi sembra un film di primi piani, solo che così facendo restano fuori dall’inquadratura i due principali talenti di Erika Eleniak.
    Invece il nostro Michael Ironside che campa di primi piani che bucano lo schermo, anche qui se la comanda, spero sia stato il primo a ricevere l’assegno 😉 Cheers

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Mi piace come, nei film USA, la gente adulta finisca in manicomio senza una perizia e senza dare segni di reale pericolo per sé o per gli altri.
    Fa il paio con i bambini abbandonati che uno si tiene in casa senza passare per i servizi sociali, o con gli sconosciuti che ottengono un lavoro, spesso prestigioso, senza avere documenti.

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  5. Sam Simon ha detto:

    Ahaah! La voce narrante noir che scompare a metà film è veramente un tocco di classe… Se l’erano scordata? Non sapevano più cosa dire?

    Povero Michael Ironside… X–D

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  6. Lorenzo ha detto:

    Questo lo vedrei volentieri 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Addirittura? Sappi che te lo sconsiglio caldamente 😛

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      • Lorenzo ha detto:

        Il genere complotto di famiglia. specialmente se trash, è sempre stata una mia debolezza, come le cameriere assassine e le compagne di stanza maniache. 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non so cosa voglia dire “trash”: questo è un film noioso e fatto male, che se non fosse per quei due minuti di Ironside non meriterebbe di essere ricordato. E’ “trash”? 😀

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      • Lorenzo ha detto:

        Per trash intendo Z, of course 😉 Comunque non c’è pericolo, passata qualche ora già non ho più alcuna intenzione di vedere questo film 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo il termine “trash” viene usato in così tanti ambiti che non so più quale sia il suo vero significato. Quello letterale, spazzatura, si applica a milioni di film che non ha più senso usarlo.
        Una volta per trash si intendeva un film fatto “volutamente” male, cioè con uno stile grezzo, ruvido, spesso superficiale perché tanto era per un pubblico di bocca buona che se ne fregava e voleva solo ridere di pancia. “W la foca” (1982) per me è un film trash, perché quello che si vede era quello che il regista voleva, conscio che il pubblico lo trovava divertente.
        Il cinema Z per me è diverso: si cerca di rifare i film di serie A visti al cinema con però un budget ridicolo, che non consente l’ingaggio di bravi attori o bravi tecnici. E anche quando i soldi ci sono, viene tutto male perché è il gusto ad essere pessimo.
        Per dire, Golan ci spendeva qualche soldo nei suoi film, molto più che altri dell’eppca, ma aveva quel gusto e per lui quello era un buon lavoro. Se gli avessero affidato una produzione di serie A, sempre in quel modo avrebbe lavorato. Invece il trash una volta indicava produzioni che non provavano nemmeno ad essere migliori perché erano votate coscientemente alla spazzatura.
        Col tempo il termine è cambiato però non sono d’accordo a fonderlo con la Z: da anni presento nel blog cinquanta sfumature di serie Z, a dimostrazione che non è tutta uguale 😛

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  7. Kuku ha detto:

    Accettiamo tutto, anche le sòle. Ma la Eleniak era quella dell’altro giorno, nel film con Divoff, giusto? Allora anche lei è una z-regina?
    Ironside in questo film ha un look bersanesco.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sul finire dei Novanta Ironside era praticamente il sosia di Bersani: credo abbia fatto da stount double in alcune sue uscite pubbliche pericolose 😀
      Non l’avrei mai detto, ma temo che la Eleniak sia davvero una Z Queen: dovrò approfondire 😛

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Delusione condivisa caro Lucius; se ben rimembro vidi questo film non moltissimo tempo fa sulle ali di quel palinsesto settembrino (non ricordo se in “diretta” o ripescandolo dai miei improbabili archivi); anche io come Lorenzo sono attratto dal complotto di famiglia trash ma qui davvero regna la noia, Ironside non per colpa sua non incide troppo e la bagnina non le esce. Insomma…tempo perso, ahinoi! 😦 🙂

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  9. Giuseppe ha detto:

    Ho capito, se mai mi capitasse la sfortuna di vederlo mi concentrerò solo su quel paio di minuti di presenza di BersanIronside… 😉

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  10. Pingback: Gennaio 2020: gli eroi della Z | Il Zinefilo

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