[Comics] All-New Ghost Rider (2014)

Nei giorni scorsi su Rai4 è andata in onda la replica della quarta stagione della serie “Agents of S.H.I.E.L.D.” con cui la Marvel ha attuato un piano preciso e indiscutibile: stuzzicare il più alto numero di mie passioni! Lasciandomi però deluso su tutti i fronti…

Libri falsi, donne artificiali, citazioni filmiche anni Ottanta e l’unico Ghost Rider che mi sia mai piaciuto: Jed Whedon e la moglie Maurissa Tancharoen hanno buttato in pentola tanti argomenti che smuovono il mio interesse, sbagliando solo ad usare il Backgammon al posto degli scacchi. Comunque dal fratello di Joss Whedon non mi aspettavo di meno: tocca solo capire in famiglia chi sia il Whedon giusto…

È da almeno un mese che penso ad una serie di post sui citati argomenti, e se continuo a rifletterci su non inizierò mai, quindi vado con il primo dei post dedicati agli elementi della quarta stagione di “Agents” tratti palesemente dalle mie passioni.

Una gradita sorpresa dal mondo Marvel

Novembre 2014, l’astigmatismo mi permette ancora di leggere fumetti cartacei, anche se con sempre più fatica. Il film di Deadpool (2016) è di là da venire quindi siamo ancora pochi in Italia ad essere deliziati dalle avventure del mercenario dalla bocca larga, le cui imprese escono sul mensile-contenitore “Devil e i Cavalieri Marvel” (Panini Comics). In appendice al numero 34 inizia la saga The All-new Ghost Rider che già dal titolo promette di essere “nuova”, dedicata al celebre centauro con la capoccia infuocata: per pura inerzia – è domenica e non mi va di smettere di leggere fumetti! – provo a dare un’occhiata alla prima pagina. E niente, sono rimasto inchiodato…

Robbie Reyes e quella peste del fratellino diversamente educato

Robbie Reyes è uno stereotipo vivente, il fratellone che si prende cura del fratellino in assenza di figure genitoriali, che ha a che vedere con bulli di quartiere e bulli scolastici, con la vita dura nei bassifondi e mille cose già viste mille volte. L’unico mestiere figo che possa fare Robbie è il meccanico, ma solo di giorno: la notte prende una delle auto dell’officina e va a fare il Tokyo Drift per le vie cittadine.

«I wonder if you know, / How they live in Tokyo, / If you seen it then you mean it /
Then you know you have to go. / Fast & Furious!
» (cit.)

Sta per uscire al cinema il settimo Fast & Furious, ormai siamo tutti abituati alle macchine variopinte e piene di lucette che vanno in derapata: Robbie però è un figo, e lo sceneggiatore Felipe Smith sa cosa funziona maledettamente bene con i ragazzoni che leggono questi fumetti: Robbie “prende in prestito” (leggi: ruba) dall’officina una fottuta Dodge Charger, l’auto per eccellenza dei film rombanti, il Generale Lee di “Hazzard”, quella guidata da Steve McQueen in Bullit (1968) e da Toretto in Fast & Furious 4: Solo parti originali (2009), insomma la più cazzuta figaggine in città. (Anche se deve vedersela con la Ford Gran Torino!)

Quando devi fare il figo su quattro ruote, la Dodge Charger fa per te

Robbie dunque ruba un’auto figa per fare le corse e vincere dei soldi per curare il fratello invalido: tie’, la storia si scrive da sola, puro canone che vince a mani basse. Però poi succede qualcosa: arrivano dei soldati che mitragliano di colpi Robbie, che rimane maciulatto sull’asfalto davanti all’auto. Ecco, questo è uno zinzinino fuori dal canone…

Nella fine, un nuovo inizio… fiammeggiante

Per fortuna Robbie ha una seconda possibilità, perché l’auto è posseduta da un demone infuocato che gli offre la vendetta: se il ragazzo accetta di tornare in vita… il fuoco camminerà con lui… Anzi, correrà!

Questa sì che si chiama “nascita di un fottuto personaggio”

Il resto della storia non mi è piaciuto, la solita marvellata con un tizio di nome Jekyll che con una droga sintetica diventa un mostro invincibile e bla bla bla, no: i miei occhi rimanevano estasiati davanti ai disegni di Tradd Moore di un ragazzo posseduto dal demone della velocità, che correva con il fuoco sulla carrozzeria e l’inferno nel cuore.

Ogni pagina, fuoco incandescente da scottarsi gli occhi

Cambiare disegnatore in corsa è stato un madornale errore e dopo dodici numeri la storia chiude (“Cavalieri Marvel” n. 46) ma per me era finita molto prima: il Ghost Rider a bordo della Dodge Charger mi ha conquistato come idea, non dal punto di vista narrativo.

E se il personaggio di Felipe Smith venisse catapultato in una serie TV con la sceneggiatura di uno dei fratelli Whedon? Chissà che ne uscirebbe fuori…

La versione infuocata di Krusty il Clown!

Jed Whedon chiede ala moglie Maurissa Tancharoen: puoi telefonare a tuo papà, Tommy Tancharoen, celebre coordinatore dei mezzi di trasporto per il cinema, e sentire se gli avanza un fulmine alla brillatina, come direbbe Danny Zuko? Se dobbiamo portare Robbie Reyes su schermo serve un’auto all’altezza di quella a fumetti.

Parlando con Bob Hartwig dell’azienda Moviemachines di Los Angeles, Tommy si mette d’accordo per due modelli identici di Dodge Charger del 1969. Anche se sono finiti i tempi di “Hazzard”, in cui la produzione chiese qualcosa come trecento esemplari di quel modello, l’auto di Bullitt rimane comunque quella più richiesta dalle case cinematografiche: da quando poi la versione del 1970 è guidata da Toretto nella saga Fast & Furious, la richiesta è leggerissimamente schizzata alle stelle.

Toretto a bordo di una Ford Charger del 1970 (da Fast and Furious Wiki)

In tre settimane Tancharoen e la Moviemachines fanno il miracolo, e al Comic-Con di San Diego del 2016 i fan assistono all’ostensione di due Dodge Charger del 1969, in realtà non proprio originali ma assemblate nel migliore dei modi. Una sarà l’auto rifinita per i primi piani, l’altra l’auto più grezza per le scene d’inseguimento.

Uno dei rari fotogrammi della serie in cui è inquadrata l’auto

La creatrice di costumi Ann Foley racconta che è stato divertente tirare fuori un vestiario partendo da dei fumetti. Joshua James Shaw ha buttato giù i bozzetti del personaggio e di come dovesse apparire, focalizzandosi sulla tipica giacca di pelle nera, poi Logan Riese ha fisicamente cucito il giacchetto mentre i guanti da guida venivano fabbricati da Dorothy Gaspar della Gaspar Gloves, l’azienda che fra l’altro ha creato i guanti di Ryan Gosling in Drive (2011), tanto per rimanere in tema automobilistico.
Sia del giacchetto che dei guanti sono state prodotte due copie: una da far indossare all’attore e una al suo stunt driver Eric Norris. Quando il figlio di Chuck Norris ti guida l’auto, capisci di essere arrivato!

Sì, sono Ghost Rider: il giacchetto è giusto ma è la festa che non va (semi-cit)

Sebbene possa sembrare fedele al personaggio dei fumetti, il texano Gabriel Luna non mi sembra proprio abbia la “figaggine” di Reyes: l’attore è perfetto nel ruolo del robot inespressivo del pessimo Terminator 6 (2019), ma qui serviva un minimo di recitazione che non mi sembra ci sia stato.
Ma forse sono ingiusto: il suo ruolo è semplicemente così di contorno e così buttato via che il povero attore non poteva fare di meglio.

Vogliamo fare la battuta della “testa calda”?

Nelle vicende marvellose degli Agenti dello S.C.U.D.O. quella di Reyes è appena accennata: otto episodi (fra l’ottobre 2016 e il marzo 2017) che in pratica non dicono nulla. Giusto il tempo di cambiare un po’ la storia delle origini e di fare da spalla silenziosa ai verbosi personaggi protagonisti: in fondo parliamo di una folla di attori che per forza di cose non possono avere tutti lo stesso spazio. Gabriel Luna sta lì a tenere aperta la porta mentre gli altri fanno dentro e fuori.

Oh, avvertitemi quando tocca a me…

Il vero crimine della serie è aver evitato accuratamente ogni scena con la macchina infuocata, cioè la potenza del fumetto: a parte un inseguimento fiacco, roba televisiva d’altri tempi, la Dodge Charger non serve a niente, è solo un mezzo di locomozione Davvero una grande delusione per un personaggio così sprecato.
Per mesi i fan (e l’attore) hanno sperato nella nascita di una serie TV interamente dedicata a Ghost Rider ma poi nel 2019 è tutto evaporato come polvere bruciata. Certo che se le premesse dovevano essere quelle viste in “Agents of S.H.I.E.L.D.”, sarebbe stata una serie straordinariamente fiacca.

 


Fonti

L.

– Ultimi post sulla caccia all’uomo:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
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10 risposte a [Comics] All-New Ghost Rider (2014)

  1. Sam Simon ha detto:

    La Dodge Charger ha un suo perché! Pure Walter White ci faceva gli otto nel parcheggio a Albuquerque… X–D

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Io sono talmente indietro che ricordavo che Ghost Rider guidasse una moto in fiamme, non una macchina XD

    Comunque, sebbene abbia rispetto per le trovate divertenti che di solito vengono associate al cognome Whedon, Agents of N.O.I.A. non mi è mai piaciuto molto. Ne ho visto fin troppi episodi, per poter cambiare idea 😛

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  3. Cassidy ha detto:

    I miei Ghost Rider preferiti sono quelli degli anni ’90 Danny Ketch con la sua moto corazzata, ma il migliore resta Kenshiro “Zero” Cochrane, il Ghost Rider Cyberpunk dell’anno 2099. A tallonarli sulla sua Dodge Charger proprio Robbie Reyes, che non ha una storia personale originalissima (anzi…) ma a livello di look è fighissimo, concordo con te, il cambio di disegnatore ha ucciso la serie, che è rimasta un pasticcio senza più l’esplosività dei disegni, infatti il personaggio è sparito e basta, sostituito da un Ghost Rider “galattico” che mi interessa poco e niente. La serie tv l’ho seguita a lungo annoiandomi molto, tanti spunti ottimi, ma mi sembrava un lungo “riempitivo” tra un film Marvel e l’altro, pensa che non ho voluto vedere nemmeno la manciata di episodi con Robbie Reyes, sapevo già che mi avrebbero deluso. Per replicare i primi numeri del fumetto, ci voleva la Dodge Charger e ben più soldini di quelli che la serie tv può permettersi. In ogni caso ho fatto un salto di un metro a vedere spuntare questo fighissimo Ghost Rider su questa pagine, dimostrazione che con quel look, può ancora spaccare tutto 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Whedon e consorte hanno capito che quel look spaccava ma poi non hanno saputo cosa farci. O magari non c’erano soldi per farci niente: quelle due fiammelle in testa probabilmente hanno risucchiato tutto il budget per gli effetti speciali, e metterle pure sulla macchina costava uno sproposito. (Tipo la seconda iena di Harley Quinn che costava troppo, giusto per capire l’attenzione alla sceneggiatura 😀 )
      Il nostro automobilista infuocato è davvero un personaggio buttato via, nella serie, non ti sei perso gran che: di nuovo, ottima idea, esecuzione dimenticabile.
      Però avere il figlio di Chuck Norris che ti guida l’auto vale mille punti 😀

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Serie, Ghost Rider…non sono esattamente argomenti/aspetti/personaggi che smuovono le corde della mia passione ma la didascalia “La versione infuocata di Krusty il Clown” mi ha fatto scompisciare e il nome Eric Norris emozionare!
    Insomma, anche là dove pare arduo, trovi il modo di solleticarmi! 🙂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Dato che, per il sottoscritto, la Marvel ormai è rappresentata (da molto tempo) praticamente solo da serie Tv e MCU posso dire di aver retto meglio il colpo, non sospettando minimamente quanto fosse stata sprecata l’occasione automobilistica di questo Ghost Rider, che vedevo appunto per la prima volta in “Agents of S.H.I.E.L.D.” senza averne mai letto la versione a fumetti (trovandolo quindi un personaggio adatto alla serie, pur senza mai riuscire a “bucare” lo schermo)… Insomma, se ignoro la fiammante importanza della Dodge Charger in relazione a Robbie Reyes, allora soffrirò certo di meno non vedendola in azione 😉

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