[Italian Credits] L’ultima casa a sinistra (1972)

Dopo La fontana della Vergine (1960) di domenica scorsa, insieme a Cassidy continuiamo il viaggio con L’ultima casa a sinistra (1972): il plag… ehm, la reinterpretazione che Wes Craven fa del film di Bergman. La dimostrazione che i mediocri copiano: i geni rubano!

Per uno speciale su tutti quelli che hanno rubato la Vergine di Bergman, vi ricordo il mio speciale La violenza e la vergine – trasformato anche nell’eBook gratuito Vergine, Violenza, Vendetta – mentre per uno splendido approfondimento sul film di Wes Craven vi rimango a La Bara Volante del nostro amichevole Cassidy di quartiere.

Trattato molto male dalla distribuzione italiana, non è facile recuperare VHS o DVD del film in questione, quindi mi limito a presentare dei titoli italiani recuperati in Rete: l’alta qualità dell’immagine mi fa pensare che provengano dal DVD Raro Video del 2004. Se qualcuno ha informazioni migliori non esiti a farmelo sapere.

Ah, se vi state chiedendo se il produttore Sean S. Cunningham sia proprio quello che anni dopo ha creato il Jason di Venerdì 13, e se il regista Wes Craven sia quello che anni dopo ha creato il Freddy Krueger di Nightmare, la risposta è ovviamente sì.



L.

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11 risposte a [Italian Credits] L’ultima casa a sinistra (1972)

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Ma vogliamo parlare della “didattica” scritta iniziale (e di quanto sortisca l’effetto contrario)??? 🙂

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  2. Cassidy ha detto:

    Sei una sicurezza, volevo preparare le immagini con i crediti Italiani, ma sei sempre più avanti 😉 Grazie mille, vado ad aggiornare il post! Cheers

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  3. wwayne ha detto:

    Un tempo avere l’appoggio del mondo accademico (“Il film è stato proiettato nelle maggiori università!”) era un motivo di vanto. Adesso invece si cerca di prendere le distanze dal mondo accademico e dagli intellettuali in generale, perché si è radicata nella società la convinzione che siano tutti dei servi al soldo dei poteri forti e delle élites. Anzi, gli intellettuali sono visti essi stessi come un’élite, un po’ perché fanno un lavoro che non comporta alcuna fatica fisica, un po’ perché si è diffusa l’idea (sbagliatissima) per cui soltanto i ricconi possono permettersi di andare avanti negli studi fino alla laurea.
    Un’altra convinzione ridicola che sta prendendo piede riguardo agli intellettuali è che le loro competenze non siano molto diverse da quelle della gente poco istruita, perché anche chi ha la terza media come titolo di studio può acquisire delle buone competenze consultando qualche sito su Internet. Da lì la pretesa di molti ignoranti di mettersi a discutere alla pari con persone che invece li sovrastano dal punto di vista culturale, anzi neanche alla pari, ma perfino con la presunzione di saperne più di loro. Un esempio molto evidente in questo senso sono i novax, arcignamente convinti senza alcuna prova scientifica che i vaccini siano dannosi e facciano parte di un grande complotto per far arricchire le case farmaceutiche.
    Molti di questi sviluppi erano stati previsti addirittura con 60 anni di anticipo da uno splendido romanzo di fantascienza del 1956, “Futuro al rogo” di James Gunn. In questo libro si immagina una società in cui il popolo comincia a guardare con estremo sospetto le persone istruite, perché ritiene che usino la loro cultura per ordire dei complotti ai suoi danni: un politico (il senatore Bartlett) si accorge di questo clima ostile nei confronti degli intellettuali, e lo cavalca proponendo una legge che dichiari nemici del popolo tutti i laureati. La legge passa: a quel punto il protagonista del romanzo (il professore universitario John Wilson) prima inizia a girare per gli Stati Uniti sotto falsa identità, poi comincia a progettare una difficile fuga verso il Brasile, uno dei pochi stati al mondo ancora tolleranti nei confronti degli intellettuali. Non voglio dirti altro, altrimenti non lo leggi più.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pensa, ho avuto per anni quel libro in casa e non mi è mai capitato di leggerlo 😛
      Dileggiare e sminuire gli intellettuali è lo sport preferito dai politici spregiudicati e senza argomenti, perché sanno che la cosa piace ai loro elettori. Però è anche vero che dalla nascita della Rete è scomparsa la figura dell’intellettuale: se si mischia alla marmaglia di gente che strilla nei social distrugge ogni autorità che possiede, se rimane defilato non viene preso in considerazione.
      Diciamo che la voglia di ognuno di ascoltare esclusivamente la propria voce ha trovato finalmente un modo per concretizzarsi 😀

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      • wwayne ha detto:

        A questo non avevo mai fatto caso, ha sviluppato una riflessione davvero molto acuta. E mi fa molto piacere di averti invogliato a leggere un libro che per troppo tempo è rimasto ingiustamente a impolverarsi sui tuoi scaffali. Grazie per la risposta! 🙂

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