Black Fire (1985) guest post

Aver citato le TMNT ha evocato il nostro ninja Lorenzo, che emerge dal buio della sua missione segreta per tornare a raccontarci uno dei filmacci che hanno fatto grande Odeon.

Amici, è difficile. Molto difficile. Tutto ad un tratto ti trovi lontano da casa, tra idiomi incomprensibili e paesaggi alieni, e cerchi qualcosa di familiare a cui aggrapparti. Che so, un bel filmaccio per esempio.
Non è passato molto tempo da quando vi raccontai di Ninja’s Force (1984) e di quanto fosse brutto quel film. Però devo ammettere di essermi sentito in colpa con il buon Romano “Ron” Kristoff e la sua cricca: in fondo loro ci credevano, ne sono sicuro, in quel che facevano. Sfornavano film a ripetizione cercando di imitare tutto ciò che vedevano nelle scintillanti produzioni a stelle e strisce. E si sa che l’imitazione è la più grande forma di ammirazione. Poco importa se il cash non c’era, pazienza se la recitazione era quel che era, chissenefotte se le storie non avevano senso. Fintanto che le VHS arrivavano in ogni parte del mondo, che emittenti televisive come Odeon TV trasmettevano qualunque cosa gli arrivasse, dove stava il problema?

Alla Silver Star Film Company andava bene così, erano consapevoli di rappresentare il peggio della serie Z, di essere delle brutte copie, e non se ne crucciavano. Anzi. «Chi pensi che sia, Rambo?», dice ad un certo punto il villain del film di oggi, Black Fire, riferendosi a Ron Kristoff.
[L’unica distribuzione nota del film è una VHS Azzurra Home Video di data ignota e un passaggio televisivo su Odeon TV nella prima serata del 25 giugno 1988. Nota etrusca]

Quando anche l’ultimo dei filmacci aveva una grafica del titolo

Vidi Black Fire tanti anni fa, indovinate dove? Nel ciclo “Gli ultimi guerrieri” di Odeon TV. Non ricordavo assolutamente nulla di questo film, nemmeno un singolo fotogramma. Di solito ad ogni filmaccio, specialmente se visto in tempi remoti, riesco a ricollegare almeno una o due scene, quelle che mi sono rimaste più impresse: questa volta niente. Non ho nemmeno l’aneddoto legato al film. Insomma, vuoto assoluto, come lo sguardo di Ron Kristoff.
Urge una nuova visione.

Nel 1985 tutti sparano come Chuck Norris in Missing in Action (1984)

Partono i titoli di testa, ed è come l’appello a scuola: regia di Teddy Page, presente. Ron Kristoff, presente. Jim Gaines, presente. E così via. Solo Michael Monty è assente ingiustificato, probabilmente quel giorno è andato a bersi una birra di sgamo in qualche bettola di Manila, quelle con le ragazze in topless che ballano sul bancone prima che scatti la rissa.

Ron, basta, con ’sti filmacci ti stai uccidendo!

La storia è semplice, semplicissima, talmente ingenua che sembra scritta da un bambino. Invece è opera di Jim Gaines, che questa volta non si accontenta di fare il semplice attore, ma ricopre anche il ruolo di autore e sceneggiatore.
Siamo in Vietnam: Frank Johnson (Kristoff) e Jim Anderson (Gaines), con la loro sparuta pattuglia, devono salvare dei prigionieri. Arrivano al solito campo con torretta e capanna di paglia, questa volta più scarno che mai, ma di ostaggi nemmeno l’ombra: scoppia il conflitto a fuoco e Frank viene stordito da un’esplosione, prima di essere tratto in salvo dall’amico Jim e portato in ospedale. Dove, in stato di incoscienza, ha dei brevi flash della sua infanzia e del suo addestramento ninja.

«Piccolo, come si chiama un ninja che deve fare pipì?» «Minja!»

Una volta guarito, Frank viene trasferito assieme a Jim in una fittizia isola del Sud America, San Sebastiàn, con il compito di addestrare la peggio assortita combriccola di reclute che abbia mai visto. Saranno stati amici di Jim Gaines, passanti, non è dato sapersi: è un gruppetto scalcagnato di persone che sembrano tutto fuorché militari.

Ron Kristoff ha un momento american ninja alla Dudikoff: stessa faccia!

Per farla breve: Frank scopre che il comandante della base, assieme al solito riccastro corrotto, trafficano armi. A loro volta i due scoprono di essere stati scoperti e indagano sul passato di Frank Johnson, che in realtà è un super soldato col nome in codice Black Fire.
Troppo pericoloso, bisogna eliminarlo. Con un tranello viene accusato ingiustamente ed imprigionato, ma per Black Fire sarà una bazzecola liberarsi e vendicarsi.

Ron tiene anche video-tutorial di trucco da battaglia

Che altro dire? Onestamente pensavo peggio. È tutto talmente cheap, talmente insensato che mi sono… ma sì, lo ammetto: divertito. Anche se questo film sarà costato meno di un weekend a Rimini (in bassa stagione, mezza pensione), credo che in giro ci sia roba più brutta… tipo gli altri film di Ron Kristoff.

Lorenzo


P.S.
Ringrazio Lorenzo della disponibilità e speriamo torni presto dalla sua missione ninja.

L.

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14 risposte a Black Fire (1985) guest post

  1. Zio Portillo ha detto:

    Tutto liscio come l’olio. Trama col copia&incolla, eroe buono con scheletri nell’armadio, combriccola scalcagnata, cattivo megalomane standard, esplosioni (poche) assortite, scenografie scarne ma esotiche, due zinne. Costo due spicci o poco più, intrattenimento molto terra terra ma senza pretese per novanta minuti spensierati.

    Magari in questo caso siamo sotto la soglia della sufficienza ma in tutta sincerità ho visto di peggio spacciato per roba extralusso. Dio quanto mi mancano ‘sti filmacci-acci-acci ma onesti e senza paraculate!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La nuova Cine34 promette bene, ripescando dagli archivi dimenticati film action di Lenzi e Margheriti: incrociamo le dita che riesca a proporre anche le tamarrate di Kristoff 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Stai buono và che l’altro giorno quando avevi segnalato che su IRIS davano “Resa dei conti a Little Tokyo” mi sono dimenticato di puntare la registrazione! Ieri sera che ero a casa da solo ero pronto a gustarmelo e invece…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Lo rifanno in settimana, potresti ancora riuscirci 😉

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      • Lorenzo ha detto:

        Non vorrei sbagliare ma il nostro amico Ron ha una particina in Tornado di Margheriti. 😄 Per essere precisi Black Fire dovrebbe essere stato trasmesso almeno due volte da Odeon: la prima nell’88, in prima TV, per “gli ultimi guerrieri”, come hai segnalato nel tuo post sui cicli tematici. Poi nel ciclo American Commando, che forse è il passaggio del ’92 a cui ti riferisci.

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      • Giuseppe ha detto:

        Se il buongiorno si vede dal mattino, l’arrivo di Kristoff su Cine34 è solo questione di tempo 😛 In caso, non sarebbe male trovare spazio pure per Black Fire dato che, al pari di Lorenzo, l’ho senz’altro visto ai tempi per poi dimenticarne ogni singolo fotogramma… questo almeno fino a che non ho visto i fotogrammi del post, capaci di smuovermi qualche remota memoria (tipo l’imitazione da parte di Kristoff e socio della “mitragliata acquatica” alla Chuck Norris).
        P.S. Con il “Minja” hai vinto tutto anche stavolta 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaahah non ho resistito 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Mi manca completamente questo film, ma è uno spettacolo leggere Lorenzo, la sua passione per la materia è palpabile. L’ultima foto poi è spettacolare, sembra uno vestito alla Rambo per carnevale, oppure nei casi migliori per girare un corto tipo parodia del film di Stallone, solo che qui hanno girato un film per intero 😉 Cheers

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  3. Pingback: Odeon TV: i cicli tematici | Il Zinefilo

  4. Willy l'Orbo ha detto:

    L’accoppiata Lorenzo & Odeon sforna sempre grandi soddisfazioni quindi grazie alle TMNT che lo hanno evocato! Film di quelli forgiati nella Z commovente ed infatti l’ammissione del divertimento finale di Lorenzo medesimo suona come una dichiarazione di amore in stato di semi-incoscienza, quella che caratterizza noi Z-lovers!!! 🙂 🙂 🙂

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  5. Pingback: Slash – All’inferno e ritorno (1984) guest post | Il Zinefilo

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