Cinecomics 1989: una visione completa

Traduco questo articolo apparso sulla rivista specialistica britannica “Fear” numero 10 (ottobre 1989).

Vent’anni dopo l’autrice del pezzo scriverà saggi di cinema horror, ma all’epoca – appena trentenne – spara a zero sul mondo dei film tratti dai fumetti, e non ne salva neanche uno! (Onestamente non mi sento di darle tanto torto…)

Al di là dei giudizi sui singoli film, è un testo prezioso per ricordare che alla data in cui purtroppo molti fanno risalire la nascita del fumetto al cinema – il 1989 – in realtà c’era già un universo sviluppato con cinquant’anni di produzioni!


From Script to Screen

di Brigid Cherry

da “Fear”
numero 10 (ottobre 1989)

La via per i supereroi al cinema è costellata
di calze strappate, ego ammaccati e fan infuriati.

Il Cavaliere Oscuro ha soddisfatto le aspettative. Il Batman di Tim Burton ha raggiunto il grande schermo si è mostrato grande, spavaldo, insolente e splendido. Cos’altro poteva essere? Il personaggio a fumetti è stato portato in vita in un modo che le serie TV degli anni Trenta e Sessanta non avrebbero mai potuto fare. Come film, è immacolato, impressionante e quasi perfetto. Ma è solo un’ombra, e potrebbe non essere mai altro, della saga a fumetti.

La necessità economica di raggiunge un pubblico più vasto possibile significa escludere gli elementi più cupi presenti nei fumetti. I vincoli di un film di effetti speciali prevedono un minor coinvolgimento emotivo. L’artificio è un po’ troppo ovvio, possiamo vedere gli effetti speciali per quello che sono e servono alla meraviglia: per un film, niente di tutto questo ha importanza, è pura tecnologia, divertimento d’evasione. È l’immagine pubblica di tutto ciò che è Batman, ma il film riproduce con fedeltà lo spirito del fumetto?

La questione è importante perché il successo di Batman ha dato vita ad una valanga di ipotesi di fumetti al cinema. D’improvviso i fumetti sono un posto sicuro per Hollywood. Le Tartarughe Ninja Mutanti sono già in produzione e Il ritorno del mostro della palude è già uscito negli Stati Uniti. Non meno di cinquanta o sessanta altri fumetti sono presi in considerazione, compreso Watchmen. I fan del fumetto, a ragione, si sentono imbrogliati da queste produzioni, perché non potranno mai essere all’altezza delle storie che le hanno generate.


No Flash in the Pan

Gli eroi a fumetti hanno ricevuto ruoli nel cinema sin dai serial degli anni Trenta. Nel 1936, tre anni prima che nascesse Batman, Flash Gordon sconfinava dalla semplice striscia a fumetti dei quotidiani e arrivava su grande schermo in un’avventura in tredici capitoli.

Alex Raymond ha creato Flash Gordon nel 1934 per fare concorrenza a Buck Rogers: la prima striscia di fantascienza americana. All’epoca il lavoro di Raymond era elogiato per la sua eleganza e lo stile, ed anche oggi alcuni credono che non sia stato mai superato. L’unico elemento della striscia da portare in celluloide era il soggetto. Vero, Flash Gordon è ancora affascinante quando sbuca fuori in TV, ma fallisce il confronto con l’originale.

Malgrado questo, una formula che guadagna si ripete. Flash Gordon è stato seguito da Flash Gordon’s Trip to Mars (1938) e Flash Gordon Conquers the Universe (1940). Buck Rogers ha imitato il successo cinematografico di Flash nel 1939, sebbene il fumetto avesse già dieci anni di vita.

Fumetti e vignette sono in giro sin dall’inizio del Novecento, ma è stato solo il 7 gennaio 1929 che è apparsa la prima striscia di fantascienza, con astronavi e pistole laser. Buck Rogers in the 25th Century era scritto da Phillip Francis Nowlan (basato sul suo racconto Armageddon, 2419 AD, apparso su “Amazing Stories”) e disegnato da Dick Calkins, un artista della National Newspapers. La striscia venne venduta in tutti gli Stati Uniti.

Il fatto che la versione filmica sia stata fatta dieci anni dopo è la dimostrazione della sua popolarità. Il disegno di Buck Rogers era spesso ruvido ma l’azione e lo stile catturarono l’immaginario collettivo ed è stato questo a venir fortemente ripreso dai film.


Shazam!

Se Flash Gordon e Buck Rogers hanno fatto apparizioni recenti al cinema [Capitan Rogers nel 25° secolo (1979), Flash Gordon (1980). Nota etrusca]. a breve lo farà anche Dick Tracy [nel 1990. Nota etrusca]. Si spera che verrà riproposta la versione del serial di successo – che comprendeva Dick Tracy’s G-Men, fatto nel 1939, e Dick Tracy versus Crime Inc. (1941) – e protagonisti saranno Warren Beatty e Madonna. Comunque negli anni Quaranta egli eventi hanno subìto una svolta.

Nel dicembre 1936 è nata una rivista intitolata “Flash Gordon’s Strange Adventure”. All’apparenza sembrava un fumetto invece era una rivista di testo e preparava il terreno per il primo numero di “Detective Comics” nel gennaio 1937.

Durante gli anni seguenti è nato un contenitore di supereroi a fumetti, con relativa controparte filmica. Il primo personaggio a fumetti (opposto alle strisce) a fare il grande salto è stato Captain Marvel. Dopo che l’accordo della Republic per i diritti di Superman è fallito, la Fawcett Publications (detentrice dei diritti di Captain Marvel ed editrice di “Whiz”) si è fatta avanti e ha offerto materiale a fumetti. I dodici capitoli di Adventures of Captain Marvel sono arrivati in sala nel 1941 al famoso grido di «Shazam!» (la saggezza di Salomone, la forza di Hercules, la resistenza di Atlante, il potere di Zeus, il coraggio di Achille e la velocità di Mercurio). La Republic, che ha anche fatto Dick Tracy, la dotato Captain Marvel di più vigore rispeto alla controparte a fumetti.

Batman è riuscito meno bene nella sua prima apparizione, nel 1943. Vero, era una serie popolare ma il successo era più dovuto alla comicità involontaria che ad un deliberato umorismo. Eccessivo nelle emozioni, questo Batman era la prefigurazione della serie degli anni Sessanta. (Al suo apice, il Batman della Columbia è stato rimontato e ridistribuito come An Evening with Batman and Robin, 1966). Il seguente Batman and Robin (1949) era addirittura peggio. Se il crociato incappucciato di Bill Finger e Bob Kane era irriconoscibile nella prima serie, sembra un intruso in questo prodotto lugubre.

A Batman è seguito con più successo Captain America, l’ultima serie della Republic ispirata a fumetti. La casa cambiò l’identità segreta di Captain America per la durata dei quindici capitoli. Non era più un soldato americano disertore bensì un procuratore distrettuale che combatteva il crimine in modo nuovo. Malgrado questo, l’anima del fumetto era resa con un’avventura patriottica senza fine. Dick Purcell, nei panni del personaggi, gli dava sotto e morì poco dopo aver completato la produzione.


Natural Disasters

Superman finalmente è arrivato su schermo nel 1948, dieci anni dopo la sua prima apparizione su “Action” (1938). È stata una sfortuna che i diritti di Siegal e Schuster fossero acquistati velocemente dal produttore Sam Katzman, che ha portato il progetto in giro per gli studios in cerca di maggiori finanziamenti.

Rifiutato da Republic e Universal, una serie di Superman è stata intrapresa dalla Columbia, che ha fatto una roba pasticciata come Batman. A Katzman venne proposta una sequenza di volo di grande effetto al costo di 64 dollari per piede o un’animazione non molto efficace per 32. Non è difficile immaginare quale sia stata la scelta. Superman fu un disastro. Ma di nuovo solo in termini di fedeltà al fumetto: era un personaggio così amato dal pubblico che la serie ottenne il più grande successo della sua epoca.

Sono seguiti altri due film, Atom Man versus Superman e The Mole Man nel 1950 e 1951, l’ultimo fatto per promuovere l’imminente uscita della serie televisiva con George Reeves.

Gli anni Cinquanta hanno conosciuto una pausa nei film tratti da fumetti. L’horror riscuoteva grande successo e la fantascienza viaggiava su canali similari. I fumetti diventarono più scuri e si attirarono le attenzioni non richieste dai guardiani della società americana. Era l’èra dei fumetti horror della EC, che poi sarebbero arrivati al cinema negli anni Settanta.

Il contraccolpo nei confronti dei fumetti raggiunse il picco e molte compagnie interruppero la produzione. La King Comics, produttrice di Flash Gordon, Mandrake, Brick Bradford e The Phantom, e la The Justice Society of America, fra i cui titoli c’erano Hawkman, Flash, Green Lantern, The Spectre e Wonder Woman, cessarono l’attività nei primi Cinquanta, insieme a Planet Comics e Famous Funnies. Il successo crescente della fantascienza entrò nella sua golden age e il cinema dei fumetti venne dimenticato, ad eccezione di Kotetsu No Kyojin (1956): la versione giapponese di Superman in nove capitoli.


Horror Heritage

Solo nel 1966 i fumetti hanno ottenuto un’altra possibilità di arrivare sullo schermo, ma solo quello televisivo. Gli anni Sessanta hanno visto un proliferare di serie televisive a tema fantastico – “Lost in Space”, “Doctor Who”, “The Avengers”, “Star Trek” – che hanno dato al pubblico l’impressione che la fantascienza fosse di moda: all’epoca Batman non si sarebbe potuto fare in altro modo. Il cinema inglobò lo stile televisivo, e i due prodotti difficilmente sono distinguibili.

Le versioni di Barbarella e Diabolik sono un po’ più curate, ma gli europei hanno sempre mostrato maggiore attenzione verso i meriti artistici della loro cultura. Barbarella, dalle strisce di Jean-Claude Forest, mantiene qualcosa dell’essenza dell’originale ma ciò che più importa è che, in termini cinematografici, funziona. Malgrado la sua sessista, parti del film sono squisitamente surreali.

L’adattamento di Mario Bava del fumetto italiano di Angela e Luciana Giussani è meno noto. Danger: Diabolik è quasi sofisticato quanto il fumetto originale e vede l’arci-criminale distruggere i registri delle tasse italiane prima di incontrare la morte in un modo che supera Goldfinger. Diabolik è uno dei migliori adattamenti, reso possibile perché il suo eroe è anche il cattivo. Inoltre avere uno dei più rinomati registi horror italiani aiuta.

L’eredità dell’horror è prevalente anche negli adattamenti dei fumetti EC, come Tales From the Crypt (1972) e Vault of Horror (1973). La Amicus era un’esperta di quello stile antologico e in queste due memorabili produzioni ha adattato il controverso lavoro di Al Feldstein e William Gaines. Spesso scioccante, l’atmosfera dei film riflette lo spirito dei fumetti che vennero vietati negli anni Cinquanta. Crypt e Vault hanno dato un assaggio di quanto possano essere buoni degli adattamenti da fumetti quando si permetta loro di riflettere l’orrore in loro insito.


Incredible Hype

Sfortunatamente l’economia di un’industria cinematografica che inizia ad usare in modo massiccio le possibilità offerte dagli effetti speciali è passata invece a produrre film per famiglie che sono fedeli ai fumetti da cui sono tratti. Peggio ancora, molti dei film tratti da fumetti in quest’epoca, come Batman, sono un prosieguo della televisione quando non proprio una propaggine.

Stan Lee, Marvel supremo, ha avuto una visione riguardo una serie di produzioni basate su personaggi Marvel da fare per episodi pilota di programmi televisivi. Spiderman ha avuto il suo battesimo con un film senza vita nel 1977. Come la precedente produzione di Batman, Spiderman è stato spogliato da tutti gli aspetti schizofrenici della natura di Peter Parker. Così come “L’incredibile Hulk” (1978) sembra meno maniaco e squilibrato rispetto al fumetto.

La serie televisiva di Spiderman ha dato vita ad un secondo e parimenti noioso film, L’Uomo Ragno colpisce ancora (1978), ma è stata la popolarità de “L’incredibile Hulk” che ha messo fine alle proposte di adattamenti Marvel. È stato semplicemente deciso che tutti gli sforzi dovessero andare a continuare la proficua serie di Hulk.

Questi film sono stati messi in produzione al tempo in cui i grandi film di effetti speciali degli anni Settanta stavano iniziando ad emergere. Né Spiderman né Hulk si impegnano su questi fronti, mentre Superman. Il Film (1978) è all’avanguardia. “Crederete che un uomo possa volare” gridava il lancio pubblicitario, ed era l’essenza del film. Non che poteste credere che un mite giornalista potesse essere l’ultimo esponente di una razza aliena dotata di poteri sovrumani, ma che un attore riuscisse a volare grazie agli effetti speciali. Sebbene sia un film nettamente migliore rispetto alla versione del 1948, questo Superman lascia ancora a desiderare dal punto di vista dei fumetti. In parte è dovuto al fatto che la necessità di spogliarsi della leggenda dei fumetti, ni parte è dovuto al fatto che, distribuito nel 1980, è un’evocazione nettamente migliore di Superman nel medium cinematografico. I due seguiti successivi a malapena raggiungono il successo del primo.


A New Breed of Hero?

Gli anni Ottanta vedono una vasta gamma di adattamenti. Forse il più ambizioso è la versione animata del 1981 del fumetto francese “Metal Hurlant”. diviso in otto racconti, ognuno animato da artisti differenti e con una colonna sonora heavy rock, Heavy Metal diventa troppo frammentato per soddisfare. Ovviamente alcune sequenze sono migliori di altre, ma nell’insieme non mantiene le aspettative.

Né, secondo alcuni fan, le mantiene Howard the Duck, ribattezzato con il terribile Howard… A New Breed of Hero per la distribuzione britannica del 1986. Soffrendo in qualche modo l’essere accostato a George Lucas e ancor di più l’essere abbastanza innocuo da non incappare nella censura, Howard ha fallito prima ancora di essere distribuito. Lo stesso, la storia è migliore di quanto di solito si pensi e tocca i temi surreali della creazione di Steve Gerber.

Se questi tentativi fanno sembrare quasi impossibile trasferire un fumetto sullo schermo del cinema, Il mostro della palude (Swamp Thing, 1982) ne è la prova tangibile. Provando fortemente a catturare l’atmosfera del fumetto con vignette e dissolvenze incrociate, Wes Craven si perde la narrativa e rovina l’azione. Il film degenera in una corsa maniacale avanti e indietro per le paludi, e questa “Cosa”, in un costume rozzo, non assomiglia a nulla dei fumetti di Len Wein e Bernie Wrightson.

Stephen King e George Romero hanno prodotto un omaggio ai fumetti EC con Creepshow (1982) e Creepshow 2 (1987), ma il materiale appartiene molto di più alla parola scritta di King. Entrambi i film trasformano sequenze animate in scene di fumetti e questi sono i momenti migliori dei due Creepshow.

Il meglio si è avuto quando il cinema da fumetto si è spostato nel mondo del pastiche. The Return of Captain Invincible (1983) è stato fatto in Australia nel 1982 ma non è stato distribuito fino al 1985. Pensato principalmente come una satira della vita americana, utilizza proprio un linguaggio monopolizzato dagli Stati Uniti. Facendo questo si avvicina di più al fumetto di quanto molti film ufficiali abbiano mai fatto.


Spearhead

Intanto, nel mondo reale, i fumetti sono cresciuti. Edizioni prestigiose (spesso con la scritta “Per un pubblico adulto”) hanno abbandonato i ragazzini, spesso visti come il primo obiettivo di vendita, con fumetti deboli e film ancora più deboli (Masters of the Universe, Gli orsetti del cuore) pensati principalmente per il mercato dei giocattoli. Alan Moore, Bryan Talbot e Frank Miller sono alla testa di un movimento di rinascita dei fumetti, più rispettabili ora di quanto lo siano mai stati.

Tra i molti fumetti attualmente opzionati ci sono Capitan America (in uscita britannica l’anno prossimo per Castle Pictures), V For Vendetta, Lanterna Verde, Sgt Rock, Brenda Starr, The Punisher (New World, l’anno prossimo), Rogue Trooper, Robo Hunter e Judge Dredd. Non tutti diventeranno film e non tutti riceveranno la cura ottenuta dal film di Batman.

Il cinema ha fornito più di un disservizio al mondo dei fumetti, ma questi ultimi sono spesso stati una fonte eccezionale di idee per il mondo del cinema. Moebius ha sia inspirato che lavorato con Ridley Scott, Enki Bilal si è recentemente trasformato in cineasta e Robocop ha più d’un debito con Judge Dredd.

Attraverso l’ispirazione o l’adattamento, i fumetti continueranno sempre ad avere un’influenza sul cinema.


L.

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15 risposte a Cinecomics 1989: una visione completa

  1. Cassidy ha detto:

    Hai fatto benissimo a tradurlo, ti ringrazio molto per le tante citazioni. Non é vero che i “cinecomics” sono un’invenzione moderna, quelli di oggi sono tratti da storie di personaggi che esistono dagli anni ’60, cinema e fumetto si sono sempre girati attorno facendosi un po’ la corte anche da prima del Batman di Tim Burton. Cheers!

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  2. wwayne ha detto:

    Warren Beatty ci ha regalato uno dei pochissimi capolavori usciti nello scorso decennio: L’eccezione alla regola. Se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.
    Non avevo mai riflettuto sul fatto che Robocop potrebbe aver tratto ispirazione dal Giudice Dredd. Che la tua ipotesi sia corretta o meno, resta il fatto che si tratta di 2 personaggi fighissimi, che infatti hanno dato origine a un sacco di film altrettanto fighi: forse l’unico che non mi sento di promuovere in toto è il Robocop del 2014, perché è davvero troppo noioso nella prima parte.
    Comunque, se i cinecomics sono rimasti a lungo dei film di serie Z è perché fino a pochi anni fa la tecnologia non era abbastanza avanzata per portare sullo schermo in maniera credibile le scene disegnate nei fumetti. E anche perché, a parte rare eccezioni (come il Batman di Tim Burton), a quei tempi i cinecomics avevano come target dei bambinetti ai quali non importava granché se la CGI era scadente, a loro bastava vedere la calzamaglia del loro beniamino per andare subito in brodo di giuggiole.
    A mio giudizio anche i cinecomics che hanno avuto maggior successo sono destinati a sparire di qui a vent’anni, proprio il massiccio uso della CGI. Se un film punta tutto sugli effetti speciali, quando verranno inventati degli effetti speciali più avanzati perderà di colpo tutta la sua attrattiva, e quindi non lo guarderà più nessuno; se invece un film punta tutto sulla qualità della sceneggiatura, a quel punto continuerà a risultare godibilissimo anche dopo cinquant’anni. Ad esempio, Dietro la porta chiusa di anni ne ha addirittura 73, ma ti tiene incollato allo schermo più di tanti altri film usciti ieri.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La storia dovrebbe sempre essere l’elemento fondamentale di qualsiasi film, cine-comics o meno, invece purtroppo così non è, quindi anche capolavori di un’epoca vengono subito dimenticati. Tutti i Marvel del Duemila sono bruscolini in confronto al successo che è stato Superman nel 1978, con il Presidente degli Stati Uniti che ha cambiato il suo piano di viaggio per andare al cinema a vederlo, e per anni è stato il modello di riferimento qualitativo, così com’erano i cartoni di Superman degli anni Quaranta, capolavori inarrivabili.
      Purtroppo poi i tempi cambiano, la memoria scompare e i gusti cambiano, e si parte sempre dall’inizio, con reboot come se piovesse e quindi zero trame.

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      • wwayne ha detto:

        Hai detto bene, i gusti cambiano. Tuttavia non tutti i registi si rassegnano a questo dato di fatto, e quindi periodicamente assistiamo a dei tentativi di resuscitare dei generi morti e sepolti da decenni come il noir e il western. Peraltro io, pur essendo consapevole che sono destinati a fallire, questi tentativi li appoggio andando a vedere i film in questione, perché adoro entrambi i generi da me menzionati.
        Un esempio plateale di quanto siano destinati all’insuccesso questi revival è Motherless Brooklyn, che è riuscito ad andare in perdita pur essendo costato pochissimo: il budget era di 26 milioni e ne ha incassati 18 in tutto il mondo. Un flop immeritato, ma quando non ti rassegni alla storia è così che va a finire, al cinema, in politica e in tutti gli altri ambiti.
        Comunque per me il miglior Superman di sempre è il terzo: la simpatia di Richard Pryor e la villain terrificante gli danno una marcia in più rispetto agli 3 film con Christopher Reeve. Grazie per la risposta! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti capisco, e anzi grazie che m’hai ricordato “Motherless Brooklynn” che sono curioso di vederlo.
        Intanto però il ritorno ai generi classici americani è una trappola, se fatti male. “City of Crime” (12 Bridges, 2019) è tutto girato intorno a Chadwick “Black Panther” Boseman con grandi attori, grandi scenografie e una storia di crimine nella New York notturna: si sono però dimenticati la sceneggiatura, e il risultato è una bojata da pernacchia in faccia, una storiella stupida dove lo spettatore capisce tutto nei primi cinque minuti ma tocca aspettare quel babbeo del protagonista che indaga e non capisce una mazza.
        Un film brutto e noioso, malgrado il genere “poliziesco newyorkese” sia un cavallo da battaglia storico: se falliscono le basi, figuriamoci generi più impegnativi…

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      • wwayne ha detto:

        City of Crime lo vidi in una sala strapiena fino all’ultimo posto disponibile. Non mi capitava dai tempi di Selma, un film uscito addirittura nel 2015.
        Onestamente ritengo che questo successo di pubblico sia più che meritato: City of Crime è di gran lunga il film più bello che abbia visto in questo 2020 (e ne ho visti già 36), ed è uno dei pochissimi a cui abbia dato 9 su imdb: è capitato solo 17 volte, e uno di quei 17 film è proprio quello che ti ho nominato prima, Dietro la porta chiusa. Se vuoi vederlo lo trovi su Youtube, completo, gratuito e in italiano.
        Mi dispiace moltissimo che a te City of Crime sia piaciuto molto meno rispetto a me: forse è il genere “poliziesco newyorkese” che ti ha stancato. Ti vengono in mente altri film da consigliarmi di questo filone?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ormai è confermato che abbiamo i gusti diametralmente opposti 😀
        E’ stata una visione terribile, il “colpo di scena finale” era più che chiaro dopo cinque minuti, così come era ovvio lontano un miglio chi era chi, quindi tutto il film è stata solo una noia di lunghe e inutili sparatorie. No, questo ha solo la facciata del poliziesco newyorkese, anche perché è una paraculata: a parte qualche inquadratura dall’alto e qualche veloce scena anonima, tutto si svolge in spazi ristretti, mentre di solito le vie della città sono una scenografia di comprovata funzionalità.
        Una sceneggiatura inesistente dove all’apice emotivo viene detto quello che sa chiunque abbia mai visto un film su New York dagli anni Settanta ad oggi: ammazza che originalità! 😀
        Comunque gli incassi americani sono al di sotto del budget, quindi non è bastata la star panterona a convincere gli spettatori in patria…

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      • wwayne ha detto:

        In realtà i nostri gusti sono identici: ad entrambi piacciono il noir, il western, il poliziesco, i film d’azione, la fantascienza distopica e praticamente tutti gli altri generi “maschi”. A dividerci è il giudizio su questi film, perché io tendo a valutarli in maniera molto più indulgente.
        Non hai risposto alla mia ultima domanda. 🙂

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie per la traduzione, articolo davvero interessante, con un procedere storico-cronologico che, per inclinazione personale, mi piace e con multiple citazioni, le più disparate tra loro, da Diabolik di Bava ai classici supereroi senza dimenticare…gli orsetti del cuore!!! 🙂

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  4. jenapistol ha detto:

    Grazie per la traduzione,speravo parlasse del Superman dei Fleisher Studios,li ho in dvd e non li vedo da una vita,per me un ottimo cartone,anche considerati i tempi.

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  5. Giuseppe ha detto:

    I film tratti dai fumetti, sempre un grande azzardo… e, visto che l’universo dei cinecomics è mediamente più anziano di quanto oggi si tenda a ricordare, giustamente già all’epoca ci si poneva il problema, come dimostra l’interessante articolo che hai tradotto. Brigid Cherry solleva qui una serie di obiezioni più che ragionevoli, per le quali però non aveva ancora previsto una saggia opzione che molti (me compreso) avrebbero preferito adottare nel momento del nuovo cinecomic-boom dai primissimi duemila in poi: la sostanziale separazione, salvo riferimenti indispensabili (una discreta infarinatura sui personaggi DEVI pur averla), fra universo cartaceo e filmico…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ pur vero che per decenni il fumetto cartaceo ha riso in faccia al cinema, i cui tentativi di imitarne la narrativa non sono mai stati presi sul serio. A parte la novelization a fumetti, che di solito era disprezzata da tutti (anche perché spesso disegnata malissimo), un film tratto da fumetto non aveva molto altro impatto sul “cartaceo”.
      Poi però tutto è morto, cinema e fumetto, così ora è una guerra fra poveri e non si capisce più chi insegua chi: sono due mendicanti che fanno cose turpi nel disperato tentativo di ottenere qualche spiccio l’uno dall’altro…
      Così dal Duemila ogni cinque minuti gli universi a fumetti fanno reboot e cancellano decenni di successi che gli hanno garantito lettori: per fortuna non ci sono più lettori, altrimenti si sarebbero potuti seccare 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        I lettori… ne ho sentito parlare anch’io di queste antiche figure leggendarie (alcuni raccontano che, se eri fortunato, potevi perfino incontrarne qualcuno vivo in edicola) 😛

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