The Crow 2,5 (1998) Stairway to Heaven

Malgrado il disprezzo con cui è stato accolto il secondo film, il mito farlocco de Il Corvo ha ancora vigore – grazie anche ai nuovi fumetti di O’Barr, che continuano a riproporre storie simili, e a vari romanzi di nomi noti – e così qualcuno propone a Bryce Zabel di creane una serie televisiva canadese, da vendere poi alla Polygram.
In fondo Zabel ha appena scritto la delirante sceneggiatura di Mortal Kombat 2 (1997), chi meglio di lui può affrontare la vaga commistione tra favola nera e marzialità immaginaria?

Quello che il secondo film non ha voluto approfondire è infatti la marzialità di Brandon Lee, mai mostrata ne Il Corvo – per questo il film ancora piace al grande pubblico, che di solito schifa qualsiasi tipo di combattimento che non sia eseguito male dalla star del momento – così la serie TV pensa bene di chiamare un altro divo marziale a NON combattere su schermo: visto che ormai è chiaro come Mark Dacascos sia un talentuoso atleta che non vuole più combattere in video, la scelta è praticamente obbligata.

Mark Dacascos

«Quello che abbiamo cercato di fare è creare un film completo che durasse 22 ore, invece che fare 22 ore di brani interscambiabili», così racconta Zabel alla rivista “Realms of Fantasy” nel febbraio 1999.

«Nel film originale è tutto basato sulla vendetta: il Corvo in pratica torna indietro, uccide tutti e ha finito. Non credo si possa fare una serie TV con un protagonista la cui unica occupazione sia uccidere chiunque gli capiti davanti. È una cosa completamente diversa, nella serie hai il protagonista che torna ed è bloccato qui: cosa farà adesso?»

Calare il personaggio del non-morto nella quotidianità potrebbe essere un’idea intrigante per una serie. Con la produzione di Ed Pressman, il “papà” del Corvo originale, la serie TV “The Crow: Stairway to Heaven” esordisce il 25 settembre 1998 e, appena conclusa, la CVC la porta subito in Italia… o meglio, seguendo una tradizione nostrana degli anni Novanta ne porta due episodi in videocassetta spacciandoli per un film: Il Corvo. La resurrezione, presentato in videoteca dal marzo 2000.

La serie TV che in Italia è stata un flipper distributivo

Nel marzo del 2003 mamma RAI compra e doppia la serie ma ovviamente la trasmette secondo i suoi alti standard qualitativi: assolutamente a fallo canino. Da 22 episodi diventano 18, non si sa perché, e la serie viene trasmessa rigorosamente a notte fonda prima da Rai2 e poi da Rai1, cambiando orario e giorno di andata in onda così che proprio nessuno possa registrarla. Come abbia fatto io a beccare il primo episodio rimarrà per sempre un mistero…

La serie che la RAI ha fatto di tutto per NON far conoscere

Nel 2005 la Universal pensa bene di continuare l’opera della CVC e così porta in videoteca un DVD con due nuovi episodi (1×17 e 1×22), fusi insieme come fosse un film, con il titolo in copertina Crow vs Crow.
Nel 2006 la Sony Pictures partecipa al gioco iniziando a presentare in videoteca DVD con due episodi per volta: “La forza oscura” e “Il padre scomparso” ad aprile, “La morte del Corvo” e “Talon la Donna Corvo” a giugno. Questi dischi hanno come titolo di locandina semplicemente Il Corvo. Serie TV.

Rari DVD Sony Pictures con puntate sparse

La prima puntata (The Soul Can’t Rest) deve pagare un’immancabile pegno: riassumere gli eventi del primo film.
Dal nulla cade Eric Draven (Mark Dacascos) ed atterra in una pozza d’acqua: quale città non ha pozze d’acqua sparse in giro? Intorno alla pozza ci sono in corso i festeggiamenti del cinco de mayo e un ragazzo è truccato da Corvo: un delizioso gioco per il quale l’immagine del personaggio precede la nascita del personaggio stesso.

Dal nulla arriva il Corvo, e lui passato non ha… (semi-cit.)

Comprensibilmente confuso, Eric inizia a vendicarsi dei criminali che hanno ucciso lui e la sua ragazza: Tin Tin (Darcy Laurie), Top Dollar (John Pyper-Ferguson), TBird (John Tench), insomma l’allegra brigata di criminali da operetta.
Conosce così i due co-protagonisti attivi della serie: la piccola Sarah (Katie Stuart) e il detective nero Albrecht (Marc Gomes), quest’ultimo utile per sottotrame di razzismo all’interno della polizia cittadina.

Scontro finale a base di spada e calci

Al contrario di Brandon Lee, che ha soppresso ogni propria dote marziale perché aveva capito che il grande pubblico odia queste cose, a Dacascos la produzione chiede diverse scene d’azione a puntata, perché è un momento molto particolare della TV americana.
Avremo modo di approfondire appena riuscirò a far partire il mio speciale sulle “serie di menare”, comunque il successo di alcuni prodotti televisivi con vaghi echi marziali sembra giustificare questa scelta in realtà sbagliata: quando le emittenti capiranno di aver commesso un errore, che l’interesse per le “botte in TV” era falso, ormai sarà troppo tardi.
Questo The Crow testimonia di un momento in cui si crede ancora che lottare in TV funzioni, e sicuramente Dacascos è l’attore migliore per farlo.

Una grande speranza mancata

Esploso con lo splendido Crying Freeman (1995), l’atleta figlio di un noto maestro marziale fa sperare a tanti fan – come me – di star assistendo alla nascita di una nuova stella marziale: come sempre, ma proprio sempre, è un fuoco di paglia che dura un attimo e poi scompare. Perché Mark vuole fare l’attore, e come tutte le star marziali tornerà a combattere decenni dopo, da vecchio, dopo una carriera di piccoli ruoli inutili. Un copione già scritto.

Quando ancora Mark ci faceva sperare

I primi due episodi della serie, quelli raccolti nel DVD La resurrezione, sono diretti dalla regista canadese Kari Skogland quasi esordiente ma con un luminoso futuro davanti a sé. Il suo problema è che ha fra le mani una storia che è diventata famosa grazie ad un film cupo, oscuro, girato al buio al punto tale che i produttori nelle interviste confessano che sulla TV di casa loro se ne vede solo la metà. Tutti elementi che non vanno bene per la TV.
Quindi la regista deve trovare un giusto equilibrio, rendendo più chiaro il buio e più visibile l’oscuro, puntando molto sul fatto che tanto chi conosce il personaggio colmerà ciò che manca, e chi non lo conosce così può vedere qualcosa, invece di intuire ombre su fondo nero.
Il risultato è inevitabilmente una “versione familiare” di un personaggio invece teoricamente duro e crudele, almeno nelle intenzioni.

Molto dark, molto cool, molto crow…

Dal secondo episodio gli autori, il creatore Bryce Zabel in testa, cominciano a buttare sul tavolo verde tutte le carte che possono legarsi al Corvo, tutte le idee possibili e immaginabili per tirar fuori 22 episodi legati a qualcosa che già con la prima puntata ha chiuso il suo ciclo noto.
Nascono così altri Corvi con cui lottare, poteri da perdere e ritrovare, la solita setta segreta secolare che cerca l’immortalità – il Lazarus Group – che a più riprese cercherà di catturare Eric per sfruttarne i poteri di immortalità, e via dicendo.
Sono tutte idee ispirate? Mettiamola così: è lodevole lo sforzo e l’inventiva, ma il risultato è alquanto scarsino.

Spara pure: in questa puntata ho ancora i poteri

Seguendo il canone delle serie di supereroi il nostro Eric ha la faccia pittata come fosse una supertuta: quando deve trasformarsi nel Corvo per combattere il male, zac, la faccia normale gli si auto-dipinge di bianco, come fosse una sorta di Hulk pallido.
È palesemente una furbata per far apparire spesso il personaggio con il suo volto iconico, ma visto che farlo vivere ogni giorno col trucco in faccia era un problema ecco che è nata la “pittanza”: appena gli prude il senso di corvo, gli si pitta la faccia. Anche qui, è lodevole lo sforzo narrativo ma il risultato non è dei migliori.

E quando s’arrabbia scattano le fiamme dal nulla!

Onestamente non ho alcun ricordo della mia prima visione sulla RAI, forse ho visto solo una puntata, quindi posso basarmi solo sulle quattro puntate che ho visto, raccolte nei citati DVD. È una serie anni Novanta, lo grida ogni fotogramma, e io non le sopportavo già negli anni Novanta, perciò non sono un critico oggettivo.
Di sicuro gli effetti speciali sono eleganti e ben fatti, quando invece all’epoca erano pacchianate inguardabili che ammazzavano l’atmosfera, e in generale è tecnicamente una buona serie: il problema è che il personaggio è “morto” in parecchi sensi del termine. Gli autori non avevano nulla in mano che un primo film, amato dai giovani, e hanno dovuto tirarci fuori una serie da pomeriggio in famiglia: non li invidio, né mi sento di biasimarli per un risultato scarsino.

Il cantante maledetto che però canta come Gigi d’Alessio!

La serie conosce una sola stagione, quindi non lo possiamo chiamare un successo, però in qualche modo il mito del Corvo sopravvive, soprattutto a se stesso, e prolifera.
Insieme alla serie continuano ad uscire fumetti e romanzi che narrano le gesta di altri Corvi, quindi perché anche il cinema non dovrebbe continuare a sfruttare il nero pennuto pittato di bianco? Lo vedremo la settimana prossima.

Il mitico Mark Rolson nel ruolo di un altro Corvo

«Se odi qualcuno, lascialo andare. Ma se poi ritorna, uccidilo. E se dovesse ritornare ancora… be’, allora è diverso.»
MaseReyes (Mark Rolson)

Chiudo con la schedatura degli episodi de Il Corvo andati in onda sulla RAI nel 2003: i titoli si riferiscono a quelli riportati dai quotidiani dell’epoca.

Primo ciclo su Rai2

1 [12 febbraio]
2 [18 febbraio] Una vera famiglia
3 [25 febbraio] Operazione vendetta
4 [3 marzo]
5 [4 marzo]
6 [5 marzo]
7 [9 marzo] Attraverso un cerchio oscuro
8 [12 marzo]
9 [14 marzo]
10 [18 marzo] Incredibile verità
11 [19 marzo]
12 [21 marzo]
13 [23 marzo]
14 [26 marzo]
15 [28 marzo]
16 [1° aprile]
17 [2 aprile]
18 [3 aprile] Lotta finale

Secondo ciclo su Rai1

1 [5 aprile]
2 [10 aprile] Il patto del serpente
3 [12 aprile]
4 [16 aprile]
5 [19 aprile] Voci
6 [20 aprile] Operazione vendetta
7 [23 aprile] Falsa identità
8 [26 aprile]
9 [27 aprile] Prima del risveglio
10 [30 aprile]
11 [3 maggio]
12 [7 maggio] Incredibile verità
13 [10 maggio]
14 [11 maggio]
15 [17 maggio]
16 [18 maggio] Musica maledetta
17 [21 maggio] La strada mai scelta
18 [25 maggio] Omicidi con esca

L.

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20 risposte a The Crow 2,5 (1998) Stairway to Heaven

  1. Conte Gracula ha detto:

    Non so come sarebbe vedere la serie, non sono un fan, ma qualunque sia il livello, nulla può essere apprezzato se lo gestisci tanto da cani.
    È strano che questa serie sia stata trattata così, di solito è un pessimo trattamento riservato alle serie animate, in Italia. Ancora oggi…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Con le serie non di grande richiamo è un massacro continuo, valanghe di titoli sono stati fatti sparire per sempre dopo essere stati trasmessi a casaccio, ed è davvero un peccato, perché i pirati non hanno fatto in tempo a salvare ciò che i distributori italiani con crudeltà annegano nei palinsesti notturni.

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  2. Cassidy ha detto:

    Ho scoperto la serie anni dopo, quando avevo già avuto modo di conoscere il lavoro di Mark Dacascos, ad attirarmi più che altro la sua presenza, anche se seguire le puntate è stato impossibile, penso di averne viste tre se va bene. Penso che la quantità esagerata di talento marziale in giro negli anni ’90, e la volontà degli stessi di non picchiare ma di fare gli attori “veri” abbia generato una differenza di potenziale che ancora oggi fa roteare il pianeta terra. Certo che una serie con una fotografia da vecchio telefilm della mattina, per un personaggio come il Corvo proprio non va, sembra “Hunter” solo che il protagonista ha un corvo invece che una Magnum 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ecco, giusto, ha un po’ lo stile di telefilm d’altri tempi, magari pure tosti (tipo il mitico “Hunter) ma sempre per famiglie, il che è davvero incompatibile con il Corvo, il cui successo è principalmente fra i “giovani maledetti” (o aspiranti tali).
      Una serie simile (almeno a memoria) era “Relic Hunter” (1999), avventura e azione in salsa familiare, ma almeno c’era Tia Carrère che faceva dimenticare qualsiasi difetto ^_^

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Un post che inizia con la citazione di Mortal Kombat 2 (con tanto di rimando a “orbiana” recensione 🙂 ) e con un Dacascos (di cui, come te, ho apprezzato soprattutto i bagliori di inizio carriera) in più, è un post di sicuro valore Z, anche se affronta una serie di film-serie tv a me non graditissima come Il corvo. Non graditissima al punto tale che non ricordavo addirittura il coinvolgimento di Mark nostro! Mi è parso di capire che comunque il “tentativo” analizzato nel post suddetto è sopportabile, perlomeno nelle intenzioni più che nella realizzazione…considerando il materiale con cui si ha a che fare…è già qualcosa! (ma non mi fa comunque venir voglia di rispolverare pennuti filmici!) 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Nei primi Duemila apprezzai il briciolo di marzialità di questa serie, ma rivisti oggi degli episodi dire che non ti sei perso niente, e che le chicche che Mark regala ad ogni puntata è davvero poca roba.
      Peccato, perché un Corvo giustiziere marziale non sarebbe stata una cattiva idea, invece è solo suggerita mentre si parla di altro. Però sottolineo che tecnicamente è una serie al di sopra della media dell’epoca: non ha effetti speciali cialtroni tipo quelli di Hercules o Mutant X, è una cosa “di classe”. L’unico problema è la sceneggiatura…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        “Corvo giustiziere marziale” sarebbero tre parole che mi fanno palpitare il cuore Z, peccato per l’occasione persa! 😦 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Le intenzioni ci sarebbero, Eric qui mette fuori combattimento i cattivi non solo con tecniche a mani nude ma anche con armi varie, sfruttando vari stili orientali. Purtroppo parliamo di pochi secondi ripresi in modo da non far notare molto, ma capisci che comunque l’intenzione è ottima. Ad aver avuto il coraggio di scendere ancora di più nel prodotto di genere almeno avremmo avuto una chicca da ricordare…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        La tua risposta mi porta a sposare ancor di più il tuo punto di vista, la condivisione di un’occasione Z imbastita ma mancata e quindi…il rammarico! Mannaggia…

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  4. Pietro Sabatelli ha detto:

    Questa mai vista, e credo mai vedrò..

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  5. Celia ha detto:

    Ma che cazzo vuol dire la citazione finale?!
    Comunque, no! Davvero ce n’è ancora? Trauma.

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  6. mikimoz ha detto:

    Possibile che io l’abbia visto sulla Mediaset?
    Qualche episodio, eh. Tipo uno solo.
    Quindi, ricapitolando: è un sequel del primo film ma mettendo i flashback viene rigirato tutto con attori diversi. Giusto?
    In ogni caso lui lo ricordo ne Il patto dei lupi, aveva fatto qualcosa in quel film…

    Moz-

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non ho trovato menzioni dopo il 2003, ma tutto può essere: magari Mediaset s’è comprata uno di quei DVD con raccolte di episodi.
      La prima puntata della serie è il remake de “Il Corvo”, primo film, poi si va avanti con gli stessi tre protagonisti in nuove vicende, nuovi corvi e nuovi criminali da combattere.
      Sì, una delle ultime apparizioni “combattentei” di Dacascos è proprio ne “Il patto dei lupi”, dello stesso regista di quel “Crying Freeman” che l’ha lanciato. Faceva l’indiano in Francia 😛

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  7. Giuseppe ha detto:

    In quel 2003 me ne sparavo non poche di serie tv, ma The Crow era davvero programmata alla fallo canino: di conseguenza, non potrei nemmeno giurare di essere riuscito a vedere tutti e cinque gli episodi sparsi della prima stagione… ricordo il pittaggio soprannaturale della faccia di Dacascos e qualche breve sequenza di combattimento interessante ma, a dirla tutta, i miei ricordi finiscono qui.

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  8. Sam Simon ha detto:

    Questa me l’ero persa davvero… non ne conoscevo l’esistenza! E sono contento di non essermi perso nulla…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo è così. Sebbene l’attore sia più che indicato nel ruolo di un Eric Draven vendicatore marziale, alla fin fine la sceneggiatura non mantiene ciò che promette.
      Per fortuna alla crudele volontà della RAI di comprare serie TV solo per farle sparire per sempre corrisponde la voglia dei distributori di portare i telefilm in videoteca, così sono sopravvissuti episodi di questa serie anche solo a testimoniarne il passaggio in Italia 😉

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