Pentathlon (1994) Giochi pericolosi

Quando una quindicina d’anni fa ero attivo su YouTube e per il compleanno di Dolph Lundgren creai un video-omaggio con brani da tutti i suoi film, mi resi conto che c’era un suo titolo molto difficile da trovare in lingua originale: impossibile, in italiano.
La cosa passò così finché Willy l’Orbo non mi ha fatto notare la cosa, riaprendo la vecchia ferita mai guarita: è il momento di rimediare e di colmare la laguna nella filmografia del nostro svedesone preferito. Così ho comprato d’occasione un DVD Universal d’importazione britannica – e visti i tempi l’ho disinfettato col Lysoform! – ma sebbene Amazon promettesse sottotitoli in lingua inglese… non ce n’è l’ombra.
In Rete esistono varie lingue per questo film, dal kirghiso orientale al sumero medievale, ma di lingua inglese niente: non sono bravo con i film in lingua inglese senza sottotitoli, quindi dovrò un po’ cercare di capire a naso quel che succede.

Un film di cui per sfregio non esistono manco i sottotitoli

Oggi è difficile da credere, ma film come Red Scorpion (1988), Arma non convenzionale (1990) e Resa dei conti a Little Tokyo (1991) avevano aperto la via a Dolph come una delle stelle d’azione degli anni Novanta: I nuovi eroi (1992) e Caccia mortale (1992) hanno fatto esplodere il cuore di noi fan del cinema di genere, quello che nessun critico recensisce né rivista patinata cita, ma vi assicuro che in videoteca si faceva a botte per noleggiare.
È comprensibile che un enorme successo di cassetta abbia spinto lo svedese a voler salire di livello, giungendo addirittura a co-produrre un film che però non fosse d’azione o marziale. Il ragionamento non fa una piega: ho fatto i soldi menando la gente, quindi ora produco un film sui sani valori dello sport. Caro Dolph, mi dài l’occasione di inaugurare un meme zinefilo: mi batto la testa con la mano e grido «Io qui non c’ho una chepa»

Quando hai un’idea così geniale da sbagliare tutto

Nel luglio del 1994 viene presentato a Los Angeles Pentathlon, prodotto da piccole case insieme a Dolph stesso, e il mese dopo già il nostro Gianni Letta lo visiona per dargli il visto della censura italiana, rilasciato il 26 agosto 1994.
Quel giorno stesso Penta Film e Cecchi Gori lo portano nei cinema italiani, con il titolo Giochi pericolosi, seguendo la storica usanza italiana di sbattere d’agosto quei film che si è sicuro nessuno vedrà. Sul perché i distributori comprassero film con l’unico intento di NON farli vedere è qualcosa che esula dal cinema ed entra nella cronaca giudiziaria.

Com’era facile prevedere rimane solo un mese al cinema, ma Italia1 è pronta a trasmetterlo nella prima serata di lunedì 2 febbraio 1998: non so se sia voluto o una divertente casualità, ma quella notte va in onda un episodio della serie “21 Jump Street” dal titolo Giochi pericolosi.
Replicato già nel novembre successivo, in seconda serata, Italia1 lo rispolvera almeno nel 2000, 2001 e 2004, prima di dimenticarlo per sempre.

Malgrado sia senza data, probabilmente già dal 1994 arriva in videoteca la VHS Medusa, comunque di sicuro nel dicembre 1999 la rimette in vendita: è l’ultima apparizione in home video del film in italiano.

Alla regia c’è Bruce Malmuth, che dopo aver diretto Seagal in Duro da uccidere (1990) aveva avuto bisogno di quattro anni di riposo: dopo aver scritto, diretto e co-prodotto questo film con Dolph, ha abbandonato il cinema fino alla propria morte, nel 2005.

La storia parte alla lontana, dal 1972 in cui il Dolphino viene addestrato come un soldatino della Germania dell’Est e gli viene insegnato che devi fregartene di tutti, conta solo vincere. Queste pirle di saggezza sono dispensate dal tetesco di Cermania Heinrich Müller, interpretato leggerissimamente sopra le righe dal biondo David Soul, che per una vita ha cercato di scrollarsi di dosso il ruolo televisivo in “Starsky & Hutch”. Non è certo con questi film che poteva riuscirci.

Chiamami Hutch, piccolo Dolph, e ti mando in un gulag

Comunque l’addestramento funziona e Dolph cresce, in altezza, larghezza e muscolezza, così che nel 1988 può partecipare alle Olimpiadi di Seoul (Corea del Sud) gareggiando nel pentathlon: cinque discipline sono poche per Lundgren, così ne fa quindici perché lui può.

He-Man con indosso gli occhialini da nuoto!

Essendo stato fin da giovane addestrato all’obbedienza cieca verso il proprio Paese e al disprezzo verso il corrotto Occidente, appena Dolph vede un atleta nero che parla da gangsta qualcosa scatta in lui: d’un tratto si innamora dell’Ammmmerica. Appena poi incontra la moscia moscitudine di Julia Davis (Renée Coleman) perde la testa.
Scappa da un bagno e si infila in un pullman americano, cancellando tutto il proprio passato in nome di una nuova vita… come lavapiatti in America!

Ho sopportato per otto anni un altro bianco ribelle, ma almeno era Magnum P.I.!

Da un bar di Los Angeles il nostro eroe assiste alla caduta del muro di Berlino, nel novembre 1989, ubriacandosi e rompendo i rapporti con la moscia Julia: ora che non esiste più la Germania dell’Est lui non è più speciale, è solo uno qualunque, per di più azzoppato perché durante la fuga gli hanno sparato ad una gamba.
E via, un altro salto in avanti fino al 1993, ai giorni nostri, in cui Eric – il nome del nostro eroe – fa lo sguattero per Creese (Roger E. Mosley), che però lo prende a ben volere e decide di allenarlo.

L’allenamento parte sempre dall’alimentazione, no?

Per anni Eric è stato zoppo, ma l’allenamento di Creese lo guarisce dalla zoppìa, torna pure la moscia Julia e via in inutili scene romantiche assolutamente vuote, giusto divertenti perché servirebbero due Julie per raggiungere l’altezza di Dolph!

Va be’ che altezza è mezza bellezza… ma qui è pure doppia!

Ci sono voluti ben quattro sceneggiatori (regista compreso) per far scomparire nel nulla la storia. Eric si allena alla scherma nei prati, nuota nel bagnasciuga e altre stupidate simili: ma che allenamento è? Ma non era un film sportivo? D’un tratto Creese, che doveva essere la sua nuova figura paterna americana, scompare nel nulla, la moscia Julia è sempre stata inutile e Dolph passeggia da solo, senza copione né personaggio.
Intanto Müller è diventato il capo dei nazisti dell’Illinois, con uno sviluppo del personaggio così macchiettistico e ridicolo che verrà replicato da Stallone per Dolph stesso: l’Ivan Drago di Creed II (2019) è una di quelle barzellette tristi, raccontate male e che non fanno ridere. Già il povero David Soul aveva anticipato tutto qui.

David, non ti sembra di star un po’ esagerando?

La trama-base vorrebbe che ora Eric torni a vincere le gare, ma qui ci si allontana dai luoghi comuni: i suoi “duri” allenamenti nel pentathlon sono stati solo tempo perso, visto che al massimo parteciperà ad una corsetta per la Pace nel Mondo, una roba tristissima che denota la cialtronaggine della produzione.
Comincia una roba che non ho neanche voglia di capire, con Müller che invade la Polonia e lancia la bomba atomica sulla sceneggiatura, scoprendo che non c’è niente quindi è tutto vano. Personaggi a caso si muovono a caso mentre tutto va alla deriva.
Negli ultimi due minuti di film vediamo finalmente Eric che, dopo non aver fatto una mazza di niente per tre quarti di film, corre la maratona della pernacchia e c’è Müller ad aspettarlo: due schiaffi e fine del film.

Faccette d’azione giusto negli ultimi 30 secondi di film

Possibile che Dolph abbia deciso di esordire come produttore con ’sta roba assurda? Va be’, in fondo il suo secondo film da produttore sarà Diamond Dogs (2007), diciamo che non ha l’occhio lungo…
L’unica scena da salvare di questa buffonata è quando ad alcune comparse viene chiesto di esultare per la vittoria di Dolph nella maratona… ma un tizio rimane seduto serissimo! Oh, a lui proprio non piaceva la scena.

Il tizio in prima fila, con gli occhiali scuri, non ne vuol sapere di applaudire Dolph!

Per fortuna quello stesso anno Perry Lang porta Dolph nel sud-est asiatico a girare forse il miglior film della sua carriera, Men of War (1994), ma questo Giochi pericolosi rimane comunque il primo inciampo di una caduta rovinosa per il povero Dolph.
Dopo anni ai vertici del cinema d’azione di serie B, con questo film inizierà un crollo verticale che lo porterà verso la Z del Duemila. Corri, Dolph, corri.

L.

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24 risposte a Pentathlon (1994) Giochi pericolosi

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Mmmmmmmmmhhhhhh, mi sa che ti debbo delle scuse, vero? 🙂
    Riaprendo la ferita, ti ho fatto beccare un dvd fregatura e poi vedere un film cialtrone!
    Non che mi aspettassi un gioiello stile il mai abbastanza elogiato Men of war ma nemmeno una simile “insulsità”…però, la scena del tizio con gli occhiali che non applaude è metafora dello spettatore deluso e ha riscattato la visione! Quindi sono assolto! Nevvero? Sì? Evviva? 🙂 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha sì, tranquillo, è stato Amazon poco professionale a scrivere una cosa non vera, ma con miliardi di prodotti non è che si può pretendere la sicurezza: ho sbagliato io a fidarmi delle info invece di andare a cercare locandine del DVD dove fosse specificata la presenza o meno dei sottotitoli. (L’intera saga Operation Delta Force e altri film che ho comprato in DVD d’importazione sono tutti senza sottotitoli: possibile che siano produzioni così cialtronesche che non si mettono manco a sottotitolarle?)
      Alla fin fine è un film così vuoto che non c’era bisogno di sottotitoli: non succede niente per un’ora, poi nell’ultima mezz’ora succedono cose che non meritano di essere capite 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Però, nonostante tutto, Dolph è più forte di me e della razionalità; credo ciecamente alle parole della tua recensione ma per completismo maZochistico continuerò a cercare/sognare una copia del film rigorosamente in italiano (immagino a cosa vado incontro ma la Z mi trascina oltre l’umano dolore)! 🙂 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Oh, se la trovi in italiano fai un fischio, che è una vera rarità 😉

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Sarebbe un’impresa talmente epica che ne verresti prontamente informato! 🙂

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  2. Cassidy ha detto:

    Il film non l’ho visto, anche se a metà lettura riflettevo sul fatto che una leggerissima influenza del personaggio di Ivan Drago è calata come un’ombra anche su questo film di Dolph, poi hai citato “Creed II” spazzando via ogni dubbio. Stranissimo esordio da produttore per il nostro svedesone preferito, ma perfetto per lanciare il meme, già lo adoro! 😉 Cheers

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  3. Giuseppe ha detto:

    Un DVD senza i sottotitoli e, alla fine, senza nemmeno un film (perché rimane oggettivamente difficile considerare tale quest’infausta impresa produttiva di Dolph)…

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  4. Giona ha detto:

    Chissà cosa aveva per la testa lo svedesone quando ha pensato di produrre questa porcheria, tra la fine degli ottanta e i primissimi novanta stava andando benissimo, io lo preferivo a sua maestà Van Damme e ai declinanti Stallone e Schwarzy; poche storie, nessuna attore è mai stato capace di “sparare” tre perle come il vendicatore (odio i cinecomics, l’assenza del teschio sulla maglia è un punto a favore), Resa dei conti a little tokio e il sottovalutatissimo (non qui) Caccia Mortale, senza citare gli altri ovviamente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Esatto, proprio perché era in pieno stato di grazia stupisce che poi si sia lanciato in una roba del genere. Che non è neanche un film sportivo, visto che a parte qualche rapido montaggio di pochi secondi non si vede nulla di agonistico.
      Per non parlare del tema “artisti ed atleti del blocco sovietico che scappano in Occidente”: dài, è stata fatta tanta di quella roba negli anni Ottanta – pure la Signora in Giallo ha ospitato un ballerino russo esule! – che non ha senso parlarne ancora nel 1994, con l’URSS crollata.
      Non vorrei che anche Dolph avesse frainteso dove soffiasse il vento, che cioè come i suoi illustri colleghi abbia pensato di fare qualche film d’azione o marziale giusto per iniziare la carriera e poi cercare di fare altro, toppando di brutto come hanno toppato di brutto tutti i suoi colleghi. In fondo sua maestà Golan in persona non ha capito una mazza degli anni Novanta marziali, che lui stesso in parte ha contribuito a creare, quindi figuriamoci un attore appena “esploso”.
      Chiudo con il discorso Punisher/Vendicatore: ero all’apice del mio amore sconfinato per il personaggio quando la RAI mandò il film con Dolph, che ho odiato con tutto il cuore (manco ricordavo il discorso del teschio). Assomigliava a Castle come Gary Daniels assomigliava a Kenshiro, ma mentre quest’ultimo film è spernacchiato da chiunque invece il Vendicatore misteriosamente è piaciuto. Io nel 1990 amavo Dolph e amavo il Punisher, eppure il film è riuscito a deludermi. Boh, sarò strano io 😛

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  5. Giona ha detto:

    Forse il declino di Dolph dopo il 1994 era inevitabile, del resto anche Van Damme nello stesso anno ha iniziato la sua parabola discendente, i film successivi a Timecop lo dimostrano. Se ci pensiamo il loro apice lo hanno avuto tra la fine degli ottanta, cioè la fine della guerra fredda e quindi anche della Cannon, e l’inizio dei novanta prima che i vari attori marziali venissero espulsi dalle medie produzioni d’azione per fare spazio a bambocciate tipo bad boys, i vari fast end furius e xxx, tanto per fare degli esempi.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La mia idea è che l’enorme interesse marziale partito dal basso – cioè dal mondo delle videoteche, i bassifondi agli occhi dei produttori – sia stato usato dalle star marziali come trampolino: da Van Damme a Lundgren, a Seagal hanno tutti voluto immediatamente scrollarsi di dosso i ruoli marziali per diventare “attori veri”, fallendo e tornando alle arti marziali solo quando erano troppo vecchi e il genere era ormai morto.
      Bravi atleti prestati al cinema, con doti recitative vicine allo zero, invece hanno avuto molta più fortuna. Lamas forse è il caso più noto, ma peso a Jeff Wincott, Don Wilson, Billy Blanks, Loren Avedon, Jerry Trimble, Daniel Bernhardt e altri più piccoli, grandi atleti ma piccoli attori che però sapevano creare scene marziali ghiotte che mandavano in visibilio i fan, e sono durati più a lungo. Nessuno di loro è diventato “attore normale”, per lo più sono rimasti caratteristi anonimi. Sono loro che hanno mantenuto vivo il genere quando i grandi se ne sono andati, appunto intorno al 1994, sfornando film su film ben poco noti alla critica o al grande pubblico ma che riempivano le videoteche.
      Poi per motivi misteriosi il pubblico ha dichiarato guerra alle arti marziali, premiando esclusivamente gli incapaci che facevano mossette ridicole, così che è scomparso anche il pubblico da videoteca, quello che aveva decretato il successo del genere marziale.
      Teoricamente i grandi hanno fatto bene ad abbandonare la nave finché galleggiava, ma il problema è che non erano attori e quindi hanno fallito ogni film “serio”. L’unico a sopravvivere è stato proprio Dolph, perché non ha mai finto di essere un attore e ha subito ridotto al minimo la marzialità: dedicandosi al genere action, generico che campa sempre, ha dimostrato di averci visto più lungo degli altri. O forse è stato solo un caso 😛

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    • Fra X ha detto:

      Ormai era il periodo del tamarro.😂

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Hai mai provato a cercare dei sottotitoli amatoriali? Se ricordo bene, molti programmi di lettura video per PC permettono di selezionare file esterni per i sottotitoli (forse devi giusto dare un certo nome al file di testo coi sottotitoli).
    Magari trovi qualcosa per la roba che non riesci a seguire agevolmente in inglese.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ci ho provato, uso spesso sottotitoli esterni (ci sono siti con valanghe di .srt) ma quei sottotitoli esterni esistono se alla base c’è un DVD con sottotitoli: i pirati li estraggono e li mettono in Rete. Se neanche la casa di produzione si prende la briga di crearli, l’unica speranza è che dei fan li creino a mano. Capisci che un film del 1994 con Dolph è proprio l’ultimo dei pensieri dei fan del srt 😛

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  7. Kukuviza ha detto:

    ahahahah ma chi è il tizio che non si è alzato!? ne hanno dato un motivo seppur strastiracchiato?
    Ma alla fine dunque Dolph “combatte” contro David Soul? Non riesco davvero a immaginare la cosa. Se non altro questi film ci permettono una (anche ben più di una) sanissima risata coi tuoi post!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio 😉
      Il tizio mi sa che era una comparsa riluttante, delusa dalla scena che stavano girando e ha scelto di non uniformarsi ai suoi colleghi 😛
      Il “combattimento” con Soul è più una zuffa, ma per fortuna è un brutto spettacolo che dura pochi secondi.

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  12. Fra X ha detto:

    Lo beccai anni fa di notte su Italia 1. Dal titolo mi aspettavo chissà che thriller e mi ritrovavo uno strambo film sportivo.😳😅

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