Alien Intruder (1993) Senza Alien e senza Intruder

Sono gli anni in cui la PM Entertainment imperversa nel cinema di genere che nelle videoteche guadagna soldi a palate, sono gli anni in cui Joseph Merhi e Richard Pepin (cioè i fondatori) hanno tutti i giorni alla porta i dirigenti di Italia1 che chiedono in ginocchio di poter pagare uno sproposito film di arti marziali da proiettare in anteprima mondiale nei venerdì italiani.
Arti marziali e “cyborg di menare“, questi i cavalli di battaglia della PM, ma magari si potrebbe aprire qualche parentesi pur rimanendo nei generi amati dal pubblico: per esempio tutti parlano di Alien 3 (1992), non sarebbe il caso di fare un filmetto di fantascienza con la parola “Alien” nel titolo? Ma sì, due spicci li possiamo pure buttare.

Uno scrittore specializzato in filmacci oltre la Z come Nick Stone e un direttore della fotografia che per l’occasione si finge regista come Ricardo Jacques Gale sono pronti a sfornare Alien Intruder.
Portato nelle videoteche americane il 24 febbraio 1993, le consuete Prisma e Fox Video lo distribuiscono in Italia in data ignota – probabilmente lo stesso 1993 – e non ho trovato alcuna altra traccia: non risultano passaggi TV né DVD o altro. A parte questa videocassetta, il film sembra ignoto nel nostro Paese. E non è un male.

Il titolo più falso di sempre

È successo qualcosa di strano sull’USS Holly, un vascello dove la gente si ammazza a vicenda e Borman (Jeff Conaway) prende il possesso della nave spinto da una donna misteriosa.

Sono lontani i tempi di Grease

Sulla Terra il comandante Skyler (Billy Dee Williams nel pieno del suo lungo periodo Z) deve organizzare una missione per andare a scoprire cosa sia successo sulla Holly, quindi ingaggia dei professionisti armati di tutto punto… Seee, ci avete creduto?
Scatta il “Momento Sporca Dozzina” e via ad ingaggiare detenuti squinternati nel carcere di massima sicurezza New Alcatraz.

Il comandante Billy Dee, furbo da sbarco

Bisogna agganciare una nave spaziale, entrare ed affrontare una situazione sicuramente pericolosa, quindi la sporca mezza dozzina è guidata dal giocatore d’azzardo Nick Mancuso (Maxwell Caulfield): quali competenze ha per ricoprire quel ruolo? Mi sembra ovvio: Jeff Conaway ha fatto Grease (1978), Caulfield ha fatto Grease 2 (1982), fra imbrillantati ci si capisce.

Sono lontani i tempi di Grease 2

Abbiamo poi l’esperto di computer D.J. (Richard Cody) che non toccherà mai un computer, Peter (Stephen Davies) che non ho capito cosa sappia fare e infine l’esperto di esplosivi Crane Lloyd (Gary Roberts), che non toccherà né piazzerà un solo esplosivo. C’è pure un altro detenuto ma non lo nominano mai quindi non so chi sia.
Chiude il cerchio l’androide positronico modello 4 chiamato Marlon (Joe Durrenberger): ricordo che nel 1992 era morto Isaac Asimov, padre dei robot positronici. Per fortuna l’androide viene mostrato una volta e poi scompare dalla trama.

A bordo della USS Presley (dove sarebbe stato logico mettere la musica di Elvis in filodiffusione) bisogna affrontare un viaggio di tre mesi per raggiungere la Holly, quindi tutti in sonno criogenico… Seee ci avete creduto? No, qui si sta tutti svegli.
Come li convinci dei detenuti ad un viaggio del genere? Fornendo loro un programma di realtà virtuale: ricordo che siamo in pieno periodo Il tagliaerbe (1992).
Ogni giorno gli uomini entrano in una cabina e vengono proiettati in mondi digitali a loro scelta, pieni di donne belle, disponibili e spogliabili.

Il vero soggetto del film

Non siamo neanche a metà film e già la fantascienza scompare, per lasciare il passo al vero obiettivo della produzione: donnine svestite e ammiccanti da far muovere davanti all’obiettivo.
Questa sorta di Westworld digitale non ha altro scopo se non mostrare amplessi vaghi e nudità supposte, solo che la supposta va a noi amanti della fantascienza: ma dov’è l’invasione aliena del titolo? Non ci sono alieni, non ci sono invasioni, non c’è niente. Solo forme femminili intraviste nel buio.

Tanto per sfruttare la moda del momento facciamo che le donnine virtuali d’un tratto per colpa di un virus informatico prendono vita nel mondo reale, facendo uscire pazzi gli uomini e facendoli lottare fra di loro.
Ma tanto è tutta una lunga pernacchia che non porta da nessuna parte, e le donnine del cast – straordinariamente anonime e scialbe – continuano a contorcersi a favor di camera, mentre Billy Dee spara i suoi laserini.

Tutto qua? Sono lontani i tempi di Star Wars

Nello spazio nessuno può sentirti insultare la fantascienza, quindi non possiamo che spernacchiare questa totale nullità: per la prima volta sono contento di fronte ad un film che all’epoca ho visto in videoteca ma non ho noleggiato!

L.

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29 risposte a Alien Intruder (1993) Senza Alien e senza Intruder

  1. Austin Dove ha detto:

    nemmeno i vestiti mi sembrano fantascientifi 😦
    invece, la scena con la donna nuda l’attore era figo, chi era?
    e: cosa vuole dire intruder e che c’entra?

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  2. Cassidy ha detto:

    Ci sono tanti film con la parola “Alien” nel titolo, e non dico altrettanti, ma molti con “Intruder”, metterle insieme è un modo furbetto di generare un titolo accattivante senza avere una trama a sostenerlo. Potremmo proporci come generatori di titoli a casaccio, tipo “Predator Force”, oppure “Lethal Power”, in una giornata di possono inventare mille titoli così 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha occhio che potrebbero essere tutti titoli esistenti 😀
      Se avessero invece intitolato il film “Anal Intruder”, per fare una citazione alta, sarebbe stato molto meglio 😛

      Piace a 1 persona

      • Giuseppe ha detto:

        Una citazione alta sì, da inserire abilmente nel titolo in modo da sottolineare pure l’assoluta banalità di codesto film: “(B)Anal Intruder” 😉
        Ne avevo già sentito parlare (invariabilmente assai male) in passato, ragion per cui non mi è mai nemmeno passato per la mente di andarmelo a cercare…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono contento che sia stato salvato dall’oblio il doppiaggio italiano del film, ma davvero dalla PM mi aspettavo ben altro, soprattutto nei primi Novanta in qui dal punto di vista marziale erano ai massimi livelli.

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Forse avrebbero potuto intitolare il film Holo-vixens, a questo punto XD

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  4. Sam Simon ha detto:

    A me il vero soggetto del film non è dispiaciuto per niente…

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    E se il film si titolasse Alien Intruder perché in realtà ha avuto la geniale intuizione (in anticipo su Specie mortale) per cui gli ALIENi per INTRUDERsi nelle nostre vite devono assumere le forme, le movenze e gli atteggiamenti delle distinte nonché disinibite signore del film? (lo so che la risposta è NO ma mi garbava lanciare ipotesi assurde! Ahahaha!) 🙂

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  6. Conte Gracula ha detto:

    Ho collegato solo ora una cosa: in Life is Strange, la protagonista si chiama Max (Maxine) Caulfield.
    Mi chiedo se sia voluto 😛

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  7. Pingback: Shadowchaser 3 (1995) Terrore sull’astronave | Il Zinefilo

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