Diamond Dogs (2007) Dolph in Mongolia

Il nostro Dolph Lundgren torna a vestire i panni anche del produttore, dimostrando forse di non avere proprio naso per certe cose, e insieme a una secchiata di altri produttori e con casupole varie mette insieme Diamond Dogs: un film strano, a partire dal regista.
Shimon Dotan è nato in Romania ma mi sembra chiaro sia di famiglia ebraica. Trasferitosi subito in Israele e fatto il militare, non può certo rimanere indifferente alla nuova leva registica che sta nascendo in loco: prova a dire la sua con Navy Seals. I giovani eroi (1992) col giovane Rob Lowe ma non sembra andare bene.
Nel 2001 ha co-prodotto Identità ad alto rischio e Dolph tende a lavorare più volte con le stesse persone, così Dotan si ritrova regista di questo film… con lo pseudonimo Samuel Dolhasca. Fra tanti nomi che si poteva scegliere…

Dall’agosto 2007 il film gira per il mondo e proprio la Mondo Home Entertainment (MHE) lo porta in Italia, direttamente in DVD, nell’agosto 2009, quando vidi la locandina appesa ad una delle ultime videoteche rimaste in vita. Esultai perché era da anni che non beccavo niente di Dolph, ma dopo aver visto il film capii che non c’era proprio niente da esultare.
FilmTV.it riporta i numerosi passaggi televisivi.

Ammazza, impegno grafico zero!

Xander Ronson (Lundgren) arriva in Mongolia per un «lavoro di sei mesi in una miniera d’oro», qualunque cosa questo voglia dire, e il posto gli piace così tanto da rimanerci sei anni. «Ma per quanto tu cerchi di allontanarti dal tuo passato, la distanza non è mai troppa»: ammazza che frasi noir che gli scappa da pronunciare al nostro eroe.
Ronson apre la Ronson Security ma non è un’impresa florida e pare che da due anni non entri un solo cliente, tanto che c’è da domandarsi come faccia il protagonista a campare. La risposta è facile: spilla soldi agli amici e scommette sugli incontri clandestini: che ci vuole?

Dolph ha i sassi nelle mani… ma l’avversario ha tirato fuori carta!

A volte Ronson scommette sugli incontri, a volte vi partecipa e a volte entrambi. Ma sempre adotta la tecnica resa celebre da I 3 dell’Operazione Drago (1973): incassi un bel po’ di botte così che il tuo amico raccolga scommesse contro di te, e poi con due colpi atterri l’avversario, incassando bei soldi.
Malgrado passi le giornate a scommettere su qualsiasi cosa, aiutato dal suo amico-compare mongolo, Ronson ha un mucchio di debiti: forse perché passa le serate nel gozzoviglio.

Dolph non ha problemi a scialacquare soldi mongoli

Il dover trovare ventimila dollari in quattro settimane per non finire in galera spinge Ronson ad accettare l’offerta di un intrallazzone straniero, soprattutto se al di lui fianco c’è Nan Yu: l’attrice cinese che poi ritroveremo ne I mercenari 2 (2012).

Alla tua, Yu: ci rivediamo fra cinque anni, insieme a un gruppo di amici

L’offerta è di quelle che fanno venire gli occhi a forma di dollaro ma che fanno odorare puzza di bruciato in quantità. A Ronson vengono promessi 25 mila dollari subito e 75 mila a fine lavoro solo per accompagnare, fare da guida e proteggere l’intrallazzone Chambers (William Shriver) e la sua figliastra Anika (Nan Yu) in un punto della Mongolia, a recuperare un antico arazzo buddhista perso dagli anni Trenta.
Ronson accetta subito e via, verso località pittoresche della Mongolia e paesaggi brulli immagino molto economici. Qui si dovranno affrontare ladri, teppisti e criminali organizzati, tutti desiderosi di mettere le mani su ’sto arazzo!

Una vera guida mongola dorme con un occhio solo e con quattro fucili

Appena inizia la missione, il film finisce: lo sceneggiatore scappa urlando per i boschi e il regista si appennica, svegliandosi a fine riprese. Dolph gigioneggia come il suo solito ma qua non ha un solo strumento a disposizione: c’è Dolph e il deserto mongolo… ma che ti vuoi inventare?
Arrivati alla tomba antica, inviolata da secoli, sembra che ci si voglia buttare su atmosfere alla Indiana Jones, ma è solo un attimo. Va sottolineata la miseria in cui versa una tomba così cercata: una scrivania e uno stendino, ammazza che opulenza!

Un antico stendi-panni mongolo

Dopo aver sterminato l’esercito di mercenari che vuole rubare l’arazzo, Dolph non sa più che fare. L’intero cast muore, probabilmente anche qualche tecnico (per pura noia), e quindi alla fine il film non finisce: si dilegua…
Diamond Dogs è stata una profonda delusione quando l’ho visto le prime due volte, riuscendo a non lasciare un solo fotogramma nella mia memoria: dubito che questa terza visione farà di meglio. Dolph c’è, è lui, ma la scelta di buttarsi in mezzo al nulla (immagino per ridurre i costi di produzione) non è stata felice, perché ci sarebbe voluta una buona sceneggiatura per tenere in piedi storia e personaggi, e mi sembra scontato sottolineare come qui non ci sia neanche uno sceneggiatore, figuriamoci un copione!

Dài, è andata così: con Stallone ti divertirai di più

In un periodo dove ormai è consolidato che le star anni Novanta sono costrette in esilio romeno a fare filmacci usa e getta, Dolph cerca di distanziarsi scegliendo sicuramente location diverse – malgrado riesca a sbagliare con la Mongolia, che ha paesaggi splendidi ma qui ha ribrezzo – dimenticandosi però tutto il resto per strada. Per fortuna è solo un inciampo e, nel suo piccolo, anche lo svedesone migliorerà strada facendo.

L.

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23 risposte a Diamond Dogs (2007) Dolph in Mongolia

  1. wwayne ha detto:

    I mercenari 2 è il capitolo più debole della saga, e la colpa è proprio di Nan Yu. Il punto forte de I mercenari è il clima di cameratismo maschile che si respira tra i vari personaggi: di conseguenza, se in mezzo a questo branco di maschi alfa ci piazzi una donna rovini totalmente l’atmosfera. Non è una questione di sessismo, direi lo stesso se avessero piazzato Stallone in un film come Le amiche della sposa.
    Tra l’altro ne I mercenari 2 lo sceneggiatore, probabilmente intuendo che Nan Yu sarebbe risultata indigesta agli spettatori, ha cercato in ogni modo di giustificarne la presenza, facendole assumere un ruolo decisivo all’interno della trama tutte le volte che ha potuto: peccato che tutte (ma proprio tutte) le azioni compiute da Nan Yu poteva tranquillamente compierle uno qualsiasi degli altri mercenari, e quindi il suo personaggio oltre a guastare l’atmosfera è anche totalmente inutile.
    P.S.: Cercavo da anni di vedere un film di fantascienza all’italiana intitolato Vendetta dal futuro, ma si trovava soltanto in videocassetta, e su ebay volevano la bellezza di 30 euro per sganciarla. Poi mezz’ora fa ho scoperto per puro caso che stanotte passerà su SKY: ovviamente ho programmato la registrazione, e non vedo l’ora di gustarmelo! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Incredibile, siamo perfettamente sincronizzati nel disaccordo 😀
      “I mercenari 2” è l’unico della saga che ho trovato davvero divertente: il primo si prende sul serio, quindi è imbarazzante, il terzo è il nulla più totale con il suo disperato tentativo di far partecipare altri ad un gioco che non sanno giocare, invece il secondo è esattamente come doveva essere la saga dall’inizio: un gioco. Vengono sparate “frase maschie” perché i protagonisti sono eroi anni Ottanta, ci si prende in giro, si gioca con gli stili e non ci si prende sul serio.
      Non esiste film d’azione cameratesco senza personaggio femminile, è la regola, da John Wayne a Schwarzeneger, sta agli autori saper dosare bene il cameratismo, la storia d’amore e tutto il resto. Nan Yu sta lì solo per la “quota cinese”, essendo quel mercato ormai indispensabile per il fallito cinema americano: parliamo di un miliardo e passa di spettatori paganti contro quattro gatti in Occidente! 😛
      P.S.
      “Vendetta dal futuro” è divertentissimo. Ce l’ho rippato proprio da VHS, ma se riesci a registrarlo me lo passeresti? O almeno la schermata del titolo da inserire negli “italian credits” 😉
      Nel caso, scrivimi pure a lucius.etruscus@gmail.com

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      • wwayne ha detto:

        In fatto di tecnologia le mie competenze equivalgono a quelle dell’homo erectus, quindi non so come fare a passarti un film registrato da SKY. Tuttavia, fotografare la schermata del titolo con il cellulare e mandarti la foto via mail è un compito alla mia portata: lo farò il prima possibile.
        Riguardo al personaggio femminile nei film d’azione, è vero, c’è quasi sempre: anche ne I mercenari 3 hanno messo una body builder a ricoprire un piccolo ruolo. Tuttavia, come hai detto tu, in film gonfi di testosterone come questo la presenza dei personaggi femminili va saputa dosare: ne I mercenari 3 quest’equilibrio hanno saputo raggiungerlo, nel film precedente assolutamente no. Grazie per la risposta! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Andata per la foto, così controllo che SKY non abbia riscritto il titolo 😉
        La mma fighter Ronda Rousey non ha bisogno di equilibrio: se lo prende con la forza 😀 Più volte ha cercato a sfondare nel cinema, ma addirittura è riuscita ad andare peggio di Gina Carano! (Che dopo tanti anni di gavetta finalmente con The Mandalorian ha trovato il giusto spazio.) Purtroppo le vere lottatrici non hanno il fisico da anoressica che piace al pubblico, soprattutto femminile, quindi partono gravemente svantaggiate, visto poi che a recitazione sono scarsine.
        Ronda nel terzo Mercenari non è la “quota femminile”, è un personaggio vero e proprio, pur con tutti i suoi difetti. Invece la tipa del primo Mercenari è solo un buco di sceneggiatura per aumentare il minutaggio, la solita donnina in pericolo di vecchia scuola, tipo la bella minacciata dai cattivi nei film degli anni Cinquanta 😛

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      • wwayne ha detto:

        La tipa del primo Mercenari è così insipida che non mi ricordavo minimamente della sua presenza. Adesso che me l’hai fatto notare sì, ricordo vagamente che il villain di quel film aveva una figlia, ma se l’avessero tagliata credo che la trama non ne avrebbe risentito minimamente.
        Riguardo a Gina Carano, il suo nome mi provoca una fitta di dolore, perché ha recitato in un film (Scorched Earth) che aveva tutti i presupposti per diventare una pietra miliare del genere post – apocalittico, ma non ci è riuscito a causa di un’atmosfera davvero troppo deprimente. Ad ogni modo, potrà sempre raccontare ai nipoti di aver recitato da protagonista nel film di un regista premio Oscar (Steven Soderbergh).
        A proposito di film degli anni 50, l’hai visto poi La legge del capestro?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Serviva una donna di cui Stallone si innamorasse, e ovviamente – secondo le regole hollywoodiane – deve avere quarant’anni di meno. E’ purtroppo il motore dell’intero film, tanto per dire quanto fosse migliore il secondo!
        Il genere post-apocalittico purtroppo ha perso da decenni la speranza di avere un nuovo capostipite, ma di sicuro non saranno infinitesimali produzioni come “Scorched Earth” a salvarlo.
        Il film western non l’ho ancora visto, gli speciali del Zinefilo e ricerche varie lo tengono bassino nella lista di visione 😛

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      • wwayne ha detto:

        Avere per le mani un filmone così e non vederlo è come avere Francesca Chillemi nel letto e limitarsi a rimboccarle le coperte. 🙂 Buona Pasquetta! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non so chi sia questa Francesca, quindi non ho problemi 😀
        Buona Pasquetta anche a te.

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      • federico salsone ha detto:

        il secondo capitolo de i mercenari,è straordinario.è il film con tutte le nostre star dell’action.
        la comparsata di chuck norris,van damme nei panni del cattivo.lo scontro finale tra van damme e stallone,è già leggenda.semplicemente mitico.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il secondo è quello che preferisco di gran lunga della trilogia, è il più spensierato e con la voglia di divertire, con tanta caciara e grandi star 😉

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Ma diamond dogs è un modo di dire o in questo film c’entrano anche dei diamanti? 😛

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    “Natale con i tuoi, Pasqua (Pasquetta) con chi vuoi”, e quindi noi la passiamo con Dolph! 🙂
    Anche se, sì, confermo, trattasi di film deludente, che alla fin fine non va a parare da nessuna parte. La Mongolia è fin troppo desertica pure per Dolphone nostro; tuttavia, anche solo per il fatto che a differenza dei suoi amici ESTerofili (cioè amanti dell’Est Europa) Lui ha provato vie diverse…anche solo ciò gli merita rispetto ed ammirazione 🙂

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  4. Cassidy ha detto:

    Tra arazzo e mongoli questo film sarebbe fin troppo facile da demolire, niente spero almeno che Dolph si sia divertito a gozzovigliare per davvero nelle pause sul set, il titolo del film alla David Bowie non gli ha portato troppa fortuna. Cheers!

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  5. Kukuviza ha detto:

    Ma porca miseria, non so perché non ti metti tu a fare lo sceneggiatore. Il tuo racconto mi stava prendendo ma poi arrivati all’arazzo finisce tutto… uffa! Sembrava interessante e poi invece il solito nulla! Ma che gente, è possibile che non ci sia neanche uno stagista sceneggiatore che tiri fuori qualcosa di meglio di queste robe che si vedono in questi film?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il mio timore è che esista qualche “meccanismo piallante” che uccida ogni tentativo di sceneggiatura, tipo quelle leggi per cui nei film devono esserci per forza minoranze etniche e ti ritrovi attori neri in Canada e cinesi in Texas! Dev’esserci qualche legge autoriale per cui anche i soggetti che partono bene poi per contratto devono svaccare già arrivati a metà film.
      Lo strano è che parliamo di filmucoli di serie Z. Posso capire la grande produzione milionaria, che ha paletti e pastoglie in quantità industriale, ma un filmetto di cassetta con Dolph Lundgren costato 10 dollari dovrebbe avere molte più libertà espressive… Mistero.

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  6. Giuseppe ha detto:

    Esattamente: Diamond Dogs non è un film che puoi ricordare se non lo rivedi, innescando un circolo vizioso visto che la memoria viene piallata ogni volta (e con Dolph di mezzo non dovrebbe succedere così facilmente)… per di più, data la scelta dettata dalla massima economia di non utilizzare al meglio nemmeno i grandiosi paesaggi esistenti, preferendo degli esterni il più possibile brulli, si può dire che il film sottoponga gli spettatori a degli atti di BRULLISMO veri e propri 😛

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  7. Maria Francesca Mannoni ha detto:

    Ciao Lucius, mi mancava questa recensione, ho visto questo film qualche anno fa, solo una volta, non è malaccio, ho visto di peggio, come quella roba sullo squalo del lago, la cosa incredibile è che Dolph riesce sempre ad essere credibile, anche con questi film, comunque se vuoi vedere qualcosa di veramente forte ti consiglio Missionary man, dove Dolph Lundgren interpreta un missionario con gli occhialini che porta la buona novella in un villaggio indiano…. a suon di botte naturalmente 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono un gran fan di “Missionary Man”, prima regia di Dolph per un film delizioso che avrebbe meritato maggior successo. Dolph lo seguo dal 1990 ma solo recentemente ho iniziato a recensirlo qui nel blog, quindi tanti film sono rimasti indietro: mi riprometto di colmare la lacuna, anche grazie ad edizioni DVD che sono finalmente riuscito a trovare.
      Anche nel suo periodo Z Dolph mi piace perché non si prende sul serio e gioca con i personaggi, risultando così sempre il più credibile del cast. Purtroppo “Diamond Dogs” aveva potenzialità che secondo me non solo non sono state sfruttate ma neanche prese in considerazione. Poteva sfruttare una località inedita per noi occidentali per qualcosa di più esotico, invece si vedono solo sassi: può benissimo averlo girata nel giardino dietro casa 😀

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