Tornado Valley (2009) La noia che uccide

Canali come Cielo e TV8 adorano le piccole case canadesi da due soldi, quelle che ogni anno sfornano almeno cento filmacci “Meteo Apocalypse“, però non è che si possano spendere tutti quei soldi per nomi storici come MarVista o CineTelFilms: bisogna cercare prodotti ancora più infimi e inutili.
Così Cielo scende nel mondo dell’invisibile per riuscire a trovare le infinitesimali case canadesi che hanno affidato al giovane Andrew C. Erin un altro dei suoi prodotti microscopici ma che i distributori italiani fanno a botte per portare da noi: Tornado Valley.

Trasmesso sulla TV americana il 1° febbraio 2009, stando a FilmTV.it è addirittura l’ammiraglia Canale5 ad avere l’onore di presentarlo in italiano il 17 agosto 2012.

Sciatto nella grafica, sciatto nel film

Un campo sterminato, un uomo su un trattore, un piccolo tornado a chilometri di distanza: l’uomo è spacciato. Deciso che con il trattore va troppo lento, decide di scappare a piedi ma – come sempre – inciampa e si distorce una caviglia.
Sono passati trenta secondi e già ’sto film fa male. Molto male.

Quando un uomo su un trattore incontra un tornado, l’uomo sul trattore è morto

La professoressa Liz McAdams (Meredith Monroe) è una pioniera nel campo delle previsioni dei tornado, perché da ragazzina uno le ha portato via la mamma e da allora ha giurato vendetta. Un po’ come Ellen Brody ne Lo Squalo 4 (1987) giurava vendetta al pescione per averle portato via il marito.
La nostra McAdams «ha trasformato la tecnologia radar a scansioni di fase in un preciso strumento di misura delle condizioni atmosferiche», supercazzola scientifica per dire che sta affinando i suoi poteri di previsione dei tornado.

Per respingere un tornado, basta fare così con le mani

Non è facile lavorare al fianco dell’ex marito con cui ci sono parecchi conti in sospeso, così come cercare di far uscire la sorellina dal mutismo dovuto al trauma di aver visto la madre portata via dal tornado. Vogliamo parlare del padre vedovo che cerca di dimenticare da più di vent’anni? E del cane zoppo vogliamo dire qualcosa? E dei gatti ciechi nati da madre frettolosa? Soprassediamo sul topo paraplegico.

La scena che rappresenta il culmine dell’azione del film

Per fare un film su un tornado servono soldi per fare il tornado, anche solo al computer di casa, e questa produzione palesemente non ne ha, quindi il 99% del film passa nel parlottare fra personaggi, raccontandosi le sfighe, affrontando problemi intimi e sciogliendo blocchi psicologici. Ottanta minuti di chiacchiere poi all’ultimo secondo si vede all’orizzonte un tornado, per qualche secondo…

Mi è sembrato di vedere un tornado

E io che criticavo gli altri Meteo Apocalypse, quelli di case di serie Z di qualità: almeno lì facevano finta di mostrare qualche scena apocalittica. Tornado Valley è semplicemente un episodio di una insipida telenovela dove si affrontano in modo superficiale vari problemi e a un certo punto si vede un tornado, così, a caso.

85 minuti di telenovela, qualche minuto di tornado

Lascio traccia del doppiaggio italiano, credo risalente al 2012 della prima visione su Canale5.

L.

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25 risposte a Tornado Valley (2009) La noia che uccide

  1. Cassidy ha detto:

    Penso che l’unico primato di questo Meteo Apocalypse, sarà l’avere una delle locandine più brutte della storia, sembra composta mettendo insieme pezzi di pubblicità ritagliate dal giornale, stile lettera di riscatto per la famiglia, tremendo! 😉 Cheers

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  2. Sam Simon ha detto:

    Mi fa piacere che tutti i film sui tornado abbiano lo stesso background per il protagonista, era la stessa cosa nel fantastico (si fa per dire) Twister (con il bravissimo Bill Paxton, tra l’altro)!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il grande successo di quel film è stata una piaga: ha dato il via ad un numero impressionante di filmacci copia-e-incolla sull’argomento, che le TV fanno a botte per trasmettere. Vorrei ignorarli ma ormai ne ho il blog pieno: il Zinefilo è nato sui filmacci, non posso rinnegare le sue origini 😀

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    • Conte Gracula ha detto:

      Twister l’ho visto da ragazzino ed era un po’ divertente, almeno.

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      • Sam Simon ha detto:

        Io da ragazzino lo adorai (quell’anno adorai pure Independence Day e Mission: Impossible)! E comunque non posso essere troppo cattivo col film perché c’è il mio adorato Bill Paxton protagonista…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        All’epoca ero contento che Bill avesse finalmente un grande lancio, dopo così tanti anni di gavetta e così tanti capolavori di genere che solo i fan sapevano apprezzare (era l’unico che potesse fregiarsi di essere stato ucciso da un Terminator, un Alien e un Predator!) ma dall’altra quel genere di film, basati cioè sulla spettacolarità degli effetti digitali, proprio mi urtava i nervi. Credo di averlo visto solo anni dopo, non rimanendomi niente in memoria. Già il genere “catastrofico con attori famosi” mi aveva deluso nei primi Novanta, quando in TV ho visto “Meteor” (1979) con Sean Connery, quando poi con “Twister” (1996) si aprirono le stalle del Meteo Apocalypse di serie A – come “Vulcano” (1997) con Tommy Lee Jones e “Dante’s Peak” (1997 con PIerce Brosnan – per la prima volta il mio amore per il cinema ha conosciuto un forte arresto, e mi resi conto che la serie A non era quell’Eldorado che credevo.
        È stata dura assistere all’entusiasmo immotivato per “Deep Impact” (1998), poi per “La tempesta perfetta” (2000) e soprattutto le scene di panico orgasmatico per “The Day After Tomorrow” (2004): ogni due o tre anni il pubblico dimenticava di aver visto lo stesso identico film, solo con altri attori, e via entusiasmo a mille che durava un anno e poi l’oblio.
        Da ragazzo, per anni sono stato convinto che la presenza di un bravo attore volesse automaticamente dire che il film valesse qualcosa: l’abominevole “Vento di passioni” (1994) dal titanico cast mi aveva seminato il dubbio confermato poi dai Meteo A, che cioè un film che non mi piace non migliora affatto con bravi attori, semmai è più urticante perché tocca subire i fan di quegli attori 😀

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      • Sam Simon ha detto:

        Sottoscrivo parola per parola! Diciamo che quello é anche il momento in cui realizzi che non é l’attore che fa il film, ma il regista, e quindi crescendo cominci a focalizzare l’attenzione sui registi invece che sul cast. Se sei appassionato di cinema, naturalmente, io sono circondato da gente che definisce i film in base al protagonista: “il film con Sean Connery” non vuol dire nulla, vediamo chi lo ha diretto Sean Connery! Se lo ha diretto Michael Bay comunque non mi emoziono molto! X–D

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E soprattutto la sceneggiatura. I casi migliori sono i registi-autori, che cioè o scrivono anche la sceneggiatura o comunque ne hanno il controllo, altrimenti l’accoppiata vincente sarebbe bravo regista + bravo sceneggiatore. Sono pochissimi casi, ma per fortuna ci sono 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Più che altro usava effetti speciali per l’epoca appassionanti, facendo volare le robe per le pianure. La trama però è totalmente identica ai milioni di altri film simili fatti da allora.

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  3. wwayne ha detto:

    Sono cresciuto negli anni 90, e quello è stato semplicemente il decennio di Beverly Hills 90210.
    Nel suo periodo di massima popolarità l’ho sempre guardato a spizzichi e bocconi, perché allora non avevo la costanza necessaria per seguire una serie tv giorno per giorno. Crescendo però questa costanza l’ho acquisita, e quindi intorno ai 20 anni mi posi un obiettivo ambiziosissimo: guardare ogni singola puntata di Beverly Hills 90210, dalla prima all’ultima stagione. Ci misi 2 anni e 2 mesi, dal Settembre 2008 al Novembre 2010, ma alla fine ce la feci. E quando guardai l’ultima puntata, provai quel senso di vuoto che sempre ci travolge quando siamo consapevoli che sta finendo qualcosa di bello.
    Data la mia immensa passione per questa serie, potrai capire come ci sono rimasto quando sono andato sulla pagina imdb di Cameron Bancroft per vedere se era un parente raccomandato di Anne Bancroft, e ho appreso con mio grande stupore che è apparso in ben 23 episodi di Beverly Hills 90210. Ora, va bene che sono passati quasi 10 anni dalla mia maratona di quella serie, ma io non mi ricordo minimamente della sua presenza. Sono andato su https://90210.fandom.com/wiki/90210_Wiki per vedere cos’ha fatto il suo personaggio in quei 23 episodi, e ho scoperto che aveva pure un ruolo piuttosto rilevante.
    A questo punto devo chiedermi: sono io che soffro di Alzheimer precoce, o è lui che non ha carisma e quindi non ti resta impresso neanche dopo che l’hai visto 23 volte?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non saprei, ad occhio nessuno degli attori di questo film sembra eccellere in carisma, ma sono perfetti per l’oceano dei film televisivi 😉

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      • wwayne ha detto:

        E fossi in loro non mi sentirei affatto un fallito: non hanno sfondato a Hollywood, ma conquistandosi uno spazietto nell’oceano dei film televisivi sono comunque andati molto più lontano di tanti aspiranti attori che sono tornati a casa o sono rimasti a Los Angeles con altre mansioni (tipo lavorare al McDonald’s). Grazie per la risposta! 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, Cameron Bancroft me lo ricordo perfettamente come l’alieno Ethaniel, protagonista di “Code Name: Eternity” (forse il ruolo più azzeccato di tutta la sua carriera televisiva), dove veniva affiancato dal compagno d’armi Tawrens/Olivier Gruner: serie simpatica, pur se durata una sola stagione, oltre che un milione di volte più riuscita di codesto filmucolo di trombe d’aria fritta 😉
        P.S. Tra le altre cose, questa serie aveva un antagonista cibernetico fisso -Dent, interpretato da Gordon Currie- con qualche punto in comune con un certo T-1000… 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Pensa, proprio qualche giorno fa ho visto i primi tre episodi della serie che citi, onestamente mai sentita. Sempre per “colpa” di Sam Simon ho intrapreso un viaggio nelle comparsate di attori Z nelle serie fantastiche, e proprio nel terzo episodio – davanti all’incapacità del T-1000-oide di acchiappare i protagonisti – entra in scena un Jeff Wincott in grande spolvero, che addirittura riesce a dare un paio di tecniche marziali!
        Grazie proprio a Wincott ho ripescato “Mutant X”, serie di cui ho provato a vedere anni fa il primo episodio mollando subito, e scoprendo l’esistenza anche in italiano di “Earth: Final Conflict”, ispirata da Gene Roddenberry e di cui addirittura esistono 5 stagioni! Dalla puntata che ho visto onestamente non ne sono rimasto conquistato, ma è bello viaggiare in serie fantastiche finora ignorate 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Poco ma sicuro… ah, e ricordo anche Jeff Wincott, ovviamente 😉
        “Earth: Final Conflict”, nostalgia canaglia! Erano i tempi in cui mamma Rai ancora si degnava di trasmettere serie sci-fi, pur se non sempre con un trattamento di favore (anzi, tutt’altro, come in questo caso): prodotto interessante, anche se inferiore alla successiva (e sempre nata da un’idea di Roddenberry) Andromeda 😉

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Forse erro ma mi pare fosse da un po’ che non incappavamo nel “Meteo Z”, non mi mancavano i film di tale ambito ma mi mancavano, in compenso, le recensioni sconsolatissime di Lucius! 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Cielo ormai replica sempre gli stessi titoli quindi sto al sicuro, ma l’altro giorno è passata questa novità e purtroppo non avevo altro da registrare, quindi m’è toccato vederla! Non posso tradire le origini del blog, che è nato proprio per indicare i filmacci da NON vedere 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Un nobile fine che nobilita i più nobili tra gli uomini, ovverosia gli adepti della Z (che in quanto tali si sacrificano trasgredendo il fine di NON vedere ma lo fanno per il bene del resto dell’umanità!) 🙂

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  5. Kukuviza ha detto:

    Perfino nella locandina, dove perlomeno la bestiaccia/effetto meteo di turno faceva qualche danno, stavolta il tornado riesce solo ad alzare una macchina…

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