Savage Dawn (1985) Alba selvaggia

Un cavaliere misterioso arriva dall’orizzonte, in un’alba infuocata: il suo nome… è Phil!

In un’alba di fuoco arriva Phil con le sue videocassette!

Uno dei lettori “silenziosi” del Zinefilo è uscito allo scoperto e questo è sempre una cosa bella. In più, nel petto di Phil batte un cuore zinefilo potente, grande amante com’è del cinema d’azione e marziale anni Novanta. E infine, a coronamento di tutto questo, ha un’invidiabile collezione di capolavori introvabili!
Dopo il suo contatto grazie a Knights, film che nessuno ha in lingua italiana tranne lui, come regalo di presentazione porta non solo un film dal cast incredibile, denso di Eroi della Z, ma addirittura una pellicola che ha esordito su Odeon TV: cos’altro si può chiedere ad un Eroe di Odeon come Phil?

Phil è un Eroe di Odeon TV ad honorem

Un altro cavaliere misterioso arriva dall’orizzonte, in un’alba infuocata: è il “cavaliere solitario” che arriva dal nulla in paese per riparare i torti. In pratica gli autori, nomi sconosciuti specializzati in filmucoli, mettono su un western canonico ma con le motociclette al posto dei cavalli.
Questo è Savage Dawn di Simon Nuchtern, uscito in un vago 1985 non si sa dove e distribuito malissimo.

Distribuito in data ignota dalla Multivision con il titolo Alba selvaggia, come detto Odeon TV lo presenta nella prima serata di venerdì 19 maggio 1989. Abbondantemente replicato, dal 1992 comincia a girare per piccoli canali prima di scomparire per sempre dal 1993.

Il film ultra-raro in italiano che Phil ci regala

«Dal nulla arriva Nanà, e lei passato non ha»: con queste parole immortali Cristina D’Avena racchiudeva lo stereotipo che ha guidato il western dalla sua nascita. L’eroe protagonista arriva dal nulla e abbiamo solo vaghi accenni al suo passato: porta giustizia in paese e poi se ne ritorna nel nulla. E non è un luogo comune americano, visto che il chanbara (il western giapponese, con le katane al posto delle Colt) è identico.
Quindi dal nulla arriva Ben Stryker, a bordo di una splendida moto perché sono gli anni Ottanta e i fighi vanno in moto. Tolto il casco, scopriamo un Lance Henriksen più Lance Henriksen che mai.

Quando distribuivano la cazzutaggine, Lance se l’è presa tutta!

Trovo misterioso che appaia per ultimo nei titoli di testa («E Lance Henriksen nel ruolo di Stryker»), visto che è il protagonista assoluto del film.

Dunque Stryker arriva a cavallo della sua moto, che chiama Duchessa, ed è curioso come tre anni dopo Henriksen, in Pumpkinhead (1988), si scaglierà contro i motociclisti. Però in fondo anche qui lo fa, perché c’è motociclista e motociclista.
Arrivato ad Agua Dulce, capisce subito che il paese puzza di guai ma è tanto che non rivede il suo vecchio commilitone Tick Rand: una veloce comparsata di George Kennedy nel ruolo di un veterano su sedia a rotelle.

Non abituatevi a Kennedy, si vede solo una manciata di minuti

La pratica del raccontarsi i bei vecchi tempi dura poco, perché Agua Dulce presenta subito allo straniero la sua faccia peggiore. O meglio… la sua unica faccia.
Questo tugurio formato da polvere, sudore e niente è gestito da uno sceriffo che è il più teppista di tutti, e ogni anno vince il torneo di “pugni in faccia” semplicemente perché ne dà uno in più di quanti ne piglia. A forza di pigliar pugni in faccia, non stupisce sia un mentecatto, e in fondo nessuno in paese gli è superiore in quanto ad intelletto.

Possibile che l’autorità costituita non dica niente? Diciamo che il sindaco Romano (con la faccia da viscido del grande Richard Lynch, che dal 2012 ci guarda dal Paradiso della Z) ha altri pensieri, visto che oltre a fare il sindaco è anche predicatore… e maniaco sessuale a tempo pieno. L’apice massimo della sceneggiatura è quando una sua pecorella smarrita dirà: «Ha predicato dentro di me».

«Ahò, ma che me stai a scippa’ er culo?» (citazione altissima!)

L’unico bar del paese è il Tomkat, tugurio mefitico e covo dei peggiori tagliagole in circolazione, cioè gli onesti cittadini di Agua Dulce.
L’amabile localino è gestito dalla psicopatica Rachel (pronunciato Rakel dal doppiaggio italiano) che è un personaggio inutile: sta lì solo per poter scrivere Karen Black sulla locandina, in un’epoca in cui era ancora un’attrice nota.

Un personaggio inutile ma che serve a vendere

Come vuole il canone, arrivano in paese i cattivi ma non sono né cowboy né pistoleri: sono una banda di ridicoli pagliacci che nella mente confusa degli autori dovrebbe assomigliare ad una banda di motociclisti teppisti. Il genere biker gang è d’annata, in pratica nasce con Il selvaggio (1953) con Marlon Brando e nel corso degli anni si è fuso con altri generi – come il rape and revenge, tipo Satan’s Sadists (1969) e Stupro selvaggio (1975) – e purtroppo qui viene rappresentato in modo davvero imbarazzante.
Malgrado si facciano chiamare i Selvaggi (Savages), io li chiamo i Togni, perché sembrano vomitati da un pagliaccio del circo.
Secondo vuoi, una banda di decerebrati simile da chi può essere comandata? Bravi: da William Forsythe!

Quando vedete una banda di pagliacci, state sicuri che William Forsythe è il loro capo

Dividiamo il film in tre parti. La prima, l’inizio, è divertente perché lentamente vedi volti noti apparire in ruoli ridicoli e gli attori fare facce strane, come a dire “Ma guarda che tocca fa’ pe’ campa’”.
Inizia poi la seconda parte, lo svolgimento, che è nulla al cubo del cubo, pura noia mista ad imbarazzo e vergogna. Ci solo i Togni che fanno i loro spettacolini stupidi.
Finalmente arriva la terza parte, lo scontro finale dove il film si gioca tutto, e stavolta torna il divertimento. Non però per merito degli autori, bensì alla loro faccia.

Ora comincia il divertimento, alla faccia di tutti

È come se il regista si fosse appennicato per tutte le riprese, lasciando che gli attori facessero robe a caso e i Togni imperversassero nella vicenda, finché s’è svegliato tutto d’un colpo e ha gridato: “E mo’ spaccamo tutto!”
Dubito che questo film avesse un budget superiore a tre ovetti Kinder, ma Nuchtern ha deciso di spendere tutto: tanto è il suo ultimo film, che gli frega? (Il regista infatti non ha più dato notizie di sé dopo questo lavoro: per me la produzione l’ha sepolto ad Agua Dulce perché ha speso troppo!)

Se mi vedesse Frank Drebin!

Dopo il nulla più totale che ha imperversato su schermo, George Kennedy sfoggia una carrozzina motorizzata con tanto di bazooka incorporato: manco in Una pallottola spuntata (1988) avrebbero osato tanto!
Escono fuori bombe, dinamite, esplosivo vario, pistole, fucili, mitragliette, lanciagranate, lanciafiamme e pure un carro armato! Ma dove l’hanno trovato, nelle sorpresine di quegli ovetti Kinder?

Dài, scherzone col lanciafiamme!

Dopo essere stato seduto su una sedia per due terzi di film, Lance si alza e comincia a menare come mai lo abbiamo visto fare in un film. E se calci, pugni e leve marziali non bastano, piglia da terra un serpente e lo usa per pugnalare in faccia uno dei Togni. Ammazza che rambata! Chissà che Van Damme non si stesse ispirando a lui quando ha fatto una cosa simile, ma più debole (e inutile) in Senza tregua (1993).

Lance biondo che mena il mondo!

Se c’è da strozzare uno dei Togni con il filo spinato, Lance non ha problemi, così come accoltella la gente che è un piacere e se non basta li mena con tizzoni ardenti. Don’t fuck with Lance!

«Rambo… is a pussy» (cit.)

Mentre Forsythe, lo spietato capo-comico dei Togni, con l’M16 ammazza gente a secchiate, tanto che devono chiamare gente dai paesi vicini perché Agua Dulce non ha abbastanza abitanti da uccidere, Lance Rambicksen macchia il deserto di sangue forse pensando che è una gara a chi ne massacra di più.
Finito il suo compito, cioè una frazione di secondo dopo aver inferto l’ultimo colpo, senza dire una parola Stryker monta in sella al suo cavallo-moto e scompare verso il tramonto. È il canone, baby

Qualcuno faccia partire il Lonely Man Theme di Bruce Banner, per favore

Nella sua biografia-intervista Not Bad for a Human (2011) Henriksen non sembra avere un bel ricordo del film:

«Era uno dei quei film del cazzo, amico… Voglio dire, qualsiasi cosa abbia la parola “selvaggia” nel titolo… è un problema.»

Impossibile dargli torto, soprattutto perché veniva da Terminator (1984) in cui doveva fare il robot assassino – come ricorda nella sua intervista – ha appena cercato di incastrare Jeff Bridges in un piccolo ruolo di Doppio taglio (1985) e sta per salire a bordo della Sulaco con Ripley, pronto a diventare immortale. Non stupisce che disprezzi Alba selvaggia.

Sembrano amanti maledetti, invece sono attori senza copione

Però di certo i suoi ruoli da protagonista non sono molti, nella sua sterminata carriera, così come quelli in cui può lanciarsi in scene fisiche così impegnative o addirittura può fare il cavaliere buono che cavalca verso il tramonto. Preso nei suoi limiti, Alba selvaggia è puro divertimento di grana grossa dove Lance Henriksen e William Forsythe ci sguazzano alla grande, anche se ovviamente il loro connubio rimarrà negli annali del cinema solo con Forza d’urto (1991).

A nome di tutti i lettori del blog e di tutti quelli che portano la Z nel cuore ringrazio Phil per questa super-chicca da collezione, che permette di vedere grandi Eroi della Z in un momento ormai dimenticato della loro attività.
Spero che questo sia l’inizio di una grande collaborazione zinefila!

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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23 risposte a Savage Dawn (1985) Alba selvaggia

  1. Lorenzo ha detto:

    Di questo film ricordo solo Richard Lynch che fa il prete, e, come in tutti i film dove appare, non credo che sopravviva. Stando alle mie celeberrime note, gli diedi ben 3 su 4 😀
    Poi, non so perché, ma mi è venuto in mente anche un altro film, City Limits. Forse li trasmisero assieme in uno di quei lontani giorni.
    Infine dovremmo fare una ricerca: in quanti filmacci il protagonista si chiama Stryker? E il nero Jackson? 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fra le cose buone del cinema americano ci sono i nomi fighi 😀
      City Limits è nel vasto catalogo di Phil – credo però ce l’abbia anche Evit – quindi per il filmaccio cormaniano che ha fatto esordire il regista di “Android” dobbiamo aspettare il primo collezionista disponibile 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        In effetti, Aaron Lipstadt e Simon Nuchtern dovevano essersi fatti buona compagnia su Odeon TV in quel 1989, perché pure a me pare di ricordare una programmazione ravvicinata di City Limits (chi lo tirerà fuori dallo scrigno per primo? Phil o Evit?) e Savage Dawn…
        Lance Rambicksen, eh? 😀 Beh, viste le abilità multiple che dimostra qui mi sembra un soprannome (meglio, un sopracognome) azzeccatissimo, come anche i Togni capitanati da William Forsythe: magari, avessero lasciato a lui e ai suoi meno spazio nella seconda parte, sarebbe stato un film quasi perfetto 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo il canone del “cavaliere della valle solitaria” prevede un centro del film più lento ma di costruzione di vicenda e personaggi, cose che agli autori di “Alba selvaggia” non interessava, o magari non ne erano capaci, quindi si sono limitati ad aprire le stalle dei Togni e a lasciarli libere di delinquere in giro. Il risultato è una comica che non fa ridere ma che occupa tutto il centro del film. Peccato.

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  2. Cassidy ha detto:

    Mi sembra anche logico che il regista, dopo aver scartato i suoi ovetti Kinder (tutti e tre) si sia affidato alle facce dei suoi attori, che cast esagerato! Persino Karen Black quando era ancora un nome spendibile. Un enorme ringraziamento a Phil per essere uscito allo scoperto regalandoci questa gioia, una settimana non può che cominciare bene se comincia con Lance Henriksen 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vedere Lance scatenato, che ammazza gente a secchiate, accoltella, strozza con filo spinato e pugnala con un serpente è roba forte! Credo non sia mai stato così rambesco nella sua carriera, così come credo si sia divertito un mondo sul set del film, facendo segno a Forsythe: ci vediamo in “Forza d’urto” 😉

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  3. wwayne ha detto:

    Su Youtube si trovano gratuitamente i seguenti film (elencati in ordine cronologico):

    Dietro la porta chiusa
    La domenica della buona gente
    … e giustizia per tutti
    Jimmy Dean, Jimmy Dean
    One Eyed King – La tana del diavolo

    Sono tutti ottimi, soprattutto il primo e il terzo. Alla buona riuscita del quarto ha contribuito in maniera decisiva proprio Karen Black, che interpreta un personaggio molto complesso: oggi quest’espressione viene impiegata per qualsiasi personaggio che non possa essere associato ad uno stereotipo ben preciso, ma fidati, in questo caso il ruolo era complesso per davvero. E quindi Karen Black è stata bravissima nell’interpretarlo. Ignoravo che negli anni 80 fosse una star così gigantesca da venire usata in dei cameo utili solo ad attirare in sala i suoi fan (un po’ come fanno oggi i registi di serie Z con Bruce Willis).
    Hai visto qualcuno dei film sopra elencati?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Karen Black è stata una star e soprattutto un volto molto riconoscibile, quindi non stupisce trovarla in ruoli inutili come qui, in “Alba selvaggia”; palesemente per poter mettere un nome noto in locandina. (Infatti in quella italiana c’è solo lei, come fosse la protagonista).
      Appartiene ad un’epoca di film complessi quindi una brava attrice per risaltare doveva saperli affrontare. Altri tempi…

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      • wwayne ha detto:

        Ah, quindi già negli anni 80 c’era il viziaccio di “sparare” in locandina un volto noto per far credere che fosse il/la protagonista, quando invece faceva solo una particina. A chi adotta questo trucchetto di pessimo gusto auguro non ti dico la morte, ma una bella dissenteria senza dubbio sì. Grazie per la risposta! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo è un trucco vecchio come il cinema: essendo un’industria, adotta tutte le tecniche pubblicitarie per vendere i propri prodotti. Infatti è buona regola non credere mai alle locandine, né ai titoli di testa, di coda, alle filmografie, ai siti e Wikipedia. L’unica è vedersi il film 😛

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      • wwayne ha detto:

        Io credo ai trailer: anche quelli possono essere fuorvianti per quanto riguarda la trama, ma generalmente da quel minuto e mezzo di girato riesco a farmi un’idea sulla qualità del film. E non sbaglio quasi mai.
        Per quanto riguarda le filmografie, non sono affidabili quanto i trailer, ma credo che in realtà qualche indicazione possano darla. Ad esempio, se un regista non ti ha mai deluso, probabilmente non lo farà neanche con il suo prossimo film. E se un attore non ha mai accettato di comparire in una cagata, allora vuol dire che ha fiuto nella scelta dei copioni, quindi se c’è lui nel cast puoi essere quasi certo che non vedrai un brutto film. Ad esempio, un attore che sa scegliersi benissimo i film in cui apparire è Christian Bale. Te ne vengono in mente altri?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Stai parlando di serie A spinta e di filmografie straordinariamente monche: anche il miglior attore del mondo ha filmacci inguardabili all’attivo, magari girati in gioventù, così come devi essere parecchio fanatico di un regista perché non ti deluda mai.
        Se prendi le grandi star, quelle “serie”, non i “giovani d’oggi” come Bale, scopri che in quarant’anni di carriera ne hanno fatti di film di cui non vanno orgogliosi, così come attori star negli Ottanta avevano più di un pornazzo nascosto nell’armadio. Certo, se chi fa le filmografie cancella gli “scheletri” allora sì, ci si può fidare delle filmografie 😀

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      • wwayne ha detto:

        Forse l’unico regista che non mi ha deluso mai è James Gray, neanche nel film a cui ha lavorato solo come sceneggiatore (Blood Ties – La legge del sangue, che anzi è uno dei suoi migliori). Ma riconosco che i suoi ultimi 3 film, pur essendo belli come sempre, sono un po’ lenti: non ha più il ritmo fulminante di quando faceva I padroni della notte.
        Tra l’altro uno dei suoi film (Two Lovers) è uno dei miei film preferiti in assoluto: è lontano anni luce dai film che guardiamo di solito, ma mi sento comunque di consigliartelo ad occhi chiusi.

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  4. Conte Gracula ha detto:

    La sedia a rotelle dei Transformers è una delle idee più balorde che abbia mai sentito XD in Una pallottola spuntata sarebbe perfetta.

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  5. Sam Simon ha detto:

    Mi sembra ovvio che Richard Lynch per un trekkie sia in realtà Arctus Baran, no?

    Comunque il giudizio di Lance Henriksen è meraviglioso. Cioè lui lo sapeva in cosa si metteva, però uno la pagnotta la deve portare a casa! X–D

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  6. Phil ha detto:

    Allora, innanzi tutto ringrazio sentitamente Lucius per i complimenti e per avermi nominato eroe di Oden TV! Ne sono fiero anche perché ero un assiduo telespettatore quando odeon passava tutte queste chicche. Il film incredibilmente ancora non l’ho visto, ma ho l’impressione che un Henriksen così in grande spolvero sia stato in qualche modo sprecato. Confermo che sulla copertina della VHS il protagonista è piccolo piccolo sulla sua moto e c’è il faccione della black appiccicato malamente in primissimo piano. Il bello è che il nome di Henriksen sulla copertina non c’è nemmeno 😀
    complimenti vivissimi per la rece, un piacere!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ancora grazie per questa enorme chicca ^^
      Henriksen in Italia credo si sia iniziato a conoscere giusto negli anni Novanta, quindi non stupisce che la locandina nostrana di “Alba selvaggia” non lo riporti. Di certo Karen era molto più nota.
      Tutti noi amanti della Z non possiamo che rimanere in attesa di altri tuoi regali ^
      ^

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Dopo Star Trek e western, mi riconquisti con una dose letale e potentissima di Z, quasi troppo, sono abbagliato (ma con somma gioia)! 🙂
    In primis lode a Phil, un nuovo alfiere dello zinefilo, già lo vedo salire sul suo carro armato , galoppare per il deserto e sparare al sole…ah, no scusate, sono un po’ confuso per quanto ho appena letto!
    “Ha predicato dentro di me”, la mossa del serpente, l’arsenale che spunta nella terza parte del film…ma quanto sarà bello il cinema, anche nella sua versione rozza e trash? Troppo, sono innamorato 🙂

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