Hired to Kill (1990) Top Model. Sfilata all’inferno

Lo conoscete il greco Nico Masticazzis? No, aspetta… Nico Mastorakis. Io non l’avevo mai sentito nominare finché non è uscito fuori parlando con Andrea K. Lanza del blog Malastrana VHS. (Occhio che questa sarà una settimana in cui il contributo degli Amici del Zinefilo sarà preponderante!)
Scopro così un valente produttore di filmacci di serie Z degli anni d’oro, di quelli che fanno male, di quelli che poi gli attori coinvolti negano di aver girato: come potevo perdermi uno di questi capolavori Zintage?

Ho scoperto un sinonimo di “serie Z”

Grazie a YouTube trovo una versione completa del film, purtroppo in lingua russa: per fortuna in Rete ci sono i sottotitoli inglesi, quindi siamo a cavallo.
Hired to Kill, prodotto, scritto e diretto dal citato Macomecacchiotechiamis, dall’aprile 1990 gira il mondo prima di arrivare nelle videoteche americane il 6 febbraio 1992. Venerdì 3 settembre 1993 la sempre attenta Italia1 lo trasmette in prima serata con il titolo Top Model. Sfilata all’inferno: chissà se qualcuno ha registrato quel raro doppiaggio italiano.
Scomparso nel nulla per anni, nel maggio 2003 la Millennium Storm lo ripesca in DVD con il titolo Top Model per uccidere.

Tanti nomi per una sola Z

Diciamolo subito, Brian Thompson vale da solo lo sforzo di vedere un film in russo con sottotitoli in inglese, perché… be’, perché è Brian Thompson. Peraltro nello stesso 1990 in cui tratta a pesci in faccia Van Damme in Lionheart: anno d’oro!

Brian Thompson, uno che dorme con la pistola carica!

Che lavoro poteva fare Brian se non il mercenario? Frank Ryan (Thompson) viene chiamato da un uomo della CIA (George Kennedy) per la solita missione segreta nel solito paesino straniero – guarda caso greco – per rovesciare il solito dittatore. Insomma, trama perfetta per divertimento d’azione.
Il bieco Michael Bartos (Oliver Reed) porta avanti la sua onesta dittatura a Cypra, scocciato da un movimento di resistónsa guidato dal vecchio Petrus Rallis noto semplicemente come Il Fratello (José Ferrer): per 700 mila dollari di paga il nostro Ryan deve rovesciare la dittatura.

Brian Thompson: il caso “Fratello Greco” è tuo

Fin qui tutto normale, un classicone, ma appena Ryan dice che chiamerà a raccolta i suoi uomini migliori arriva il bello: dei mercenari non ce la faranno mai ad entrare in un Paese dove il controllo e la sicurezza ossessiva sono la regola, ma se invece Ryan andrà solo… con un manipolo di donne, allora sì che avrà la via libera.
Così il rude Ryan deve trasformarsi in Cecil Thornton, stilista d’alta moda che porta sei fotomodelle a Cypra per presentare la nuova collezione. Oh, a me ’sto Macometentitolis già m’ha conquistato!

Mercenarie pronte all’azione!

L’idea è ghiotta e Brian Thompson è perfetto per interpretare lo stereotipo del maschio sciovinista che considera le donne incapaci di affrontare una missione di quel tipo: «da Eva a Margaret Thatcher le donne rovinano sempre tutto».
Le prime finte fotomodelle sono Sheila Rogers (Barbara Niven) e miss Daphne (Kendall Conrad). Con la prima c’è una storia passata, con Frank che l’aspettava e lei che non ha fatto in tempo ad arrivare perché stava massacrando della gente: classiche storie d’amore mercenario.

Una prigione turca: posto perfetto per cercare una fotomodella

Inizia poi la fase che più preferisco del canone: il “reclutamento dei magnifici sette”, e guarda caso anche qui saranno in sette. (Ryan e sei modelle.)
Da una prigione turca si va a prelevare Sivi Giousel (Kim Lonsdale), che è dentro per aver spacciato venti chili d’eroina e fa a braccio di ferro per le sigarette: sembra la più tosta del gruppo, speriamo non si fotomodellizzi troppo presto.

Un po’ graciline per fare le spietate mercenarie

Si fa una puntatina al carcere di San Quentin per recuperare Joanna (Jordana Capra), poi tutti in Sardegna a prelevare Katrina (Penelope Reed), esperta di coltelli ma catatonica da anni: dei sovietici le hanno massacrato la famiglia, stuprandola più volte, e da allora non si è più ripresa: la vedo dura trasformarla in fotomodella.
Infine Ryan va da una vecchia conoscenza, Dahlia (Jude Mussetter), ex forze armate israeliane che ha ammazzato gente qua e là nel mondo ma ora fa la fotografa di moda: non è che, niente niente, le va di tornare ad ammazzare? In ricordo dei vecchi tempi.

Il manipolo di eroine è pronto

L’esercito di “magnifiche sei” è radunato e ora va addestrato. Ryan l’ha detto e lo ripete che non ama lavorare con le donne, così non ci va certo leggero con l’allenamento, che in pratica consiste… in lui che le prende tutte a mitragliate!

Ah, i cari vecchi addestramenti di una volta…

Il consueto training montage si trasforma in una sequenza frizzante di scene dove le sei donne alternano addestramento militare e sfilata di moda: una mitragliata, una giravolta, un’esplosione, una camminata e via così. E tutto “sul pezzo”, visto che siamo nel 1990 iniziato a febbraio con Nikita e proseguito a ottobre con La notte dei morti viventi di Tom Savini: le donne sono pronte a prendere il fucilate il maschio al cinema!

Mercenarie di giorno…

… fotomodelle di sera

Si arriva nella dittatura greca e Oliver Reed fa quello che ha sempre fatto negli ultimi trent’anni della sua carriera: il caratterista. Gigioneggia, fa il cattivo con l’accento strano e i baffoni all’insù, è viscido come ogni bravo dittatore al cinema e in generale dà fondo ad ogni stereotipo. Non è che gli altri due attori noti del cast abbiano ruoli migliori – George Kennedy fa il classico “uomo della CIA” e José Ferrer appare per così pochi fotogrammi che non è chiaro cosa faccia – ma almeno non esagerano nell’iper-recitazione. Reed invece ci tiene a farsi notare.

Che si sappia, che è Oliver Reed

Quando il film dovrebbe iniziare in realtà tutto si incaglia, temo per un semplice equilibrio mal gestito. Metà film va via a reclutare le “magnifiche sei” e ad addestrarle, e questo è cosa buona perché è l’elemento principale e forte dell’opera; poi però tocca dare spazio al presidente kattiven così da parteggiare per i buoni, ma il falso stilista Ryan bisognerà pure vederlo all’opera, e così ’ste sei tizie dovranno pur sfilare, e ci dovrà essere l’intrigo politico, il voltafaccia, l’inganno, l’eroismo, il patriottismo, il sacrificio, la sparatoria e l’esplosione sulla torre… Oh, ad averci sei ore di film sarebbe perfetto, ma in 90 minuti sparati è davvero dura infilarci tutto.

Toglietemi tutto, ma non l’esplosione sulla torre!

Mastorakis e i suoi aiutanti fanno un onesto lavoro ma la foga di inserire troppa roba fa sì che non rimanga tempo per le “magnifiche sei” in azione, quindi come altri film dalla trama similare – penso a Black Sea Raid (2000) – al momento del dunque si finisce a camminare di qua, camminare di là, entrare da una porta, uscire da un’altra, un po’ di spari a caso e fine.
Mentre però il citato film almeno vantava qualche scontro marziale, questo Hired to Kill dal punto di vista dell’azione non fa assolutamente nulla. Mastorakis si è limitato a fare qualche accordo con società (o trafficanti) di armi e quindi l’unica cosa da ricordare dei venti minuti finali è la più alta quantità di armi diverse mai vista in video. Mitragliette, fucili, Uzi, M-60, fucili da cecchino, dite un’arma e la troverete, ognuna inquadrata per pochi secondi a sparare in mano a qualcuno: più che un film d’azione sembra un catalogo d’armi! Ma non esiste arma che eguagli… la faccia di Brian Thompson!

Va’ che figurino!

Fa effetto trovare lo storico caratterista in un film dell’epoca in cui sia protagonista assoluto, e Brian ce la mette tutta, impegnandosi anche nella classica situazione comica del rude maschiaccio che finge malamente di essere gay. Peccato che al momento dell’azione praticamente scompaia nel nulla: l’unico fucile che prende… si inceppa subito!

Altri tempi, altri film…

Penso che se all’epoca avessi beccato su Italia1 questo film sarei impazzito di gioia: trasuda Z anni Novanta da tutti i pori, sia nei pregi che nei difetti. Un miglior dosaggio degli elementi della sceneggiatura e magari un po’ più di marzialità l’avrebbero reso un culto, ma comunque rimane un divertimento di genere onesto e imperdibile.

L.

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37 risposte a Hired to Kill (1990) Top Model. Sfilata all’inferno

  1. Zio Portillo ha detto:

    E sto capolavoro da dove esce? Giuro, mai sentito nominare! La locandina trasuda Z che è un piacere e già alla presentazione (un bel NICO MASTORAKIS COLLECTION urlato a piena voce, tamarrissimo!) mi è venuta la pelle d’oca.

    Peccato che alla fine spari a salve. Però a quanto pare la prima metà era fatta bene e aveva pure quel pizzico di originalità per distinguerlo dal mucchio. Ora non so se posso sopportare una visione della pellicola in russo, diciamo che mi accontento della tua recensione in attesa di altre perle di NICO MASTORAKIS (Boom! Esplosioni random in sottofondo, alla Frau Blucher – cavalli che impazziscono).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ stata una grande sorpresa anche per me, credo non mi siano mai passati davanti i filmoni del Greco, anche perché distribuito malissimo, ma sarà mia cura cercarne ancora.
      Certo, rimane il rimpianto per un film che promette tanto ma mantiene poco, comunque rimane una divertente visione di un onesto film di genere.

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      • Giuseppe ha detto:

        Vero, tutto sommato alla fine non è male questo film di Niko Matistrozzis 😀 Lo vidi in quel primo passaggio su Italia 1 nel settembre ’93, ma non lo registrai… comunque, questa non dovrebbe essere l’unica possibilità disponibile per poterne recuperare il doppiaggio italiano, visto che mi par di ricordare altre repliche successive (pochissime, però, e non su canali Mediaset).

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Al contrario di altri film che girano su reti private, e quindi impossibili da trovare o tracciare perché non riportati dalle guide TV, questo è disponibile in DVD italiano, anche se più costoso del solito perché raro. Prima o poi… 😉

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  2. Lorenzo ha detto:

    Visto in TV tantissimi anni fa… Forse di pomeriggio, magari perché l’avevo registrato, chi si ricorda

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  3. Iuri Vit ha detto:

    Mi ricordo di lui. Credo di averlo visto ai suoi tempi.

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  4. Sam Simon ha detto:

    Ahahah! Il produttore greco mi ha ricordato quello di Hollywood Party dei Broncoviz!

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  5. Austin Dove ha detto:

    chi sarebbe quel cafonissimo swarzer wannabe?

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  6. Cassidy ha detto:

    Ma tutto questo è bellissimo!! Brian Thompson finalmente usato come si deve, al servizio di un film che ha dentro tutto quello che vorremmo sempre vedere. Ho capitolo solo che il tizio si chiama Nico Qualcosa ma gli voglio già un po’ bene! 😉 Cheers

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  7. Kukuviza ha detto:

    Che baffoni alla poirot-branagh!
    Forse ci dovevano fare un telefilm con ste mercenarie modelle.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahhhh non ho pensato a fare battute alla Branagh-Poirot! Però è vero, mi sa che è l’unico altro attore che abbia mai portato quei baffoni 😀
      Anni dopo in realtà, sull’onda dei “Mercenari” di Stallone, attrici d’azione del passato si sono divertite a fare un “Mercenaries” (2014) ma senza fingere di fare le modelle 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        Mercenaries: botte, coltellate, esplosioni e sparatorie, ma a una certa, squilla la sveglia e uno dice “presto, mettiamo un po’ di female empowerment (questa la dedico a zoppaz) e una scena con la tipa molestata o stuprata che fa la festa al suo aguzzino, prima che finisca il film. Poi, di nuovo virago che si menano con la Nielsen!”…
        Diciamo che come parodia al femminile degli Expendables si sarebbe potuto fare meglio. Ma se ricordo bene, è Asylum: forse era già il meglio possibile 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sì, purtroppo è una grande occasione mancata. Se avessero puntato più sul divertimento, magari con qualche bella scena d’azione di Zoë Bell, sarebbe stato molto meglio, invece è un film divertente sulla carta ma poco interessante da vedere.

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Oggi è San Valentino? No perché io mi sarei innamorato, totalmente!
    Già il nome del regista è Z purissima, poi Brian protagonista, poi la prima parte col reclutamento e l’idea meravigliosamente Z dell’incursione con le finte top model e con tanto di addestramento, poi il bollino di qualità zinefilo per cui il film trasuda Z anni Novanta, poi…ho finito i poi.
    Magari la seconda parte della pellicola non sarà all’altezza della prima ma l’amore non è bello se non è litigarello e io, lo ribadisco, sono innamorato! 🙂

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  9. Conte Gracula ha detto:

    Più avanti si troverà un equilibrio diverso: tolta un po’ di roba, invertiranno lo spunto e ci faranno Miss FBI con Sandra Bullock. Meno azione, ma un pizzico di William Shatner (ma solo un po’) 😛

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  10. Pingback: Shadowchaser 3 (1995) Terrore sull’astronave | Il Zinefilo

  11. Romulus ha detto:

    Qualche anno fa praticamente lo passavano una volta all’anno minimo sulle reti private 7 gold e similari; un film onesto nel suo genere, c’e di peggio, eppoi c’e Brian Thompson come protagonista.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti ad avercene di film ghiotti come questo! Purtroppo negli ultimi anni 7Gold si è fatta avara di film, s’è comprata quella stramaledetta serie TV di vampiri o che so io che replica ogni singolo giorno, cancellando la quasi totalità dei film programmati. Speriamo in tempi migliori.

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  12. Romulus ha detto:

    Pochi poi sanno che il regista e la produttrice del film erano all’epoca il genero e la moglie del sor Brian Thompson, insomma un film fatto in casa!

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  13. Romulus ha detto:

    Pochi poi sanno che il regista e la produttrice del film erano all’epoca il suocerp e la moglie del sor Brian Thompson, insomma un film fatto in casa!

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