Film fermi per colpa del coronavirus (2020)

Il sito IMFDb (Internet Movie Firearms Database) ha presentato la lista delle produzioni cinematografiche che questi primi mesi del 2020 ha dovuto fermare la lavorazione per motivi vari, tutti comunque legati alla pandemia di Covid-19. Mi piace condividere l’iniziativa, visto che è una ghiotta occasione di dare una sbirciata ai film che potremmo vedere nella prossima stagione, semmai riusciranno ad essere completati.

Le informazioni che seguono le ho tradotte dalla newsletter del 29 aprile 2020: non garantisco sulla veridicità, visto che IMFDb non riporta la fonte da cui ha preso le notizie, ma è giusto per dare un’occhiata ai film in lavorazione a marzo in giro per il mondo.


A Los Angeles è in pausa la costruzione del set del Macbeth di Joel Coen, con Denzel Washington nel ruolo di Macbeth e Frances McDormand in quello di sua moglie.

A Budapest è ferma la produzione di Birds of Paradise (Amazon Studios), scritto e diretto da Sarah Adina Smith, dal romanzo Bright Burning Stars (2019) di A.K. Small.

In Nuova Zelanda sono fermi i seguiti di Avatar di James Cameron: la Lightstorm Entertainment aveva originariamente previsto di completare le riprese di Avatar 2 e Avatar 3 questa primavera.
(Sono dieci anni che Jim ci sta lavorando: mi sembra ingiusto dare la colpa al coronavirus!)

In Australia il regista Destin Daniel Cretton si è messo in auto-quarantena il 12 marzo scorso, fermando la produzione di Shang-Chi and the Legend of the Rings.

In Irlanda sono state messe in pausa dal 13 marzo, fino a data da stabilirsi, le riprese di The Last Duel di Ridley Scott: il regista ne approfitterà per montare tutto il girato delle quattro settimane precedenti.

A Toronto è ferma la produzione di Nightmare Alley (Searchlight Pictures) di Guillermo del Toro, con Bradley Cooper, Cate Blanchett e Rooney Mara.

Ferma la lavorazione della commedia Vacation Friends (20th Century Studios/Hulu) con John Cena, Lil Rel Howery and Meredith Hagner.

Ferma la produzione di Shrunk, il remake-reboot di Honey, I Shrunk the Kids #, con Josh Gad e Rick Moranis.

Ad Atlanta si è fermata per almeno due settimane, lo scorso 14 marzo, la produzione di  Samaritan di Sylvester Stallone.

A pochi giorni dalla fine delle riprese è stata fermata la produzione di Los Angeles The Prom, tratto dal musical di Broadway omonimo, con Meryl Streep  e Nicole Kidman.

Si è fermata per due settimane ad Atlanta la produzione di Red Notice con Dwayne Johnson, Gal Gadot e Ryan Reynolds.

Sempre due settimane di stop, in New Mexico, per il western tutto al nero The Harder They Fall, con Idris Elba e Jonathan Majors.

Dal 24 febbraio è ferma la produzione di Mission: Impossible 7 (Paramount) in Italia, uno dei Paesi più colpiti.

Dal 16 marzo è stata messa in pausa per sei settimane la produzione di Uncharted, dal videogioco omonimo, con Tom Holland e Mark Wahlberg e la regia di Ruben Fleischer: per l’uscita del film si parla ora del marzo 2021.

Interrotta la produzione di The Man From Toronto, commedia con Kevin Hart e Woody Harrelson.

A Boston si è fermata per quattro settimane la produzione di Shrine, il film horror con Jeffrey Dean Morgan e Cary Elwes.

Slittata di due settimane la pre-produzione del film bellico The Nightingale con Elle e Dakota Fanning.

Alle Hawaii è stata interrotta la produzione di Jurassic World: Dominion , iniziata il 25 febbraio.

Ferma la produzione del dramma sportivo Flint Strong di Rachel Morrison, la storia di Claressa ‘T-Rex’ Shields.

A Berlino si è fermata la produzione di Matrix 4 [Oh mio Dio! Nota etrusca] dopo aver completato le riprese di San Francisco.

In Australia si è fermata la pre-produzione dell’untitled Elvis Presley film di Baz Luhrmann dopo che Tom Hanks e Rita Wilson sono risultati positivi al test del coronavirus.

Fermata per due settimane la lavorazione di The Batman con Robert Pattinson, ed è presa in considerazione l’idea di spostare la produzione da London a Liverpool.

La produzione di Fantastic Beasts 3 doveva cominciare il 17 marzo a Londra ma è stato tutto rimandato.

A Los Angeles è stata rimandata la produzione di King Richard, il dramma sportivo di Richard Williams con Will Smith.

Ad Albuquerque si è interrotta la produzione di Vengeance, il thriller della Blumhouse diretto da B.J. Novak, con Issa Rae, Ashton Kutcher e Boyd Holbrook.

Interrotta a Londra la lavorazione di Pirates (BBC), il debutto del presentatore britannico Reggie Yates.

Si dovevano concludere il 23 marzo in Marocco le riprese di The Forgiven di John Michael McDonagh, con Ralph Fiennes e Jessica Chastain, invece tutto è stato fermato e gli attori fatti volare a casa.

A cinque giorni dalla fine delle riprese, a Biloxi, è stato fermato The Card Counter di Paul Schrader, con Oscar Isaac e Willem Dafoe, perché ad un attore sul set è stato diagnosticato il coronavirus.

In Spagna sono state sospese le riprese di Official Competition, commedia con Antonio Banderas e Penélope Cruz.

È stata sospesa la produzione del thriller soprannaturale Geechee di DuBois Ashong, con Andrea Riseborough: le riprese dovevano iniziare il 16 marzo nella Repubblica Dominicana.


L.

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24 risposte a Film fermi per colpa del coronavirus (2020)

  1. Sam Simon ha detto:

    Fermi tutti: Rick Moranis è tornato a lavorare??? Certo, per l’ennesimo remake/reboot, però lui è un grande!!

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  2. Evit ha detto:

    Quantammerda!!!

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  3. Cassidy ha detto:

    Se alcuni non ripartissero proprio, non sarebbe poi questo gran problema 😉 Proprio ora che la Disney acquistando la Fox aveva osato mettere fretta (si fa per dire…) a Cameron toh! Di nuovo tutto fermo. Cheers!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ma col titolo Vengeance quanti film hanno fatto??? Vabbè che tanto il doppiaggio italico lo tradurrà tipo “Vendetta estrema in un campo di violette e il colpevole è il maggiordomo” 😅
    Detto ciò rubrica malinconica ma interessantissima 👏

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  5. mikimoz ha detto:

    Tranne per Avatar, dove anzi lo stop è provvidenziale (ahaha XD), un bel problema per gli altri.
    Ma infatti spero che molti si diano a fasi di postproduzione del girato!

    Moz-

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A quanto pare Scott è già in sala montaggio, magari si farà bastare quello che ha. Visto come con “Covenant” ha distrutto tutto quanto ha iniziato con “Prometheus”, diciamo che non è nuovo a sceneggiature cambiate al volo, così da creare un altro dei suoi grandi flop al botteghino 😀
      L’agente Hunt di Tom Cruise ha affrontato ogni sfida umana possibile: mi pare che affrontare il coronavirus e vincerlo a pugni e calci sia il completamento perfetto di carriera 😛

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  6. wwayne ha detto:

    Apprezzo il fatto che Sly stia girando il suo prossimo film in una location non scontata come Atlanta, dato che la stragrande maggioranza dei film è ambientata a New York o Los Angeles.
    Tra l’altro non so se ci hai fatto caso, ma quando un film non è ambientato a New York o a Los Angeles lo si nota anche senza una didascalia che ce lo riveli. Lo capisci perché i protagonisti vanno a bere un caffè ad un diner scalcinato e vecchio di cinquant’anni, e non nei bar fighettini di Starbucks che sembrano sempre aperti ieri; quando camminano sui marciapiedi vicino a loro ci sono dei giardini senza recinto, e non dei grattacieli; quando devono comprare qualcosa vanno ad un autogrill, e non ad un centro commerciale grande quanto uno stadio. E’ quella la vera America, anche se Hollywood fa di tutto per nasconderla sotto al tappeto. E ha anche una sua bellezza, se sei in grado di apprezzare le cose semplici.
    Riguardo a The Harder They Fall, non so se lo sai, ma il black western è un sottogenere vecchio quanto il cinema. Forse l’unico titolo di questo genere a non essere un B – movie è il bellissimo “Non predicare… spara!”, che ho anche recensito anni fa nel mio blog. Tra l’altro è anche uno degli ultimi black western in ordine cronologico: mi fa molto piacere che abbiano deciso di rispolverare questo sottogenere dopo quasi cinquant’anni di oblio.
    Noto che nel tuo post hai nominato Jeffrey Dean Morgan: ogni volta che lo sento nominare mi scappa da ridere, perché mi torna in mente la tua divertentissima recensione di Six – La corporazione (https://ilzinefilo.wordpress.com/2016/06/22/six-la-corporazione-2004/).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Le location extra-americane ormai sono sdoganate e sono piene di stereotipi come piacciono a loro, tanto da costruirne dove non ce ne sono 😛
      Dopo il film che citi, il black western ha avuto grande risalto con “Posse” (1993) tanto da tornare a far apparire qualche titolo all’epoca.

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      • wwayne ha detto:

        Noto che quel film, oltre a vantare la presenza del biondo principe della Z Stephen Baldwin, è stato diretto e interpretato da Mario Van Peebles: non so come se la cava con il black western, ma con il poliziesco ci sa fare alla stragrande (vedere lo splendido New Jack City per credere).
        Tra l’altro, se vai sulla pagina imdb di Mario Van Peebles vedrai che tra i suoi prossimi film ce n’è uno intitolato “Outlaw Posse”, e la sinossi di imdb lo descrive così: “The rolling hills and the lawless towns of the American wild west in the late 1800s.” Mi pare evidente che sarà un sequel del film da te citato. Grazie per la risposta! 🙂

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  7. Vincenzo ha detto:

    Ammazza quanta roba.. i Coen, Matrix 4 (copio la tua nota)…
    prima però bisognerà capire cosa succederà ai cinema e al mondo del cinema… non mi stupirei se alcune di queste produzioni non ripartissero e venissero interrotte e buttate nel cestino…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non è che perderemmo chissà che 😀
      Scherzi a parte, dubito che butteranno via i milioni di produzioni già iniziate: semplicemente ci vorrà più tempo per la loro uscita, ma tanto per quest’anno i cinema ce li scordiamo. A meno che non vogliano farli uscire direttamente in streaming, si rimanda tutto al 2021. Sempre che per allora si sia tornati ad una sorta di normalità.

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  8. Giuseppe ha detto:

    Di roba in pausa forzata ce n’è parecchia, vedo! E se anche qualcuno di questi ci rimanesse perennemente, in pausa, non credo ci piangerei sopra (esempi sparsi: Matrix 4? Ma che altro c’è di nuovo da dire? E Uncharted? E quanti cazzo di “Mission: impossible” vorrebbero girare ancora?)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il cinema morto del Duemila premia solo franchise vecchi – e quelli con già tanti fan come i videogiochi – quindi Tom Cruise non può fare altro: tutto ciò che fa da vent’anni e non porti “M:I” nel titolo è un fallimento, è un attore così amato che manco a pagamento vanno a vederlo in sala, l’unica cosa che porti a casa qualche risultato è “M:I”, quindi finché non morirà sul set dovrà continuare a farne. E anche se a forza di saltare ci lascerà la pelle, puoi star certo che quella scena sarà il fulcro di “Mission Impossibile: Game of Death” 😀
      Keanu è un altro. Gli ha detto culo con Gionni Wick ma al di là di quello può solo riciclare Matrix, che non ha altro. Anche lui è fra i divi più amati del mondo, ma da qui a spendere soldi per vederlo al cinema ce ne passa parecchio, quindi via di vecchi franchise ammuffiti.

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  9. Il Moro ha detto:

    diciamo che per la maggior parte non mi dispiace granché.

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  10. armiere guns ha detto:

    Bello il logo coi 2 M16 incrociati

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