Man’s Best Friend (1993) Lo psycho-cane

Sul numero 124 di “Fangoria” (luglio 1993) Marc Shapiro racconta le novità che gli sono state comunicate dalla New Line Cinema, casa che sta per presentare Jason va all’inferno (1993) e che sta stuzzicando i fan con la promessa di Nightmare: nuovo incubo (1994).
Michael De Luca informa il giornalista che sta per nascere un nuovo “mostro della casa”, una serie di film curati da John Lafia – quello de La bambola assassina 2 (1990) – con protagonista un cane assassino che avrà un carattere a metà strada tra Freddy Krueger e Chucky. Le cose non andranno proprio così.

Iniziato a girare nel gennaio 1993 con quindici cani diversi, Man’s Best Friend esce in patria americana nel novembre successivo. Solo nel febbraio del 1995 ottiene il visto censura italiano, ma non ho trovato tracce di un suo effettivo arrivo nelle nostre sale.
Di sicuro Medusa lo porta in VHS (probabilmente quello stesso 1995) e Italia1 lo manda in onda nella seconda serata di martedì 11 agosto 1998, con il titolo Il migliore amico dell’uomo.

I dipinti mostrati nei titoli di testa sono molto meglio del film

Conoscevo ed apprezzavo Lance Henriksen da anni quando arrivarono in Italia notizie di Senza tregua (1993) di John Woo, cioè quando l’attore venne promosso ad uno dei miei idoli personali. Le riviste e i manuali di cinema si sono sempre occupati solo ed esclusivamente degli attori di serie A, di tutti gli altri non esistevano notizie in Italia quindi toccava andare “a mano”, segnandosi i film beccati in TV dove apparivano e andando a spulciare le riviste americane che si potevano beccare in libreria. Fu così, dalle pagine di una rivista straniera, che scoprii dell’esistenza de Il miglior amico dell’uomo. Non vedo l’ora di vederlo, pensai: e per i quindici anni successivi non ci sono riuscito.
Trasmesso in TV solo tre volte o poco più, solo nel 2010 sono riuscito a vedere il film: già mentre lo vedevo le immagini si cancellavano dalla mente. Rivisto per questo post, non ricordavo una sola scena, così come non ne ricorderò in futuro. Perché questo film è pura nientezza.

Il cagnolone è bello, il film no

Che la New Line Cinema cercasse un nuovo mostro da affiancare ai titolari Freddy e Jason ci sta, ma una cosa è una creatura paranormale o un mostro gommoso… un’altra è un cagnolone. La sensibilità nei confronti degli animali non era ancora a livelli fuori controllo come oggi, ma è certo chiaro che nella pellicola mai, in nessun modo, potrà essere mostrato un qualsiasi atto violento contro lo psycho-cane assassino: vi immaginate un film con Freddy e Jason in cui i protagonisti non possono mai cercare di colpirlo?
Che una creatura orribile faccia cose orribili fa parte del gioco, che un cagnolone toffolone d’un tratto si trasformi in una psicopatica macchina per uccidere è meno intuitivo. Che poi pisci acido manco fosse uno xenomorfo è qualcosa di cui la New Line dovrà rendere conto ad un Tribunale del Buon Gusto.

Non lasciatevi ingannare: è una spietata macchina per uccidere!

John Lafia per fortuna dopo questo film è scomparso dai radar, ma all’epoca per non so quale equivoco lo credevano un regista e uno sceneggiatore. Come onesto regista di piccoli film di genere ci sta pure, ma come sceneggiatore non ci siamo proprio.
Lafia prende un foglio bianco e lo consegna agli attori: solo così mi spiego il nulla totale di questo film. Abbiamo il dottor Jarret (un Lance Henriksen assente, con il pilota automatico), super-ricco che crea una super-azienda per fare super-cose che non si sa cosa né si sa perché: ha un vasto sistema di computer con plausibile intelligenza artificiale che si vede per due nano-secondi, senza spiegazione, e ha creato una macchina da guerra canina non si sa perché né per chi né per come. Possiamo immaginare che sia un’arma studiata per l’esercito, ma se dobbiamo immaginare allora vogliamo noi il compenso dello sceneggiatore.

«Oookay, chi ha portato il cane?» (cit.)

Il super-cane soldato impazzisce, non si sa perché, e quando viene rubato dall’ambientalista Lori (Ally Sheedy), che non si sa chi sia né perché agisca così a meno di non lavorare noi di fantasia, diventa un pericolo per tutti tranne che per la donna. Perché il cagnolone si affeziona a lei. Quindi non è psicopatico. Era previsto che si affezionasse al padrone senza massacrarlo? E via, anche qui lavoriamo di fantasia. Diciamo che è un film di grande immaginazione, soprattutto da parte dello spettatore.
Il cane ha così tanti super poteri che non fa altro che fare quello che fanno tutti i cani: a parte pisciare acido, l’unica altra cosa strana che fa è mimetizzarsi come un camaleonte. Giusto per capire la totale follia di ’sta roba.

Per fortuna i baldi tutori dell’ordine sono a lavoro

Si sa che l’intelligenza porta alla vendetta, è noto, quindi il cane si vendica del ragazzo dei giornali e degli accalappiacani, cercando sempre di non fare niente perché se no poi questo verrebbe scambiato come film horror, cosa che palesemente non è.
Avendo sotto contratto Kevin Yagher, storico truccatore di Freddy Krueger, lo chiamano per sonnecchiare sul set: a parte un paio di cicatrici che si vedono per dieci secondi non esiste il minimo trucco nel film, quindi probabilmente Yager ha passato il tempo a giocare a carte.

I computer sono belli, ma una pistola è meglio

Il cane fa il cane, ringhiando e abbaiando, gli umani muoiono di spavento (perché non vediamo altro), cercano di combatterlo a parole perché non possono mai mostrare violenza su animali, e stancamente si arriva ad un finale banale e petale, con speranza di seguito. Ringrazio di cuore la New Line per averci evitato un nuovo film con lo stesso grado di totale nientezza.
A meno che non soffriate di una fobia per i cani, questo non è un film horror: è solo un film vuoto.

La prossima volta mi prendo un coniglio

Non so quale squilibrio ormonale abbia spinto i produttori a tirar fuori una roba del genere, sbagliata in ogni sua scelta anche se perfetta in una mediocre nullità che rende impossibile ricordarsi della sua esistenza, ma certo il cinema dei cani assassini ha visto prodotti decisamente migliori – da Il branco (1977) a Cujo (1983) – mentre dubito ne abbia visti di peggiori. Ma non disperiamo: la madre dei filmacci è sempre incinta.

L.

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12 risposte a Man’s Best Friend (1993) Lo psycho-cane

  1. Conte Gracula ha detto:

    Questa roba me la ricordo, giusto per il cane coccolone che piscia acido – troppi asparagi nella dieta?
    A parte ciò, manco ricordavo che si mimetizzasse, pensa un po’ che segno ha lasciato su di me questa storiona…

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  2. Sam Simon ha detto:

    Lance in quelle immagini dà proprio l’impressione di essere un super ricco! Deve essere proprio un gioiellino sto film…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Dove c’è Z…c’è Willy! Film visto, discretamente stigmatizzato e ben presto dimenticato: e pensare che la trama col cane assassino sarebbe una di quelle che basta davvero poco per farmela piacere…ma certi filmacci hanno poteri sovrumani!
    Note liete: “nientezza” e “finale petale” sono magnifici neologismi che finiscono diretti nel dizionario Z! 🙂

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  4. Cassidy ha detto:

    Quando in un film, nemmeno Lance riesce a mordere, vuole dire che é davvero tutto finito. Mordere capito no? Perché é un film su un can… Ok la smetto! 😉 Cheers

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Certo che anche tu Lucius, aspettare 15 anni per un film fatto sul nulla… Te le cerchi proprio!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se l’avessi beccato in uno dei suoi rarissimi passaggi TV mi sarei sincerato subito della sua “nientezza”, invece m’ha fregato 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Io invece l’ho beccato proprio in uno di quei rarissimi passaggi TV, quando si dice che uno è fortunato 😛
        Diciamo che non è esattamente un film capace di farsi ricordare granché (eufemismo), se non in modo del tutto involontario, vedi appunto le “brillanti” trovate come il piscio acido, la capacità camaleontica o ancora le unghie/artigli retrattili per arrampicarsi sugli alberi a caccia di poveri gatti indifesi (quanto ho odiato quella scena)…Il brutto è che l’idea originale non era da buttar via, no: a far questo -cioè buttarla via- ci ha pensato Lafia 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sì, quella scena del gatto se la potevano risparmiare, ma in fondo è l’unico momento horror di un film che non potendo mostrare niente cerca più di puntare sulla commedia, “che è peggio” (cit. Puffo Brontolone!)
        Malgrado fosse un momento d’oro per l’horror, scegliere un animale da compagnia amato per una sorta di Chucky peloso non mi sembra un’idea felice, e il fatto che la fantomatica serie di film non si sia fatta (e il regista mandato in TV) sembra testimoniare come la risposta del pubblico non sia stata entusiasta.

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  6. Pingback: Notte Horror: dieci anni di film estivi | Il Zinefilo

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