Jungle Assault (1989) Morte nella giungla

A volte Zio (il Dio della Z!) ci manda segnali che non sempre sappiamo cogliere, per esempio tempo fa ha deciso che io dovessi percorrere la Via della Z molto prima che io me ne rendessi conto.
Intorno al 2005 il sabato lavorativo prevedeva che prima di andare in ufficio passassi prima dal grande Auchan lì vicino, con relativo vaglio e studio del reparto DVD in cerca di offerte o anche solo per scoprire le novità. Un giorno trovo una cesta piena di DVD a un euro e vengo assalito da due sentimenti contrastanti: sono felice, perché potrò fare il pieno di film, ma sono anche raggelato… perché mi chiedo quanto debba fare schifo un film per venderlo a un euro. Altri tempi.

Quel giorno le mie mani si sporcarono frugando fra DVD con film che nessun essere umano dovrebbe vedere, tanto che non comprai nulla: io che ero un drogato di DVD rifiutai di spendere anche solo un euro per quella roba. Per mesi quei filmacci assurdi mi guardavano dalla cesta, in attesa disperata che qualcuno li comprasse, e nessuno li ha comprati. Poi mi trasferirono di sede e il dolore di vederli finì.
Nel corso degli anni un paio di quei film mi sono capitati su bancarella, quasi senza volerlo, finché alle prime bancarelle del 2020 (e mi sa pure le ultime!) ho fatto il pieno di quella collana di filmacci, al settimo cielo per averli trovati e pagandoli poco meno di tre euro l’uno.
Zio ci ha messo quindici anni a farmi diventare zinefilo… facendomi pagare la penale!

La collana in questione si intitola “Uomini contro” e credo intenda “contro il buon gusto”. Sono filmacci d’azione di serie Z distribuiti dalla USA Home Entertainment (di Abano Terme!) e alcuni di questi titoli sono stati trasmessi su Odeon TV ai tempi d’oro. Zio già nel 2005 sapeva che avrei dedicato loro un ciclo!

Il ciclo “Uomini Contro” presenta alcuni film prodotti dalla AIP (Action International Pictures), piccola casa che dalla metà degli anni Ottanta ha iniziato a sfornare film nella moda dell’epoca: protagonisti “maschi” (militari, mercenari o combattenti in generale, un po’ Rambo ma tanto Rimba) impegnati in storie d’azione dove si spara tanto e si parla poco. In alcuni casi si sono raggiunte vette eccelse di Z di qualità – come Striker (1988) con Frank Zagarino, che prima o poi riuscirò a vedere! – ma di solito si parla di roba di grana grossa destinata unicamente agli appassionati del genere.
Con la fine degli Ottanta è arrivata anche un po’ di fantascienza e con i Novanta sono immancabili le arti marziali – come Kickboxers. I guerrieri del deserto (1992), che all’epoca davano in TV e ho detto “Oggi non mi va, lo vedrò un’altra volta”, ed è scomparso per sempre! – e la casa cessa le attività nel 1994: un decennio in cui ha sfornato almeno sessanta film che grondano serie Z da ogni fotogramma.

La casa dei film a cui ridergli in faccia

Dal 2015 David A. Prior ci guarda dal Paradiso della Z e nei suoi ultimi anni aveva ripreso l’attività di filmacci, perché in fondo dopo il 2005 il cinema era pronto a tornare alla Z che fa male, ma la sua attività principale si è svolta in quel decennio con la AIP, per la quale ha diretto una secchiata di film che sarebbe bello trovare, anche se con la sua Z si rischia di andare in overdose.

Uno dei nomi di punta della Z che fa male

Prodotto nel 1988 e, secondo IMDb, uscito nelle videoteche americane solo il 19 ottobre 1989, la Image lo porta nelle videoteche italiane (in data purtroppo ignota) con lo stesso titolo originale: Jungle Assault.
Giovedì 29 settembre 1994 Odeon TV – non più quella dei tempi d’oro – lo manda in onda in prima serata con il titolo Morte nella giungla. Gira per un paio d’anni per canali locali finché, con lo stesso titolo, viene riesumato in DVD dalla USA HE (della Quinto Piano).

Un titolo che grida “Odeon”!

Siamo nei soliti giardinetti pubblici in cui sono ambientati tutti i film Z di guerra degli anni Ottanta, ma facciamo finta che sia una giungla. Quale giungla? Boh, non verrà mai detto. Non volendo rientrare nel solito canone del film del Vietnam, Prior lascia capire che gli Stati Uniti abbiano invaso militarmente un qualche Paese dell’America centrale sparando all’impazzata e falcidiando l’esercito locale. Sarà una velata critica politica?
Comunque i soldati americani sono assiepati dietro trincee di sabbia e sassi – che nella giungla di sicuro abbondano: uno dice “giungla” e vengono in mente sabbia e sassi – e sparano miliardi di colpi uccidendo migliaia di nemici. Non è un gusto di Prior, questi film per contratto devono iniziare con una sparatoria di cinque-dieci minuti dove nessuno sa che diavolo stia succedendo.

Il soldato qualunque ha l’elmetto: l’eroe ha la bandana!

Mi piace sottolineare la perizia con cui sono stati scelti i figuranti che devono fare i latinoamericani: i cinesi più alti mai visti su schermo! Vestirli poi di divise bianche è un tocco di classe. Sarà Armani?

Sfilata di latinoamericani primavera-estate 1988

Nel fragor della pugna, chi è che se la regna? Lui, Kelly. Che non fa rima eppure è l’incredibile eroe della storia, colui che combatte senza elmetto perché ha la fascia da Rambo (o Rimba) in testa, e soprattutto ha la faccia di William Zipp.
Nel citato decennio della AIP lo potete trovare spesso in filmacci guerraioli con i suoi occhi spenti e la sua recitazione perfettamente in linea con la qualità del film.

La fascia da Rambo, la faccia da Rimba

Ferito in battaglia per aver salvato un commilitone, ora Kelly vive il classico stress post-traumatico di quando ancora non c’era l’espressione per definirlo, quello che ogni eroe di filmaccio anni Ottanta ha conosciuto: si beve, si fuma, non ci si lava e si lascia casa in disordine. Classici sintomi che trovate in tutti i manuali di psicologia.
Ah, dimenticavo un altro grande sintomo: le risse nei bar.

Finita la battaglia, tutti a fare a botte nei bar

Kelly e il suo amico biondino Becker (Ted Prior, fratello del regista e anche lui eroe dei filmacci API) vivono allo sbando finché vengono raggiunti dal loro vecchio superiore, il generale George Mitchell (William Smith), che per motivi misteriosi è vestito come Indiana Jones.

Sembra Indiana Jones ma è il generale Mitchell

La figlia del generale, Elaine (Jeanie Moore), è stata rapita dai ribelli capeggiati dalla perfida Rosa García (Maria Rosado), come vendetta per l’invasione militare del suo Paese.
Elaine si era recata sul posto per protestare contro l’invasione americana e Rosa l’ha rapita non come ostaggio ma per portarla alla propria causa.

La Rosa piena di spine dell’America centrale

Kelly e Becker accettano subito dietro compenso di birra ghiacciata, e dopo un paio di minuti di allenamento tornano in forma e scattanti: pronti a partire per non si sa dove.

Non sapendo dove andare, si buttano nella Pineta di Ostia

Compiuti dai dieci agli undici passi, finiscono in mano ai ribelli. E questi sono gli uomini migliori del generale Mitchell: forse il suo ritiro dall’esercito non è stato volontario, forse l’hanno cacciato perché aveva inetti al proprio comando.
Comunque la bieca Rosa decide di sottoporre i due alla tortura più violenta di tutte, qualcosa che spezza la volontà di ogni guerriero: il limonaggio spinto! Si avvicina in modo sussultorio e ondulatorio al prigioniero, lo guarda con occhi languidi e con voce suadente gli promette prestazioni sessuali straordinarie, facendosi scivolare ad arte la spallina. Ma Becker è un uomo duro, uno degli anni Ottanta, quindi la respinge sdegnato: per chi l’ha preso? A lui piacciono le donne di classe…

La famosa tortura del limonaggio spinto

Il braccio destro di Rosa, John McClusky (David Marriott), è cattivo e pazzo quindi preferisce i sani metodi di una volta: cioè la vuota minaccia fatta solo di stupide parole. Nei film funziona sempre.

Com’è che lui non limona con il prigioniero?

Il campo degli spietati ribelli assomiglia alla versione “seria” di quelli parodistici di Bananas (1971) di Woody Allen, e stancamente il tempo passa senza che succeda niente, se non che la figlia del generale capisca di non essere di fronte a combattenti per la libertà ma semplici criminali al soldo di poteri forti. Indovinate un po’ quali? Proprio loro, i russi.
Finalmente gli inetti Kelly e Becker riescono a liberarsi ma Becker non fa tre passi che è di nuovo catturato: ammazza che super soldati! Invece a Kelly scatta la viuleeeenza: si infila nella pineta che fa da giungla e comincia a preparare una guerriglia mista fra Rambo e Predator.

La faccia spenta di chi ti scatena una guerra che neanche te la sogni

Elaine, capito che i ribelli non meritano la sua fiducia, libera Becker come se questi potesse dargli una mano. Splendido il dialogo in cui la rapita chiede al liberatore cosa fare e lui risponde: «Non lo so, dimmi tu». Ammazza, solo gli uomini migliori per il generale Mitchell!
La totale inutilità di Becker viene controbilanciata quando, per farlo contento, gli fanno sparare col bazooka in posa plastica da bicipiti gonfiati. Giusto un contentino.

Il fratello del regista che gioca col bazooka

«Negli anni Ottanta l’industria era tutta in video, oggi è tutta in TV»: così racconta il regista Prior negli anni Duemila intervistato da Rick Fusselman per Slasherclub.com, testo poi riportato dalla ruspante rivista semi-amatoriale “Lunchmeat” n. 3 (senza data). Non una sola singola parola viene spesa a ricordare la decina e passa di filmacci di guerra girati dal regista negli anni Ottanta, segno che non fanno curriculum e non sta bene parlarne. Invece degli horror girati nel salotto di casa sua negli anni Duemila è importante parlarne, segno di come cambino i generi legati ai tempi.

Jungle Assault non è certo un film che meriti di essere ricordato, il meglio che si può dire è che sia in linea con la moda dei tempi ma questo non lo differenzia dall’esercito di altri film similari. Né Prior stesso sembra interessato a farlo, visto che sia come regista che come sceneggiatore è stato ben attento ad evitare qualsiasi motivo di interesse nella narrazione.
Semplicemente andava di moda fare dei film “ramboidi” da videoteca e la API era specializzata in questo: visto però che ha chiuso proprio quando le videoteche erano al massimo del successo, forse il produrre null’altro che rumore di fondo era qualcosa che l’ha penalizzata.

Questo film non vale quell’euro a cui ho resistito nel 2005 né tanto meno quei tre che ho pagato all’inizio dell’anno, come penale per aver fatto aspettare tanto Zio, ma rimane un buon modo per gustare il sapore di un’epoca lontana e di uno stile molto meno lontano: quello di scimmiottare i grandi film per alimentare il mercato del momento è purtroppo uno stile ancora in voga.

L.

P.S.
Lorenzo, il ninja del Zinefilo, così ha commentato: «È una delle cose peggiori che abbia mai visto: talmente amatoriale da far sembrare i film della Silver Star Company dei kolossal!»

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39 risposte a Jungle Assault (1989) Morte nella giungla

  1. Zio Portillo ha detto:

    La frase di chiusura di Lorenzo calzerebbe a pennello sulla fascetta del dvd: “Talmente amatoriale da far sembrare i film della Silver Star Company dei kolossal!”.

    Eppure sono sicuro che metà di questi film tanto spernacchiati li ho cercati in quei canalacci regionali dimenticati da Zio (Dio), li ho visti e magari registrati per riguardarli con calma o spacciarli a scuola. Che poi siano usciti prepotentemente dal mio cervello è un’altra storia, ma intanto in quel periodo li ritenevo meritevoli di almeno una visione. Senza contare i passaggi (quasi) giornalieri in videoteca dove con l’accrocchio amatoriale collegavo i due registratori per piratare film osceni che mi vergogno al solo pensiero di aver copiato! L’accrocchio era una semplice spina coassiale lunga 30 metri che collegava il videoregistratore non alla tv in salotto, ma a quella in camera mia al piano di sopra (casa dei miei è in 2 piani), dove il secondo videoregistratore registrava il canale tv dove veniva mostrato il film. Ovviamente la tv in camera mia non si poteva spegnere altrimenti veniva registrato uno schermo nero.

    La mia videoteca poi noleggiava anche i cd musicali. Spesso avevo l’accrocchio che duplicava una VHS e lo stereo che riversava il cd in una cassetta per il walkman. La situazione era questa: 2 videoregistratori accesi, una tv accesa con un film che andava (e che nessuno vedeva causa stereo in funzione…), stereo a palla che riproduceva il cd noleggiato mentre la cassetta vuota lo registrava. Facile pure che non ci fosse nessuno in casa, visto che il più delle volte preparavo tutto e uscivo a fare un giro per poi ritornare a lavoro quasi finito per staccare tutto. Era tutto calcolato! I 3€ che hai speso tu sono nulla in confronto alle ore spese per fare tutti sti magheggi.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se siamo qui ad omaggiare Odeon TV e i filmacci che trasmetteva è proprio perché anche noi cercavamo quei film, divertendoci con cose che oggi ci lasciano allibiti 😛
      A me poi bastava mezzo calcio marziale per affezionarmi a un film, quindi la marzialissima Italia1 dei tempi d’oro – con film che farebbero inorridire molti – era il Paradiso per me ^_^

      All’età di 12 anni è entrato in casa il primo videoregistratore ed è stato l’inizio di una giungla di cavi e di copie di qualsiasi cosa su qualsiasi formato: l’esperienza che mi racconti la capisco e la condivido, visto che io facevo cose uguali.
      Nel 1988 mi regalarono un mixer audio-video proprio per migliorare i pastrocchi che da anni facevo in casa: in famiglia la prima voce di spesa era la tecnologia, quindi fra copie di video e audio… tutti gli apparecchi erano sempre in funzione, notte e giorno! 😉
      L’avvento del digitale ha aiutato parecchio, al pensiero del lavoro assurdo con cui ti conquistavi un film c’è da sudare 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Sappi che “Uomini contro il buon gusto” mi ha ucciso più dei colpi del bazooka sparati in posa 😀 Zio ti aveva messo sulla via della Z, per altro anche William Zipp nel cast, uno con la “Z” nel cognome. La penale per altro doppia, non solo il prezzo maggiorato, ma anche questa visione! Cheers

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  3. Sam Simon ha detto:

    I russi erano i cattivi obbligatori in quel cinema lì! Pure Predator ha il russo cattivo… X–D

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahaha! ZIO! (genio puro!) (e torniamo a quel discorso per cui l’abominio di certe produzioni ti incentiva al neologismo magnifico 🙂 )
    E poi Odeon! E i cinesi alti! E la pineta di Ostia! E il limonaggio spinto! E la chiosa finale di Lorenzo! Adoro (e ben presto vedrò, in tale occasione mi sa che mi divertirò meno ma con lo spirito guida della tua recensione procedo sicuro negli abissi della Z!) 🙂 🙂 🙂

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Non so, hai mai pensato di darti al deicidio?
    Potrebbe già essere un filmaccio, Il Zinefilo fa la guerra a Zio.

    Detto ciò capisco tutto: il cortile come giungla, i manichini come attori… un po’ come pretendere di fare un film credibile di battaglie spaziali con 50€, ma una sceneggiatura pretestuosa, almeno, non dovrebbe richiedere grande impegno. Val Kilmer in Top Secret sembra più eroico.

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  6. Evit ha detto:

    Per il ciclo “abbiamo un boschetto…”

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  7. SAM ha detto:

    Ma io voglio i film della Empire di Charles Band !
    Ghoulies, Eliminators, Il demone delle galassie Infernali , o quel filmaccio ( non Empire ) con l’attore dei Jefferson ” due piedipiatti acchiappa fantasmi ”
    Quelli sono film di Odeon che tutti si ricordano, che venivano replicati a nastro sulla rete ( insieme a film per nulla trash come “Giochi Stellari” e che vorrei vedere recensiti

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so chi siano questi “tutti”, io non ricordo un solo film di Band visto su Odeon, ad esclusione di “Eliminators”. E mi spiace, non è un blog a richiesta 😛

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      • Lorenzo ha detto:

        SAM: Qui pouoi leggere le recensioni di Zona pericolosa, Corsa nel tempo, Il guerriero fantasma… tutti film della Empire trasmessi più volte su Odeon. Aggiungiamo pure La guerra dei mutanti.

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      • SAM ha detto:

        Davvero non hai mai visto un film di Band su Odeon ?
        Io la ricordo come la rete dei filmacci horror e di fantascienza per antonomasia degli anni 80 insieme a Italia 7 ( oggi 7 Gold)
        Ci fecero di tutto, anche Troll 1 e 2, il Cane infernale, i film tv di Fulci , Atragon, “Yeti il gigante del 21 secolo” ma anche titoloni come Hellraiser , il fantasma del palcoscenico ” sola … in quella casa.”
        Cacchio, ma dove eri quando quando trasmettevano simili perle ?
        Insomma per me ( e non credo di essere l’unico ) , Odeon era la tv del fantastico , fantascienza e film ninja, i film che guardavo meno se non per niente erano proprio quelli di guerra.
        Non sarebbe male fare un sondaggio da i frequentatori del blog su quali generi erano i più visti .

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ho già fatto un sondaggio, tempo fa, e ha dimostrato che questo non è un blog per cui valga la pena fare sondaggi.
        La mia passione principale sono le arti marziali, quindi i film horror su Odeon non li ho mai presi in considerazione semplicemente perché non seguivo quel genere, mentre ben studiavo ogni film ninja che ci beccavo. Solo nel 1988, quando ho conosciuto Dylan Dog, mi sono appassionato all’horror e pian piano, grazie alle videoteche, ho recuperato i classici del genere: avevo vent’anni di capolavori da gustare, prima di passare alle minchiate di band.
        Giusto “Il pozzo e il pendolo” ho conosciuto all’epoca, ma solo perché noleggiato in videoteca.
        Sono contento che tu ami così tanto i film di Band: io amo parimenti gli altri generi di cui tratto e che recensisco in gran quantità. Siamo pari 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        E qui mi tocca ammettere che per Band pure io avevo preso la mia bella sBANData, ai tempi della vecchia Odeon 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Magari se li avessi visti sarebbe capitato anche a me, com’è capitato per “Il pozzo e il pendolo” qualche anno dopo, ma non li cercavo quindi non è capitato.

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    • Giuseppe ha detto:

      Certo che su Odeon c’era praticamente di tutto e per tutti, ma oggi praticamente siamo solo noi a ricordarlo…

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      • SAM ha detto:

        Si, oggi manca molto una tv che trasmetta solo film di serie B o produzioni indipendenti sia vecchie che nuove , magari di genere fantastico/fantascienza, mischiato ad arti marziali e ninja.
        Rai 4 era sulla buona strada, ma poi hanno mandati via Freccero e…
        Odeon era la tv per i giòovani , trasgressiva e cool, quella che faceva vedere quello che gli altri non osavano fare .
        Come Hellraiser, ken il Guerriero,i film di Ninja , i telefilm horror come Salto nel Buio, i telefilm erotici ( trasmessi di pomeriggio !), Godzilla, e credo che questi suoi palinsesti influenzarono le più generaliste Rai e Meidaset che da lì in avanti dedicheranno delle serate al cinema horror .
        E basta , non ce la faccio, troppi ricordi .

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sul versante italiano oggi Cine34 è regina assoluta: da mesi sta tirando fuori film introvabili in Italia da decenni, di ogni tipo di genere immaginabile. E la mattina manda tranquillamente Glorie, Nadie e Fenecche desnude.
        Accedendo ad archivi dimenticati sta presentando i film action di Odeon in qualità spettacolare, anche se solo quelli italiani: con gli amici collezionisti ci stiamo rifacendo gli occhi!

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  8. Giuseppe ha detto:

    Eh, all’epoca raggelavo anch’io al pensare perché quei DVD venissero via a un solo euro, e nel dubbio li lasciavo nel cestone (mi ero lanciato nel digitale da pochi anni, essendo quindi ancora troppo occupato a metter su una collezione “seria” per occuparmi già della Z spinta) 😛
    Questo Rambo Rimba che nel fragor della pugna se la regna in mezzo alla micragna spalmandosi la faccia con la sugna, e con grande immodestia ma con grande molestia si batte tal quale a bestia nella pineta di Ostia, respingendo con grande coraggio di colei anche un solo assaggio della sua tortura spinta al limonaggio mantenendo fin alla meta quell’inespressività più che discreta assai cara a Zio, dio della Zeta… beh, credo di non averlo mai visto nemmeno sulla vecchia Odeon TV (e la combinazione “tuo post + parere di Lorenzo” non mi fanno pentire più di tanto della perdita) 😀

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  9. SAM ha detto:

    Intendiamoci, i film bi Band sapevano di minkita già quando avevo 10 anni, ma forse era proprio quello che li rendeva simpatici a un bambino .
    Però non era sempre così , e anche Odeon sembrava non capire bene che film avesse : ad esempio, ai tempi pubblicizzà molto ” i Ghoulies” come un film comico per ragazzi , mentre poi non era tanto comico ( non come immaginavo, almeno ), anzi faceva paura ed era abbastanza truculento .
    Ricordo però che nella mia classe lo videro tutti .
    Io ricordo pure Elvira trasmesso su Odeon ( e forse ho ancora la registrazione tv con i cartelli italiani ).
    Piuttosto, lo sai che esiste una storia di Martin Myster dove collabora con Sonny Chiba ?
    E’ “Il taglio a nove mani” pubblicato su l’Almanacco del Mistero nel 1993
    Chissà se Chiba san ne è al corrente ….

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Da me invece tirava molto di più Fininvest: le cose serie le si vedeva sulla RAI, per tutto il resto c’era Canale5, mentre noi “giovani” preferivamo Italia1. Se non fossi andato a caccia di ninja, temo che su Odeon non ci sarei mai finito. A parte qualche rara sortita fortunata – tipo il mitico Eliminators – raramente registravo film. Inoltre ero in famiglia e mia madre registrava a manetta, quindi riuscire ad avere il videoregistratore libero non era affatto facile.
      Italia1 era la mia rete d’elezione con puntate su TMC: era un canale che sulle guide TV veniva trattato meglio di Odeon e potevo organizzarmi. Così anche quando mi sono appassionato all’horror non ho seguito Odeon: avevo intere videoteche da svaligiare, non valeva la pena ammazzarsi per film di cui non sapevo neanche niente.

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  10. SAM ha detto:

    Cavoli, davvero cine 34 fa simili perle ?
    E nessuno mi dice nulla ?
    Ma piuttosto, TMC negli anni 80 cosa trasmetteva ?
    Io ricordo poco perché la guardavo pochissimo , a parte le maratone di cartoni di Hanna e Barbera il sabato e domenica mattina su “Snack”.
    Mi ricordo lo sport, ma film e telefilm, nada de nada.
    Come detto, ero tutto Italia 7 ed Odeon, un bimbo cresciuto a pane e serie Z ( ance se qualche perla ogni tanto saltava fuori)

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