Trappola diabolica per Indiana Jones (guest post)

Il canale Cine34 sta regalando grandi emozioni a noi appassionati di filmacci dimenticati dalla distribuzione italiana, riesumando titoli che da decenni giacevano sepolti vivi. Fra i tesori che l’emittente ci sta regalando, giovedì 21 maggio 2020 è toccato a Strike Commando 2. Trappola diabolica, le cui palesi scopiazzate hanno infiammato Evit del blog Doppiaggi italioti, tanto creare al volo questo post illustrativo: gli cedo subito la parola.
L.


Non sono affatto un esperto di Bruno Mattei, ho alcuni suoi film nella mia collezione (anche in Blu-ray!) ma ne ho visti pochi per ora, la fama lo precede e l’idea di copie italiane di film famosissimi non mi ha mai attratto più di tanto, per questo gli ho sempre dato una bassa priorità. In più, l’ultima volta che cercai il suo famoso Terminator 2 (1989), finii per sbaglio per vedere Terminators 2 (1987) [già recensito nel Zinefilo. Nota etrusca], ancora più terribile, quindi ne sono rimasto più scioccato del dovuto.

L’apparizione di Trappola diabolica di Vincent Dawn nel palinsesto televisivo di seconda serata era l’occasione giusta per colmare qualche lacuna in attesa del sonno e, visto il titolo (Strike Commando 2) con cui poi è arrivato all’estero e vista la locandina italiana, tipica, favolosa, che straborda azione ad ogni pennellata, la delusione per un noioso clone di Rambo 2 (1985) sapevo già che sarebbe stata garantita.

La sorpresa invece giunge quando il film smette per un attimo di copiare, fotogramma per fotogramma, scene da Rambo 2 per andare a copiare invece I predatori dell’arca perduta (1981), uno dei miei film preferiti, un film che conosco visivamente e musicalmente a memoria, potrei vederlo muto e canticchiarvi l’intera colonna sonora, oppure sentire la colonna sonora e rivedermi il film nella testa.

Quindi copiare o “omaggiare” scene da I predatori la considero un’offesa personale, grave quasi quanto gli omaggi completamente a caso che molti fanno verso Psyco (1960). Ma non si va in galera per questo?

E quando parlo di copiare, non intendo dire che Trappola diabolica faccia una copia generica, o vagamente ispirata a I predatori dell’arca perduta, non si tratta di un semplice omaggiare… Trappola diabolica ne ripropone intere sequenze, inquadratura per inquadratura, gag per gag, e quando differisce un po’ è solo per l’incapacità di replicare Spielberg, oppure perché sarebbe costato troppo farlo.

Nello specifico, le sequenze replicate sono quella della fuga con il camion (che nei Predatori trasportava l’arca, qui… boh) e la scena della locanda in Nepal, inclusa la sfida alcolica (se nei Predatori c’era una qualche grappa da bere per vedere chi sveniva prima, in Trappola diabolica invece la sfida si fa con i boccali di birra per vedere chi rutta prima. Che classe!) seguita dal conflitto armato dove prende fuoco l’intera baracca. In aggiunta, tra le prime scene del film abbiamo il cattivo che si nasconde dietro il giornale come il nazista dei Predatori si nascondeva dietro la rivista “Life”.

Potrei andare nei dettagli di ogni singolo fotogramma, situazione e gag replicata, ma è superfluo, chi conosce I predatori se ne potrà rendere conto anche dalla ristretta selezione di immagini qui allegata. Curioso che con i tanti esperti su Internet, nessuno abbia mai notato queste scene clonate, non sono riportate né su IMDb né su Wikipedia, mentre ci tengono tutti a sottolineare come Claudio Fragasso e Rossella Drudi (coniugi-sceneggiatori) si siano “ispirati” a Rambo 2. Ma va’?

Nota di Evit: consentitemi qui una curiosità etrusca! l’odioso soldato nazista che nei Predatori striscia sopra al camion rubato da Indy e tenta di rimpossessarsene è uno stuntman italiano (vogliamo dire “cascatore”?), Sergio Mioni (1931-1987). Scommetto che non lo sapevate! Una carriera interessante la sua, tra classici del cinema e film per zinefili.

Quindi questi sarebbero i nostri talenti italiani osannati come sceneggiatori professionisti? Nella loro exploitation non sono neanche divertenti come poteva esserlo la Cannon, né si sforzano di usare materiale già visto per farci qualcosa di nuovo. I cambiamenti si limitano in piccole sostituzioni di oggetti o ruoli, nella locanda ad esempio, invece di avere degli scagnozzi nazisti con armi da fuoco abbiamo dei ninja filippini con spade, è per questo genere di cose che venivano pagati gli sceneggiatori? Mah.

Chissà se Bruno Mattei ha mai visto Raiders of the Lost Ark: The Adaptation, una replica, scena per scena, di Raiders of the Lost Ark girata nel 1989 da ragazzini di tredici anni con una videocamera amatoriale. Le scene di I predatori sono state replicate molto più efficacemente in quel “film”, fatto da bambini senza un budget, che da Bruno Mattei e dagli altri cosiddetti “artigiani del cinema italiano” che oggi vengono osannati come personaggi di assoluto culto. E chissà se Spielbeg ha mai visto Strike Commando 2, magari se lo guarda così come noi guardiamo Turkish Star Wars, per sentirci migliori di altri popoli che quasi senza budget copiavano pezzi di film famosi sapendo che comunque avrebbero fatto il loro gruzzoletto di soldi sul momento pur rimanendo virtualmente invisibili alle major americane.

È solo un omaggio e nessuno se ne accorgerà mai!

Altra nota curiosa, nel doppiaggio di Trappola diabolica troviamo lo stesso cast sentito ne I predatori dell’arca perduta, con Michele Gammino protagonista in entrambi i casi. Doppiaggio e locandina sono le uniche cose fatte bene. Il doppiaggio infatti è della CDC. I titoli di coda purtroppo non ci rivelano altro tranne che Claudio Fragasso ne è dialoghista. Ah, già, anche i dialoghi ovviamente sono “rubati”, ma questo vi sorprende a questo punto? Diciamo che sono un “omaggio”, che è meglio.

Vi lascio con una selezione di altre scene replicate a risparmio. Certo che un confronto diretto con un film di Spielberg sarebbe impietoso per chiunque, ma ancora peggiore per una cosa girata in questo modo.

“Invertiamo la scena a specchio, così alla Paramount non se ne accorgeranno!”

La sfida della faciolata sarebbe seguita a breve. Lì invece di vedere chi rutta prima… ci siamo capiti.

Non si capisce perché trattenere un rutto possa far svenire ma la gag andava replicata in qualche modo. “Cambia la bevanda, così alla Paramount non se ne accorgeranno!”.

“Vestiamo Toht come Belloq, così alla Paramount non se ne accorgeranno!”.

“Al posto di lei, facciamo che è lui a fumare in faccia al cattivo che poi tossisce infastidito. Così alla Paramount non se ne accorgeranno!”

“Spielberg lavorava in sicurezza, ma gli stuntmen filippini sono sacrificabili quindi dategli fuoco per davvero. Qui superiamo Spielberg!”

“Invece della pistola, usiamo spade e coltelli, così alla Paramount non se ne accorgeranno!”

Ci sono tanti altri momenti replicati più o meno fedelmente ma penso che anche da queste poche abbiate già il quadro completo.

Evit


Ringrazio Evit per la disponibilità e lo aspettiamo con nuove illustrazioni di grandi scopiazzate.

L.

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Informazioni su Evit

Blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film.
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25 risposte a Trappola diabolica per Indiana Jones (guest post)

  1. Austin Dove ha detto:

    Un copycat brutto 😂😂😂

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Com’è che si giustificano quando i musicisti vengono sgamati a copiare? Ah sì: “Le note sono solo 7”.
    Parafrasandolo e declinandolo al cinema “Oh, le inquadrature sono solo 7”.

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  3. Lorenzo ha detto:

    Vincent Dawn è il mio regista italiano preferito. Almeno quando fa i film guerraioli non pensa di essere Francis Ford Coppola come alcuni suoi colleghi di Z-ventura 😀

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  4. Cassidy ha detto:

    Leggendo stavo per citare proprio ”Raiders of the Lost Ark: The Adaptation” ma Evit ha pensato a tutto, che post geniale! Poi rifare una scena da niente come quella della fuga del camion oppure la gara di bevute, solo due (delle tante) più rappresentative di sempre di “Raiders”, proprio per passare inosservati! Chissà se Spielberg lo sa, forse no altrimenti i suoi avvocati si sarebbero mossi 😉 Cheers!

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    • Evit ha detto:

      Del resto anche Leone con Per un pugno di dollari ha preso Kurosawa pensando che il proprio film non avrebbe avuto che un successo regionale, che si sarebbero fatti il gruzzoletto di soldi lì per lì e nessuno se ne sarebbe accorto. E il resto… è accademia.

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  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    No vabbè, omaggi tanto per dire, in galera dovrebbero andare! 😀

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Standing ovation!!! Il post illustrativo sulle scopiazzate è meraviglia Z allo stato puro!
    Quando da trappola diabolica a sorpresa magnifica…è un attimo! Grande Evit, e spero in altre “puntate”! 🙂 🙂 🙂

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  7. Lucius Etruscus ha detto:

    Essendo Evit l’autore dell’articolo WordPress ha pensato bene di ignorarmi e lasciarmi fuori da ogni segnalazione, quindi leggo solo ora questi commenti!!! Mi pareva strano che oggi fossero scomparsi tutti: va be’ che è lunedì… 😀
    Ringrazio anche qui Evit per l’ammazzata di fotografare una parte del grande lavoro di “omaggi” del Bruno nazionale e a questo punto potrebbe ripassare la filmografia di Dawn per altri post simili ^_^

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    • Evit ha detto:

      Se dovesse capitarmi davanti un caso simile e nessuno su Internet lo avesse già fatto notare, tornerò a castigare gli artigiani orgoglio del cinema italiano con molto piacere.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Gli “esperti di cinema” non si azzardano a toccare Mattei e gli altri, che considerano dèi inarrivabili: un lavoro come quello che hai fatto dubito sia mai stato compiuto da qualcun altro, perché poi la venerazione dei Maestri dove va a finire? 😀

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      • Lorenzo ha detto:

        Penso che l’unico “artigiano” che goda di un minimo di credito sia Fulci. Mattei e Fragasso sono da sempre oggetto di sberleffo. Oppure miti, ma solo per gli amanti del brutto, come me 😛

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      • Evit ha detto:

        Nelle interviste su Troll 2 sostiene anche di aver fatto un buon film e si offende degli sberleffi. È vero che gli è stata data ingiustamente l’intera colpa del risultato finale mentre gli attori cani sono stati eletti a eroi/vittime, però traspare chiaramente una certa dose di “delusion”, come si dice in inglese.
        Chissà se difenderebbe anche l’onestà di questo film che non ha una singola scena originale.

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    • Giuseppe ha detto:

      “I mediocri copiano, i geni rubano”… quindi, visto che questo bel “lavoro” di Mattei così impietosamente svelato ai nostri occhi da Evit si può collocare tra la copia svergognata e il furto vero e proprio, allora copiando e rubando contemporaneamente il Bruno nazionale mi diventa qui (a pieno diritto) un autentico genio della mediocrità 😛
      P.S. Sergio Mioni! Non l’avevo riconosciuto nei “Predatori”. E sì che ne ho visti di poliziotteschi (e non solo) in cui è apparso…

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  8. Evit ha detto:

    Mi ricordano che anche Spielberg ha copiato scene da altri film. Questo però non rende questo clone meno grave, la copia di una copia. Siamo alla versione sbiadita di un documento fotocopiato troppe volte.

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  9. Evit ha detto:

    Comunque mi sarei risparmiato la mattinata con una ricerca da 0,38 secondi su Google.

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