War Bus (1986) guest post

Anche in Fase 2 c’è sempre lavoro per un ninja in missione come il nostro Lorenzo, che dall’ombra in cui opera torna per raccontarci un altro dei filmacci d’azione della storica Odeon TV.

Vi ricordate di Ten Zan (1988)? Nell’intervista col regista Ferdinando Baldi (Ted Kaplan) si accennava ad un film intitolato Warbus. Ebbene, avendolo visto solo ai tempi della sua messa in onda su Odeon TV, mi è sembrata l’occasione giusta per andarlo a ripescare.

Tre statue molto più espressive dei tre attori protagonisti

[Il film riceve il visto della censura italiana il 19 novembre 1987 ma non ho trovato tracce di proiezione in sala: la prima notizia di “War Bus” è quando Odeon TV lo trasmette nella prima serata di domenica 15 gennaio 1989, promettendo «eroismo a profusione».
Non esistono tracce di distribuzione home video italiana. Nota etrusca]

Secondo passaggio del 20 marzo 1989: ritaglio del “Radiocorriere TV”

Warbus non mi era piaciuto molto. Ne ricordavo un’unica scena, che pensavo fosse l’ultima ed invece è la prima: una sequenza che mostra una statua dei tre protagonisti, durante i titoli di testa. Penso che Baldi l’abbia vista per caso in un parco e ne sia stato in qualche modo ispirato: comunque sia, di questa scena ricordavo addirittura la musica, un tema tra il malinconico e la marcetta militare.

Il libro Vietnam at the Movies (1994) di Michael Lee Lanning fa un breve ma efficace riassunto del film:

«Tre marine americani aiutano uno scuolabus pieno di missionari a scappare dalle truppe nord vietnamite. Nonostante dialoghi ficcanti come “La tua anima è marcia, come quella di tutti i codardi” e scene toccanti, come un serpente che si riflette nello specchietto di una donna mentre si sta truccando, questo è un film da evitare a tutti i costi.»

I tre marine sono il sergente Dixie (Daniel Stephen, una carriera equamente divisa tra filmacci d’azione e commedie all’italiana come Lui è peggio di me), Gus (Romano Kristoff) e Ben (Urs Althaus, il celebre Aristoteles de L’allenatore nel pallone, oltre che l’indiano Arrapaho: è bizzarro pensare che quest’uomo nello stesso anno abbia recitato prima ne Il nome della rosa e dopo in Warbus).

Quella gran faccia da Romano Kristoff!

Nel gruppo dei passeggeri troviamo il maggiore Kutran (Ernie Zarate), dell’esercito del Vietnam del Sud: l’unico in grado di esercitare un minimo di autorità sui tre soldati, che per tutto il viaggio trattano in malo modo i missionari e ne seducono le donne (tra le quali Gwendolyn Hung, anche lei habitué di filmacci filippini come Slash e Ninja’s Force).
In realtà la presenza dei missionari serve solo ad intervallare le sequenze d’azione con gli inevitabili attriti tra gli occupanti del bus (targato 666…) e alcune bislacche scene di gelosia.

Incredibile: è davvero targato 666!

Vietnam at the Movies prosegue così la sua analisi:

«Gli eserciti di tutto il mondo dovrebbero dismettere i loro carri armati e veicoli corazzati: da questo film si evince che i proiettili non possano perforare gli scuolabus e che nessun occhio sia in grado di vederne uno mentre scorrazza liberamente per la giungla. Una cosa ridicola, come il fatto che i marine accendano grandi fuochi di notte ed attacchino l’esercito nemico viaggiando su un treno attraverso la campagna.
Inoltre, nonostante lo scenario sia, apparentemente, il Vietnam del Sud, i nord vietnamiti hanno un elaborato campo con tanto di edifici, torrette di guardia e recinto elettrificato. C’è addirittura una scritta in inglese che ci assicura che in quel campo si trova un’unità dell’esercito del Vietnam del Nord.»

Si può essere un eroe maschio ma con la bandana finemente ricamata

Il film si alterna tra scoppi e baruffe, ma, come in Ten Zan, la volontà di produrre qualcosa di decoroso purtroppo si infrange contro la mancanza di danari. Intendiamoci, le sparatorie, i morti, le sbruffonate, l’azione, c’è tutto: quello che non mi ha convinto è l’approccio serioso, la mancanza di quel guizzo, quella scena balorda capace di rendere un film mediocre un filmaccio memorabile.

Salvate il soldato Kristoff

Proprio per questo motivo, a dispetto di quanto si legge in giro, preferisco l’apocrifo e fumettoso seguito, Afghanistan: the last war bus (1989). Ma ne parlerò più dettagliatamente alla prossima fermata.

Lorenzo


P.S.
Ringrazio Lorenzo della disponibilità e rimaniamo in attesa di sempre nuove recensioni.

L.

– Ultimi post sugli Eroi di Odeon TV:

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20 risposte a War Bus (1986) guest post

  1. Conte Gracula ha detto:

    Un campo di battaglia pieno di autobus indistruttibili sarebbe da vedere (da molto lontano, intendo): già li immagino, mentre avanzano con le pallottole che rimbalzano sulla carrozzeria e i missili che al massimo li anneriscono un po’, passando sopra i carri armati e schiacciandoli come lattine…

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  2. Cassidy ha detto:

    Manca solo la canzone dei Simpson: beve, impreca é una vera ciofeca, Ave all’autista, l’autista del pulmin! 😉 La targa 666 che gran tocco di classe, una specie di “Il salario della paura” su uno scuolabus.. Beh più o meno 😉 Bisogna dire però che la locandina è bellissima, ma sappiamo com’è funziona quando un filmaccio ha una bella locandina 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Forse è una mia deformazione professionale perché quel film mi è rimasto marchiato a fuoco negli occhi da bambino, ma non posso pensare che “War Bus” non abbia preso l’idea del mezzo di trasporto dal finale de “L’uomo nel mirino” (1977) di Clint Eastwood, con la differenza che non bastano tre Eroi della Z per fare anche solo metà della cazzutaggine di Clint in quel film 😛

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      • Cassidy ha detto:

        Siamo in tanti ad essere rimasti folgorati da quel film, ci metterei anche lo scuola bus di “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!”, Clint e la sua strana mania per gli autobus 😉 Cheers

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      • Giuseppe ha detto:

        In effetti Kristoff e soci non ricordano esattamente Clint Eastwood, anche se l’idea del mezzo di trasporto Baldi deve averla presa (sì, lo penso anch’io) dal suo “L’uomo nel mirino”… l’unica, vera differenza è che lo scuolabus di Baldi sembra molto ma MOLTO più blindato dell’autobus su cui viaggiavano Ben Shockley e Gus Malley 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Lo scuolabus di Bald ha la potenza della Z a proteggerlo 😛

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      • Lorenzo ha detto:

        Anche qui c’è un Gus, interpretato da Kristoff. Due indizi fanno una prova 😀

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Già quando leggo Lorenzo & Odeon mi prende bene poi ecco Kristoff e Aristoteles, autobus prodigiosi, targhe 666, addirittura un sequel apocrifo (non vedo l’ora di leggerne la prossima puntata)…e la bolgia della Z è completa! 🙂

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  4. Pingback: War Bus 2 (1989) guest post | Il Zinefilo

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