Stalked by My Doctor 1 (2015) Eric Roberts senza fine

Visto che sabato prossimo, 20 giugno 2020, Rai2 presenterà in prima serata il seguito di questo film, mi sembra il momento giusto per presentare un sorprendente Eric Roberts più cattivo che mai: uno degli Eroi della Z che seguo da più tempo – da quando Julia era solo la sorella di Eric Roberts! – fa piacere ritrovarlo come ottimo antagonista, in anni in cui purtroppo si limita a fare piccoli ruoli di contorno.

Trasmesso dalla TV americana il 26 dicembre 2015 – non proprio un film natalizio! – Stalked by My Doctor arriva su Rai2 solamente il 29 giugno 2019, con il titolo Ossessione senza fine.

Titolo spacca-occhi: complimenti per la grafica!

Una delle minuscole case che negli ultimi anni sta facendo affari d’oro con le TV di tutto il mondo, affamate di filmacci dozzinali che costino poco, è quella Johnson Production Group che abbiamo già incontrato per Woman on the Run (2017): cioè una casa che affronta vari generi (principalmente rosa e thriller) con un grado di superficialità abbastanza disarmante.
Non sembri una critica, ormai è la qualità fissa per tutte le case del settore: al pubblico evidentemente piace il vuoto e loro gliene offrono a palate.

Il dottore ’nnammurato

Il dottor Albert Beck (Eri Roberts) è primario di chirurgia al Pacific Vista Hospital, con alle spalle una luminosa (e lucrosa) carriera di successo. Da tempo sta pensando di ritirarsi ma vorrebbe farlo con una donna al fianco, una compagna da ricoprire di attenzioni (e soldi) in una pensione d’oro da passare in qualche paesino tropicale.
Sembra l’uomo perfetto da accalappiare al volo, eppure nessuna donna arriva al primo piatto: quando Beck le invita a cena, tutte scappano già dopo l’aperitivo. Eppure il dottore è un sessantenne piacente: perché queste fughe continue? Be’… semplicemente perché il dottor Beck sta completamente fuori di melone: è matto col botto.

Doug Campbell è un autore specializzato in filmetti televisivi di vario genere e ne sforna in media due ogni anno da vent’anni: in qualità di sceneggiatore non è che si può mettere ad approfondire i personaggi, così usa il pilota automatico come fa per la regia. Tutto pulito, tutto professionale, tutto neutro così da non avere beghe dalle mamme ansiose che non vogliono emozioni forti in TV per i figli. (Dimenticandosi che i figli non guardano più la TV da anni: sono tutti su YouTube!)
Quindi abbiamo personaggi di una superficialità bruciante come impone lo stile televisivo: non importa il nome del regista, degli attori o della casa, sono tutti uguali e interscambiabili.

«Fidatevi di me… sono un dottore» (cit.)

Tutto inizia da Sophie (Brianna Chomer) che non riesce a far smettere quel decerebrato del fidanzato Ryan (Carson Boatman) di scrivere messaggi sul telefono mentre sta guidando l’auto di notte: com’è facile immaginare, si va a sbattere e il giovane demente massacra se stesso (ed è un bene) ma anche la ragazza, che dev’essere operata d’urgenza con una costola che sta per perforarle il cuore. Qual è la reazione della ragazza, una volta in salvo? Va be’, un incidente capita a tutti, che sarà mai? Niente di che, e soprattutto: non è colpa di nessuno! Ecco, è questo tipo di reazioni totalmente illogiche che caratterizza questo cinema superficiale.
La ragazza è stata salvata dal nostro dottor Beck, il quale se ne invaghisce subito malgrado potrebbe essere la sua pronipote.

Quest’operazione al cuore è venuta… al bacio

Questo non è un thriller hitchcockiano, tutto si svolge in modo palese, veloce e chiaro: mica possiamo permettere che qualche spettatore perda il filo. Così Beck un momento è amorevole e premuroso e un momento dopo distrugge cose urlando come un pazzo furioso. E visto che la mamma di Sophie si fa sospettosa, tenta pure di ucciderla malgrado una carriera passata a salvare vite.
Visto poi che Sophie si ribella e proprio non vuol saperne di mettersi con lui, il piano è chiaro: amputarle braccia, gambe e lingua così non potrà più scappare. Il bello della sceneggiatura è il suo stile misurato…

Dimmi, cara, ancora non ti senti “legata” a me?

Inutile parlare della storia, l’unico motivo per vedere il film è gustarsi la prova di bravura di Eric Roberts, che ha sulle sue spalle il peso dell’intera vicenda ed è costretto a recitare battute da mani in faccia: solo accompagnandole con una mimica da professionista consumato può sperare di uscirne vivo.
Ogni gesto del suo corpo ed ogni espressione del suo volto sono qualcosa di osceno: ogni persona su cui si posano gli occhi del dottor Beck si sente a disagio. Si sente sporca. Roberts riesce ad essere spregevole come non mai e la sua sola presenza in scena rende giustificabile l’esistenza del film.

Va be’ che siamo in Fase 3, ma è meglio andare sul sicuro

Al di là dell’ottima prova di un grande della Z, che comunque viene dalla serie A, questo film non avrebbe nulla che lo contraddistingua dalla mappazza di centinaia di titoli identici che intasano i nostri canali.
Che sia piaciuto lo dimostra il ritorno del dottor Beck l’anno successivo, come vedremo sulla RAI sabato prossimo: ma è solo l’inizio! Il cardiologo viscido è diventato un personaggio seriale, visto che torna anche in Stalked by My Doctor: Patient’s Revenge (2018) e Stalked by My Doctor: A Sleepwalker’s Nightmare (2019).
Salutiamo in Eric Roberts il ritorno della figura del mad doctor seriale, e speriamo che Mamma Rai porti in TV anche i vari seguiti.

L.

– Ultimi film con Eric Roberts:

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22 risposte a Stalked by My Doctor 1 (2015) Eric Roberts senza fine

  1. Zio Portillo ha detto:

    Bei tempi quando Julia era la sorellina di Eric… Che poi Eric viene sempre spernacchiato per i filmacci cui partecipa, ma in tutta onestà (pur non essendo un completista come te) non ricordo una sua prestazione sottotono o svogliata. Viene, fa il suo personaggio con trasporto e passione e via al prossimo Z movie. Come un bravo impiegato del cinema. Professionale all’ennesima potenza. Potremmo discutere all’infinito sui titolacci cui partecipa, ma mai sul suo impegno.

    Vabbè, torniamo al film che… Non mi suona per nulla nuovo! Facilissimo che lo abbia beccato già iniziato in qualche anonimo passaggio tv. Non ricordo molto tranne un paio di scene (quando all’inizio pare ce ne sia tra i due o quando la famiglia dà della pazza alla ragazza) ma non il finale. Mi sa che ho cambiato prima…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo Eric è vittima della memoria corta dei suoi detrattori, che non ricordano i film di serie A e B che ha fatto nei Novanta o della sua ricca carriera televisiva. Con la morte del cinema e il relativo esodo in Bulgaria di tanti attori anche per lui è arrivata la Z, ma sempre con dignità.
      Hai detto benissimo, è sempre professionale nei suoi ruoli, anche i più inutili, e ci mette una passione che è ben visibile, invece di stare lì come un cadavere.

      Sì, la storia è sempre quella, prima non credono, poi credono. Onestamente non mi sentirei di consigliartelo, visto che la sceneggiatura è straordinariamente anonima, ma Eric viscido e “bavoso” (si dice ancora così di chi sbava in modo inappropriato per una donna?) è davvero da antologia!

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Ma guarda che chicchina mi fai scoprire (anche se il titolo qualcosa mi dice)! Nel senso, ho capito che finisce nel novero di “film tutti uguali e di poco interesse”…ma non per me! Queste tipologie di film mi attraggono sempre pur nella loro immensa putridità (una delle mie tante tare filmiche 🙂 ) e poi c’è Eric! Ed ha avuto anche i seguiti! Ho scoperto anche che il personaggio è menzionato in una sorta di wiki dei villain:
    https://villains.fandom.com/wiki/Dr._Albert_Beck
    🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Nooooo l’enciclopedia dei cattivi nooooo! 😀
      Comunque concordo, il dottor Beck è degno di finirci.
      Il “bello” (tra mille virgolette) del personaggio è che è scritto malissimo, quindi è compito di Eric interpretarlo in modo tale da renderlo quanto meno plausibile, e il nostro è promosso a pieni voti. Anche quando sta fermo a guardare la sua paziente senti lo sporco fuoriuscire dai suoi occhi!
      Qualcosa mi dice che a breve vedrai anche tu questo film ^_^

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  3. Cassidy ha detto:

    Oserei dire il Roberts giusto 😉 In questo filmetti televisivi lo è davvero, visto che sono pellicole con la punta arrotondata e avvolte nella carta da imballaggio per non urtare davvero nessuno, però ad Eric il carisma non è mai mancato e nemmeno la presenza fisica, risultare efficace con metà faccia coperta dalla mascherina, è qualcosa che tutti noi abbiamo capito essere un valore aggiuntivo 😉 Cheers

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  4. Lorenzo ha detto:

    Sono di bocca buona, e ti dico che questo film mi è piaciuto (nell’ottica giusta, naturalmente), tanto che te ne chiesi la recensione mesi fa. La cosa che distingue questa serie dagli altri thriller televisivi è l’ironia, come hai detto tu tutta sulle spalle di Eric Roberts. I suoi cambi di umore improvvisi e i viaggi mentali confesso che mi hanno fatto ridere.
    Il seguito mi ha leggermente deluso, speravo che il dottore fosse ancora più schizzato 😀
    Spero di vedere presto gli altri due.

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Mentre guardavano questo film, mi sono bullato coi parenti, rivelando loro che il dottore è fratello di Julia Roberts. E giù a fare ricerche sul furbofono: ma davvero, ma quanti anni ha, e così via.
    Il film era proprio interessante, per loro 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahhaha se c’è una cosa sicura con questo tipo di film televisivi, è che sono perfetti come sottofondo mentre fai altro 😛
      Qualche sito nel presentare questo film ha definito Roberts “il fratello meno noto di Julia”: possibile che dopo trent’anni di onorata carriera, con titoli quasi sempre giunti anche in Italia, davvero sia un volto così poco noto al grande pubblico?
      Povero Eric, che ha sempre portato oro ad ogni film in cui è apparso.

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  6. Pietro Sabatelli ha detto:

    E fu colpa anche di questo film che non vidi più film per la televisione..

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  7. Sam Simon ha detto:

    Ma è normale che dimentichi sempre che i Roberts sono fratelli? Eppure con quelle labbra lì è difficile non pensare ad una parentela…

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