[Eroi Z in TV] Eric Roberts

Un’altra iniziativa che è “colpa” di Sam Simon, del blog VengonoFuoriDalleFottutePareti: è leggendo un suo post che mi è venuta un’idea malsana. Perché non fare una retrospettiva sugli Eroi dei film di serie Z che nel corso degli anni hanno fatto comparsate in serie TV a sfondo fantastico?

L’eroe di oggi è Eric Roberts.

Molti pensano che sia un’esagerazione quando racconto che c’è stato un tempo in cui chiamavo Julia “la sorella di Eric Roberts”, e sicuramente lo dico in modo scherzoso, ma è fuor di dubbio che per molto tempo è stato davvero così, e ne ho le prove. La prima apparizione di Julia Roberts, un piccolo ruolo in un episodio della nota serie TV “Crime Story”, risale al 1987 (sarà lanciata l’anno dopo da Mystic Pizza): all’epoca Eric Roberts era un apprezzato attore protagonista da dieci anni, con una nomination al Golden Globe per Il re degli zingari (1978) e una al Premio Oscar per A 30 secondi dalla fine (1985). Giusto per ricordare di chi stiamo parlando.

Quando da ragazzino rimasi folgorato e annientato dalla potenza di Runaway Train (1985) di Konchalovsky, non conoscevo quel ragazzo co-protagonista e onestamente solo anni dopo ho scoperto che era Roberts. Il mio primo vero incontro con l’attore l’ho avuto nell’agosto 1990, quando su un piccolo canale televisivo locale registrai lo spettacolare trailer di un film che sembrava altrettanto spettacolare, e lo era: I migliori (1989).
Purtroppo rimane l’unica prova marziale di Roberts, ma ha fatto in tempo a diventare leggenda.

Quando Eric affrontava i koreani a colpi di tae kwon do!

Subito dopo rimasi folgorato beccando sulla Rai Sfida d’onore (1991), in cui Roberts era un perfido maestro di scherma che doveva vedersela… con il vecchio maestro F. Murray Abraham! Non so in quanti abbiano visto quel film, ma è entrato subito nel mio Pantheon. Così come il piccolo ruolo da infame di Eric in Analisi finale (1992): quanti attori di serie Z possono dire di aver soggiogato Kim Basinger?

E Mickey Rourke… muto!

Come gli ha fatto notare un intervistatore, Eric Roberts dovrebbe entrare nel Guinness dei Primati con le sue 578 apparizioni tra cinema e TV: pare che lo superi solamente l’indiano Brahmanandam Kanneganti, che nel 2010 ne ha totalizzate 857.
Malgrado in TV sia apparso praticamente ovunque, per motivi ignoti le sue partecipazioni a serie televisive a tema fantastico sono rarissime: non lo chiamano o forse non gli piace il genere? Ecco qualche sua rarissima apparizione.


The Hunger

Episodio 2×03 Dream Sentinel (10 settembre 1999, giunto in Italia nei primi del Duemila)

«Posso venire dentro di te?» No, non è una proposta sconcia quella di Jean (Eric Roberts) alla ballerina di lap dance autodistruttiva Rosalie (Alice Poon), perché Jean è un fantasma e quindi intende entrare dentro di lei in modo… ectoplasmatico.

Un amore ectoplasmatico

Il rapporto fra Jean e Rosalie è narcolettico, nel senso che manda lo spettatore in trance dalla noia micidiale e 26 minuti di puntata sembrano 26 ore. In mezzo al nulla sonnacchioso, dopo venti ore di sigla iniziale, il succo è che Rosalie vive peggio di un fantasma, infelice e autodistruttiva. Jean alla fine la porta verso una trappola dove sa che morirà, così potranno essere fantasmi felici e contenti, ma lei – diventata ectoplasma – invece fa quello che voleva fare in vita, cioè andarsene. Lasciando Jean da solo e ricoperto di insulti da noi spettatori, che una roba così stupida proprio non ce l’aspettavamo.

Due personaggi da mandare a… morire ammazzati!

L’episodio – sceneggiato da Gerald Wexler partendo dal racconto La sesta sentinella (The Sixth Sentinel, 1992) di Poppy Z. Brite (raccolto in Italia nell’antologia “Il cimitero dei vivi“, Independent Legions Publishing 2016, traduzione di Francesca Noto) – conferma che ho fatto benissimo ad ignorare totalmente questa serie all’epoca, su Canal Jimmy, considerandola tutto fumo e niente arrosto.
Non ho neanche la curiosità di recuperare quegli episodi diretti dallo Scott giusto.


Witchblade

Episodio 2×10 Parabolic (12 agosto 2002, giunto in Italia nel 2004 con il titolo “Mondo parabolico”)

Ci ho provato, ma questa serie TV nata dalla celebre (e longeva) serie di fumetti proprio non l’ho sopportata: ho visto il film televisivo e tre o quattro episodi della serie, prima di chiudere tutto. La noia e la depressione mi stavano uccidendo.

Come fare con stile un cameo di trenta secondi

Nella vuota vuotezza del terz’ultimo episodio, con tempi dilungati oltre ogni sopportazione la protagonista Pez (Yancy Butler) deve indagare sulla morte di alcuni tizi uccisi da un altro tizio: le due parole di spiegazione sono buttate via così velocemente che è chiaro come agli autori stessi non fregava nulla di tutta la vicenda.

L’unico fotogramma con Eric e Yancy nella stessa inquadratura

Il nostro Roberts appare per qualcosa come trenta secondi, nel ruolo di Lupo: un tizio che gira sulla Terra da duemila anni, visto che afferma di aver dato dei cristiani in pasto ai leoni, ma che basta una pallottola a uccidere. Una ulteriore prova che questa serie non fa per me.


Fear Itself

Episodio 1×02 Spooked (12 giugno 2008, giunto in Italia nell’ottobre 2009 con il titolo “Fantasmi”)

Harry Siegel è uno di quelli cattivi

Harry Siegel (Eric Roberts) è uno di quei poliziotti, quelli che per far confessare un criminale non si fanno problemi ad usare le maniere forti. Solo che un pugno porta a due pugni, poi a tre… e magari all’uso di un coltello. Harry Siegel esagera ma lo fa allo scopo di salvare un bambino da morte certa: questo però non impedisce al criminale di maledirlo.

Harry Siegel è uno che non si sa controllare

Radiato dalla polizia, Siegel diventa uno di quegli investigatori, quelli che spiano i mariti fedifraghi ma poi ricattano le mogli altrettanto fedifraghe: insomma, Siegel è una iena. Quando viene ingaggiato da Meredith Kane (Cynthia Watros) sembra un caso semplice: per spiare il solito marito infedele Siegel si apposta in una casa disabitata… dove vivrà una notte parecchio agitata.

Mai passare la notte nelle case disabitate

A causa della maledizione che pende sulla sua testa Siegel avrà visioni di tutti i peccati commessi, ma soprattutto del segreto più indicibile della sua esistenza, che lo perseguita fin da ragazzino. Roberts è perfetto nel ritrarre un infame che si ritrova a scavare in se stesso scoprendo che forse è meno cattivo di quanto sembri, ma che comunque ha diversi peccati da scontare.


Lost Girl

Episodio 5×08 End of Fates (25 gennaio 2015)

Gli americani impazziscono per la mitologia greca e romana, soprattutto quella farlocca e totalmente squinternata, inventata da sceneggiatori in evidente stato confusionale: però funziona, visto che questa serie mostruosa ha totalizzato ben cinque stagioni, per fortuna inedite in Italia.
Nell’ultima stagione la protagonista, figlia di Ade (Hades, in originale), mediante uno scatolone mistico – che ricorda la scatola di Lemarchand della Saga di Hellraiser – incontra suo padre, interpretato da Roberts.

Eric risplende di luce propria

L’Ade sorridente apparirà in vari episodi fino alla chiusura di questa serie giovanilistico-mitologica, che trovo inadatta alla vita umana e non ho alcuna intenzione di vedere oltre.

Possibile che nelle millemila serie di fanta-horror della TV degli ultimi trentant’anni il nostro Eric non abbia mai trovato il modo di apparire? Con quasi 600 ruoli è statisticamente impossibile che sia rimasto lontano dal genere per puro caso: probabilmente è lui che non ama queste serie. Ed è un peccato, perché in divisa da ufficiale della Flotta Astrale ce lo vedrei alla perfezione…

L.

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12 risposte a [Eroi Z in TV] Eric Roberts

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Solo applausi per A 30 secondi dalla fine e I migliori (li ho rivisti entrambi non moltissimo tempo fa)!!! Per quanto riguarda le serie, ebbene sì, abbiamo un elenco scarno e per di più con titoli a me non molto noti mentre nota è la mia ritrosia per tutto ciò che è a puntate…eccetto (per restare in tema Roberts) le peripezie del dottor Beck! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per puro caso ieri sera ho controllato sulla RAI, scoprendo con orrore che all’ultimo secondo avevano anticipato la messa in onda della terza avventura di “Stalked by my Doctor”: Mamma Rai trova sempre il modo di farsi disprezzare!
      Spero si farà perdonare regalandoci la quarta avventura del dottor Beck, la settimana prossima 😉

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  2. Cassidy ha detto:

    Di “The Hunger” ho apprezzato un episodio e mezzo, sui due diretti dallo Scott giusto, bisogna dire che quello interpretato dal Roberts giusto è proprio una cosettina da niente. Lo avevo dimenticato invece in “Fear Itself”, dove il nome del suo personaggio mette in chiaro l’ammiccamento con lo sbirro tosto per eccellenza “Dirty Harry” 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fear Itself è stata una seriona grandiosa, mi è davvero piaciuta, mentre “The Hunger” già mentre andava in onda mi puzzava di “strano”. Non fa per me.

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      • Giuseppe ha detto:

        “The Hunger” i suoi bei momenti li aveva, se guardiamo agli episodi basati su storie di autori come Cornell Woolrich, Tanith Lee, Ramsey Campbell, Brian Lumley, Robert Bloch e compagnia illustre. Poi, certo, c’erano storielle anonime e buttate via, come quella che è capitata a Eric… più che uno statisticamente impossibile caso o possibile allergia al genere, considerate pure le comparsate successive in altre serie, ho la netta impressione che sia stato proprio il genere fantastico a non averlo mai preso sul serio, offrendogli pochi ruoli sotto il minimo sindacale (o ancor più rari ruoli di primo piano ma di cui non si ricorda quasi nessuno, come appunto la nemesi del Dottore nello sfortunato film del 1996) 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Addirittura il cinema marziale si è ricordato di lui, dandogli il ruolo da boss finale di “DOA” 😛
        Comunque ieri ho fatto una fatale scoperta: Amazon Prime è letteralmente sciabordante di film con Eric Roberts, quindi devo per forza rimpolpare la sezione del blog dedicata a lui!

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  3. Zio Portillo ha detto:

    La butto lì, può essere che i millemila impegni di Roberts cozzino con quelli di una serie. Perché, di norma, le serie tv vengono girate episodio dopo episodio in ordine cronologico e a cadenza regolare. Quindi o lo pagano per una comparsata di una manciata di minuti e basta e allora può anche concedersi e interpretare quello che vuole la produzione come una comune “Guest Star”. Oppure nello stesso tempo che ci mette per apparire 5 minuti a episodio per tot episodi (mettiamo 5, una minisaga di 5 episodi all’interno di una serie con Eric Roberts che fa un co-protagonista o un villain importante) significa “perdere” almeno 5 settimane di lavoro (nelle serie minori per girare un episodio di circa 30 minuti ci vuole poco meno di una settimana, per quelle grosse con episodi di 45-50 minuti ci vogliono più o meno 10 giorni. Se tutto fila liscio… Per quelle gigantesche dal budget faraonico come “Il Trono di Spade” più o meno 25 giorni a episodio!).

    Nello stesso lasso di tempo, sai a quante produzioni in giro per il mondo il nostro può recitare? Almeno almeno due film nell’est Europa e uno in Canada. E magari nel passaggio da Europa a nord America fa scalo a Monaco e ci mette un cameo in un tv-movie crucco.

    Quindi Eric Roberts sarà pure una Star di Serie B che interpreta con passione qualsiasi cosa, ma giustamente ha un nome e il suo nome a livello economico pesa. Non credo che le piccole serie possano permettersi di pagare Roberts come “Guest Star”. E se avessero il budget per tenerlo a lungo, a naso sarebbe lui a rifiutare perché economicamente non gli converrebbe.

    L’unica maniera per averlo più spesso in una serie è quello di offrirgli un ruolo più o meno fisso che gli permetta di remunerare il suo talento. Oppure che accetti un ruolo minore in una grossissima serie! (Dottor Beck, ultimo arrivato al “Grey-Sloane Memorial Hospital” di Seattle in “Grey’s Anatomy”! Dio cosa darei per vedere Roberts che da di matto e prova ad ammazzare Meredith Grey…)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ma ancora campa Meredith Grey??? 😀 Quant’ero piccolo quando è iniziata quella serie.
      Vorrei anch’io che dessero ad Eric una serie tutta sua, ma visto che gira un film al giorno mi sa che neanche quello gli converrebbe 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Shhhh! Parla piano che se ti sente mia moglie su “Grey’s Anatomy” passiamo un guaio tutti e due! Ormai la guardiamo per inerzia e sotto sotto so che anche lei non ne può più anche se non lo ammetterà mai!

        Roberts è apparso come “Guest Star” o come membro ricorrente del cast? Perché se fa la comparsata allora sì, credo sia tutt’ora fattibile la sua presenza.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Nella maggior parte come guest star o al massimo con personaggi con due o tre ritorni. E’ apparso pure in una telenovela: che darei per vederlo 😀
        Sono stato un grandissimo appassionato di “Grey’s Anatomy”, vedevo gli episodi in lingua originale sottotitolati il giorno dopo l’uscita americana perché se no i giornali rivelavano tutti i colpi di scena, però ora sono vent’anni che ho smesso 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      P:S.
      Roberts è apparso in 93 serie televisive, dall’inizio della sua carriera, quindi se vuole sa come organizzarsi: di queste 93, solo quattro o cinque sono a tema fantastico…
      Io lo adoravo nel suo ruolo fisso in “Perfetti ma non troppo” (prima su Sky Fox poi su Mtv), dove faceva il ricco giornalista televisivo per cui lavorava la protagonista imbranata: purtroppo mi sa che sono stato l’unico in Italia a vederlo, visto c’era anche Zachary Levi che nessun essere umano ha mai visto all’infuori di “Chuck” 😛

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  4. Pingback: [Eroi Z in TV] Jeff Wincott | Il Zinefilo

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