Total Recall (2012) La verità indicibile

Mi trovo profondamente in difficoltà nel recensire questo film, perché la “verità indicibile” del titolo… è che mi è molto piaciuto la prima volta che l’ho visto, e rivisto in questi giorni – con fresco nella memoria Atto di forza (1990) e i suoi problemi di lavorazione – mi è piaciuto addirittura di più.
Lo dico sempre e devo ripeterlo: non lo faccio apposta a pensarla diversamente da ogni altro essere umano sulla Terra, è che sono nato così. Quindi è il momento di seguire Lady Gaga e smettere di nascondermi: I was born this way!

C’è chi nasce per amare solo il film del 1990, e poi ci sono io: che amo entrambi!

Quel novembre del 2012 non sapevo nulla del film se non ovviamente che era il remake di quello con Schwarzy: me lo sono gustato e gli ho dato pure un voto alto (7 su 10) nel mio database personale di visioni. Già che ci sono, confesso anche un’altra vergogna: era lo stesso 7 su 10 che ho dato al film di Verhoeven che avevo rivisto nel giugno di quell’anno!

Subito dopo la visione volo su facebook, tutto contento, tutto emozionato, per avvertire i miei amici digitali che in un’epoca di pessimi e noiosissimi remake sbagliati di film giusti c’era una fenomenale eccezione… e rimango raggelato, con le dita immobilizzate a mezz’aria sulla tastiera. Internet stava andando in tilt per quanta gente vomitava odio su Total Recall (2012).
C’era gente che salvava Saranno Famosi (2009), Scontro tra titani (2010), La città verrà distrutta all’alba (2010), I Spit on Your Grave (2010), The Karate Kid (2010), La cosa (2011), Footloose (2011), Conan the Barbarian (2011) e Fright Night (2011): qualunque inutile remake aveva chi ne parlava bene, chi male, chi lo difendeva, chi lo attaccava e chi rimaneva neutro. Total Recall aveva solo Mastini della Guerra sulle sue tracce.

Colin che si fa cancellare il ricordo di aver partecipato al film

Visto che per questo film ho notato una versione inversa del Dogma Tarantino – di Quentin si può parlare solo bene, come di Dio, di Total Recall (2012) si può parlare solo male, come del Diavolo – ho sempre evitato l’argomento.

Ora, con la fine del ciclo sul Total Recall (quello “giusto”), sono costretto a confessare pubblicamente: Len Wiseman è riuscito a creare l’impossibile, cioè l’unico modo di rifare il film di Verhoeven. Reinterpretandolo pur mantenendo perfettamente fede alla sua anima.
E questo lo dice uno che odia Len Wiseman!

Tutto è nato in una notte buia e tempestosa…

L’essere esploso con quella roba noiosa e puzzosa di Underworld (2003) ha aperto un enorme credito a nome Len Wiseman: come mai però i milioni di fan che si tolgono le mutande ogni volta che vedono uno dei Lycani invece ringhiano quando vedono il figlio sfigato dello stesso padre? E sì che a parità di Kate Beckinsale che spara parliamo di prodotti molto simili: ma in fondo è giusto, visto che io disprezzo profondamente la lunga e inguardabile saga di Underworld e invece mi piace molto Total Recall. Di nuovo, lo specifico: non lo faccio apposta!
Quanto mi piacerebbe gustarmi una saga di cinque film (con relativi romanzi e fumetti) coi vampiri e i licantropi che si menano, così come non vorrei dover girare con il Marchio dell’Infamia di adorare entrambi i film dal titolo Total Recall, ma non lo scelgo io. Se io potessi scegliere, non guarderei mai un film e mi limiterei a scrivere tutti i giorni “Viva Tarantino”: passerei per un grande esperto di cinema…

Intanto in Underworld Kate Beckinsale non ce le regalava mai certe inquadrature…

Len Wiseman dopo il successo di quella roba noiosa ha cominciato a prendere appunti, e allora sì che ha fatto bene i compiti. Ha cominciato a creare la vita quotidiana futura ed è stato maledettamente bravo: non c’è una sola scena di Total Recall (2012) dove non si veda sullo sfondo o in primo piano un’idea geniale, di quelle cose che raramente i film di fantascienza mostrano.
La maledizione del cinema di fantascienza è che deve portare nel futuro gente del passato: i telespettatori sono gente del passato a cui va spiegato il mondo futuro, quindi di solito gli autori non si ficcano in certi gineprai. Invece Wiseman riesce a creare una quotidianità totalmente aliena pur rendendola del tutto comprensibile: secondo voi quanto tempo ci metteremo prima che nascano i cellulari “palmari”? No, non intendo gli antenati dello smartphone, intendo i cellulari “infilati nei palmi delle mani”.
Questa ed altre decine di idee spettacolari creano una ricchezza di immagini e di creatività che non posso che adorare: non c’è una sola scena del film che non sprizzi creatività – di design, di arredamento, di architettura, di locomozione, di abbigliamento e via dicendo – ma evidentemente sono il solo ad apprezzare queste cose.

Kate al palmare… no, non “quel” palmare

Come abbiamo visto durante il lungo viaggio in venti puntate sul film di Verhoeven, già è stata dura raccontare una storia fortemente arzigogolata, figuriamoci scriverne un seguito. Wiseman va peggio di tutti perché deve girarne un remake: come la racconti una storia complicata dove tutti già conoscono ogni singolo colpo di scena?
La soluzione è geniale: raccontare la stessa identica storia… raccontata come se fosse un’altra storia. Raccontare gli stessi eventi, nello stesso ordine e con gli stessi personaggi, con le stesse trovate e gli stessi colpi di scena… ma fare in modo che lo spettatore lo capisca dopo. Appena pensi che Wiseman stia cambiando strada… ti ritrovi ancora in corsia.
Rivisto oggi, non ricordavo nulla della trama e posso assicurare che sono rimasto inchiodato a gustarmi le sottigliezze di una sceneggiatura che non ammette confronti con quelle robe buttate a casaccio che piacciono tanto a quelli che odiano questo film.

Neanche i richiami a Blade Runner hanno salvato il film

Un futuro bbbuio, città affollate piene di luci e scritte asiatiche, umanità varia per le strade, ombrelli e va’, pure la ginoide coi capelli bianchi come Daryl Hannah: com’è che tutti svengono dal piacere quando citano Blade Runner e d’un tratto qui tutti con la puzza sotto il naso? Ci sono pure squillo-robot come A.I. (2001) di Spielberg: ma che volete di più, i tatuaggi luminosi? Ci sono pure quelli!

Ma le squillo robotiche sognano protettori elettrici?

Ogni idea è splendida, ogni trovata grafica ti fa venir voglia di comprare il libro The Art of Total Recall, che non esiste perché questo film in sala non l’ha visto nessuno, né l’ha visto nessuno in home video: perché non ci credo che dopo averlo visto lo si possa odiare con così tanto ardore. Già solo per la grafica dei poliziotti sintetici (police synths) questo film meriterebbe di essere visto e rivisto. Invece niente: solo quando c’è Robert Downey jr. d’un tratto tutti godono per la grafica…

Già mi sembra un buon motivo per vedere il film

Già sento le recriminazioni nell’aria: va be’, avrà pure begli effetti speciali, ma la storia? Com’è che un film ha bisogno di una storia solo quando vi pare? Ho sentito lodare abomini come Alien: Covenant (2017) e Underwater (2020), e voglio proprio vederlo in faccia chi parla di “storia” per quei film. Ma va be’, parliamo della storia.
Come dicevo, Wiseman deve rifare una storia che tutti conoscono in ogni pur minuscolo particolare, passando per fasi ben note a chiunque, e quindi ci sono solo due modi: o rifai tutto identico o cambi tutto. Wiseman ha trovato il terzo modo: rifai tutto identico… facendo finta che sia tutto cambiato.

Come la sistemiamo la questione della sonda da estrarre dal naso di Quaid? E lo spiegone del dottor Edgemar con relativa goccia di sudore? E le corse nei tunnel di Marte con gli “spazzini” che ti frullano? E le braccia mozzate di Richter? E la punchline “consideralo un divorzio”? E il sogno maschile di avere tre mani per apprezzare la tripopputa?
Come ripeti identici tutti questi elementi del primo film senza fare un semplice copia-e-incolla ma soprattutto spiazzando lo spettatore perché non possa anticipare la trama? E quando arrivi alla stazione di guardia… Quaid è ancora mascherato da donna corpulenta?
Non vi dirò nulla di come Wiseman ha risolto in modo geniale tutti questi problemi: dovete vedervi il film stando bene attenti e godervi il viaggio.

Secondo voi… qual è Quaid mascherato?

Dopo il mistero dell’odio che genera questo film, c’è il mistero su come sia possibile che una sceneggiatura al bacio sia scritta da Kurt Wimmer e Mark Bomback!
Wimmer è quello che ha scritto e diretto Ultraviolet (2006), che ha fatto il nuovo Point Break (2015) e che sta per regalarci il nuovo Children of the Corn (2021): un giorno il Tribunale dell’Aja dovrà inchiodarlo alle sue responsabilità.
Però, ad onor del vero, il suo La notte non aspetta (2008) e Salt (2010) mi sono piaciuti molto: mi sa che la sotto-trama spionistica di Total Recall l’ha gestita lui.
Bomback ha troppi pianeti delle scimmie nel curriculum per poter chiedere un qualsiasi Perdono Celeste.

Colin Farrell che agita in giro il suo pistolone!

Non so quali anabolizzanti abbia dato loro Wiseman, ma è riuscito nel miracolo e Total Recall non ha quei difetti imbarazzanti dei film che di solito sceneggiano i due, e che piacciono tanto ai cinefili. O meglio, una volta superata la trovata ridicola del tunnelone che attraversa la Terra – va be’, mica poteva essere un film perfetto! – e fatto finta di capire perché Cohaagen (un perfetto Bryan “infame” Cranston) voglia invadere la Colonia, il resto è tutto buono.
La trovata della “chiave” è splendida e preparata sin dall’inizio del film, quando Quaid sogna di poter suonare il piano: quando ti rendi conto a metà film che tutto quanto hai visto erano solo fili che ora è il momento di tirare, capisci che non c’è la solita scimmia urlatrice nella stanza dello sceneggiatore, come si usa ad Hollywood.
Ah, curiosamente nella versione estesa del film la motivazione di Cohaagen cambia, e per motivi ignoti – e totalmente illogici – Hauser non ha la faccia di Quaid, bensì… di Ethan Hawke. Il perché lo sanno solo i Lycani.

L’unica differenza tra versione cinematografica ed estesa

Non rivelerò nulla delle deliziose trovate di sceneggiatura che arricchiscono il film, del gioco del “chi è chi” – Michael Ironside è un grande, ma la cattiveria della signora Quaid (Kate Beckinsale) è inarrivabile! – non dirò niente dei sottili giochi disseminati in giro, con cui Wiseman dice allo spettatore: “So che lo sai, so che a questo punto deve succedere quella cosa lì, ma invece succede questa cosa qui… che poi è la stessa cosa”. Dovrete scoprire tutto da soli dando una possibilità ad un film che la merita.
Ma anche se siete impermeabili ad un’ottima sceneggiatura, sebbene costruita su uno spunto abbastanza risibile come il “tunnelone”, allora dovrebbe invece piacervi uno dei migliori film d’azione dell’epoca: possibile che questa rutilante sequenza ininterrotta di splendide scene d’azione magistralmente coreografate non sia piaciuta a nessuno?

In quanto ad atteggiamento cazzuto, Jessica Biel non si fa fregare da nessuno

Nella saga di Underworld Kate Beckinsale di solito sta lì, rigida come se fosse stata surgelata, che fa finta di muoversi senza saperlo fare: con dei cavi l’appendono in aria come un salame fingendo che stia volando, e gli altri insaccati si agitano fingendo di morire con le sue pallottole. E tutti gridano al capolavoro dei capolavori.
In Total Recall (2012) chiamano Sua Maestà Jeff Imada – prendete un qualsiasi film d’azione di alto livello dagli anni Ottanta ad oggi: lui è là! – gli affidano un esercito di stuntman e lui ve li ammucchia in posti che non pensavi neanche fossero presenti nella scenografia. Il film è una spettacolare e lunghissima sequenza di splendide scene d’azione che fanno impallidire quei fumettoni impostati fatti al computer di casa, che però piacciono tanto ai cinefili.

«Sono cattiva… ma mi sento così bòna» (quasi-cit.)

Al contrario del film di Verhoeven, qui le due donne protagoniste si menano come fabbri incazzati, anche perché sono entrambe doppiate dalla bravissima Renae Moneymaker, stunt double delle dive di Hollywood.
Perché fare finta che le attrici di serie A sappiano fare qualcosa che non sia recitare? Quando c’è da saltare nel vuoto e da pestarsi come zampogne, da guidare un’auto in corsa o sparare con un mitra, molto meglio lasciare spazio alle professioniste: lo spettacolo è decisamente migliore.

Jessica va bene per le pose, ma poi arriva la stunt double e comincia lo spettacolo

La mia confessione dunque è registrata e pubblica: ho adorato rivedere Total Recall (2010) e mi è piaciuto molto di più avendo bene in mente l’originale di Verhoeven. Non è un classico del cinema, è uno splendido film d’azione di puro intrattenimento con un più che solido apparato grafico, con però dalla sua un’ottima sceneggiatura che sappia giocare con l’originale e reinterpretarlo in un’epoca diversa.
Questo mi rende Leggenda, visto che sono l’unico sulla Terra a pensarla in questo modo, ma ripeto: non lo faccio apposta, e anzi non capisco perché tutti gli altri la pensino in modo differente. (Anche perché non ho ancora sentito una sola critica argomentata su questo film, solo odio.)

Ora che ho confessato, i poliziotti cinefili sono sulle mie tracce

Che invece la mia mente sia stata cancellata per mascherare i miei oscuri segreti, e il piacermi questo film sia un difetto del sistema?
Ho provato ad andare alla Rekall per chiedere, ma ho trovato tutto chiuso. E non c’era nessuno per strada. C’ero solo io… che giravo da solo per un pianeta deserto… e mi ripetevo: Io sono leggenda.

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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23 risposte a Total Recall (2012) La verità indicibile

  1. Zio Portillo ha detto:

    Credo di averlo visto al cinema all’uscita e poi un’altra volta a spezzoni in un passaggio su Sky. Ricordo 5 cose di questo film:
    – la Beckinsale. Ammetto che per una come lei potrei commettere le peggio cose. In sto film è una splendida cattiva. (“splendida” inteso come bellezza)
    – il tunnelone
    – Walter White che fa il cattivo (ma non ricordo perché…)
    – le tute dei poliziotti che (non lo cito apposta, giuro!) sembrano quelle usate in Mass Effect (N7, Cerberus, Alleanza,… Controllare per credere!)
    – la scena della dogana perché effettivamente è brillante.

    Il resto è vuoto totale. Persino la Biel mi è uscita di mente! Quindi, vostro onore, le cose sono due: o il film non mi è piaciuto per nulla e l’ho volutamente dimenticato (molto probabile) oppure non l’ho guardato con l’occhio giusto e mi sono perso un’ottima pellicola action (difficile ma potrebbe pure essere).
    A sto punto, visto che Lucius difficilmente si sbilancia in lodi così nette, non mi resta che verificare di persona alla prima occasione.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Assolutamente consigliata la verifica, perché è un film action imperdibile: in pratica è un’unica lunga scena d’azione dall’inizio alla fine. Per questo non riesco a capire l’oceano di odio che si è attirato anche dagli amanti dell’action.
      Aver dimenticato la Biel è un peccato grave: sicuro di non aver sbagliato sala? 😛

      Mass Effect ha una grafica spettacolare, ho sfogliato un “The Art Of” ed è davvero roba buona. Sai che poi sono sensibile ai fanta-fucili, e l’idea del gioco di fucili “allungabili” da portare in spalla è davvero geniale.
      Il brutto del gameplay è che è noia allo stato brado, con in più il gamer italiano che commenta in modo molesto. Mi sa che proverò direttamente uno dei primi fumetti, così magari mi gusto meglio la grafica ed evito le stupidate di commento 😛

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Idem con patatine, la visione, il vuoto e le supposizioni di Zio Portillo (anche se più sbilanciate sul “non l’ho guardato con l’occhio giusto”) rispecchiano le mie, così come la volontà (fidandomi delle recensioni etrusche) di verificarlo una seconda volta.
      In attesa di ciò, menzione d’obbligo per le squillo robotiche che sognano protettori elettrici!!! 🙂 🙂

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  2. armiere guns ha detto:

    Visto bel film

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  3. Cassidy ha detto:

    Ricordo che non avevo amato l’assenza di Marte, che non avevo gradito le scene e scenette che mi sembravano messe lì per ricordare a tutti che questo è il remake del film di Verhoeven, ricordo anche che mi erano sembrate più convincenti le due attrici del protagonista, non posso dire “mi sono piaciute di più” perché sarebbe troppo facile, splendide entrambe. Però onestamente non ricordo altro, come se fossi di ritorno dalla ReKall, visto che solo gli stupidi non cambiano mai idea proverò a rivederlo, forse ora che so cosa aspettarmi andrà meglio 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Consiglio caldamente una nuova visione, pensando che questo è sì una reinterpretazione ma fondamentalmente un remake, quindi le trovate sono le stesse del primo film ma fatte in modo che solo dopo te ne rendi conto.
      E poi converrai che Bryan Cranston nel ruolo dell’infame Cohaagen è una scelta più che azzeccata 😀
      Non è il film del secolo, ma è un film pieno di scene d’azioni meritevoli, di idee futuristiche molto azzeccate – lo voglio anch’io lo sportello del frigo che è anche un tablet dove caricare le foto invece di appiccicarle con le calamite! – con due attrici splendide che si menano come hooligans e tanto altro. Una seconda possibilità la merita di sicuro 😉

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  4. Lorenzo ha detto:

    Io invece quando l’ho visto mi sono addormentato. Se è come dici tu una lunga scena d’azione, il motivo sarà questo: è come il rumore continuo, dopo un po’ se non è intervallato dal silenzio il cervello non lo registra più. Proverò a riguardarlo, se capiterà l’occasione.

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  5. redbavon ha detto:

    Aha! Sono verginello! Mai visto e, confesso l’ignoranza delle più cupe, mai sentito nominare.Ignoravo ci fosse stato un remake di Totale Recall. L’originale per me è una sorta di “meh” prolungato. Non lo acquisterei mai, ma se lo danno in TV in seconda serata, mi fa piacere rivederlo.
    Chiaramente inserito nella lista film da vedere.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se aspetti che in TV passi “Atto di forza”, temo che dovrai aspettare a lungo: forse è più facile che passi questo remake, ma non comincerei a contare i giorni 😛
      Diciamo che questo del 2012 semplifica molto le trovate arzigogolate del primo film, anche perché quelle solo Verhoeven saprebbe gestirle, quindi se ti piace un film fanta-action mi sento di consigliartelo 😉

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  6. jenapistol ha detto:

    A sto punto lo devo rivedere.(1) Della prima visione ho ricordi,o per meglio dire non-ricordi solo pessimi,ma poi perchè ? Boh. No perchè l’ho rivisto una seconda volta nella versione director’s cut e li avevo apprezzato molto di più le scene d’azione,ma perchè la prima volta l’ho detestato ? Mi sa che è tutta colpa del meraviglioso originale,alla seconda visione credo di aver pensato una cosa tipo “ok,per le scene d’azione e per la città Blade Runner ma l’originale è meglio e per il resto della vita guarderò quello”. Sono sempre più dell’idea che per qualsiasi classico,tra farne un remake è un sequel/remake sia preferibile la seconda,meglio un Fuga da Los Angeles o un Ghostbusters 2 piuttosto che un Ghostbusters(2016) o un Point Break(2015),almeno li vedi la stessa cosa che non va ad’intaccare l’originale. Ovviamente tu potresti rispondermi,nessun remake intacca l’originale,lo so lo so,il punto e che abbiamo tutti una sorta di protezione verso i classici originali,mi viene in mente una scena di Harold & Kumar dove dei ragazzini inneggiavano al grande Karate Kid,quello con Jaden Smith,una scena comica che potrebbe essere reale,(lo confesso,il remake di karate kid non mi è dispiaciuto),e quindi scatta la protezione,come a dire che l’unico film da apprezzare è il classico originale e sei infastidito anche solo dal fatto che il remake brutto possa allontanare gli spettatori dal classico bello. (2) Per il fatto che solo a te piacciano certi film un po ti capisco,io ho apprezzato un sacco the Punisher War Zone o anche l’ultimissimo Predator,e poi qualche giorno fa vedo quella bonbetta di Money Train e su IMDB ha l’insufficienza… ,capita a tutti,anche se a te ho la senzazione capiti mooolto più che agli altri ahahahahahah

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Una parentesi giusto per dire che i voti di IMDb riescono ad essere ancora più inutili dei voti in generale. Quando nel mio database di visioni personale ho dato 7 su 10 a questo film, non era un valore assoluto: era un valore all’interno del genere fanta-action moderno così come il 7-10 che ho dato al primo Total Recall era da riferirsi ai film con simili prerogative. Non è che lo considero un film da 7 in assoluto, cosa che invece le votazioni IMDb (e simili) costringono a fare.
      Se in una commedia rido dall’inizio alla fine, per me è riuscita e gli do un volto alto, ma non per questo mi sogno di paragonarlo ad un dramma che mi spezza il cuore.

      Temo che non si possa fare alcun discorso generale: un remake, sequel, prequel, reboot o quello che sia è bello o brutto a seconda degli autori che lo creano, ma soprattutto dal suo spirito. Di massima preferisco quelli che reinterpretano, cioè tengono fede all’originale ma lo aggiornano a tempi diversi con mode e stili diversi, ma non basta. Il “Ghostbusters” che citi è appunto una reinterpretazione, ma fatta così male che annulla ogni pregio. (Chiamare delle comiche a fare un film che non fa ridere, con in più un attore non comico che fa il coglione, è il peggiore dei peccati mortali.)
      Dal Duemila sono molto rari i film originali, quindi non ha più senso parlarne: sono tutti figli di precedenti produzioni, che siano fatti bene o male.

      La battuta su Karate Kid nasconde un inghippo.
      Non ci sarebbe niente di male a citare il film con Jackie come “vero” karate kid: tanta gente ha amato e si è commossa con “A Star is Born”, cioè la QUARTA cacchio di versione della stessa identica storia che si ripete da decenni! Però, di nuovo, è giusto così: quelli degli anni Trenta hanno il loro film, così come quelli degli anni Cinquanta e quelli dei Settanta. Ora tocca a quelli dei Duemila, quindi ci sta che dei ragazzini oggi considerino il figlio di Will Smith il vero karate kid, sebbene quel film non potrà mai contare sul substrato culturale del mondo del 1984, quando ogni quartiere aveva una palestra di karate.
      Il problema è quando il film è fatto così male che le nuove generazioni lo ignorano o lo dimenticano subito: posso testimoniarti che nel 1980 “Saranno famosi” è stata una bomba, il suo remake del 2009 non se lo è strainculato nessuno (per dirla alla francese); “Footloose” (1984) ha fatto ballare per decenni un’intera generazione, il suo remake del 2011 nessuno sa che esiste.
      Benvengano remake, reboot e qualsiasi altro, ma sarebbe così impossibile chiedere che siano fatti un minimo bene? Oggi tanta gente su Netflix è impazzita per “Hill House”, storia del 1959 che ho perso il conto quante volte è stata portata su schermo (ogni generazione ha la sua casa sulla collina) ma evidentemente è fatta bene e piace: non serve altro.

      Per me “Total Recall” (2012) è fatto bene, ma come ho già detto… io sono Leggenda 😛 (ah, sai quante volte “Io sono leggenda” è stato portato su schermo? Ogni generazione ha la sua leggenda ^_^ )

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      • Giuseppe ha detto:

        E, visto che ogni leggenda ha un fondo di verità, ora mi toccherà scoprire la verità rivedendomelo 😛 Sì, perché la mia prima e, fino ad oggi, pure unica visione non me ne ha lasciato quasi nessun ricordo e, in genere, questo mi capita solo quando un film -originale o remake che sia- per vari motivi (non sempre necessariamente perché sia un brutto film di per sé) proprio non riesce a catturarmi…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non va dimenticato che questo film partiva “con estremo pregiudizio”, visto che si poneva come remake dell’ultimo film davvero amato di Schwarzy, un film piaciuto a così tante persone che un suo remake partiva già con un handicap gigantesco. La prima impressione, che cioè è un film totalmente diverso – pur invece essendo totalmente identico! – può aver subito allontanato l’attenzione. Consiglio di cuore una seconda visione, tenendo d’occhio i trucchetti di sceneggiatura e avendo ben in mente la struttura narrativa dell’originale 😉

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  7. Il Moro ha detto:

    Ah ah, tu sei leggenda!
    Purtroppo appartengo anch’io al popolo dei detrattori, ne feci anche una recensione sul blog. Ho apprezzato le scene d’azione e le scelte di design, ma non sono riuscito a farmi andare giù la stupidaggine del tunnel al centro della Terra, né le altre un po’ meno evidenti, LE scene rifatte quasi uguali che hai apprezzato a me sono sembrate copie sbiadite dell’originale.
    Però c’è una cosa che mi è piaciuta molto e che lo accomuna anche ad altri film tratti da Philip Dick: gli inseguimenti con le auto o altri mezzi. Trovo sempre esaltanti questi inseguimenti fantascientifici, come ad esempio quello di “minority report” con le auto che salivano in verticale.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Proprio perché non le ho trovate “copie” ho apprezzato quelle scene: sono costruite in modo diverso, spesso con personaggi diversi e con argomentazioni diversi, ma dopo ti accorgi che erano scene riprese dal primo film, sebbene reinterpretate.
      Poi ovviamente i gusti sono gusti, ma è curioso come senza farlo apposta io riesca a trovarmi sempre dalla parte sbagliata del gusto 😀

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  8. MisterZoro ha detto:

    Ammetto di non aver apprezzato il film, all’epoca, e di cui ricordo molto poco, giusto la Backinsale e l’imperdonabile assenza di Marte.
    Ricordo anche di essermi annoiato molto, moltissimo.
    L’edizione estesa di cui fai menzione si trova in vendita? Ne vale la pena, se uno volesse dare una seconda possibilità al film o le differenze sono pressoché nulle/inutili/incomprensibili?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A questo punto di sconsiglio caldamente l’edizione estesa: se ti ha annoiato il film di 1 ora e 50 minuti, l’edizione da 2 ore e 10 dubito potrà annoiarti meno 😀
      Comunque non c’è alcuna differenza se non la testa di Ethan Hawke che non ha alcuna spiegazione, e probabilmente qualche scena dura un po’ di più.
      Se però una volta ti capita sotto mano, una seconda opportunità mi sento di consigliarti di dargliela. Magari la seconda volta, non essendoci la delusione di Marte e tutto il resto, parte meglio 😛

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