Stalked by My Doctor 4 (2019) Capolavoro finale

Mamma RAI ci ha lasciato a bocca asciutta, e dopo aver presentato in rapida distanza la seconda e terza avventura del nostro irresistibile dottor Beck ha deciso che la quarta dovrà aspettare. Essendo io un paziente poco paziente del dottore pazzerello, ho pensato che in attesa di gustarmi la futura (spero) edizione italiana del film avrei nutrito la mia insana fame di divertimento con una copia in lingua originale del film.
Attendiamo tutti che la saga “Ossessione senza fine” torni sui nostri schermi doppiata, ma intanto ecco Stalked by My Doctor: A Sleepwalker’s Nightmare, trasmesso da Lifetime il 13 luglio 2019.

È lui o non è lui?

L’etichetta dice “Carl”, siamo in un bar pulcioso sperduto nel New Mexico: chi mai sarà questo Carl che merita di essere inquadrato? È lui o non è lui? Cerrrrrrto che è lui!

Tranquilli, son sempre io: il dottor Beck!

Lo stimatissimo dottor Albert Beck (un Eric Roberts più Eric Roberts che mai) è meglio che non si faccia vedere per un po’ in giro, dato che le sue giovani pazienti continuano a rifiutare il suo sincero amore: uno dei migliori cardiologi americani si ritrova quindi a servire caffè in un baretto sull’autostrada per il Messico.
Pensate che con questa soluzione il nostro eroe sia al sicuro? Vi sbagliate: che succede se due giovanissime clienti, succintamente vestite, chiedono a “Carl” la specialità del giorno… cioè un bel salsicciotto piccante?

Brutta scelta di pietanze, con il dottor Beck in giro

Davanti a certe richieste, come ad una Luna piena, il dottor Beck si trasforma in Cecco, il nipote del fornaio: ogni ragazza per lui diventa Donatella Erezione, «quella di Shplendito Shplendente».
Può il nostro eroe rifiutarsi di servire il piatto del giorno alle due giovani clienti?

«Per voi il filoncino speciale, fiuuuuui, c’è sempre.» (cit.)

Il ritorno alla realtà è brusco, il nostro Beck continua a sognare che le ragazze impazziscano per lui così come continua a mettersi nei guai: sporca di caffè un cliente importante che gli fa una brutta ramanzina.
Beck subisce, perché sa che è lì per scontare la sua colpa, perché deve capire quanto sia importante cambiare vita e smetterla di innamorarsi delle ragazzette di quarant’anni più giovani. Ma soprattutto subisce… perché l’antipatico cliente è un dottore.
Basta poco a Beck per capire che l’uomo è il dottor Mason Tanner che sta andando in una nuova clinica… dove nessuno lo conosce… e iniziare il suo nuovo lavoro. Liberatosi del cliente maleducato – siate sempre gentili con i camerieri! – il dottor Beck può cominciare la sua nuova avventura, nei panni del dottor Tanner.

I’m Beck, and I’m back!

Dopo due secondi che ha messo piede alla NMSSC, una clinica messicana specializzata nei disturbi del sonno, Beck-Tanner già è inseguito da un poliziotto: la sua copertura non ha convinto nessuno, ma con un po’ di fortuna e tanta faccia tosta riesce lo stesso ad attaccare al suo nuovo posto di lavoro.
Quando chiede del suo primo caso, è chiaro che il film sta salendo di livello sempre di più. La prima paziente del dottore libertino è una giovane bionda che soffre di sexsomnia: ha cioè episodi di sonnambulismo… in cui farebbe sesso con chiunque. Questo è un lavoro per il dottor Beck!

«Come on, please, help me, doctor Dick / I need your love, I feel so sick» (cit.)

Temevo che avendo perso per strada Doug Campbell, il padre del personaggio nonché autore delle precedenti avventure, sarebbe stato un quarto film amaro: invece Jeff Hare è un perfetto erede, capace di migliorare tutti i punti forti della saga.
Come se infatti non bastasse la bionda Michelle (Emilie Ullerup) che diventa sonnambula panterona, il dottore scopre che la relativa nipotina biondina appena maggiorenne Katie (Angeline Appel) soffre dello stesso problema. E chi è il nostro dottore per rifiutare la sua magica cura alla ragazzetta tanto bisognosa?

Dormi, cara, che il dottore ti dà la sua magica cura

Poteva mancare la buona coscienza del dottore? Torna “Beck P.I.” con la sua camicia hawaiiana ad elargire ottimi consigli: peccato che il nostro eroe non gli dia mai ascolto e non faccia che finire nei guai fino al collo.

Chi mai ascolterebbe la sua buona coscienza vestita così?

Mentre organizza i suoi piani nella camera da letto di Katie, la ragazza si sveglia e Beck scopre che esegue ogni suo ordine: se Beck pensa al Paradiso, è così che lo immagina. Però la sua coscienza lo sfida: quello non è vero amore, se invece riuscirà a farsi amare dalla ragazza allora il Beck hawaiiano scomparirà per sempre.
Il nostro eroe dunque inizia i suoi tipici giochetti per far innamorare le ragazze: inganno, manomissione, trappole e giochetti psicologici vari. Ah, l’amore! Non stupisce che le cose andranno di male in peggio.

Faranno mai pace, il dottor Beck e la sua coscienza?

Un quarto episodio che è puro capolavoro, finalmente privo di qualsiasi velleità da thriller – come invece sognava Campbell – ed aperto al puro divertimento con un personaggio titanico, calato di volta in volta in situazioni paradossali che sebbene finiscano spesso con sangue e morti lo stesso sono divertentissime.
Come si fa a non amare il dottor Beck? Sebbene questo potrebbe essere il capitolo finale della saga, non siatene troppo certi, e soprattutto dormite con un occhio solo: il dottor Beck potrebbe tornare a curarvi!

L.

– Ultimi film con Eric Roberts:

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21 risposte a Stalked by My Doctor 4 (2019) Capolavoro finale

  1. Zio Portillo ha detto:

    Sei troppo veloce per i miei ritmi compassati! Ho visto il 2 un paio di settimane fa, ho appena recuperato l’1 e il 3 ma devo ancora trovare il tempo di vederli e tu mi esci già il 4?!?!

    Comunque mi pare di capire che hanno preso lo spunto di “Banshee” l’hanno attaccato al Dottor Beck. Semplicemente geniale!

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  2. Il Moro ha detto:

    Queste serie di film di solito incontrano tutto il tuo sdegno, sentirti parlare bene di una di esse è strano! 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti capisco benissimo, eppure Eric Roberts ha fatto il miracolo! Non a caso di questa spazzatura televisiva è uno dei rarissimi casi (forse l’unico) di una serie arrivata al quarto episodio con lo stesso protagonista!
      Ti assicuro che il dottor Beck è irresistibile, e pure essendo chiaramente un prodotto di bassa lega la bravura di Roberts dà vita a situazioni deliziose, grazie anche ad autori che hanno capito di lasciar star il thriller e dedicarsi all’umorismo nero e paradossale.

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Questa non me la dovevi fare Lucius! Ti rendi conto, con la suddetta recensione, di aver scatenato un’irresistibile e purtroppo non esaudibile voglia di vederlo??? Capolavoro, me lo definisci capolavoro!!! (e non stento a crederci)
    Hai un unico modo per rimediare: ti appresti nottetempo a curarne il doppiaggio in italiano e poi lo condividi sullo zinefilo…siamo tutti in attesa!!! 🙂 🙂 🙂
    (se non ti riesce al massimo lo affidi al tuo doppio in camicia hawaiana, tutti ne abbiamo uno, noooo? 🙂 )

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah proprio a te pensavo! Che si sta perdendo Willy, mi dicevo 😀
      Se fossi capace, non mi mancherebbe certo la faccia tosta di mettermi a doppiare il film da solo, facendo le voci di tutti i protagonisti: sarebbe l’Edizione Etrusca in esclusiva mondiale 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        “Facendo le voci di tutti i protagonisti”…che i doppi di Beck si siano impossessati di te??? 🙂 🙂 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sarebbe divertentissimo! 😀
        Una volta era più facile: bastava attaccare il microfono al videoregistratore e potevi incidere la tua voce mentre il film andava. Ricordo una volta con un compagno di liceo a ridoppiare brani di film horror alla maniera della Gialappa’s Band 😛
        Oggi è un casino assurdo di sync, wav e cacchi vari.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        I film horror alla maniera della Gialappa è un’idea sublime! Piccoli zinefili…sono cresciuti! 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ricordo che le scene del Terminator che andava bussando chiedendo di Sarah Connor le doppiammo come fosse un venditore porta a porta di enciclopedie che reagiva male davanti al rifiuto dei clienti, mentre la vecchia di “Dovevi essere morta” continuava a chiedere qualcosa per il suo terribile mal di testa… finché la Swank non gliela fa esplodere 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ahahahahaha! Genio puro! 🙂
        Mi fa sbellicare solo a leggerti, figuriamoci a vederle e a “recitarle”! 🙂

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      • Giuseppe ha detto:

        Ed è così che nasce ufficialmente la CDE: Cooperativa Doppiaggi Etruschi 😛
        “I’m Beck, and I’m back!” è semplicemente perfetto! A me cos’altro rimane da dire, se non che la coscienza del nostro dottore con il suo identico aspetto (vestiti a parte) dimostra quanto sia stato prudente: vada come vada, lui può sempre contare sulla propria copia di BECKUP personale 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahaha il quinto film lo voglio così: “Beck Up”, col doppio senso 😛
        Alla fine del quale surgelano il dottore per farlo smettere di delinquere, e così il sesto film sarà “Beck to the Future”! Si potrebbe andare avanti a lungo ^_^

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Sai, la cosa del personaggio immaginario in camicia hawaiana l’ho vista anche in un episodio di Eureka. O è una citazione da una roba che conoscono tutti tranne me, o è una cripto-citazione da chissà cosa.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non saprei, ma dai film e telefilm un po’ si capisce che per lo spettatore americano medio il mettersi in camicia hawaiiana e tenere in mano un cocktail è un po’ la “via di fuga” tipo, il mollare le regole sociali della vita quotidiana per adottare quelle della vacanza.
      Curiosamente quando nel secondo film il dottor Beck se ne è andato a vivere sulle spiagge di Acapulco era vestito con camicia e giacca normali: niente colori sgargianti né cappellini 😀

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  5. Cassidy ha detto:

    Siamo sicuri che il Roberts giusto sia anche stato pagato per fare questo film? No, perché ha l’aria di uno che si sta divertendo davvero troppo per il suo lavoro 😉 Cheers!

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  6. Lorenzo ha detto:

    Ultimamente sto vedendo molti film con Eric Roberts 😀

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