Pam XXX (1994) Indagine ad alto rischio

E quando dico basta è basta, eh? Che io sono io, e questa è casa mia, e qui decido io, le spese sono mie… Ah no, scusate, questa è una canzone di Daniele Groff, il terzo dei fratelli Gallagher, quello nato in Italia.
Basta, dicevo: dopo cinque film di seguito firmati da David A. Prior è assolutamente escluso che ne recensisca un sesto: smetto quando voglio e ora voglio smettere. Però… magari solo un altro, va’…

Maledetto Prior, che quando ho finito i DVD della collana “Uomini Contro” scopro su YouTube il canale del diavolo tentatore Cinema Zoo che mi mette un altro film di Prior in italiano: come si fa a resistere a certe tentazioni?
E come se non bastasse, a rincarare la dose nel cast c’è pure l’incontenibile Pamelona degli anni buoni: allora ditelo che devo rimanere drogato di Prior a vita!

Il nome della mia droga

Questo film già l’ha recensito due anni fa il nostro Willy l’Orbo, e nell’introduzione dissi che il film era noto in Italia solamente in DVD: da allora ho trovato archivi più ricchi. Quindi grazie al RadioCorriere TV scopro che invece arriva subito nel nostro Paese, trasmesso addirittura da Rai3 (Oh Signore della Z!!!) nella prima serata di venerdì 6 maggio con il titolo Soli contro il crimine: ecco spiegato quel titolo di IMDb che non capivo da dove arrivasse.

Il fenomeno di “Baywatch” era freschissimo quindi i nostri distributori si erano sbrigati a racimolare ogni film nell’armadio della nostra Pamelona, ma l’entusiasmo è veloce a passare e dopo quel passaggio il film subisce lo stesso destino di tutti i film doppiati dalla RAI nello stesso periodo: oblio totale.

Nel 2007 la Monaco International ritrova il film in un’antica tomba egizia e lo porta in digitale, così esistono addirittura due edizioni italiane con due titoli diversi:

  • gennaio 2017: Pam XXX – Una squillo ad alto rischio (StormVideo, MHE)
  • novembre 2007: Pam XXX – Indagine ad alto rischio (Sony Pictures)

Non so da dove arrivi il video che Cinema Zoo presenta su YouTube: stando al titolo è plausibile l’edizione Sony.

Uno dei vari titoli del film

Per i giovani all’ascolto, ricordo che il 14 settembre 1992 inizia sulle TV americane la terza stagione della fortunata “Baywatch” con un nuovo personaggio, C.J., interpretato da una ragazza acqua e sapone di nome Pamela Denise Anderson: una 25enne canadese affetta da quel male noto come “tette diversamente grandi”. Ad Hollywood è una malattia che va curata subito, perché si rischia l’inabilità al lavoro.
Quando inizierà la sesta stagione, settembre 1995, quella ragazzetta sarà solo un lontano ricordo: ora c’è Pamela Lee, sposata con un gentiluomo d’altri tempi con cui si è divertita a riprendersi in video mentre declamava poesie: quel filmino con Pamela e le sue poesie conferma che la tecnica del “oh no, qualcuno ha violato la mia intimità” è un modo perfetto per vendere. Cresce il successo e crescono le pamelone, che in Barb Wire (1996) rischiano seriamente l’esplosione siliconica.
Prima del suo definitivo lancio, nel 1994 di questo film la nostra Pamela cerca di lanciare le sue Pamele, non ancora Pamelone ma già non più Pameline, nel più classico dei sistemi: la smutandata immotivata. Ricordate Carmen Electra che in Scary Movie (2000) prende in giro la pratica di far correre le ragazze vestite d’intimo di notte? Ecco, David Prior ci era già arrivato, usando la scena forse non proprio con intenti parodistici ma di sicuro non seri.

Il modo migliore di lanciare un’attrice ad Hollywood

Pamela desnuda apre questo film, e la giustificazione per il suo succinto completino è che facendo la prostituta doveva andare da un cliente che però è ricercato: il duro poliziotto Mace (un David Keith in grande spolvero nella sua grossolanità) per acciuffare il criminale indossa i vestiti da squillo di Sarah (Pamela nostra), lasciandola nella divisa giusta per le attrici in cerca di lancio. Trattandosi però di un minuscolo film invisibile ad occhio nudo, temo che il lancio sia stato poco efficace. Meglio i filmini finto-privati da sbandierare in giro accusando di violazione dell’intimità.

David Keith, poliziotto maschio senza rischio…

Oddio, forse un po’ di rischio c’è….

Appena finisce la scena con Pamelona svestita, finisce anche l’interesse per il film, che è in pratica una parodia dei tipici polizieschi televisivi che però sembra prendersi sul serio. Avete presente chi fa lo stupido rimanendo convinto di star facendo la parodia di uno stupido? Ecco, questa è la sensazione che si ha vedendo Raw Justice, che Prior creda sul serio di star facendo le cose giuste ma per sicurezza fa finta di star giocando con il genere.
Che questa non possa essere una cosa seria lo dimostra la presenza di Robert Hays, “rovinato” dal geniale ruolo nel dittico de L’aereo più pazzo del mondo e da allora impossibile da guardare con occhi seri.
Tranquillo, Robert, io so che sei bravo: la tua avventura sul cornicione ne L’occhio del gatto (1985) da King e la tua serie TV “Starman” su Italia1, tratta dal film omonimo di John Carpenter, sono un caro ricordo della mia infanzia. Ma da qui a prenderti sul serio è comunque una lunga camminata.

Come si fa a prenderlo sul serio, con quella faccia?

Il duro Mace e il pacioccone Mitch affrontano i cattivi in una trama che ho già dimenticato mentre scorreva il primo titolo di coda. Ciò che mi è rimasto impresso è che al contrario del solito Stacy Keach è super-cattivissimo!

Stacy Keach cattivissimo, con gli occhiali e la barba da cattivo

Interpreta il braccio destro del sindaco Stiles (Charles Napier) che però segretamente se lo sta intortando per le feste, così da prendere lui il potere. Per farlo si circonda dei soliti babbei televisivi che fanno e dicono cose stupide, che non meritano altre parole.

Io Napier sindaco l’avrei votato

Ad un certo punto, in una trama in cui non c’entra nulla e in un momento anti-climatico, Mace prende Sarah e se la… e inizia a declamare tante poesie con lei. Di quelle per cui non c’è bisogno di essere vestiti.
Parte uno spot pubblicitario su Pamelona, che si mostra senza alcun velo – e intendo proprio nessuno – mentre David Keith dimostra che non c’è trucco e non c’è inganno. Avete presente quelle scene fintissime di sesso spacciate come “bollenti”? Quelle dove gli attori a momenti manco si toccano? Ecco, non è questo il caso!
Essendo uno spot per cui scomodorei il titolo di un vecchio racconto di Jack Williamson, “Compratemi tutta“, Pamelona si fa fare cose che dubito fortemente accetterebbe ancora, una volta diventata famosa. Ce l’ha spiegato David Mamet in quella spietata distruzione del cinema che è Hollywood, Vermont (2000): le attrici emergenti fanno cose che nessuna attrice affermata accetterebbe.

Va be’, declamiamo poesie, ma appena divento famosa te le declami da solo

Di nuovo, dopo la scena bollente con Pamela e le Pamele il film perde completamente interesse, semmai l’ha avuto. E dopo essersi ripassato Mace, la nostra Sarah si mette con Mitch, perché è tanto tenerone e orsacchiottone. Se quella buffonata di Una spia non basta (2012) ci ha insegnato qualcosa, è che una donna che vada con due uomini all’interno dello stesso film è la prostituta di Satana: la serie Z degli anni Novanta è molto più disinibita.

Povera Pamela, che si è sudata ogni grammo di successo ottenuto

Comunque Prior e la Anderson giocano bene in squadra e il suo personaggio ha la giusta dose di autoironia per non risultare fastidioso.

Non so se si capisce, ma quest’uomo è stato ucciso da una freccetta gigante!!!

Il vuoto totale del film è sotto gli occhi di tutti, basta vedere le schermate di questa pagina per avere un’idea perfettamente fedele della produzione.
C’è bisogno di specificare che tutto ciò che rimanga della visione… inizia per “Pam”?

L.

P.S.
Per un ripasso di quando Pamelona e le Pamelone sono diventate direttrici di una libreria, vi ricordo lo speciale di NonQuelMarlowe.

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22 risposte a Pam XXX (1994) Indagine ad alto rischio

  1. Cassidy ha detto:

    Dal titolo “furbetto” del film, pensato di trovarti alle prese con il filmato rubato (seee certo, siamo ragazzi ingenui, crediamo a tutto) delle poesie, invece hanno proprio tirato su un film pieno di volti di un certo livello, per tentare di distrarre dalla Pamele di Pamela.
    La sua C.J. in “BeiBoch” entrava in scena come una tipa tosta, salvo poi finire a correre a rallentatore, per altro credo che Carmen Electra (anche lei per un po’ nel telefilm proprio insieme a Pamela… che gran periodo per il piccolo schermo!) facesse la sua corsa in “Scary Movie”, ma mi rendo conto che la confusione con “Scream” sia naturale, dopo gli svariati seguiti di entrambi, parodia e originale si sono mescolati 😉 Cheers!

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  2. Giona ha detto:

    Visto per la prima volta su tmc2 nel 2000 se non sbaglio, in confronto alle schifezze che trasmettono oggi questa priorata e’ oro purissimo, le due scene di sesso con pamelona nell’ era geologica dei 90 erano tanta roba.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ah, non ho trovato quel passaggio, ma davvero TMC2 in quell’epoca ha portato oro in TV: rimpiango tantissimo di non aver registrato tutte le chicche che ci passavano.
      La Pamelona bollente mi ha davvero stupito, di solito questi filmetti mostrano meno di un qualsiasi filmetto italiano con la Fenech, invece qui la nostra eroina fa proprio di tutto per essere lanciata.

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  3. Conte Gracula ha detto:

    La Pam filmica non la conosco (manco quella dei film rubati dalla cassaforte, argomento che teneva banco, un tempo, presso i declamatori solitari) al massimo ho conosciuto quella di serie TV e sitcom.
    E nemmeno parlo di Baywatch, che era paurosamente soporifero – guai a contare le tette, ti addormenti subito, sono parecchie – quanto di quella sciocchezzuola in innocua di VIP e della Pamela libraia. La serie in libreria, secondo me, aveva un gran potenziale: nonostante Pam sia considerata principalmente in quanto maggiorata, funzionava anche nei ruoli ironici.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti “Una pupa in libreria” la considero un’ottima serie, molto ben scritta e con ottimi personaggi. Oltre che un’infinità di citazioni librarie che ho sputato sangue a raccogliere tutte 😛
      “VIP” ce l’ho lì pronta da gustare, ho visto qualche episodio all’epoca ma non ricordo nulla: vorrei vedermela con ordine.
      Pam secondo me funziona quando gioca con il suo fisico, piuttosto che fare davvero la fatalona.

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Grazie per la citazione! Mi sono gustato sia la tua recensione che la, atavica, mia, quindi oggi doppia, graditissima, razione zinefila! Che poi il tema del doppio ci sta benissimo…vero Pamelone??? Ed è subito….zinnefilo! 🙂 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Giustamente le Pamelone avevano bisogno di due post per essere comprese nel Zinefilo 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        E giustamente arriva il ringraziamento pure da parte del sottoscritto, che si sente citato indirettamente in qualità di contro-recensore (a margine, il video privato di poesie PamAndersoniane è qualcosa di indimenticabile: certo, il gentiluomo d’altri tempi non era senz’altro un ambasciatore, visto che “ambasciator non porta pene” mentre invece lui il suo -di pene- lo portava benissimo) 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Certi video fanno la storia del cinema molto più dei film 😀
        Chissà se Paris Hilton pensava a Pam quando anche lei s’è giocata la carta del “video rubato”…

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Già quando questo film venne recensito da Willy avevo la sensazione di averlo visto ma di averlo pure scordato.
    Ora la sensazione è certezza. Sono sicuro di averlo visto perché le scene hot con la Anderson anni ’90 non si dimenticano facilmente, ma per il resto… Manco il buon Hays mi ricordo!

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  6. Sam Simon ha detto:

    Pure Charles Napier! Ahahahah! Non manca nessuno in questo film! Lui apparirà anche sul mio blog tra una settimana o giù di lì, appena il programmato post sull’episodio numero 20 della terza stagione di TOS verrà pubblicato (e io me ne starò bellamente in vacanza, se tutto va come deve andare)! :–D

    Comunque Pamela… è sempre Pamela. :–)

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  7. Pingback: La tag di Lovecraft

  8. SAM ha detto:

    Effettivamente, a 38:52 ci danno che ci danno .
    L’attore è davvero un maialone che se ne approfitta , anche se non so che ci sia di divertente nel succhiare due palloncini di plastica !

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  9. jenapistol ha detto:

    Esistera un mondo parallelo dove Pamela Anderson ha fatto Barbwire senza essere scritturata in Boobwatch ? La differenza tra questo del 94 e Barbwire del 96 sta tutta li,una vera occasione persa,poteva essere il suo personaggio cinematografico seriale ma “ehi,adesso sono famosa,certe cose non le faccio più”. Poi per carità,non è una scienza esatta e magari avrebbe floppato uguale,anzi,quasi sicuramente avrebbe floppato uguale perchè diciamolo,quel film aveva una marea di difetti,a partire da certe scelte di casting (il fratello).E poi mi sa che la moda lanciata da Basic Instinct è iniziata nel 92 e finita nel 92 mi sa. E comunque,il Barbwire della Terra parallela lo vorrei vedere.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I fumetti di Barbwire raccoglievano la grande attenzione dell’epoca verso donne forte protagoniste, ma avevano un grado di spregiudicatezza che nessun film può avere. Pamela onestamente era troppo “sciabordante” per il personaggio, avrebbe dovuto fare un’eroina sexy ma i film possono mostrare troppo poco perché esca fuori qualcosa di soddisfacente.
      La Barbwire parallela esiste ma si trova solo nei fumetti della Dark Horse quando era ancora una casa coraggiosa: peccato abbiano disegni parecchio anni Novanta 😛

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