In morte di Tasha Yar (1988)

Questo post interesserà magari solamente i fan di “Star Trek”, ma sono traumatizzato dall’aver visto – con trent’anni di ritardo – l’episodio di “The Next Generation” in cui Denise Crosby decise di scendere dall’Enterprise, quando era appena partita. Annovero la morte del suo personaggio fra quelle più stupide e deludenti delle serie TV, tanto che ipotizzo una vendetta degli sceneggiatori. Sento il bisogno di parlarne con qualcuno… quindi vado a chiedere a Denise!


Nascere e crescere ad Hollywood essendo la nipote di Bing Crosby mette decisamente un po’ di pressione: cosa vuoi fare se non l’attrice? Denise ha provato prima la carriera da modella, posando anche per “Playboy” (marzo 1979) in quelle che anni dopo gli uffici stampa della Paramount definirono “foto su riviste”, per non scandalizzare i fan di Star Trek. «Non mi sono mai pentita di quelle foto, perché erano fatte con gusto», racconta l’attrice nel maggio 1988 in cui viene intervistata da “Starlog” (n. 130).

Denise a 22 anni, su “Playboy” (marzo 1979)

Comincia a fare corsi di recitazione e ottiene piccoli ruoli, fino al capolavoro assoluto Eliminators (1986), scolpito nel cuore di tutti i fan di Odeon TV ma curiosamente disprezzato dall’attrice, che risolve l’esperienza con un semplice «Oh God!». «È stato il mio primo ruolo da protagonista in un film, perciò è qualcosa che decisamente non scorderò. Nessuno parte per fare volutamente un pessimo film, e non rimpiango di avervi partecipato per via dell’esperienza che ho fatto. Diciamo però che, ad essere onesti, non sono innamorata del risultato.»

Quando i capolavori si scrivono con la Z

In quel numero di “Starlog” non ci viene detto come l’attrice sia arrivata a fare un provino per “Star Trek”, ma Denise ricorda solo che per ben tre volte è stata ascoltata per il ruolo della consigliera Deanna Troi, mentre l’attrice Marina Sirtis provava per il ruolo della responsabile della sicurezza Yar, prima che i produttori invertissero i ruoli. Gene Roddenberry, prosegue a spiegare Marc Shapiro – una delle colonne portanti della rivista – voleva una donna dal gusto esotico per la consigliera sensitiva, mentre una donna più grintosa per Yar, che nella sceneggiatura originale era chiamata “Macha” Hernandez: mi sembra scontato che Gene avesse in mente la Vasquez di Aliens (1986), che ha aperto la strada a tutte le donne toste nei fanta-eserciti.
«Sfortunatamente è questo quello che succede quando autori degli anni Ottanta cercano di scrivere una serie ambientata nel futuro lontano», così Denise spiega i problemi dei personaggi femminili: tutti impossibilitati ad avere lo stesso spazio di quelli maschili. Un problema che in quel maggio 1988 è citato quasi come una nota di colore, ma in realtà è una questione molto seria, che sta scavando nel profondo.

Un personaggio splendido, forse poco capito dai suoi stessi autori

Il numero di maggio di “Starlog” presenta un’intervista condotta di certo qualche tempo prima, e la rivista probabilmente è uscita a fine aprile quando le “voci di corridoio” si erano fatte più pressanti: praticamente i lettori leggono che l’attrice si augura un miglioramento delle sceneggiature con Tasha Yar protagonista… mentre il 23 aprile 1988 in TV il personaggio viene ucciso in modo stupido.
In Skin of Evil (1×21 per IMDb, 1×22 per Wikipedia) un mostro catramoso alza una mano e Tasha vola in aria, morendo senza una parola d’addio. Aveva appena preso accordi con Worf per addestrarsi nelle arti marziali, il tempo di accennare un’ipotetica storiellina fra i due, e Tasha Yar scompare. Quando sull’Enterprise alternativa dell’episodio 3×15 Tasha dovrà decidere quale morte morire, se quella inutile vista anni prima o quella eroica dell’universo alternativo, sarà una scelta facile.

L’ultima inquadratura del personaggio… ed è coperto dal mostro catramoso!

Marc Shapiro in persona torna ad intervistare Denise per “Starlog” (n. 134) del settembre successivo, e l’attrice rivela che già nel loro primo incontro Tasha era spacciata: non era ancora stato scritto l’episodio con la sua morte, ma la decisione era praticamente presa. Che cosa è successo per abbandonare una serie di prima grandezza?
«No, non mi hanno ucciso perché chiedevo troppi soldi, e aver posato nuda per “Playboy” non ha niente a che fare con la decisione», mette subito in chiaro Denise, visto che alla fine di aprile aveva su di sé così tanta attenzione che “Playboy” decise per il numero di maggio di rispolverare le foto scattate nel 1979.

«Mi sono resa conto del fatto che mi limitavo a stare sullo sfondo senza nulla da fare. Durante la prima stagione gli episodi The Naked Now e Code of Honor sono stati gli unici in cui Tasha avesse in qualche modo peso nella storia, e mi desse possibilità di recitare. Il mio ruolo nella serie era poco più che da comparsa [glorified extra].»

«Ad eccezione di Patrick [Stewart], Jonathan [Frakes] e Brent [Spiner], l’intero cast si è lamentato almeno una volta, lottando perché i propri personaggi avessero più attenzione, fossero più vivi e interessanti. Sappiamo tutti che ci sono episodi in cui il tuo personaggio rimarrà sullo sfondo, ma quando succede sempre diventa frustrante. Ogni settimana ricevi un copione e scopri che di nuovo è tutto centrato sul capitano e sul primo ufficiale.»

Shapiro fa il cattivello e fa notare come l’attrice abbia deciso di non «mandare giù la propria frustrazione con un ricco assegno e la sicurezza di un’apparizione settimanale», come a dire che altri attori invece non hanno problemi quando sono così fortunati da partecipare a grandi serie di successo. Non so se lo dica per gioco o per farle un complimento, ma Shapiro sfoggia una frase da incorniciare: «Denise Crosby è andata spavaldamente là dove nessun attore regolare di “Star Trek” è mai stato prima: negli uffici degli autori di “Next Generation”.»

«Ho chiesto loro cosa sarebbe stato del mio personaggio, ho anche offerto qualche idea. Mi è stato detto: “Resisti, abbiamo delle difficoltà con gli sceneggiatori”. Stavano cercando di superarle e io avrei dovuto tenere duro.»

Starà pure sullo sfondo, ma è un gran bello sfondo!

Dopo mesi in cui non succede nulla, e dopo aver rinunciato a tante occasioni di lavoro che non poteva accettare per l’impegno trekkiano, Denise decide di andare alla fonte: direttamente da papà Gene Roddenberry.

«Io e Gene abbiamo parlato un sacco di volte e lui è sempre stato comprensivo. Sapeva che era un problema scrivere per nove personaggi principali, “Star Trek” non era mica “Avvocati a Los Angeles” con quattro o cinque sotto-trame in ogni episodio: lui voleva rimanere alla formula con una o al massimo due linee narrative per episodio. Gene amava Tasha e voleva che io rimanessi, ma allo stesso tempo non voleva che io andassi contro i miei sentimenti. È stato molto comprensivo durante tutta l’operazione.»

Alla fine Gene accetta la scelta di Denise e ne approfitta per un’uscita drammatica: nessun personaggio fisso di “Star Trek” era mai stato ucciso in modo permanente, quindi con la morte di Tasha gli spettatori sarebbero impazziti. Certo che mostrare il personaggio che muore già dagli spot televisivi ha rovinato parecchio la sorpresa.
Denise racconta che la morte improvvisa del personaggio era un effetto voluto, perché tutti si sarebbero aspettati una battaglia epica: infatti io stesso, pur sapendo che prima o poi il personaggio sarebbe morto, sono rimasto come un pesce lesso davanti a quella fine indecorosa.

Lo struggente addio olografico finale

L’agenda di produzione è stata crudele, così che dopo aver girato la scena della propria morte, Denise deve ancora girare l’intero episodio Symbiosis, che poi è stato trasmesso prima. Quindi l’attrice ha dovuto interpretare un personaggio pieno di speranze per il futuro subito dopo averne interpretato la morte. «Avevo il magone in gola e abbiamo dovuto fare e rifare la scena diverse volte prima che riuscissi a scacciare quell’emotività di dosso. Piangevo come una ragazzina, e così il resto del cast.»
In una produzione che coinvolge così tanto personale e che canalizza così tanta attenzione è impossibile mantenere la segretezza, quindi già prima della proiezione dell’episodio finale giravano molte voci in proposito, ma lo stesso la Crosby spera di aver regalato una forte emozione a chi non si aspettava di vederla morire così. Infatti, missione compiuta!

Per tutta l’estate 1988 le lettere arrivate alle riviste specialistiche hanno tutte al loro interno la speranza che Tasha Yar torni nella seconda stagione di “Star Trek”. L’immagine olografica del personaggio che dà l’addio all’equipaggio dell’Enterprise ha devastato i fan, un po’ come io sono rimasto segnato a vita davanti a Spock morente che augura lunga vita e prosperità a Kirk. Chi non ama Star Trek 2 (1982) è una brutta persona!

Uscita di scena, l’attrice non rinuncia certo alla sua fetta di torta: la grande convention di Star Trek dell’11 e 12 giugno 1988, a Los Angeles, vanta gli ospiti delle grandi occasioni, e il suo nome è accanto a Patrick Stewart: solo dopo c’è quello di William Shatner! Quei due giorni sicuramente sarà stata subissata da domande sul perché ha lasciato la serie.
La risposta sarà quella per cui anche Robert Englund qualche anno prima si lamentava dei film di Nightmare: voleva accettare altre proposte per altri tipi di film. Che poi ovviamente non avranno lo stesso successo dei prodotti per cui si è diventati famosi.
Per esempio Denise Crosby a Shapiro, in quel settembre 1988, racconta di star facendo una serie di provini per un film con Schwarzenegger: si chiama qualcosa come Total Recall

Avere una “figlia di Vasquez” in Star Trek era un’idea innovativa, purtroppo è andata male.
Altre attrici decideranno di mollare la serie per scomparire in ruoli molto meno incisivi: è chiaro che l’esperienza non insegna. È la via della Forza, lo garantisce Mark Hamill che ci ha messo anni ma alla fine è venuto a patti con l’essere identificato per un solo ruolo, garantendosi una pensione d’oro mentre partecipa liberamente a produzioni che gli piacciono di più ma che non guadagnano molto.

L.

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55 risposte a In morte di Tasha Yar (1988)

  1. Zio Portillo ha detto:

    E’ il solito problema: ingoiare merd@ rimanendo incastrati a vita in un personaggio che però sfamerà alla grande te e i tuoi figli, o provare ad inseguire la gloria personale realizzandosi come attore?
    Capisco (ma personalmente non condivido) l’ambizione e il “sacro fuoco” che spinge per dimostrare di essere bravi a recitare, ma la passione non paga le bollette! Sopratutto se sei una semi-esordiente (seppur con un ingombrante cognome…) e sei alla prima stagione di una serie tv.

    Parlo in un blog di cinema, dietro un pc e con l’unica prova d’attore fornita negli esaltanti panni di un “Bacio Perugina” l’ultimo anno di asilo (36 anni fa… C’ho le foto!), ma datemi tutta la vita un unico, iconico ruolo che mi identifichi vita natural durante. Poi, da anziano, con la serie cancellata potrò dimostrare di saper recitare. Se avrò ancora voglia…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Negli anni Ottanta era la Regola Aurea della Recitazione: mai fossilizzarsi (e già interpretare due volte un ruolo era considerato fossilizzarsi), perché se no sei finito come attore. Poi il tempo è passato, il cinema è morto e TUTTI sono finiti come attori, a sorpresa si sono salvati solo quelli fossilizzati, quelli cioè che avevano un personaggio storico con cui poter continuare a lavorare. Ecco perché quando sento nel Duemila di attori che non vogliono fossilizzarsi mi rendo conto che so’ proprio de coccio! Non imparano mai 😀
      Comunque Denise voleva più spazio, sarebbe rimasta come Yar ma non a fare tappezzeria. Purtroppo la serie aveva già i suoi protagonisti e comprimari principali: non c’era proprio spazio per lei.
      Poteva però prendersi pause per girare quei progetti a cui teneva tanto (visto poi che era roba minuscola): càpita che per due o tre episodi dei personaggi minori siano assenti da una serie («E’ andato a studiare a Chicago!»), poteva prendersi una mesata di pausa per fare le stupidate che le venivano proposte e mantenere l’assegno della Paramount.
      Anche perché – mi sia perdonata la malignità – il tempo per presentarsi alle ricche e remunerative convention di Star Trek l’ha sempre trovato 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, lo sai come si dice: “Il primo amore non si scorda mai” (nemmeno se ai tempi ti ha lasciato da schifo) 😛
        E così è arrivato anche per te il momento di elaborare il trauma che io affrontai già nel ’97, quando si decisero a trasmettere gli episodi mancanti della prima stagione di TNG compreso (appunto) quello della brutale e prematura dipartita di Tasha Yar, di cui poi arrivai anche a conoscere i retroscena. 😦
        Un grande personaggio perduto (e un episodio magnifico come “L’Enterprise del passato” sta lì a dimostrare quanto sia stata grande la perdita), nato troppo in anticipo rispetto a quel salto di qualità nell’universo Trek che le avrebbe permesso di avere il meritato spazio: sto parlando di DS9, ovviamente…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ci ho messo trent’anni, ma finalmente posso condividere il dolore di milioni di fan. Quando sono andato a cercare articoli su Tasha Tar nelle riviste dell’epoca, è stato subito chiaro che stavo condividendo sentimenti con ogni trekkie del 1988. “Starlog” era intasata di lettere di fan allibiti, che si auguravano che Tasha sarebbe tornata con la seconda stagione, dando per scontato che… andiamo, che ci vuole a resuscitare una persona???
        Purtroppo il dolore provato nel 1982 nel vedere Spock morente è stato solitario: nessuno parlava di Star Trek, nessuno poteva anticiparmi che sarebbe tornato nel film successivo. Mentre almeno questo del 1988-2020 è stato condiviso, quindi l’elaborazione del lutto è più facile ^_^

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  2. Sam Simon ha detto:

    La Crosby fece lo stesso errore di Wheaton: pensando di poter ottenere di meglio, uscì da una produzione che non la soddisfaceva (e che all’inizio ebbe vita dura). La scelta non pagò, però non credo che abbia generato animosità, tanto è vero che lei tornò a lavorare in TNG come hai giustamente ricordato!

    Anche se… Wheaton adesso dice che se ne andò per colpa di Berman, quindi chissà. Se così fosse, comunque, Berman ha tutta la mia simpatia perché il personaggio di Wil non era poi un granché, purtroppo!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Immagino che l’insopportabile ragazzino “so-tutto-io”, tutto pulitino e impomatato, fosse un pedaggio da pagare allo stile dell’epoca, pieno di paponi televisivi che insegnavano ai giovani così i produttori potevano dire che non era TV leggera bensì educativa. Non li sopportavo da ragazzino, figuriamoci ora 😀
      Capisco che televisivamente è un valore aggiunto – negli anni Ottanta qualunque canale girassi c’era una figura paterna che insegnava a qualche ragazzino – ma non mi dispiacerà per la dipartita di Will Wheaton (detto con la voce astiosa di Sheldon! 😀 )

      Yar invece era avanti coi tempi, la donna tosta era tutt’altro che scontata e avrebbe dato alla serie quel tocco di anticipazione che le sarebbe servito.
      Presentarsi con una donna a capo della sicurezza proprio l’anno in cui Kassar e Vajna rifiutarono l’idea di una donna forte al fianco del terzo Rambo è stata una trovata da applauso: non dare però a Yar alcuna sotto-trama vuol dire non aver capito cosa si aveva per le mani. Kassar e Vajna hanno capito subito, e mentre Yar se ne andava a loro si presentava Cameron con Sarah “Ti-Spacco-Il-Culo” Connor, che hanno subito accettato, dando il via agli anni Novanta delle donne toste di cui Tasha Yar è stata incompresa anticipazione.

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      • Sam Simon ha detto:

        Hai ragionissima sul personaggio di Tasha! Però la gestione Roddenberry era all’antica: due protagonisti maschi e il bimbo a fare da superstar, quello era. È molto probabile, effettivamente, che non avesse capito la forza anticipatrice dell’idea che aveva avuto.
        Però, per dire, anche la Sirtis si lamentó tantissimo di ciò che le toccava fare come Troi nelle primissime stagioni: a un certo punto disse che si rifiutò di ripetere la frase “I sense… A presence!” perché la diceva sempre!
        Ma la stessa cosa si potrebbe dire di Harry “I can’t get a lock” Kim in Voyager, per fare un altro esempio. L’unico Star Trek davvero corale è DS9, dove anche i personaggi minori riescono ad essere memorabili perché scritti con criterio.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Verissimo! Il confronto con le altre serie è impietoso, DS9 riesce ad avere quasi tutto il cast presente ad ogni episodio ma poi le storie si focalizzano ogni volta su uno o due così da dare spazio a tutti. O’Brien in tanti anni di TNG era solo una macchia sulla parete – ho visto ieri la puntata del suo matrimonio, ben 10 secondi di ruolo! – invece in DS9 è quasi fra i protagonisti. Davvero una gestione dei personaggi decisamente migliore.
        Immagino che la dati di ascolto di TNG facessero capire che la formula funzionava e che tre protagonisti bastavano, con dei comprimari a cui ogni tanto dare voce, e sicuramente è una serie figlia dei tempi: DS9 però la surclassa alla grande. Forse per questo non piaceva ai fan accaniti? Era troppo superiore? 😀
        I tormentoni sono il male oscuro della TV da sempre, e capisco che un attore voglia avere più spazio e dare prove più impegnative: per questo Patrick Stewart faceva TV per soldi e teatro per l’arte. L’essere protagonista assoluto di ogni episodio di TNG non è che gli abbia dato molte prove attoriali: deve stare lì a fare il burbero e basta. Ma i soldi so’ soldi, e incassato l’assegno poi tornava al teatro che gli dava molte più soddisfazioni 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        Secondo me, TNG si basava tutto sul carisma di Patrick Stewart e sul Deanna Troy (che a me piaceva come aspetto, era tutt’altro che banale).
        Però aveva un tot di personaggi antipatici, come mamma e figlio Crusher (lui uscì di scena definitivamente quando un vattelapesca di alieno dice “sei figo, ti insegno a viaggiare tra le dimensioni” o qualcosa del genere, non ricordo quanto tempo dopo la corte marziale per aver fatto una manovra pericolosa che fece morire qualcuno) e, per quanto mi riguarda, mi stava sullo stomaco il futuro marito della Troy, manco ricordo come si chiamasse 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Dalle parole di Denise i veri protagonisti della serie erano tre (capitano, primo ufficiale e Data), e per loro gli sceneggiatori scrivevano ogni episodio. Sono alla quarta stagione e finora quest’immagine è rispettata. Ogni tanto qualcuno ha un po’ di spazio, come Worf, LaForge e Troi, ma molto limitato. Diciamo che hanno due o tre parole a testa, poi magari un episodio dove possono dirne cinque 😀
        Sperare per un qualsiasi altro attore di avere il proprio spazio era pura utopia, in una serie così fortemente seriale e con una sola trama per episodio. Devi essere una sventolona come Jeri Ryan ed essere mezza Borg per riuscire ad ottenere spazio in una serie di Star Trek 😀

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      • Sam Simon ha detto:

        Dal libro di Puller su Insurrection, le superstar erano Stewart e Spiner. Purtroppo ottenevano cambi di copione insensati per soddisfare i loro ego.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Addirittura? Poveri altri attori, che speravano di avere un briciolo di spazio su quel ponte molto stretto 😛

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      • Sam Simon ha detto:

        Magari a Frakes interessava di più la regia… Però Berman si faceva portavoce di Stewart e Spiner su tutti, e quest’ultimo si lamentò con Piller dicendo che non sapeva scrivere storie su Data.

        Il sacrificio finale suo e le scene action di Picard sono figlie delle richieste insensate di questi attori, non fanno parte dell’idea originale di Piller!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Comunque mi sembra chiaro che si poteva concedere questo divismo perché i numeri paravano chiaro: se Picard fosse stato antipatico a tutti (come lo era a me), alla prima scenata sai che calcione prendeva? 😀
        Probabilmente i tabulati Paramount dicevano chiaramente che Picard e Data erano beniamini del pubblico e quindi toccava tenerseli stretti, con tutti i comportamenti da diva.

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      • Sam Simon ha detto:

        Non so perché i fan fossero contro DS9, probabilmente per un non meglio motivato odio verso ciò che secondo loro andava contro gli ideali di Roddenberry: c’era la guerra, e nel futuro di Gene non ci doveva essere. C’erano conflitti tra i protagonisti, e Gene questo non lo voleva.

        Secondo me DS9 è la migliore, e di brutto!

        Comunque, tornando a TNG, usare così Colm Meaney era criminale, meno male DS9 ha aggiustato le cose! :–D

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Inizia la puntata le Keiko non vuole più sposare O’Brien, ed entrambi chiedono aiuto all’amico Data che li ha fatti conoscere… Oh, ma quand’è successo tutto questo? Ma che si inizia così una storia? Chi è lei? Chi è lui? Perché sono amici di Data? Insomma, una storia buttata a caso! Per fortuna i coniugi O’Brien avranno ben altro luminoso futuro su DS9.

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      • Sam Simon ha detto:

        Glorified extras… Perfetta definizione!

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      • Lorenzo ha detto:

        Riguardo a quanto scritto da Sam Simon su H. Kim, al momento sto riguardando Voyager, avrò visto quasi 20 episodi e Kim è stato il protagonista assoluto di almeno due. Anche personaggi odiosi come Neelix hanno episodi interamente dedicati: mi sembra che in questo caso la coralità sia stata rispettata. Non vedo Next Generation da anni ma anche in quella serie ricordo episodi interi dedicati alle minchiate sull’onore dei Klingon, o su Troy e sua madre…
        Wil Weathon è stato protagonista di vari film degni del Zinefilo, forse faceva meglio a rimanere sull’Enterprise 😀
        Per quanto riguarda Tasha Yar, non mi piaceva molto come personaggio: quindi secondo me è stato meglio che l’abbiano eliminato 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi mancano pochi episodi per completare una maratona di 7 stagioni di DS9, e il confronto con TNG è schiacciante: Picard e Data sono protagonisti di ogni singola scena di ogni singolo episodio, poi ogni tanto c’è qualcuno che può parlare, ma non troppo. Le puntate su Worf hanno Picard come suo confessore e amico, le puntate con Troi hanno Picard come confessore e amico, le puntate con Crusher hanno Picard come confessore e amico… Insomma, uno stalker! 😀
        Su DS9 – e immagino anche su VOY – ci sono molte sotto-trame e tante puntate con un solo protagonista: Kira, Quark, Bashir, Odo, non sono lontanamente paragonabili a quelle piante da appartamento di Troi, la dottoressa Crusher o Worf (dell’epoca), sono personaggi a tutti gli effetti con episodi interamente dedicati a loro senza alcun capitano come confessore e amico. Inoltre sono personaggi che evolvono e le loro storie personali si fanno più complesse, mentre su TNG sono alla quarta stagione e tutti sono identici a com’erano nella prima puntata!

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      • Sam Simon ha detto:

        Sono arrivato alla sesta avanzata di Voyager e Kim, ti assicuro, è sempre e solo sullo sfondo. E l’odio per Neelix non l’ho mai capito, a me piace come personaggio! Però anche lui dopo un po’ scompare abbastanza…

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    • Lorenzo ha detto:

      Sam Simon: non è vero che è sempre sullo sfondo. Stagione 1, episodio 9: Post mortem – protagonista assoluto. Stagione 2, episodio 5: Non sequitur – uguale. Finora sono arrivato qui. Anni fa avevo già visto la serie per intero, e mi ricordo che tutti a rotazione avevano i loro episodi.

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      • Lorenzo ha detto:

        PS Di Neelix mi danno fastidio quei ciuffi di peli sulla faccia e quelle chiazze verdognole, ha un aspetto che mi disturba 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        A pelle anche a me Neelix non sta simpatico, ma onestamente ho visto troppi pochi episodi della serie per giudicare: magari invece poi mi piacerebbe. Tipo Quark: a vederlo non sembra un personaggio interessante, ma alla fine non puoi più farne a meno 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ho visto troppo poco di Voyager per giudicare, magari cercavano un equilibrio diverso. Dopo il “conta solo il capitano” di TNG e il “contano tutti” di DS9, magari volevano provare un equilibrio nuovo.

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      • Sam Simon ha detto:

        È chiaro che abbia degli episodi. Ma ne ha pochi e con il passare delle stagioni diventano sempre meno. Inoltre negli episodi non suoi ha quasi sempre un ruolo più che marginale.

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      • Lorenzo ha detto:

        Non ricordo niente delle stagioni successive, ma se dici che è così ci credo. Ma poi alla fine del minutaggio di Harry Kim, personaggio tra l’altro inutile, non essendo il suo agente, posso solo dire un bel sticazzi 😀
        Fosse per me avrei fatto una serie solo sul dottore olografico 😛

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  3. Cassidy ha detto:

    Dopo il capitano Pike nella prima puntata della serie classica, per me la più grossa sorpresa che questo ripasso di “Star Trek” mi sta dando é stata proprio Tasha. Ora sto guardando gli ultimi episodi della seconda stagione di “The next generation”, quindi ho già affrontato la porzione di puntate a cui fai riferimento nel post. Dai miei ricordi di quando seguivo a spizzichi e bocconi la serie da ragazzino, il capo della sicurezza era Worf, ritrovarmi questa Tasha é stato una bella sorpresa! Tipa tosta con passato abbozzato ma interessante, anche sexy se vogliamo dirla tutta (in un episodio si ripassa anche Data!), la scena della sua morte mi ha fatto cadere, diciamo le braccia via, anche perché il suo successivo testamento olografico resta uno dei momenti più intensi, uno di quelli che fa capire quanto avesse ancora da dare alla trama Tasha. Ho pensato ad un allontanamento dalla serie di tipo “punitivo”, per qualcosa di detto o fatto, considerando il resto della carriera della Crosby, non una grande idea lasciare la serie in questo modo. Ma poi io dico? Non potevano fare fuori il giovane Crusher? Minchia quanto é odioso! Comincio a capire Sheldon Cooper che lo aveva scelto come suo arci nemico!

    Assurdo fine anni ’80 primi’ 90, in una serie davano spazio ad un ragazzino facendo fuori una donna tosta, oggi nei telefilm moderni farebbero subito il contrario 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Denise ripercorre la strada di Robert Englund, che dichiarava d’essere stufo di Freddy perché gli impediva di cogliere tutte le meravigliose e roboanti possibilità che gli offrivano: che fine hanno fatto tutte quelle possibilità? Se non fosse per Freddy, Englund venderebbe pop-corn nei cinema 😀
      Crosby sembra aver seguito l’identico percorso: lusingata dalle tante offerte, credeva d’avere un gran futuro ostacolato da un piccolo ruolo, scoprendo che è sempre il ruolo ricorrente che ti paga la pensione.
      Forse ha lavorato solo a cose distribuite male, ma in Italia a parte “Cimitero vivente” – a fare di nuovo da tappezzeria – non mi sembra si sia più vista.
      Anch’io alla fine mi sono ritrovato a vedermi una serie che da trent’anni ho evitato come la peste: teoricamente è per motivi di “studio”, per farne poi post tematici, ma alla fine devo confessare che mi sono affezionato ai personaggi 😛
      Tranne l’odioso Wheaton (detto con la voce di Sheldon!): quando nell’episodio di “The Big Bang Theory” che lanciò Star Wras VII si presentò vestito da trekkie, non credo sia stata una geniale trovata di sceneggiatura: è proprio Wheaton ad essere così odioso 😀

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    • Conte Gracula ha detto:

      Guarda che Sheldon idolatrava Wheaton per il suo personaggio del guardiamarina Crusher, perché riteneva di avere molto in comune con lo stronzetto.
      Ha iniziato a odiarlo perché l’attore aveva bucato una convention e dunque non ha potuto ottenerne l’autografo 😛

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    • Cassidy ha detto:

      Guardavo “TNG” durante il pomeriggio da ragazzino, prima che i telefilm pomeridiani diventassero “Xena” e “BeiBoch”. Devo dire che alcuni personaggi mi sono sempre piaciuto, Picard, Data e Worf ad esempio, non avevo mai visto la serie classica per intero, ma solo i film, quindi non mi dispiaceva questo equipaggio, però mi sto godendo questo ripasso (finalmente completo) di tutti gli episodi 😉 Wheaton l’ho visto recentemente ospite di un documentario, si è fatto tatuare un polpo sull’avambraccio destro, forse un tentativo di apparire meno perfettino 😛 Cheers

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Eliminators, Odeon, Mark Hamill, Playboy…se non ci fosse di mezzo Star Trek potrei anche essere entusiasta! 🙂 🙂 🙂

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  5. Vasquez ha detto:

    All’epoca non c’erano spoiler. Nessuna possibilità di informarsi su una serie tv. Su quello che sarebbe accaduto in ogni singolo episodio, poi, neanche a parlarne. Per X-Files si aspettava ansiosamente la pubblicità dell’episodio successivo (e si faceva a gara a chi lo beccava per primo) per capire se sarebbe stato sulla mitologia, o sul mostro-della-settimana.
    Per questo la dipartita di Tasha fu un’autentica mazzata. Non c’era stato alcun sentore, nemmeno un seppur minimo vago accenno, che sarebbe potuta accadere una cosa del genere. Ricordo che pensai che l’avrebbero resuscitata in qualche modo. McCoy lo faceva, sull’altra Enterprise: si faceva sempre venire in mente qualcosa che risolveva la situazione. Perché qui no? Del resto le prime stagioni di TNG erano ancora molto legate alla visione di TOS (più in là nelle stagioni forse inizieranno a fare le prove generali per DS9), con entità soprannaturali che tutto potevano. E anche i personaggi: Kirk, Spock e McCoy erano invincibili. E i personaggi di TNG erano ancora loro tre, solo un po’ più “suddivisi”. Quindi non potevano morire, giusto?
    E invece Tasha ci abbandonò. Per poi tornare, sotto altre forme e sempre con un tuffo al cuore, ma lei, lei proprio non c’era più. Il primo capo della sicurezza di cui si ricordava il nome. Donna. Che sfrutta (collauda?) il programma del piacere di Data. Credo poi mai più usato…
    I miei episodi preferiti di TNG non sono in questa, chiamiamola così, prima fase (il mio preferito è nella quinta stagione), ma questo in particolare non lo rivedo mai. Fa ancora male.

    P.S Allora credevo che Data fosse uno di tanti, che ogni astronave della federazione avesse il suo androide, fino a che non si rivela tutt’altro.

    P.S.S. David Duchovny è un altro che ha patito del male me-ne-vado-a-recitare-per-davvero, finendo per fare Evolution, e poi tornare a X-Files, per nostra sfortuna…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Come si vede anche dalla copertina di “Starlog”, uscita quando ancora non era sicuro della sorte del personaggio, in America all’epoca tutti sentivano che c’era maretta: stando alle testimonianze era impossibile che qualcosa rimasse segreto sul set, visto che durante le riprese c’erano milioni di fan che facevano di tutto per “sbirciare” in qualsiasi modo. Oggi internet rivela tutti a gratis, all’epoca avere notizione in esclusiva significava vendere più copie e fare bei soldi. quindi i giornalisti erano molto più agguerriti dei blogger di oggi.
      In Italia già era un miracolo che la serie andasse in onda, ho visto che la distribuzione è stata molto travaglia, quindi non essendo un fenomeno di massa non avesse gli “spioni” che facevano girare i destini dei personaggi con puntate di anticipo, come avverrà in tempi più recenti con serie come “Lost” o “Grey’s Anatomy”.

      Mi è sempre mancata quella sensazione da “visione comune”, seguire una serie insieme a tantissimi altri appassionati, ma i miei gusti di solito o non coincidono… o arrivano con trent’anni di ritardo, come in questo caso 😀

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      • Vasquez ha detto:

        La visione in comune, in prima visione come trent’anni fa, tra streaming, binge watching, spoiler, hype, e qualche altra parola inglese che adesso non mi viene, ora sarebbe impossibile. Però il fatto che ci sia la possibilità di recuperare quello che ci appassiona è, almeno quello, un lato positivo da cui guardare la cosa. E attraverso il tuo recupero, recuperiamo anche noi, ci rituffiamo anche noi nelle emozioni di allora, oltre a scoprire particolari inediti. 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ti ringrazio, è principalmente per condividere che scrivo in ognuno dei miei blog ^_^

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  6. Il Moro ha detto:

    La morte di Yar mi sorprese eccome, anche per il suo carattere “banale”: come dire, non importa se sei un re o un poveraccio, se ti deve cadere una tegola in testa ti cade lo stesso.
    Ma pensai anche che doveva aver litigato di brutto con la produzione per averle fatto fare una fine del genere…. 😁
    Ora grazie a te ne so di più!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Le dichiarazioni dell’attrici non ci garantiscono la verità assoluta, anche perché lei spiega perché voleva andarsene… non perché l’abbiano fatta uscire di scena in quel modo. E’ proprio l’inutilità della sua morte ciò che brucia di più, ed è “ufficiale” visto che un paio di stagioni dopo viene chiaramente detto anche dai personaggi.
      Perché non potevano semplicemente farla accettare un incarico su un’altra nave? In un qualsiasi momento sarebbe potuta tornare per un’ospitata: i capi Klingon sono apparsi regolarmente non solo in TNG ma anche in DS9, si sarebbe assicurata ospitate per anni e un giorno poteva benissimo rientrare nel cast. Il sospetto è che gli autori si siano davvero vendicati della “ribellione” dell’attrice…

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