Born Killer (1989) Unico ordine: uccidere!

Torno ad attingere alla mia collezione di DVD della serie “Uomini Contro” della USA Home Entertainment, roboante nome ammmericano che nasconde una casa di Abano Terme (PD) che nel 2005 ha riversato in digitale alcuni vecchi titoli della AIP (Action International Pictures), casupola che a cavallo degli anni Ottanta e Novanta ha sfornato film maschi senza rischio per tutti i raschi… cioè gusti.
Infilo il disco ed assisto ad una Vestizione, quel momento sacro che da Commando (1985) a Blue Steel (1990) scandiva la presentazione dell’eroe, se fatta bene. Qui… non mi sembra proprio fatta bene.

Un eroe con cui non si vince, al massimo… finisce pari e PATTA

Quando nel 1990 Kathryn Bigelow presenta la sua Vestizione di Jamie Lee Curtis nel citato Blue Steel, tutti a stupirsi che anche le donne usassero stili action tipici dei “maschi”: tutti muti, perché Kimberley Casey batte la collega di un anno!
Nel 1989 (anche se pare che sia uscito nelle videoteche americane solo nell’aprile 1990, stando ad IMDb) la “tutto-fare” della AIP (produttrice, attrice e via dicendo) apre con una Vestizione il suo primo film da regista: Born Killer.

Va’ che grafica!

Azzurra Home Video e Number One Video portano il film nelle nostre videoteche (in data ignota) con il titolo Born Killer.
Apparso su piccole reti locali già dal 13 maggio 1994, il primo passaggio televisivo importante è sicuramente quello di giovedì 8 settembre 1994, in prima serata su Odeon TV con il titolo Unico ordine, uccidere!, a fare concorrenza ad Italia1 con il suo Il giustiziere della notte 4. Quindi il film è uno degli Eroi di Odeon TV.

La Casey non è certo da sola, è avvolta dalla Z della AIP al suo meglio: il nostro amato David A. Prior (regista) e suo fratello Ted Prior (attore) qui giocano a fare gli sceneggiatori (ahaha già rido!) mentre David è anche co-produttore. E William Zipp, l’uomo AIP con la Z nel nome, è direttore del casting.
Insomma, il meglio del peggio a disposizione di Casey, fra le cui colpe c’è quella di aver prodotto quella robaccia di Furia bianca (1989) ma si è riscattata facendo l’assistente di Prior in Jungle Assault (1989).

Quella gran faccia da veterano di Nick

Nick ha due grandi problemi. Il primo è che ha la faccia di Fritz Matthews, e per questo non c’è soluzione. Il secondo è che è un reduce del Vietnam, quel mitico ’Nam ambientato nella Pineta di Ostia come tutti i film AIP. Certe cose ti segnano, e così Nick va in giro con camicia mimetica e zainetto tattico: notoriamente i reduci vestono da schifo.

Appena vedi una pineta, subito pensi al Vietnam

Me lo immagino quel giorno, quando Nick è andato dal tatuatore subito dopo aver visto Full Metal Jacket (1987) e gli ha detto “Voglio pure io quella scritta Born to Kill“. Il tatuatore l’ha guardato in faccia, e poi ha detto “Ci penso io”. Il risultato è “Born to KiSS“, che deve aver spopolato in quelle lunghe notte del Vietnam, fra la truppa assiepata nella giungla, con tutti uomini solitari. Ah, se quella giungla potesse parlare…

Oh, io ci leggo “Born to KiSS”: sarà un rimando musicale?

Dunque Nick è un tipico reduce anni Ottanta e per combattere i suoi incubi… gira armato. Va be’ che è solo un fucile a vernice, ma a chi vede Vietcong tutto intorno a sé non mi fiderei a dare un’arma in mano, anche se a salve. Comunque con l’amico se ne vanno a “giocare alla guerra” con delle amiche birichine, che mentre guidano sparano vernice alle macchine in corsa. Ma cos’è, la Parata dei Dementi?

La quota rosa della AIP

Mentre i beoti giocano alla guerra intanto lì vicino due detenuti fuggono per la Pineta di Ostia, e la trama sembra ovvia. Finalmente Nick può tornare ad usare il suo addestramento letale alla guerra sporca… No, perché i due galeotti in un secondo lo prendono e lo menano: una vecchia suora zoppa avrebbe offerto molta più resistenza del veterano Nick. Ma non è che abbiamo letto male la trama ed è un “veterinario”?

Non ti puoi voltare un attimo, che ti ritrovi i veterani in mutande!

Lasciati in mutande dai due evasi di giorno (che era peggio se fossero stati evasi di notte, il Turco napoletano docet!) Nick e il suo amico si scambiano il dialogo perfetto:

— Che accadrà?
— E che cazzo ne so?

Premio Oscar per la sceneggiatura!

Ted Prior nel ruolo dell’evaso dalla bocca larga

Mentre Ted Prior fa il matto nel ruolo dell’evaso psicopatico Spencer, lo sceriffo Stone (Ty Hardin) voglio sperare di cuore sia un personaggio parodistico – una tagliente critica alla cialtroneria delle forze dell’ordine – perché fa più morti lui del criminale!

Ragazzi, nel dubbio… sparate a tutti!

Intanto il nostro eroe prende schiaffi da tutti. Subisce la qualunque, ma poi d’un tratto si ricorda di essere un reduce: ora comincia il film.
Grazie a tecniche sofisticate e a conoscenze note solo agli esperti, maturate in quegli anni passati nella giungla a lottare per la sopravvivenza, Nick riesce… a fare un bastone! Pare facile, ma provateci voi in un bosco a trovare un bastone, poi parliamo. E questo bastone lo tira a Spencer. Oh, ma glielo tira forte forte forte, eh? Spencer potrebbe addirittura rimanere offeso, ma per fortuna non succede niente e Nick di nuovo torna a subire di tutto.

Grattarsi la testa con una pistola carica si chiama “colpo di genio”

Spencer lo fa assistere mentre violenta l’ultima donna che era rimasta della comitiva, e probabilmente il criminale ce l’ha radioattivo perché basta che si appoggia un attimo sulla donna… e quella muore. Così, di spavento.
Finalmente abbiamo il going berserck di Nick, finalmente l’eroe si incazza e può iniziare a rambeggiare, e non solo a “baciare” come recita il suo tatuaggio. E quindi Nick… diventa tutto rosso!

Viuleeeeeeeeenza!

Senza altra spiegazione che l’esplosione di un embolo, Nick prende la vernice delle armi finte e ci inonda il bosco – ma siamo sicuri che sia tutta vernice ecologica? – poi ci si fa il bagno, ci schizza i cattivi e comincia a fare il matto. Ma si erano portati dietro cento litri di vernice?
Comunque a questo punto il film smette di seguire una qualsiasi logica e la follia avvolge tutto, con il rosso a simboleggiare la perdita di ogni contatto raziocinante.

Kimberley Casey dimostra senz’ombra di dubbio che le registe sanno fare pessimi film esattamente come i registi, non c’è alcun razzismo di genere: la Z accoglie tutti senza distinzioni, l’importante è creare robaccia assurda. E in questo Casey non la frega nessuno.
Questo Born to KiSS è perfetto da vedersi in una di quelle giornate un po’ stressanti, in cui vi sentite nervosi e vi sentite la tensione sul collo: mettete play a questa impagabile bojata, e cominciate a ridere in faccia a Nick, che sogna il Vietnam nella Pineta di Ostia, e ogni tensione vi abbandonerà.

“Uomini contro” sembra una serie di filmacci assurdi, invece è una medicina per l’anima: ovviamente, l’anima de li mejo filmacci loro!

L

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24 risposte a Born Killer (1989) Unico ordine: uccidere!

  1. Zio Portillo ha detto:

    Non so che dire… Giuro che veramente non ho parole. Ma non è il film in se (ne ho letti di peggio qua da te) è proprio l’assieme dei vari elementi che è letale. Se poi a tutto aggiungi il berserker di rosso pittato allora “ciao!”. Cosa vuoi dire ad un film così? Nulla. Leggi il post, scrivi i saluti e ti ritiri in un dignitoso silenzio.

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  2. Cassidy ha detto:

    Dovevo fare un discorso sulla vestizione dell’eroe ma niente, la trasformazione in “Hulk Rosso” é l’apoteosi! Pensavano di realizzare un effetto tipo sporco di sangue da capo a piedi? Dopo il tatuaggio da fan dei Kiss questo film può tutto! 😀 Cheers

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      La regista si è messa seduta e ha fatto una lista di idee buone, poi l’ha buttata e ha lavorato a casaccio 😀
      La valanga di vernice rossa che ricopre il finale non ha alcuna spiegazione, e temo che nel 1989 non fossero così attenti alla tossicità: mi sa che in quel tratto di Pineta non cresce più l’erba 😛

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  3. Il Moro ha detto:

    Non ho capito… Si pitta di rosso e comincia a sparare pallottole di vernice in giro? Ma perché? Ma colpisce qualcuno? Usa anche pallottole vere o annega i nemici nella vernice? Niente, non rispondere, sono sicuro che il film che mi sto facendo nella testa sia migliore dell’originale.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Su questo non ci piove!
      Teoricamente l’idea del film non è malaccio, cioè due criminali evasi che con pistole vere si ritrovano fra un gruppo di persone che sta solo giocando alla guerra, con pistole a vernice: sembra una situazione che facilmente va a vantaggio dei criminali, ma fra gli “innocui” c’è un veterano che scatena una guerra che neanche se la sognano, usando le tecniche di guerriglia imparate in Vietnam.
      Questa è la teoria, in pratica abbiamo solo pessimi attori che camminano per la Pineta di Ostia dicendo e facendo cose stupide: il criminale ha una pistola da dieci milioni di proiettili, visto che non ricarica mai – non avendo munizioni, visto che è appena evaso – e il protagonista alla fine fa fuori il cattivo a forza di pugni, in un combattimento finale inutilmente lungo e noioso.
      Le idee della AIP sono tutte buone, il problema è che non hanno nessuno che le sappia mettere in pratica 😛

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  4. armiere guns ha detto:

    la 1911 della foto è un modello 70, quel arma era in singola azione senza sicura al percussore, avendo una sicura che veniva disattivata impugnando correttamente l’arma se no il grilletto era bloccato…

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Come esprimere la BelleZZa (tutte le maiuscole sono volute per sottolineare l’importanza del concetto e la quantità di Z in esso presente)?
    Credo con un film come questo, la cui recensione mi ha fatto istantaneamente innamorare; già che le premesse (la vestizione, la pineta di Ostia, Odeon, i Prior…) erano entusiasmanti ma poi le successive evoluzioni (lo sceriffo killer, la costruzione del bastone, la svolta “rossa”) vanno oltre le più rosee (anzi, rosse!) aspettative.
    Oggi ho una leggera ma fastidiosa emicrania, che dici Lucius, la visione placebo potrebbe funzionare? 🙂

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  6. Sam Simon ha detto:

    Ahahah! Che roba delirante! Sembra davvero promettente, ti stai rifacendo con la Z dopo tanti post su film più degni! :–)

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  7. armiere guns ha detto:

    Nel articolo della bren ten di sabato ti nominerò visto usato nella serie Miami vice.

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  8. Pingback: Deadly Dancer (1990) Ballo mortale | Il Zinefilo

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