Visioni di Biehn (2)

In attesa di incontrarlo questo autunno nella seconda stagione di “The Mandalorian” (spero non solo nel primo episodio), ho cominciato a rispolverare qualche vecchio film con Michael Biehn, sfortunato attore che è riuscito ad apparire in alcuni titoli di culto prima di scomparire in produzioni spesso invisibili.

Trattandosi di film su cui non ho trovato molto da dire, ho pensato di accorparli in questa panoramica dal titolo “Visioni di Biehn”.


K2 – L’ultima sfida (1991)

Sfogliando la sterminata filmografia di Biehn, formata quasi esclusivamente da film sconosciuti e introvabili, mi cade l’occhio su questo K2 (in DVD Eagle Pictures dal 2010) e mi blocco: aspetta… ma quello era Michael Bieh?
Ricordo perfettamente il film di Werner Herzog con il nostro Vittorio Mezzogiorno con il suo sistema classico di ascensione contrapposto all’odioso biondino gggiovane che faceva il manzo: quello era Biehn? Ho visto almeno due volte quel film, possibile che non ho riconosciuto il nostro Michael?

Inizio a vedere il film e ricordo perfettamente la scena del giovane biondino che, un po’ brillo e può pavone, raggiunge delle ragazze disponibili arrampicandosi sul loro palazzo, a dimostrare la sua bravura. Il film procede, tutto bello, si parte per il K2… ma quando arriva Mezzogiorno? E soprattutto, dov’è Brad Dourif?
L’arcano è subito spiegato: per decenni ho frullato insieme due film, fondendo nella mia memoria questo K2. L’ultima sfida con Grido di pietra di Herzog, entrambi nel 1991 e probabilmente visti insieme su Tele+. Eppure uno parla del K2 e l’altro del Cerro Torre, ma all’epoca la mia conoscenza delle montagne consisteva nella semplice nozione che… ci sono delle montagne!

In montagna è utilissimo leggere l’Arte della Guerra di Sun Tzu

Aspettarsi il grado di epicità di Herzog in un minuscolo filmetto è ingiusto, ma certo che K2 non fa in alcun punto capire la pericolosità della montagna: gli incidenti che vengono narrati e che dovrebbero creare il pathos nel film possono succedere pure sul Monte Bianco. Nessun personaggio viene spiegato se non tramite le sue azioni, quindi vediamo dei tizi che per motivi ignoti sfidano la morte così, per passare il tempo, senza mai rendere ciò che anima uno scalatore.

Non saprei dire se sia davvero la cima del K2

Biehn è impegnato in molte scene d’arrampicata con il volto ben inquadrato, quindi immagino si sia allenato parecchio per il ruolo, e quelle scene alla fin fine sono l’unico motivo per vedere il film.


L’ultimo inganno (1993)

Quando ti chiama un regista di nome Christopher Coppola per girare un film scritto insieme a uno che si chiama Nick Vallelonga, è abbastanza facile capire di che genere di storia si tratti.
In questo immondo filmaccio (in DVD Eagle Pictures dal 2007) l’idea è di mettere insieme un po’ di volti noti, tra star del passato e del presente, qualche faccia appannata e qualcuna di grande richiamo, per creare un roba d’altri tempi: storie di inganni, truffe e truffatori. Solo che sono finiti i tempi de La stangata (1973), e da parecchio.

Il nostro Biehn è cresciuto aiutando il padre a mettere a segno truffe di vario genere, nella venerazione di un genitore che in realtà non sembra essere degno di alcuna stima. Poi però una notte qualcosa va storto, la pistola caricata a salve non era caricata a salve e Biehn spara a suo padre, uccidendolo davvero quando invece dovevano solo fare finta per il “pollo” di turno.
Cambiata aria, va a trovare lo zio in Florida (mi pare) e scopre che suo zio è in realtà il gemello di suo padre: una scusa per dare a James Coburn un doppio ruolo.

La faccia di un bravo ragazzo, la famiglia di un gangster

Biehn si ritrova a girare con suo cugino, un mostruoso Nicolas Cage che mai ho trovato così fastidioso e stupido, sapendo di esserlo. Con la gallinella di turno, che dice cose inutili e stupide, i tre vanno in giro a fare truffe. Ma il destino è dietro l’angolo.

Se cercate caratteristi noti, qui ne troverete a iosa

Siamo sicuri che il truffatore non sia il truffato? Siamo sicuri che chi inganna non è ingannato? Siamo sicuri che esista una sceneggiatura in questo film e non siano solo asfittici luoghi comuni? Com’è facile immaginare tutti stanno ingannando tutti e il fastidio cresce a livello esponenziale.

La mia posa mentre vedevo il film

Il livello di odiosità di questo film è da competizione, e se Biehn è perfetto nel ruolo del bravo ragazzo che si ritrova in pessima compagnia, dall’altra è un personaggio troppo allocco per credere sia nato in una famiglia di truffatori.

«Eri bravo in Navy Seals.» «Grazie, anche tu.»

Fra le tante stelle e stelline che fanno una comparsata c’è pure Charlie Sheen, che si impegna con Biehn in una inutile partita a biliardo: una scena senza alcun significato che serve solo a mostrare di nuovo insieme i protagonisti di Navy Seals (1990).


Cherry Falls (2000)

Stando al mio Archivio Etrusco ho visto questo film nel 2010 e mi è anche discretamente piaciuto, anche se penso che sia dipeso dal fatto che non avevo ancora fatto indigestione di slasher della nuova generazione: per intenderci, quelli scritti seguendo le regole di Scream (1996).
Non riesco a ricordare se all’epoca sapevo già che la protagonista Brittany Murphy era morta da un anno, durante la mia visione, ma ne dubito: all’epoca la ricordavo solamente da 8 Mile (2002), che se non sbaglio vidi addirittura al cinema. (Ebbene sì, ero uno sfegatato fan di Eminem in quel periodo!)

Siamo in un periodo in cui dopo trent’anni di prolifica attività gli slasher al cinema sembrano una cosa nuova, e il film di Craven ha aperto le dighe non solo ai relativi seguiti, ma anche a nuove formule come So cosa hai fatto (1997): non a caso tratto da un romanzo del 1973, tanto per ricordare quali sono stati i veri anni di nascita del genere. Cherry Falls (in DVD Eagle Pictures dal 2007) nasce in quella “bufera” e prende tutti gli spunti dei film più famosi.

Super papone Biehn

Biehn qui è sia sceriffo di ferro della cittadina che papone affettuoso della protagonista, e quando due efferati omicidi lasciano intendere che a finire vittime del maniaco siano giovani ragazze e ragazzi vergini, subito parte la lezione casalinga di auto-difesa.

Un corso rapido da Colonial Marine

Non svelo nulla ma di sicuro l’attore è perfetto nel suo ruolo, il volto giusto per la parte, e per fortuna sta parecchio in scena.

Ah però, hai capito la vice-sceriffa?

Sicuramente il seguire l’onda del genere slasher lo fa sembrare un film minore, e visto oggi probabilmente sa di ingenuo, ma solo perché ne sono usciti troppi simili. Mi sembra un prodottino onesto che non si porta male gli anni che ha.

L.

– Ultimi film con Biehn:

Informazioni su Lucius Etruscus

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9 risposte a Visioni di Biehn (2)

  1. Cassidy ha detto:

    Il nostro Michael ha la capacità di sparire nei ruoli, che normalmente é un pregio per un attore, ma per lui non tanto perché ho visto due film su tre di quelli che hai presentato oggi, e non ricordavo affatto la sua presenza. Diciamo che non é molto bravo a nascondere quando non crede molto in un progetto ecco 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Per fortuna almeno qualche suo film è finito nel catalogo distributivo della Eagle Pictures, perché la maggior parte dei titoli della sua filmografia post-’90 è irreperibile in qualsiasi formato. Non so se sia una scelta studiata a tavolino, quella di apparire solo nei film più invisibili ed introvabili o solo jella. Per fortuna ogni tanto si è affacciato anche a qualche produzione “visibile” 😛

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Confermo che mi piace questa rubrica! 🙂
    Il film su cui si appunta la mia attenzione è soprattutto Cherry Falls perché mi pare quello che si merita meno pernacchie, perché appartiene a un genere a me gradito assai e perché lo vidi e ne conservo un dignitoso ricordo, aspetto che mi pare confermato dal post zinefilo.
    Ah! E non dimentichiamo che il nostro eroe fa lo sceriffo, dopo quello di “Unico ordine uccidere” un altro esimio rappresentante della legge! 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha vero! Sarebbe da farci una rubrica dedicata ai tutori dell’ordine moralmente discutibili 😀
      Di “Cherry Falls” conservo un buon ricordo e all’epoca mi è piaciuto, è un prodotto onesto che si fa guardare con piacere: ad avercene! 😉

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  3. Sam Simon ha detto:

    Mi fa morire la didascalia che hai messo alla foto di Sheen con Biehn… Cambi Navy Seals con Wall Street e subito hai in mente un altro film! X–D

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  4. armiere guns ha detto:

    Molto bello e interessante

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  5. Giuseppe ha detto:

    “Cherry Falls” è l’unico della tripletta che sono sicuro di aver visto, non solo per il genere di appartenenza ma anche perché, appunto, Michael nostro qui è più che dignitosamente presente (a riprova che di buoni ruoli per lui ce n’erano e ce ne sarebbero stati ancora eccome, non fosse stato per quel suo colpo di testa)…

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