Deadly Dancer (1990) Ballo mortale

Continuo ad attingere alla mia collezione di DVD della serie “Uomini Contro” della USA Entertainment, roboante nome ammmericano che nasconde una casa di Abano Terme (PD) che nel 2005 ha riversato in digitale alcuni vecchi titoli della AIP (Action International Pictures), casupola che a cavallo degli anni Ottanta e Novanta ha sfornato film maschi senza rischio per tutti i raschi… cioè gusti.
Stavolta non si tratta di un fortunato ritrovamento su bancarella ma di un acquisto mirato su Amazon, approfittando di un “prezzo amico”: ecco dunque Deadly Dancer.

IMDb dà un vago 1990 come uscita del film in home video americano, mentre non ho trovato alcuna traccia di vita italiana del film se non un passaggio su un piccolo canale locale (Cinquestelle) nella prima serata di venerdì 19 agosto 1994, con il titolo Ballo mortale.
La USA HE lo riesuma in DVD dal 2005 con lo stesso titolo italiano.

Ad essere “mortale” in realtà è il film stesso

La regista Kimberley Casey, tutto-fare della AIP, l’abbiamo conosciuta con il suo film d’esordio registico Unico ordine: uccidere! (1989), ma purtroppo la sua carriera nel cinema si interrompe nel 1991 in cui scompare: regista, produttrice, assistente, coordinatrice, fotografa e mille altre mansioni svolte alla AIP scompaiono nel nulla. Purtroppo non si sa nulla di lei a parte il nome che appare nei vari crediti dei filmacci AIP: sarebbe da farci una puntata di “Chi l’ha visto?”. O di “Voyager”, visto che magari la donna neanche esiste!

Autore del soggetto del film risulta essere il nostro caro vecchio David A. Prior, presenza fissa di tutti i film della AIP (mi sa che la casa era sua!), probabilmente frequentatore di locali notturni pieni di ballerine: perché non unire l’utile al dilettevole? Facciamo un film che mostri tutte queste ballerine, così entriamo gratis nel locale e facciamo i signori.

Quindi abbiamo un film composto al 70% da spettacolini danzanti, e non intendo le solite scene di pochi secondi in cui il poliziotto entra nel locale e c’è una tipa che si contorce sul palco: intendo numeri interi, dalla durata infinita. Forse gli autori sono rimasti ai tempi di Flashdance (1983), ma il risultato è molto più simile a tristi operazioni come Totò di notte n. 1 (1962): qualche minuto girato con un protagonista noto, impegnato in una storia di poca importanza, a riempire i vuoti fra un balletto e l’altro con la sgallettata di turno.
Il Totò di questo film, cioè il “volto noto”, è Walter Cox, che non è proprio un volto noto ma è stato bravo protagonista del decisamente più geniale Forza da sbarco (1990) della AIP. Qui fa il classico poliziotto di Los Angeles che segue le proprie regole e non aspetta rinforzi: il suo ruolo è così parodistico che dispiace sia minuscolo, visto quanto fa ridere.

Non ci crede nessuno che questo è un rude poliziotto di L.A.

Dopo qualche minuto in cui in un vicolo viene ricreata la tipica sparatoria delle serie TV anni Settanta, Cox si infila in un locale da cui non uscirà mai più: ogni balletto è inframezzato da inquadrature del suo faccione sorridente da ebete.
La sottotrama poliziesca prevede che un assassino stia uccidendo le ballerine del locale protagonista, la cui direzione artistica è gestita da… Shabba-Doo!

Che belle le ballerine, quasi quasi le stritolo

Oggi forse fa ridere, ma vi assicuro che Breakdance (1984) non è stato solo il film che ha lanciato la ninja Lucinda Dickey e ha inquadrato per la prima volta su suolo americano Van Damme e Tong Po: è stato un successo epocale con cui la Cannon ha saputo cogliere l’onda della nuova moda del momento. (Per avere un’idea, parliamo di un filmetto con attori improvvisati costato sei milioni e che ne ha incassati quasi quaranta!)
L’eroe del film, Adolfo Quinones detto Shabba-Doo, continua la sua carriera di ballerino-attore e qui in Ballo mortale sin dall’inizio fa la parte del primo sospettato: sarà davvero lui l’assassino? Saprete resistere a questa tensione?
Intanto Shabba-Doo si ritaglia un numero di ballo pure lui, della durata di dieci ore da cui non riesci a staccarti dai suoi “pantaloni alla Hammer”.

Va’ che soubrette!

Protagonista femminile è Smith Wordes, la ballerina di rosso vestita del celebre Smooth Criminal (1988) di Michael Jackson, qui in pratica a fine carriera attoriale per diventare principalmente coreografa cinematografica. Interpreta Kaycha, la nuova diva del locale che instaurerà con il detective delle indagini una situazione alla Basic Instinct ante litteram. Ovviamente di grana grossa e cattivo gusto.
Il resto sono solo ballerine che fanno il loro numero anni Ottanta “sentendo il battito” (feel the beat).

Smith Wordes: da Michael Jackson… a David A. Prior!

Siamo al di sotto della “qualità” a cui la casa ci ha abituato: niente azione, niente sparatorie, solo tanti noiosi ballettini da localino notturno. Sono sicuro che Prior li avrà apprezzati, ma il suo pubblico decisamente meno.
Dovrà assolutamente rifarmi con qualche action pezzente della casa, per non rimanere con l’amaro in bocca.

L.

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16 risposte a Deadly Dancer (1990) Ballo mortale

  1. Zio Portillo ha detto:

    1- Posso chiederti perché diavolo hai comprato sto dvd su Amazon?!?!

    2- L’idea di un serial killer in un locale chiuso che gioca a rifare “Dieci piccoli indiani” con inserti musicali poteva pure avere un senso. Un po’ tirato per i capelli ma dai, poteva essere una variante originale per spezzare la “noia” di una serie di numeri musicali fine a se stessi. Però dammi un po’ di azione, un minimo di brio, qualcosa che non sia piatto e moscio.

    3- Non so anche a Roma avete sta cosa, ma qua in Veneto ci sono canali regionali (mi pare Tele Città) che spessissimo trasmettono serate festaiole in qualche paese sperduto. Due-tre telecamere fisse (con dissolvenze a stella, a “scoppio”, che “sciolgono” la scena,… Come c’erano sulle cineprese casalinghe!) che riprendono una balera o una pista da ballo di qualche sagra, con coppie over-70 che ballano ininterrottamente per ore e che fanno a gara (però con disinvoltura, senza dare nell’occhio) per farsi inquadrare il più possibile. Ovviamente registrano la serata alla tv e poi si bullano con gli amici se vengono inquadrati più di altre coppie rivali. Sta cosa la so per certo perché degli amici di mio padre sono, con le mogli, assidui frequentatori di ste serate e nei racconti che ci forniscono, sotto la patina di festa e convivialità, ci sono gelosie, tradimenti, vendette,… Un soggetto perfetto per la AIP di Abano Terme, luogo per anziani da sempre!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      1 – La passione per l’action, la Z e la completezza mi hanno spinto ad investire un paio d’euro in un film della collana “Uomini Contro”, che poi purtroppo è uscito fuori essere una schifezza. Però arricchisce la collezione quindi va bene! 😛

      2 – Ricordo che mio zio in gioventù è stato “animale da ballo”, si faceva tutte le gare e anche lui si lamentava di un ambiente ben poco rilassato. Però lui è “provinciale”, a Roma purtroppo vige un razzismo campanilistico spietato, per cui tutto ciò che è legato al “fuori” (o così avvertito) viene disprezzato a prescindere: da noi c’è il luogo comune che le balere sono roba da nord Italia, che è la peggiore offesa che un romano possa dire, seconda solo al sud Italia. Insomma, a Roma il razzismo è a livelli così alti che le decine di canali locali trasmettono esclusivamente due trasmissioni: televendite e talk show calcistici. Questi ultimi andrebbero studiati da un antropologo perché non è possibile sia gente vera quella lì 😀
      Il “vero romano” lo riconosci subito, perché schifa tutto ciò che non avviene nel suo quartiere, possibilmente sotto il suo palazzo: meglio ancora se nel suo pianerottolo. E pensare che una volta si diceva che i provinciali sono chiusi mentre chi vive in città ha larghe vedute 😀
      Negli anni Novanta ricordo di aver beccato per caso un canale che trasmetteva qualcosa che somiglia a quel che descrivi, ma non mi è più capitato.
      Comunque se è un modo di dire e ci hanno fatto canzoni, Blood on the Dance Floor è una realtà internazionale 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Vero, ogni poliziesco come si deve ha una scena con le ballerine, questo film è così, solo che si è dimenticato del poliziesco concentrandosi sulle ballerine. Vabbè sono dettagli dai, non formalizziamoci su cosette come la storia, i personaggi, anche noi però, quante pretese! 😉 Cheers

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  3. Kukuviza ha detto:

    Ma i balletti sono almeno un po’ sexy? almeno per giustificare la cosa. Forse avrebbe più “””””successo””””” oggi, visto che le trasmissioni legate al ballo (anche i film) mi pare che abbiano un certo seguito.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non sono un esperto, ma mi sembra roba troppo orribilmente anni Ottanta per avere una qualche speranza. E non la roba ’80 finta che piace adesso, ma quella vera dell’epoca… che era già inguardabile all’epoca 😀

      "Mi piace"

  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Stavolta sono rimasto fregato! Ti assicuro che mentre visionavo il film pensavo “Accidenti, era meglio se davo credito alle perplessità (eufemismo) di Lucius”. Veramente uno spettacolo inguardabile, anzi eroicamente guardabile (nel senso che per vederlo si deve essere eroi): come hai scritto, zero azione, zero tensione, ballettini noiosissimi e prolungati, carrellate di facce inebetite, non c’è nemmeno un po’ di quell’aspetto pruriginoso cui ti farebbe pensare la location e l’atmosfera…nulla!
    Poi mi sento sempre a posto con la coscienza dopo aver visto del trash lurido come questo ma stavolta dovremo rifarci entrambi, come dichiarato in conclusione, con un action bello pezzente!!! 🙂 🙂

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  5. Conte Gracula ha detto:

    Ho una teoria: il movente dietro questo film è lo stesso dei protagonisti di The Producers!

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