Deadly Reactor (1989) Reazione mortale

Continuo ad attingere alla mia collezione di DVD della serie “Uomini Contro” della USA Entertainment, roboante nome ammmericano che nasconde una casa di Abano Terme (PD) che nel 2005 ha riversato in digitale alcuni vecchi titoli della AIP (Action International Pictures), casupola che a cavallo degli anni Ottanta e Novanta ha sfornato film maschi senza rischio per tutti i raschi… cioè gusti.
Scopro così un altro dei nomi “importanti” della casa, David Heavener, che non pago di dirigere vuole anche interpretare i propri film, cominciando a sfornarne a spron battuto: tutti ben al di sotto della soglia della Z. Esordisce nel 1988 con Outlaw Force, che temo sia inedito in Italia, quindi lo conosciamo tramite la sua seconda opera: Deadly Reactor.

L’esordio di David Heavener nella AIP

È nota un’edizione VHS Number One Video, di data ignota, con il titolo Reazione mortale, ormai materiale per archeologi da videoteca.
L’unica altra prova della vita italiana del film – prima del DVD della USA HE del 2005 – risale ad un piccolo canale locale (Cinquestelle) che nella prima serata del venerdì 22 luglio 1994 l’ha trasmesso: tranquilli, il venerdì 18 novembre successivo Odeon TV replica il film, rendendolo dunque uno degli Eroi di Odeon.

Un tema musicale reggae allegrotto del tutto fuori luogo ci introduce alla drammatica premessa: «Nessuno aveva mai creduto che potesse accadere un olocausto nucleare, ma invece accadde». Vero, negli anni Ottanta proprio nessuno pensava all’olocausto nucleare, giusto quelle centinaia di persone interessate a sfornare film sull’olocausto nucleare che hanno intasato il decennio con fiumi di titoli.
«Dopo rimasero solo due specie di esseri umani». E qui si ferma il racconto, tanto che dobbiamo immaginarci da soli chi siano questi “esseri umani”. Di sicuro ci sono i cattivi, «abbruttiti e senza principi morali», ma soprattutto così abbrutiti da avere una “t” di troppo! Come ritrarre questi mostri disumani privi di principi morali? Ubriacarsi e ballare intorno al fuoco aiuta sempre, con l’aiuto di una tipa allegra dalle tette di fuori.

Ah, come sarà terribile il futuro post-atomico!

Che brutto l’olocausto atomico, che dopo tutti sono costretti a ballare, bere e spupazzarsi donne nude e disponibili. Questa sarà la vita del dopo-bomba: si beve, si balla e si tromba. Ci sono futuri decisamente peggiori.

Brrr, che orrore vivere in questo futuro del dopo-bomba…

Invece il protagonista è uno dei buoni, uno di quelli che passano il tempo a suonare la chitarra per la sorella e i nipotini. Ecco, questo sì che mette paura!

Ehm… se proprio dovessi scegliermi il futuro post-atomico…

Arrivano i cattivi, ammazzano i bambini, stuprano la sorella e sparano al protagonista: è un colpo speciale, perché gli sparano in pancia ma lui sopravvive e si fascia la testa e il collo. Evidentemente i proiettili poi hanno viaggiato nel corpo.

Perché mi sono fasciato la testa se mi hanno sparato in pancia?

Salvato da un tizio che passava di lì, la cui arte medica si limita a stare seduto e guardare il ferito, il nostro protagonista si salva. Però la sua storia è vaga e raccontata nei ritagli di tempo fra una scorreria e l’altra del boss dei cattivi: Hog (Darwyn Swalve). Aspetta… Boss Hog! Ma siamo in “Hazzard”?

Boss Hog, un cattivo senza morale… e senza molare!!!

Per motivi ignoti l’umanità del futuro si riunirà tutta in gruppi di Amish, la cui unica attività ricreativa sarà danzare intorno a un tavolo in giardino. Non campano però a lungo, visto che dall’altra parte l’unica attività dei cattivi è andare in giro a sparare agli Amish, violentandone le donne. Visto con quanta passione ci si dedicano, mi sa che l’umanità non durerà molto.

Intanto il reggae allegrotto e fuori luogo procede imperterrito, mentre l’Heavener sceneggiatore (oltre che regista e attore) spara a casaccio con una fretta inspiegabile. Sappiamo che il tizio che l’ha salvato, Duke (Stuart Whitman), si costruisce da solo le armi e ora gli insegna a sparare.

Per puro caso e in modo indiretto sappiamo che il protagonista si chiama Cody (il nostro Heavener), era un predicatore ma anche un poliziotto ma anche un marito che però la moglie è morta quando è caduta la bomba: c’era bisogno di snocciolare tutto questo in un nano-secondo? Non potevano dedicare almeno due secondi al passato del protagonista? No, qui si corre perché bisogna mostrare Boss Hog che spara la gente.

Duke (nome appropriato, da contrapporre a Boss Hog) è un uomo pronto ed armato, così vigile che basta il primo beota che passa a farlo fuori. Così il personaggio se ne esce con una pernacchia ma ci regala la “frase maschia” del film: «Un uomo sa quando la morte gli morde il culo».
Dopo aver pregato per la sua anima, Cody decide di portare la Parola del Signore ai cattivi: una parola scritta su ogni cartuccia a formare un sermone di fuoco! (E riparte la musichetta reggae.)

Dio perdona, la serie Z no!

Comincia la storia di vendetta raffazzonata, con Cody che ha imparato a sparare il giorno prima e già ha la mira più infallibile del West post-atomico. E poi colpisce i cattivi a chilometri di distanza: ma che gittata hanno quelle pistole?
Nominato vice-sceriffo un criminale e messosi a protezione della comunità Amish che non lo vuole, può iniziare il western Z più ridicolo del mondo post-atomico.

Ecco, è proprio con quella faccia che il protagonista va in giro

Per fare un western dozzinale manca la puledra bionda che fa girare la testa al protagonista e che ovviamente dovrà essere minacciata dal cattivo: ecco arrivare Shawna (Alyson Davis), così pia che Cody… se la pia!

«Siamo nel dopo-bomba… che si fa?» «Facciamo la rima.»

Lo scontro finale all’insegna del “Mezzogiorno di fuoco” è davvero triste e meschino, i cattivi arrivano in paese uno alla volta quindi scontri e sparatorie sono ben miserevoli.
Il super cattivo Boss Hog poteva essere l’occasione di uno scontro finale più ricco invece esce di scena in un lampo: perché Heavener ha fatto di tutto per costruire un western post-atomico se poi non gli interessava nessuno dei due generi?

David Heavener: spara, spara, ma non ne azzecca una

Va bene che stiamo parlando del secondo film di un totale esordiente, ma è inspiegabile il disinteresse dell’autore per qualsiasi tema che non sia la dabbenaggine e la cialtroneria: lì sì che è cintura nera!
Semplicemente ha a disposizione gli attrezzi della AIP, una secchiata di caratteristi della casa e si inventa sul momento un qualcosa, che chiamare “film” mi sembra azzardato. C’è il poliziotto fra gli Amish che sfrutta l’eco di Witness. Il testimone (1985), c’è l’accenno al cinema post-atomico che ha attraversato tutti gli Ottanta, ci sono le pistole e il sigaro in bocca che fanno tanto western e ci sono le poppe al vento. Alla AIP si sono fatti film con molto meno!

L.

amazon– Ultimi film della AIP:

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25 risposte a Deadly Reactor (1989) Reazione mortale

  1. Cassidy ha detto:

    Tra cattivi senza morale e molare e rime da fare mi sono rotolato dal ridere, vedo che il buono si é convertito presto allo spupazzamento di donne nude, che era prerogativa dei cattivi. Ma poi rifare il film Amish di Harrison Ford in chiave Western con il reagge, a questo punto poteva inserire come colonna sonora Weird Al con la sua “Amish’s Paradise”, il capolavoro della Z sarebbe stato completo 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari ci fosse stato Weird Al, allora sì che ci troveremmo davanti a un capolavoro 😀
      Il protagonista ci mette un attimo ad abbandonare la vita santa e pia e piare la vita dei cattivi, fingendosi buono. Diciamo che è la storia stessa ad essere senza morale 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        In pratica il vero interesse qui, una volta archiviata l’insulsa parentesi western, è mostrare la vita del dopobomba (dove, per l’appunto, si balla, si beve e si tro… va giustizia, che trombare infatti è giusto), la quale sembra aver qualcosa ha che fare con le pratiche più comuni dei sopravvissuti dell’Isola di Giava (dove si mangia, si beve e si chia… ) 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahaha sì, è un gemellaggio spirituale: devo beccare un film ambientato a Giava per approfondire la questione 😀

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Serve una canzone più adatta…

    Mai, mai, scorderai
    L’attimo, la Z che tremò
    L’aria si incendiò
    E poi silenzio…

    La trama de La terza madre sembra più coerente, e pure lì c’è un personaggio che si fa male in un punto ma si tiene un’altra parte…
    Io non mi azzarderei mai a sprecare soldi nella produzione di un film mancandomi uno straccio di sceneggiatura sensata, ma a quanto pare, nell’infra-A e nell’ultra-Z la storia è una cosa che capita agli altri.

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Paccato! Se non pescavano una “D” dal sacchetto (come in “Scarabeo”) facevano bingo.
    Hog c’è, Duke pure, se al posto di Cody toglievano la D usciva Coy che è il nome di uno dei cugini Duke “supplenti” che presero il posto degli originali Bo e Luke Duke dalla 5ª stagione.
    Mi sa che oltre a Witness e al dopo-bomba, pure HAZZARD andava forte ad Abano.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Che assurdi i tempi in cui chiamavano sostituti nelle serie TV 😀
      Se avessero fatto un Hazzard post-atomico già sarebbe stata un’ottima idea, invece di ‘sta roba che non si sa che è.

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      • Zio Portillo ha detto:

        In questo caso fu un assieme di fattori. I “titolari” (Bo e Luke) volevano l’aumento e dalla loro avevano i numeri dello show (ascolti, merchandise e lettere dei fan), la CBS non voleva assolutamente darglielo e come risposta portava i danni che i due attori provocavano sul set perché pretendevano di eseguire loro gli stunt minori. Pur essendo bravi, non erano piloti professionisti e spesso danneggiavano le auto o buttavano giù le parti del set non truccate e che nelle intenzioni dovevano rimanere in piedi.

        Si arrivò al muro contro muro con la 5^ stagione alle porte. La CBS provò a sparigliare il mazzo assumendo due nuovi attori che sulla carta dovevano interpretare sempre i personaggi di Bo e Luke Duke. Fu Gy Waldron, sceneggiatore e regista della serie, che fece rinsavire i produttori preannunciandogli una catastrofe se avessero messo due nuovi a fare gli stessi personaggi. E li consigliò caldamente di tenere una porta aperta al ritorno della coppia titolare. Così i cugini originali vennero mandati a fare le corse Nascar e quindi, temporaneamente, fuori dalla contea di Hazzard e si introdussero Coy e Vance.

        La CBS venne inondata da lettere di protesta dei fan e dopo 16 episodi con ascolti ridicolmente bassi, Bo e Luke ritornarono al loro posto. Si mediò e si arrivò ad un punto d’incontro: paga leggermente aumentata e stunt limitati all’essenziale.

        P.S.: mi sono rivisto il “Total Recall” del 2012. Sai che avevi ragione? E’ tutto fatta da una lunghissima scena d’azione che inizia al minuto 1 (la cattura di Farell) e finisce al minuto 118 quando muore per l’ennesima volta XXX, che per tutto il film pareva immortale (non spoilero). Dialoghi e trama ridotta all’essenziale e sotto con sparatorie, esplosione, close combat e one-liner. Le migliori affidate alla bellissima e tostissima Beckinsale (per una come lei lascerei la famiglia immediatamente!). E pure la decostruzione delle scene originali (la dogana, quando Quaid deve capire se è nel sogno o no, la resa dei conti tra le due donne,…): rifatta con le medesime premesse, uguale nel risultato finale, ma differente realizzazione. Ero partito scettico, mi sono ricreduto. Film dal ritmo indiavolato!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Contento che rivisto TR con spirito diverso sia riuscito a gustarti l’ottimo action che è, con una sceneggiatura “rielaborante” più che “copiante” 😉

        Sì, sapevo dell’Affaire Duke, ma queste cose oggi possono girare mentre all’epoca noi poveri spettatori italiani, che vedevamo roba trasmessa a casaccio e con anni di ritardo, non potevamo che essere vittime ignare.
        Ricordo il caso del figlio dei Jefferson: nella prima stagione era un attore, poi dalla seconda in poi è un altro attore, e appena ti ci sei abituato, sbam torna il vecchio attore! E non interpretano due fratelli, sono sempre lo stesso personaggio!
        In tempi più recenti questi cambi attoriali fanno molto meno scalpore: ricordi che “Il principe di Bel Air” ad un certo punto Jazzy Jazz inizia la stagione chiedendosi quali altri attori sarebbero cambiati? E in effetti la mamma della serie da stangona magra un giorno divenne bassa e tarchiata!
        La sit-com di Damon Wayans può giocare su questi cambi d’attore – la seconda stagione la figlia è interpretata da un’altra attrice e il protagonista, che interpreta suo padre, trasale e grida “E tu chi sei?” – ma negli Ottanta noi vedevamo roba vecchia trasmessa in ordine rigorosamente a cazzo, quindi iniziavi una serie con degli attori e la continuavi con altri, senza che nessuno potesse sapere niente.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Tempo fa, quando cercavo materiale per i post sulle serie tv, una di quelle che spuntava fuori più spesso era proprio “Willy il principe di Bel Air” il cui set era a dir poco esplosivo. Se avrò mai del tempo libero (spoiler: quando sarò morto!) prometto che ti scriverò un post su di loro…
        Comunque la zia Vivian originale venne accantonata pare proprio su ordine di Will Smith che faceva il bello e il cattivo tempo sul set. Tra i due non c’era “chimica” (diciamo che si odiavano) e Smith la fece sostituire da un’attrice ben più mansueta.

        I JEFFERSON li seguivo da piccolino con mia nonna che mi faceva da baby-sitter (i Jefferson e poi lo show ZIG-ZAG con Vianello e la Mondaini). Ma ero veramente troppo piccolo per notare il cambio di attore e le sfumature anti-razziste di quel telefilm.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Canale5 replicò per anni i Jefferson quindi li ho visti nel corso della crescita. E diversi anni fa me li sono pure rivisti tutti. Molte battute era impossibile capirle all’epoca, visto che la serie andava in onda da noi con dieci anni di ritardo – infatti i doppiatori cambiavano i nomi dei presidenti! – ma rimane ancora un capolavoro di un’epoca irripetibile.
        ALl’epoca avevo letto che la mamma di Will era rimasta incinta e aveva scelto di abbandonare la serie, ma può darsi benissimo che questa fosse la versione ufficiale.
        Sarebbe da farci uno speciale sulle attrici di sit-com che rimangono incinte e i metodi studiati per mascherare la cosa 😛

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  4. Kukuviza ha detto:

    Oddio che ridere questo post! Ringrazio sempre la Z e sub Z perché così tu puoi scrivere post così. Ma lui sembra addirittura meno espressivo di Chuck. La frase maschia ha un che di esilarante. È maschia all’altezza di quelle di Dolph?

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  5. Lorenzo ha detto:

    Ho abboccato come un fesso, attirato dall’esca del post atomico, e mi sono trovato davanti una specie di western inguardabile. Sia maledetta la AIP e gli Uomini contro 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah però devi dirlo gettandoti in ginocchio ed alzando la maledizione al cielo in tono drammatico 😀
      Non si capisce perché inventarsi quella roba del post-atomico, visto che non c’entra molto: bastava mettere lì il solito paesino sperduto minacciato dai bulli, arriva il solito cavaliere della valle solitaria che difende i paesani e se ne va cavalcando verso il tramonto: hai già la trama pronta, perché affaticarsi ad infilarci un post-atomico che non c’entra una mazza? 😛

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  6. Sam Simon ha detto:

    Il molare, la rima con la bomba, e Duke e Hog… In formissima per questo capolavoro della Z! X–D

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  7. Phil ha detto:

    Ahahahah, te ne parlai qualche settimana fa di questo scempio, la canzone che canta con la chitarrina è il top ahahah

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahahaha! Recensione spassosissima (e aderente alla realtà del film!)! Credo che il nume tutelare del cinema consenta la nascita di questi prodotti proprio affinché suscitino reazioni…mortali (nel senso del tuo post che fa morir dal ridere!) 🙂
    Alcune nostre riflessioni collimano (come quella per cui il futuro post atomico non è così male…soprattutto se sei un cattivo!), ad altre non ero giunto (le pallottole che viaggiano per il corpo è poesia pura); menzione speciale per le didascalie, per il Cody che se la pia ( 🙂 ) e per i primi 5 minuti di film che mi hanno fatto schiantare col contrasto tra la festa/orgia putridissima (dove sono ubriachi ma in realtà le bottiglie non fanno che spaccarle) e la scena spassosamente desolante di lui che suona la chitarra.
    E mi raccomando, non de-classificarlo da western, almeno potrò dire che un western mi ha perlomeno divertito! Ahahaha! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Addirittura ti ho sottoposto a dosi di “Star Trek Western”, roba da farti svenire: ormai puoi dire che il western non ha più segreti 😀
      Il contrasto in questo film è all’ordine di ogni fotogramma, non escludo che molti degli attori non sapessero neanche di essere inquadrati, così come do per scontato che nessuno avesse ricevuto il copione… visto che non c’è alcun copione 😀

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