Your Move (2017) Vendetta personale

Dopo Instant Death (2017), il ravanare nel catalogo Amazon Prime mi porta alla sorprendente scoperta di un altro filmaccio fetente doppiato in esclusiva.
Se avete una Z incisa a fuoco sul vostro cuore, non potete rimanere indifferenti davanti ad un’immagine pubblicitaria come questa qui sotto…

La Z chiama forte!

Il nostro caro vecchio Luke Goss aveva già fatto un bel salto mortale dalle classifiche musicali alla Z filmica – la sua Drop the Boy, cantata dal fratello Matt, è stato un tormentone della mia estate del 1988 – ed ora ha voluto provare il salto da attore di serie Z ad autore di serie Z, producendo, scrivendo, interpretando e soprattutto dirigendo questo Your Move. Visto che nei successivi tre anni non risultano altri suoi progetti autoriali, mi sa che rimarrà un caso solitario.
Amazon Prime lo presenta in esclusiva italiana con il titolo Your Move. Vendetta personale.

Esclusiva italiana

Goss non vuole strafare, non vuole scrivere qualcosa di troppo complesso che poi lo metta in difficoltà, quindi sceglie di limitarsi a farsi riprendere mentre fa cose normali. Va a prendere una cena da asporto e se la mangia a casa davanti al PC.
David (Goss) è in video-chiamata con la moglie e la figlia in Messico, la serata passa fra battutine e chiacchiericcio familiare, finché davanti all’obiettivo della webcam un uomo misterioso entra nella stanza delle due donne e le tramortisce: l’unico suo messaggio è che ora sta a David fare la sua mossa.

Dài, ancora la vecchia scenetta del rapimento?

Preso dal panico, David denuncia il fatto ma curiosamente nessuno a New York capisce cosa sia una video-chiamata: come fa David a sapere che la moglie è stata rapita in Messico? Per caso ha visto dei segnali di fumo all’orizzonte o ha avuto dei sogni provocati dal peyote? Scopriamo che, almeno agli occhi del Goss sceneggiatore, le valenti forze dell’ordine della Grande Mela sono ferme alla tecnologia dei pellerossa.
Per fortuna lui è un uomo moderno e ha scoperto che ci si può parlare a distanza (portento!) così ingaggia qualcuno per andare ad indagare sul posto: quale americano puoi mandare in un albergo messicano ad indagare? Ovvio, Robert Davi.

Robert Davi si porta su tutto, soprattutto sulla Z

Il mitico caratterista fa giusto un’apparizione veloce e abbastanza inutile, ma vederlo fa sempre piacere. Per un aspirante regista di serie Z infarcire il proprio film di volti giusti è importante.

Bella per te, Robert, ora però puoi anche andare

Le ricerche di David si focalizzano sulla movida messicana, e il nostro eroe per ritrovare la moglie si ripassa tutti i localini notturni più scicchettosi: è molto determinato, ed è disposto a ritrovare i familiari anche a costo di ubriacarsi tutte le notti e assistere a tutti gli spettacoli più friccicanti della città.
Mettiamola così, Goss s’è pagato una vacanza messicana con la scusa di girare un film: non è certo né il primo né l’ultimo.

Io vi troverò, anche a costo di ripassarmi tutte le donnine messicane

Finalmente all’incirca a metà film si capisce quale sia il soggetto del racconto. La donna è stata rapita da un mitomane, un insospettabile uomo d’affari che segretamente è convinto di avere una sorta di diritto sulla moglie di David e il rapimento serve principalmente a madre e figlia per spiegar loro che ora sono moglie e figlia di un altro.
La dabbenaggine della cosa conta poco, è una roba buttata là senza importanza, quel che importa è che David acciuffa subito il mitomane ma rimane il problema di farsi dire da lui dove abbia nascosto le due donne: quanto sarà disposto a spingersi David per salvare la propria famiglia? Quante torture riuscirà ad infliggere al sequestratore prima di perdere la propria umanità?

Se non parli… ti faccio vedere tutti i miei film!!!

Sarebbe bello dire che il vero film è costituito dalla “caduta del giusto”, la discesa agli inferi del buono che si ritrova a fare cose cattive per ottenere il bene, un grande classico della narrativa nera – un paio di mesi fa ho finalmente letto Il promontorio della paura (1957) di John D. MacDonald che parla proprio di questo – invece spiace dire che siamo lontani dall’obiettivo.
Il passaggio dalla prima fase, con l’angosciosa ricerca dei propri familiari, e la seconda, con la tortura del sequestratore, non è ben misurata. David passa dal girare per localini notturni al segare le dita della sua vittima senza mostrare bene il doveroso impegno psicologico che serve ad una persona normale per trasformarsi in torturatore. Sembra anzi che David sia un consumato professionista del settore!

Ogni altro aspetto della trama viene abbandonato, la seconda parte è tutta impegnata nel mostrare le torture che un David sempre più disperato adotta per far parlare il sequestratore, fino ad una buona trovata finale seguita da una blanda conclusione della vicenda.
E sì che Goss ha partecipato ad uno dei migliori film di vendetta Z della storia, Bone Dry (2007), pieno di terribili torture che proprio il rimanere psicologiche le fa essere più spietate, possibile non abbia imparato nulla? Se voleva fare un film di torture, usa troppo poco materiale, se voleva fare un film di vendetta disperata, non c’è né vendetta né molta disperazione.

Un ritmo lentissimo non permette di apprezzare invece un’ottima fotografia ricercata. Un esordio pencolante alla regia ma spero comunque che Goss riesca a tornare autore, oltre attore Z, magari con un prodotto più equilibrato. E magari più divertente.

L.

amazon– Ultimi film con Luke Goss:

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26 risposte a Your Move (2017) Vendetta personale

  1. Cassidy ha detto:

    Goss avrà usato un po’ di quella tecnologia futuristica tipo Skype, per chiedere a Robert Davi se voleva fare una vacanza pagata in Messico insieme a lui, deve essere tutta qui la faccenda, in ogni caso Amazon gioie su gioie 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sfogliando il catalogo Amazon Prime rimango a bocca aperta: locandine mega-super-fanta-stilose di roba che sembra appena uscita, poi vai a vedere ed è vecchiume di decenni prima, che vale molto meno della locandina. Di sicuro la grafica è di livello, i film proposti molto meno 😛
      Però addirittura doppiano in esclusiva, e questo è sempre cosa buona e giusta.

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Hai fatto bene, in sede di commento finale, a citare la parola “divertimento” perché, ahinoi, è la grande assente, a mio parere, in questo film. E nel panorama Z trattasi di assenza grave, da giustificare con apposito libretto, sia che si tratti di divertimento volutamente ricercato o, come spesso accade, involontariamente procurato! Qui Goss si prende sul serio, anzi, sul serioso, non raggiungendo l’obiettivo e calcando male, come evidenziato, i passaggi di tono/tema della trama. L’operazione più riuscita del film…è l’ingaggio del mitico Robert (la cui sola visione fa sempre piacere)!
    Comunque mi auguro anche io in un nuovo passaggio Z di Luke, in fondo, in tale magico mondo, sarebbe da considerarsi un progresso sia un miglioramento sia un peggioramento trash, insomma, si va quasi sul sicuro! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Capisco che la trama era perfetta per fare un piccolo film, poco costoso e non troppo difficile per un regista esordiente, ma bastava qualche accorgimento per avere un risultato migliore. Goss ne ha di esperienza della Z, visti i titoli in cui è apparso, e non vorrei che la sua intenzione fosse stata un film “non Z”, il che lo renderebbe ancora più Z, anche se non quella divertente.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Ho avuto anche io il sospetto della volontà di fare un film “non Z”, se così fosse, in un eventuale nuovo progetto, spero che si riconverta alla Z (che, appunto, ben conosce) o che il suo ripudiare la mitica lettera si trasformi in una patetica becerata perlomeno divertente! 🙂

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  3. Lorenzo ha detto:

    In che senso è noioso? Non ho letto il riassunto della trama perché lo spunto mi sembrava interessante per una futura visione, ma siete tutti così negativi…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non è la trama il problema, capita nel cinema dalla A alla Z che da una trama sbagliata esca un ottimo film e viceversa, dipende da come è fatto. Luke Goss esordiente non dosa bene gli elementi di sceneggiatura, perciò anche se la regia non è male il risultato è ben al di sotto della sufficienza. Non so se abbia voluto fare un film “normale”, cioè non la solita roba Z che ha interpretato fino ad oggi, ma il risultato è un film privo di interesse, perché quel poco che ha lo gestisce male e con un ritmo che ti fa calare la palpebra 😛

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Lo so che coi film di serie Z non si deve mai chiedere spiegazioni: la storia è così perché è così, punto. Ma io sono di coccio e ogni volta ci ricasco! Quindi, perdonami Lucius, ma non sono sicuro di aver ben capito l’incipit. Un uomo d’affari messicano insospettabile un giorno ha incrociato la moglie di Goss che, gentilmente, gli ha sorriso per cortesia. Sto tipo si è fatto delle pippe mentali e si è convinto che quella gentile signora è di “sua proprietà”. E la signora Goss ha risposto “Ok!” e ha, sempre gentilmente, spiegato alla figlia che ora sono di proprietà dell’insospettabile uomo d’affari. Ho capito male?

    Poi Luke Goss è andato dal Commissario Winchester dei Simpson che ha battuto la denuncia sulla sua “macchina da scrivere invisibile”.

    Poi è arrivato Robert Davi, ha fatto vedere a tutti che sta bene, ha salutato e se n’è tornato a casa.

    Poi Luke Goss si è fatto il giro di tutti i localini messicani a ubriacarsi e a guardare le donnine ma a tutti diceva che in realtà stava cercando un “insospettabile uomo d’affari messicano”. E al 100° baretto, stufi di vederlo in giro, un signore gli fa “Sì, Luke, eccolo là il tizio. Mo’ te ne vai per favore?”

    Poi Luke Goss si è ricordato che per hobby tortura le persone e ha fatto molto male al tizio insospettabile.

    Poi c’è un twist che (sembrerebbe) buono.

    Poi c’è il finale che spreca il twist e ti fa bestemmiare per aver buttato un’ora e mezza della tua vita dietro a Luke Goss che va per baretti in Messico.

    Ecco, se mi confermi che il film è così, per favore, svelami il twist avvisando che spoileri così mi risparmio l’ora e mezza e le bestemmie che già sto in lista nera. Grazie!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahahah magari il film fosse come l’hai descritto, almeno due risate ce le saremmo fatte 😀
      E’ come hai detto ma tutto più noioso, vago, non molto ben spiegato – la figura dell’insospettabile uomo d’affari praticamente è lasciata all’immaginazione dello spettatore – tutto lento nel tentativo di fare un film drammatico, risultato solo noia pura.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Lucius, visto che ti ho qua, avevi coperto “Una preghiera prima dell’alba” del 2017?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        A parte che sono sempre qua 😛
        Comunque il titolo già non mi diceva più niente, invece scopro che l’ho visto nel marzo 2019 e che non mi ha lasciato molti ricordi. Uno dei pochi ricordi è che non ho trovato nulla da dire per il blog 😛
        Di sicuro mi è piaciuto molto di più “The Kickboxer” (Chok-Dee, 2005), con una trama molto simile, quello sì che dovrei ripescare per recensirlo.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Lo so, è che mi piace la formula del “Oh, visto che siamo in argomento che ne dici se…” ;-P

        Io onestamente non l’avevo mai sentito ma è venuto fuori un mio amico l’altra settimana tutto gasato per sto film. E ho pensato di chiedere all’esperto della cricca quando si parla di botte. Cioè tu.
        Vediamo se ci dò un’occhiata veloce giusto per dargli soddisfazione…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Nel mio database etrusco gli ho dato 4 (su 10), che è il voto che do ai film comunque fatti bene ma che non mi sono piaciuti. E’ un giudizio totalmente personale quindi non vuol dire niente, ma lo ricordo un film più sulla detenzione che sulla marzialità, al contrario del Kickboxer del 2005.

        Già che ti ho qua… visto che è stato distribuito anche in italiano, ti consiglio caldamente “The Beautiful Boxer”, anche quello una storia “falsamente vera” di un quella che oggi è una fotomodella thailandese, ma che prima… era un lottatore di thai boxe! Solo dopo aver vinto delle gare ha potuto pagarsi l’operazione di cambio di sesso, e lo splendido film racconta di un tema scottante come l’omosessualità in Thailandia con buon gusto. Per intenderci, siamo parecchi anni luce lontani da frociate come “Iron Ladies” (2000), la storia della squadra gay di pallavolo thailandese trattata con un gusto così “sottile” che il Bagaglino si sarebbe vergognato!

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      • Zio Portillo ha detto:

        Sicuramente non era tua intenzione ma mi hai acceso la curiosità per… “Iron Ladies”!

        C’ho gusti bacati, lo so. Per favore non giudicarmi da quelli. In fondo sono una brava persona.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah dimentico sempre che tutto ciò che Sconsiglio finisco per Consigliarlo 😀
        Comunque è uscito anche in italiano, quindi vari tranquillo.

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  5. Giuseppe ha detto:

    Qui l’esordiente Luke non ha fatto faville, no, ma una seconda possibilità anch’io sarei disposto a concedergliela…

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  6. Evit ha detto:

    Scusa Lucius ma visto il tuo nome etrusco, non sarebbe l’ora di instaurare un premio etrusco del cinema Z con un’ombra della sera al posto dell’Oscar? Questo film quante Ombre si porta a casa?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarebbe impossibile un premio del genere. I Golden Globes o gli Oscar hanno tipo un centinaio di film da cui estrarre una rosa di partecipanti: lo Z Award avrebbe miliardi di titoli, uno più ignominioso dell’altro, sarebbe impossibile una qualsiasi valutazione 😀
      Questo film è scritto male ma girato bene, quindi già lo rende migliore di tutti i film romeno-bulgari-canadesi che riempiono i palinsesti televisivi italiani. Come si fa a giudicare quando viviamo in un’epoca di corsa al ribasso?

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  7. wwayne ha detto:

    Dedicare addirittura metà film alle torture nei confronti del rapinatore mi sembra decisamente eccessivo. La saga di Saw – L’enigmista ha dimostrato che esiste un pubblico di sadici che gode nel veder torturare gli altri (seppure per finta): evidentemente Luke Goss voleva intercettare questa fetta di spettatori, ma così facendo ha fatto morire di noia tutti gli altri, che immagino avranno passato tutti quei minuti a sbuffare nell’attesa che il rapinatore finalmente cantasse.
    Un altro appunto: effettivamente, se stai cercando un criminale, fare domande nei locali malfamati può essere una buona strategia. Prima o poi un ubriacone che ti dice qualcosa se gli offri una birra lo trovi di sicuro. Ma nella vita reale, se uno si comportasse così, gli ci vorrebbero addirittura anni per mettere insieme tutte le informazioni necessarie per rintracciare il cattivo. In molti film invece la fanno sembrare una cosa facilissima, basta andare in 2 o 3 locali e subito il protagonista si ritrova con una montagna di informazioni in mano.
    Spesso i film sono inverosimili anche nel mostrare gli appostamenti. Prima di tutto, se ti piazzi davanti a casa di uno, non è plausibile che tu ci stia 24 ore su 24: sia perché il tuo fisico non reggerebbe tutte quelle ore passate immobile sul sedile di una macchina, sia perché nella vita hai anche altro da fare. Di conseguenza, nella vita reale un poliziotto può dedicare agli appostamenti un’ora al giorno, massimo due, ma di certo non si mette a vivere nella sua macchina 24 ore al giorno come si vede nei film.
    Inoltre, proprio perché agli appostamenti puoi dedicare un tempo limitato, possono passare anche settimane prima di incrociare il tuo obiettivo: magari tu ti apposti dalle 8 alle 10 e lui esce di casa alle 11, oppure si è svegliato presto ed è uscito alle 7. Devi avere una fortuna pazzesca perché lui esca di casa proprio nella fascia oraria in cui sei piazzato davanti a casa sua. Nei film invece la fanno sembrare la cosa più facile del mondo, il poliziotto inizia l’appostamento e nel giro di pochissimo il suo obiettivo mette il muso fuori dal portone.
    Che io ricordi, l’unico film che mostra quanto sia duro e lento un appostamento è Dragged Across Concrete: se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari stessimo parlando delle torture di Saw, perché in quel caso essendo un film horror si può contare sull’effetto raccapricciante e la ricerca dell’emozione forte. Qui non c’è nulla di tutto questo, c’è roba rozza che appunto potrebbe organizzare uno non del mestiere, ma l’autore si è dimenticato di spiegarci il crollo dei valori morali che spingono un uomo normale a diventare un torturatore. E soprattutto, non si torna indietro, mentre invece pare che una volta ritrovata la famiglia tutto finisce bene.
      Non è per ciò che mostra che “Your Move” è noioso, essendo anzi un’ottima regia esordiente, ma per ciò che non spiega e non racconta, creando così lunghe scene noiose.

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      • wwayne ha detto:

        Va detto che l’approfondimento psicologico dei personaggi non è fondamentale in un film d’azione. Chi ama questo genere vuole che il protagonista imbracci un’arma gigantesca e cominci a sparare come se non ci fosse un domani: tutto il resto (perché lo fa, come è arrivato a quel punto eccetera) è secondario ai suoi occhi. Luke Goss lo sa, e quindi non ci si è dedicato più di tanto. Poi certo, ci sono dei bravi sceneggiatori che riescono a dare uno spessore anche ai protagonisti dei film d’azione, ma se non lo fanno va bene lo stesso. Grazie per la risposta! 🙂

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