Legacy of Lies (2020) Le bugie di Scott Adkins

Perché continuo a vedere i nuovi film di Scott Adkins? Forse è per la stessa ragione per cui quando Spike manda Il giustiziere della notte 4 (1987) finisco per rivedermelo. Però almeno con Bronson due risate te le fai: con Adkins, citando Verdone, c’è poco da ridere.

In questi giorni i telegiornali ci ricordano che le ex repubbliche socialiste sovietiche non se la passano bene, quando pensano di allontanarsi troppo dal loro Madre Russia: figurarsi come se la passa l’Ucraina, il Paese più odiato dai russi, che si tengono stretto anche per il sottile piacere di torturarlo.
L’opposizione ha capito che con la politica non si risolve nulla, né tanto meno con le proteste di piazza: la soluzione per parlare all’Occidente e chiedere aiuto… è fare un “film di menare”! Allora sì che le cose cambieranno.

Chiamato un regista di cortometraggi come Adrian Bol, gli viene chiesto di scrivere e dirigere una storia che mostri i giornalisti ucraini che rischiano la vita mentre i russi fanno il loro comodo nel Paese. Che l’Occidente sappia… quello che in realtà sanno tutti da sempre ma di cui frega a ben pochi. Dubito che un filmucolo d’azione cambierà qualcosa.
Comunque l’Ente del Turismo Ucraino partecipa al gioco e ogni tre scene del film scatta l’Intervallo RAI con qualche bellezza paesaggistica locale: ci manca la musichetta da carillon e le pecore sullo sfondo, poi il quadro è perfetto. (I giovani d’oggi non sanno di cosa sto parlando, ma ancora negli anni Ottanta la RAI riempiva i buchi del palinsesto proiettando scene statiche da vari luoghi ameni d’Italia, iniziativa credo nata per far conoscere il Paese agli italiani, che prima della TV tutto si consideravano tranne che italiani.)

Il film che svela i segreti ucraini all’Occidente

Dunque facciamo che Scott Adkins era un agente segreto dell’MI6 che dodici anni fa a Kiev ha fatto un casino con un’operazione delicata in cui ci sono scappati parecchi morti, fra cui sua moglie. Oggi il povero Martin, mollato tutto, vive con la figlia dodicenne nell’indigenza, lavorando come buttafuori e arrotondando (in perdita!) con incontri clandestini.
Tranquilli, è tutta una strizzata d’occhio molesta alla Monty Python: la produzione ucraina dà colpetti di gomito allo spettatore e strizza ripetutamente l’occhio (manco fosse J.J. Abrams che ricorda agli spettatori di Star Wars che stanno vedendo Star Wars), e con “Adkins che mena a petto nudo” si assicura l’attenzione di tutti i fan. Solo per fregarli.

Un incontro illegale è il posto migliore dove portare tua figlia

In quella tragica operazione di dodici anni prima c’è la chiave per mettere le mani su dei documenti segreti raccolti da un giornalista che smaschererebbero le zozzerie fatte dai Russi all’Ucraina, cose poco simpatiche tipo gas tossici: se fossero pubblicate, scoppierebbe… niente. Non so perché gli ucraini pensino che all’Occidente freghi una mazza di qualcosa che sanno tutti da decenni. Addirittura ai tempi della propaganda sovietica tutti sapevano che l’Ucraina è lo spazzolone da cesso di Mosca, e nessuno si indignava più di tanto.
Va be’, facciamo finta che se pubblicati, quei documenti creerebbero problemi internazionali al Governo russo. Arriva Sasha Stepanenko (Yuliia Sobol), la figlia del giornalista ucciso dai russi, a chiedere l’aiuto di Martin per recuperarli.

Figlia mia, ecco una dritta per svoltare: usa il mirino per mirare…

Parte una normalissima spy story, di quelle che erano già noiose quando erano fatte bene negli anni Sessanta, figurarsi questa in salsa ucraina del 2020. Vogliamo farci mancare il cattivoski russoski? Qui però è un donnone di nome Tatyana… Chi è Tatyana??? Una torturatrice così crudele che rapisce la figlia di Martin e per pura cattiveria… la porta dall’estetista. Ammazza che cattiva, ’sta Tatyana!
Martin ha 24 ore per trovare i documenti altrimenti faranno la permanente alla figlia, non prima di averle passato lo smalto su mani e piedi, ed è una scadenza improrogabile: infatti quando lui chiama per avere un po’ più di tempo, accettano senza problemi. Sono russi cattivi ma comprensivi.

Intervallo offerto dall’Ente per il Turismo Ucraino

Essendo io mediterraneo rimango un po’ freddino davanti all’urbanistica in stile “Praga di Kafka”, al grigio del cielo che si sposa col grigio della città, sono più abituato a un po’ più di sole e a qualche scintilla di vita in più, però la Pro Loco Ucraina ce la mette tutta per mostrare paesaggi e monumenti, anche per ravvivare un po’ una storia ben misera.
Adkins ce la mette tutta, fa la sua cosa e non gli si può dire niente: non ha niente in mano ma almeno lo gestisce a mestiere. Tanto non è lui il protagonista: il centro del film è avvertire l’Occidente che la Russia sta facendo all’Ucraina quello che ha sempre fatto, davanti agli occhi degli occidentali indifferenti. Ah, ma stavolta cambierà tutto, eh? Ne sono proprio sicuro…

Tie’, questa vagliela a portare a Seagal!

Come nel caso del cinema cinese, malgrado il fastidio che si prova non possiamo lamentarci quando altre cinematografie usano i film per la propaganda politica: hanno imparato dagli occidentali. Semplicemente è un’altra ideologia che viene veicolata, per questo ci dà una strana sensazione.

Intervallo offerto dall’Ente per il Turismo Ucraino

Legacy of Lies è un film di giusta propaganda ucraina per mostrare il clima totalitarista russo in cui vive – non certo da oggi! – e ha usato varie tematiche e canoni occidentali per raccontarlo. Il problema non è l’ideologia, il problema è il film: l’attenzione al messaggio politico non è la stessa attenzione a creare una storia appassionante. O che intrattenga.
Non un film che consiglio, né mi preoccuperò di sapere quando (e se) arriverà in Italia.

L.

– Ultimi film con Scott Adkins:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Action, Inediti e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

22 risposte a Legacy of Lies (2020) Le bugie di Scott Adkins

  1. Il Moro ha detto:

    Per fare un film che veicolasse un qualche tipo di messaggio, qualsiasi tipo, forse avrebbero dovuto interpellare qualcuno diverso da Adkins… 😃

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo sarebbe stato peggio. Questo non è un film, è un manifesto politico mascherato da becero filmaccio di serie Z, se ci avessero messo un attore noto sarebbe stato solo l’ennesimo filmaccio con attore fallito. Tipo l’orripilante “Assassin’s Bullet” con Christian Slater e Donald Sutherland, che guardi e pensi quanto possano essere caduti in basso due attori così bravi.
      Con Adkins non hai questo problema, lui in basso c’è nato, quindi ci sta a pennello 😛

      Piace a 1 persona

  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Mi sa che il fattore più interessante del film (fattore che poi però diventa noia) sarebbe quello di veicolare messaggi sulla questione ucraina (che tra l’altro ben conosco), ergo questo “Adkins in salsa Sheva” puntellato da spot stile Intervallo RAI mi ispira poco: mi hai convinto Lucius…nel non vederlo (a dispetto di altre volte quando il trash imperante alimenta masochistiche voglie Z)! 🙂

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Incredibile, non ho dovuto usare la psicologia al contrario per impedirti di vedere un filmaccio 😀
      E’ stato il binomio “denuncia politica + Adkins che mena”? O gli intervalli RAI ucraini? 😀

      "Mi piace"

      • Willy l'Orbo ha detto:

        Incredibile davvero! 🙂
        Quello che realmente mi spaventa non sono gli abissi che può toccare la Z (che anzi mi stuzzicano), lo squallore, la comicità involontaria, il peggio del peggio che però ti tiene sveglio; mi spaventa solo la noia e qui, con un Adkins intrappolato tra denuncia politica e intervalli RAI ucraini…mi sa che ce n’è parecchia! 🙂 🙂

        Piace a 1 persona

  3. Cassidy ha detto:

    Grazie per everne scritto, non ho trovato la forza di farlo dalle mie parti. La moda di fare film pieni di personaggi vuoti, che però veicolano grandi messaggi ha colpito anche il cinema di menare, non solo i cinesi fanno politica con i pugni. Speravo che almeno fosse la scusa per chiedere ad Adkins di usare ancora il suo accento russo, a proposito di colpi di gomito, ma non quelli che vorremmo vedere in un film d’azione. Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Credevo mi fosse andata male con questo film, poi ho visto “Debt Collectors 2” e ho capito che ora dovrà passare parecchio prima di tornare a vedere qualcosa di Adkins!
      Il primo l’ho anche recensito, ma il secondo merita solo tanto silenzio…

      "Mi piace"

  4. Zio Portillo ha detto:

    Oddio! “L’intervallo” della RAI… Quello assieme all'”Almanacco del giorno dopo” con la “Chanson Baladee” pensavo fosse qualcosa che viveva solo nei miei ricordi infantili.

    Vabbè, torniamo a sto film. Avevo visto (non mi ricordo nè dove nè quando) un trailer che metteva Scott nostro sul ring a combattere, poi gli faceva picchiare dei militari, sparare, essere interrogato da dei superiori visibilmente stronzi, la russa cattiva che fuma,… Ammetto che la visione mi gasò perché al di là delle scene action, speravo che Adkins in qualche modo tornasse sul ring a fare quello sa far meglio. Ora mi dici che il film è un mezzo pacco e che è uno spottone Ucraino per denunciare Mamma Russia e per promuovere i paesaggi locali. Hai visto mai che qualche spettatore voglia passare le prossime vacanze in Ucraina?

    Scott, ti voglio bene e un pezzo del mio cuore ti apparterrà per sempre, ma questo anche no. Grazie per averci omaggiato con la scena sul ring, ma o torni a fare qualcosa di serio in cui sei (eri?) il numero uno qua in occidente, oppure sentiamoci solo per gli auguri di Natale che è meglio.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo sono anni che Adkins finge di tornare sul ring, e quando ci torna sul serio è pure peggio. Il mio cuore è fermo al 2010, per il resto Scott regala solo tanto dolore.
      So che le mete nell’Est Europa sono molto amate dagli italiani, però onestamente tutto quel grigio non mi invoglia: se questo è uno spottone, figurarsi poi com’è ancora più triste dal vivo! 😀

      "Mi piace"

      • Zio Portillo ha detto:

        Io non capirò un c@zzo, è risaputo. Ma farebbe così schifo o sarebbe così difficile prendere Garteh Evans, dargli 5 milioncini di dollari (stile Blumhouse), telefonare ad Adkins, mandare un whatsapp a Uwais e mandare un fattorino a citofonare a Tony Jaa. Convocarli in Romania, in Ungheria, in Stevensegalia o alla famosissima Pineta di Ostia.

        Sceneggiatura random con Boss locale che è il male assoluto e con i nostri che fanno parte dell’Interpol (o ‘na roba simile) e devono stanarlo e porre fine al suo regno del terrore a furia di calci in bocca (‘na roba che negli anni ’90 usciva a pacchi da 3 al mese). Coreografie di J.J. Perry e via alle danze. Toh, puoi anche fare un torneo dove i nostri tre eroi devono partecipare perché il Boss malvagio è un perverso e organizza un segretissimo torneo marziale per vedere gente che si picchia forte e spassarsela con donnine, droga, alcol e combattimenti all’ultimo sangue. In palio denaro e donne lascive al vincitore! Non serve una trama originale, che ce ne frega a noi dell’originalità?

        Cos’è che non permette una cosa simile? Hanno paura del flop? Hanno paura a rifare quello in cui sono (erano?) i numeri uno? Hanno paura di essere ricordati solo perché sono il top del top nelle arti marziali acrobatiche? Scott, parlo con te: eri il migliore e tutti ti adoravamo. Hai provato e riprovato a fare altro ma non sei in grado. Ci metti il cuore, la voglia, la passione e tutto te stesso ma non basta. Perfino mamma Disney ti ha chiamato ma sei finito a fare lo “Sgherro n.2” in “Doctor Strange”, quello che da due calci in più degli altri ma muore lo stesso come uno stronzo senza aprir bocca. Nessuno ti biasima per averci provato, è umano non voler rimanere ingabbiati in “Boyka” per il resto della tua carriera. Ma guardati allo specchio Scott. C’hai 44 anni e sei ancora in discreta forma. O lo fai adesso o non lo farai più, è l’ultimo treno. Potrai giocare a fare l’attore “serio” tra 5 o 6 anni, magari auto-parodiarti facendo un russo imbolsito che si chiama Yuri in qualche filmaccio bulgaro da quattro soldi. Ma ora hai l’ultima occasione per far vedere a tutti che atleta è Scott Adkins! Fallo Scott. Noi ti appoggeremo sempre perché ci hai rapito il cuore.

        “Gangs of London” ha permesso a Evans di tenersi allenato e di affinare l’occhio (citofonare episodio n.5 per conferma) e mostrare a tutti che l’action “di menare” piace ancora. C@zzo, Gareth, siamo tutti là che aspettiamo ‘sta cosa. O la facciamo adesso o quando vuoi farla? Quando sarete ridicoli e imbolsiti? Quando la sfida finale non sarà più a calci ma a briscola col bianchino sul tavolo e la bestemmia libera?

        Eddai ragazzi! Non fate come Stallone che da pensionato gioca a fare l’eroe e fa solo male al cuore vederlo così.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono perfettamente d’accordo con te, ed è dai primi anni Novanta che sogno un film dove i più grandi attori marziali recitino insieme, ma purtroppo il divismo imperante al cinema l’ha sempre impedito. Poi dal Duemila il cinema è morto e gli attori sono stati costretti ad abbassare le penne, recitando anche insieme ad altre star: perché allora non chiamare ciò che resta dei divi marziali, con le nuove leve da tutto il mondo?
        Purtroppo l’hanno fatto, si chiama “Triple Threat” (2019) e sebbene vanti sei star di prima grandezza più due star minori di levatura titanica, è una cazzatina. Otto fenomenali atleti in splendida forma che fanno di tutto per NON combattere, limitandosi a qualche minuto di minimo sindacale.
        Sono lontani i tempi di “Demolition Cop” (1993), dove quattro mostri sacri come Billy Blanks, Bolo Yeung, Jalal Merhi e Matthias Hues si menavano dal primo all’ultimo minuto. Il primo ed unico film della storia dove non esistono più di quattro minuti di dialogo senza che poi qualcuno non meni qualcun altro! Nessuno lo accetterebbe oggi, al di fuori dei veri appassionati.

        Quali sono i film considerati più marziali degli ultimi anni? “John Wick” di Chad Stahelski e “Atomica bionda” di David Leitch. In entrambi Stahelski e Leitch hanno chiamato un loro collega di quando erano semplici stuntman, Daniel Bernhardt, che vale più di Charlize e Keanu moltiplicati per mille, ma dopo una carriera di eroe d’azione si è ritrovato a fare da comparsa-prendi-schiaffi per le star. Tipo quello con la barba che veniva sempre menato nei film di Bud Spencer e Terence Hill.
        Perché Stahelski e Leitch, due professionisti dell’azione che sanno benissimo chi è bravo nell’ambiente, devono usare divetti di Hollywood invece di veri atleti? Perché il celebre piano-sequenza-di-menare di “Atomica bionda” vede Bernhardt come antagonista invece che come protagonista? E sì che la tecnica del piano sequenza è stata riscoperta in ambito marziale, l’hanno fatta il thailandese Tony Jaa, il giapponese Tomori Abe, il coreano Min-sik Choi e il britannico Scott Adkins: perché è famosa quella della diva Theron e le altre sono state subito dimenticate?

        Finché gli spettatori vorranno credere che Theron, Reeves e altri bei faccini di Hollywood siano star marziali, non c’è scampo, si avrà la più totale mediocrità gestita da professionisti del settore. Addirittura Chris Hemsworth, che è venerato da tutti quando fa il coglione per ragazzini, è stato criticato per “Tyler Rake”, perché non è credibile in quel tipo di scene d’azione. Invece quando fa Thor che vola è credibile? Invece quando Reeves vestito da Don Camillo vola in Matrix è un capolavoro del cinema? Quando una ragazzina di venti chili atterra omaccioni il triplo di lei è credibile?
        Purtroppo a forza di vedere cazzatine per ragazzini il gusto si è rovinato in modo totale e non c’è più richiesta di professionisti: servono bei faccini che muovano le manine, così che tutti possano dire “anvedi, sa proprio menare!”.
        Perché investire un enorme quantità di fatica nel chiedere a veri professionisti di fare qualcosa di cui non frega una mazza a nessuno? Metti lì Charlize Theron regina del kung fu e guadagni cento volte di più: chi te lo fa fare?

        "Mi piace"

      • Zio Portillo ha detto:

        Ho premesso che non capisco un c@zzo e lo confermo. Non capisco. Ti giuro che non ci arrivo proprio. So che ci sono regole e regolette non scritte a Hollywood (e nel cinema in generale) e so pure che sono stronz@ io che giudico un film con “bello” o “brutto” e se il film è brutto può essere pure diretto da Scorsese con DeNiro, DiCaprio, Papa Francesco e Scott Adkins ad interpretarlo. Se è brutto è brutto, inutile girarci intorno! Se è bello invece può pure esserci Martufello con Jimmy il Fenomeno on the road che tra peti e parolacce mi escono un film meraviglioso e originale, magari un ritratto amarissimo e crepuscolare sulla figura del comico “mestierante” che funge da spalla ai grandi. Non mi vergognerei a comprare su Amazon dopo averlo visto al cinema. E ovviamente consigliarlo a tutti.
        Tornando a noi, perché uno non va a vedere Scott Adkins che si mena con Tony Jaa e Iko Uwais diretti da Evans? Cosa frena un’amante del cinema a NON vedere sto “Showdown in Stevenseagalia”? Perché non c’è la Theron o non c’è Chris Hemsworth che danno pizze in faccia alla gente? Dai, non ci credo. Non voglio crederci. Con l’avvento di Netflix e dell’on-demand stiamo vedendo le peggio cose che arrivano da ogni parte del globo, possibile che la mancanza di una stella di prima grandezza freni la visione alla gente? (Giusto ieri mi sono appuntato il titolo di un film thailandese su una squadra di volley formata da trans!)

        Se torniamo al tuo esempio, prendere la Theron e metterla a fare un film dove fa l’immortale che secca la gente per il bene comune non costa proprio due Lire. Secondo internet è costato 70mln… Meno di un blockbuster medio ma comunque una discreta cifra e se fosse uscito al cinema avrebbe incassato quanto? 300? 350mln? (“John Wick 3” ne ha fatti 326mln), cioè 4,5 volte il costo. Se dai ad Evans 10mln vuoi che non ne porti a casa 70-80mln? Cioè in proporzione il guadagno è molto più elevato, impossibile che sia un flop (è il vecchio discorso che facevamo tempo fa su costi e ricavi) e proporzionalmente è più redditizio e meno rischioso di fare un film con la Theron.

        Vabbè, comunque è un sogno e so che resterà tale. Se un giorno mai vincerò al Superenalotto, oltre a organizzare i tour col pullman per visitare Stevenseagalia con possibilità di recitare accanto al divo imbalsamato, prometto che investirò 10mln nella tua sceneggiatura sul torneo marziale con i migliori. Tienila in caldo! Però il Boss, il capo della cricca di malvagi deve essere Eric Roberts sennò non vale. Non so a chi avevi pensato per il ruolo ma io in quanto Producer ed Executive Producer esigo Mr. Roberts.

        E se non c’ho troppo le mani bucate ti chiedo pure una sceneggiatura per una miniserie sul Dottor Beck.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        «con DeNiro, DiCaprio, Papa Francesco e Scott Adkins»: questo sì che sarebbe un filmone! 😀

        Gareth Evans non è nessuno, lo conoscono gli appassionati, cioè quelli che non pagano il biglietto del cinema. L’orda di ragazzini e ragazzine urlanti che riempie le sale non sa niente di Gareth Evans, vuole la barba di Keanu e il musetto imbronciato della Theron, se ne sbatte la panza dei veri grandi artisti dell’action che sono intorno a questi due.
        Lo dimostra il fatto che Iko Uwais non si è visto portare in Italia i film dopo il successo di “The Raid”, e mentre tutti adorano quella inutile tarantina ridicola di “The Raid 2” l’attore è già scomparso. Al massimo fa la comparsa in Star Wars.
        Se Gareth Evans interessasse a qualcuno, subito dopo il suo successo avrebbero ripescato il suo film d’esordio “Merantau” (2009), rozza versione indonesiana di “Ong-bak”, puro canone per lanciare una nuova star marziale: un giovanissimo e grezzissimo Iko Uwais.
        A nessuno frega niente delle star asiatiche, che infatti da tempo hanno smesso di provare a sfondare in Occidente, perché non c’è più un dollaro per nessuno. (Jet Li sta ancora piangendo, poveraccio.)
        Gli animali da forum si riempiono la bocca di star per cui non pagherebbero ai un biglietto, quindi a votare rimangono solo ed esclusivamente i ragazzini cresciuti a rap e reality: non stupisce che poi credano sul serio che Keanu sia una star marziale.

        Se io fossi un produttore non butterei mai i soldi per un film marziale occidentale: ma chi se lo vede? Chi lo compra? I fan dei pigiamini? Quelli che appena Downey jr. se ne va non vanno più a vedere i suoi film?
        Per fortuna l’Asia sforna film a secchiate, ma se vuoi vedere star marziali occidentali ti conviene aguzzare bene la vista: sono quelli che prendono sberle sullo sfondo dei film di Keanu e Charlize…

        "Mi piace"

      • Zio Portillo ha detto:

        E’ un modo gentile per dirmi che non mi venderai la sceneggiatura?
        O peggio ancora che non intendi cambiare il tuo Final Boss con Eric Roberts?
        😛

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi aspettavo tanto dal final boss Roberts in “DOA” (2006), e non mi sembra una prova memorabile, anche se è tanto che non rivedo il film. Preferisco sia più un mastermind, il geniale signore del male che usa come sgherri i migliori lottatori in città, che si diverte e veder lottare in un torneo. Ecco, lo farei il signor Han de “I 3 dell’Operazione Drago” (1973): in fondo è tanto che non ne rifanno un clone, no? 😛

        "Mi piace"

  5. Conte Gracula ha detto:

    Mi sa che questo film ha lo stesso problema di molta “letteratura”: grandi messaggi, ma confezionati in una storia che non c’è… e allora, scrivi un saggio (o gira un documentario) se non sai creare una storia ben fatta!
    Una trama senza messaggio è superficiale, ma almeno è godibile, mentre un messaggio che fa finta di avere una trama è una palla feroce.

    Comunque, il complotto delle profumiere mi piace, un film di Mel Brooks vecchio stile (che so, una parodia di 007 con le estetiste) lo guarderei XD

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il problema forse è proprio lo stesso della “letteratura”: i saggi non vendono, i documentari non vendono, le cifre grosse viaggiano con romanzi e film d’azione (o supposta tale). Così abbiamo laureati italiani che riciclano la propria tesi trasformandola in un orribile thriller d’azione e atti d’accusa politica trasformati in orribile thriller d’azione. L’errore sembra proprio lo stesso, ma non esistono alternative finché i libri di saggistica rimangono a marcire in magazzino e i documentari di denuncia riempiono la cantina di chi li gira.

      Piace a 1 persona

  6. Maria Alessandra Cavisi ha detto:

    Sarebbe stato meglio come film di menare e basta molto probabilmente, però è lodevole l’intento di usare i pugni per raccontare qualcosa, ma mi sembra di capire che qui venga fatto male. Effettivamente spesso vengo colta da un’insana attrazione nei confronti di film trash o di serie z, ma con questa recensione mi fai desistere totalmente dal recupero.

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Allora ha funzionato: questo film non merita di essere recuperato ^_^
      Non è raro che autori bravi condiscano le proprie storie di genere con elementi di denuncia sociale “caldi”. Io per esempio ho scoperto del problema ceceno tramite un romanzo poliziesco! (“Red Square” di Martin Cruz Smith)
      Il problema è che qui non c’era alcuna intenzione di scrivere un film d’azione, ma semplicemente raccontare un problema socio-politico, quindi la vicenda è secondaria. E parlando di un autore esordiente, è scritta in modo un po’ noiosetto.
      Mettere Adkins a combattere in un’arena si sa che attira spettatori, visto che parliamo di un attore noto nel mondo esclusivamente per un personaggio che combatte nell’arena: farcelo stare per due minuti, a prendere solo botte e poi non farlo più combattere, è chiaramente un segnale che non era minimamente intenzione degli autori fare un “film di menare”. E’ stata solo un’esca per acchiappare un largo pubblico a cui poi fare il pippone sul problema ucraino.
      Magari questo sistema funziona, magari ora milioni di fan di Adkins nel mondo sono più sensibili al problema ucraino, ma visto che l’intera Europa è conscia della questione da molti decenni e non gliene è mai fregato niente, dubito che questo cambi le cose. Rimane solo un piccolo pessimo film.

      Piace a 1 persona

      • Giuseppe ha detto:

        Condivido i dubbi. Tra l’altro, non credo proprio che moltitudini di fan abbiano mai smaniato per vedere Scott Adkins fare da semplice comparsa in un film politicamente impegnato: usare Scott come esca per un’operazione del genere non fa intendere di aver le idee molto chiare riguardo al suo pubblico di riferimento (questo non significa che i fan se ne freghino del problema ucraino, intendiamoci, ma solo che possano magari avere qualche perplessità circa l’ingaggio malaccorto di un atleta marziale in un film i cui obiettivi, per quanto comprensibili e condivisibili, non rendono certo indispensabile la sua presenza) … Se poi passiamo allo spettatore non marziale, perché mai dovrebbe prestare attenzione a un film-denuncia legato al richiamo di un divo di genere che non apprezza né conosce? Insomma, comunque vada, e con qualsiasi pubblico, ho l’impressione che “Legacy of Lies” continuerà a mancare il bersaglio.

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Peraltro dalle foto in Rete sembra chiaro che i russi adorano Boyka: facendosi portavoce della denuncia ucraina Adkins rischia pure di perdersi per strada un sacco di fan di quel Paese!
        Boh, un’operazione che sembra sbagliata da ogni punto di vista.

        "Mi piace"

  7. Pingback: Bilancio zinefilo 2021 | Il Zinefilo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.