Cover-Up (1991) Fermate Ottobre Nero

Gli impegnativi festeggiamenti di Lovecraft, a blog unificati, e i preparativi per quelli di Ray Bradbury (domani 22 agosto) mi hanno impedito di trovare tempo per la puntata del venerdì dedicata al Ritorno dei morti viventi, quindi questa settimana chiamo il professor Lundgren a fare un giorno di supplenza.
Proprio lunedì scorso infatti un nuovo collezionista di Dolph conosciuto tramite il blog mi ha fatto notare che, visto che sto ravanando su Amazon Prime per filmacci come Instant Death (2017) o Your Move (2017), in quel portale si trova una copia in alta definizione di un film che in Italia non esiste, al di fuori di un paio di passaggi TV di venticinque anni fa.
Potevo rimanere indifferente di fronte all’ennesimo film di Dolph rarissimo da trovare in italiano?

Per ragioni ignote alla razionalità umana lo sceneggiatore Manny Coto è stato ingaggiato come regista, e Dr. Giggles (1992) dimostrerà che questa non è mai una buona idea, mentre il regista William Tannen, che ci ha regalato Un eroe per il terrore (1988) con Chuck Norris, viene ingaggiato per quella che rimarrà la sua unica sceneggiatura: perché non hanno fatto fare ad ognuno il suo lavoro? Mistero.
Prodotto dalla Capitol Films nel 1990, stando ad IMDb Cover-Up è uscito un po’ ovunque prima di arrivare nelle videoteche americane nel settembre 1991. Ignoto a qualsiasi distribuzione italiana, il film viene doppiato in esclusiva da Italia1 che lo presenta nella prima serata di lunedì 31 maggio 1993 con il titolo Fermate Ottobre Nero, titolo che strizza palesemente l’occhio a Caccia a Ottobre Rosso (1990).

«Film in prima visione TV di Manny Coto con Dolph Lundgren e Louis Gossett jr. Dolh è un gigante svedese tutto muscoli, nuovamente in campo in un thriller a sfondo spionistico. Alcuni giornalisti sbarcano in Israele dopo un attacco terroristico ad una base americana e…»

Ammazza che trame accattivanti presenta “La Stampa”! Meglio il commento del “Radiocorriere TV”: «La violenza si spreca». Ecco, questo è il modo giusto di presentare un film di Dolph.
Comunque dopo una replica nella seconda serata di venerdì 15 dicembre 1995 il film scompare nel nulla.

Per anni gira in italiano fra i Pirati dei Caraibi e onestamente non saprei dire l’origine di quella copia: ipotizzo che qualcuno nel 1993 o 1995 è riuscito a registrare quei passaggi su Italia1 e poi ha “appiccicato” l’audio italiano su video americano, ma è solo una mia ipotesi.
Di sicuro oggi lo trovate in alta qualità nel catalogo di Amazon Prime.

Nessuno sa che c’entri quella tizia nel titolo di testa

Ad Israele la situazione scotta, e non per i soliti motivi. Come se non bastassero tutti i problemi di quella sfortunata zona di mondo, ora c’è un’organizzazione terroristica chiamata Ottobre Nero che sta organizzando degli attentati ai danni dei marine americani. Ma la cosa puzza, e ad annusare l’aria arriva il giornalista da sbarco Mike Anderson (Dolph nostro, gagliardo e tosto).

Uno svedese è atterrato in Israele: vallo a riconoscere!

Sappiamo che ha scritto dei libri, uno dei quali anche un best seller, che hanno detto le cose chiare e tonde e hanno fatto infuriare parecchi potenti: non ne sappiamo di più, e forse è meglio così. Sappiamo invece che Mike si è lasciato male con la bella Susan (Lisa Berkely), responsabile delle comunicazioni della base americana che non ne vuole più sapere di lui.
Mike è un signore e saputo che Susan sta per sposare un altro si fa indietro, e da vero gentiluomo si mostra nudo alla donna: proprio per dimostrarle che ora sono solo amici. Di contro lei gli porta per colazione una frittella alla banana: spero di cuore sia stato un delicato e sottile doppio senso, perché se no ci sarebbe da chiamare la Squadra Buon Gusto in Cucina.

Cara, ora che siamo amici ce la facciamo una frittella alla banana?

Comunque appena sappiamo che il marito di Susan, convinto da Mike, indaga sugli strani attentati compiuti, abbiamo già capito che ha i secondi contati, infatti secondo copione stira subito le zampe, così che Susan possa andare a piangere fra le capienti spalle svedesi di Mike.
Determinato ancora di più ad indagare, Mike è protagonista della più geniale scena comica della cinematografia israeliano-svedese: fa il duro con un portinaio per entrare di nascosto in un posto, e dopo aver promesso mazzette e fatto la voce grossa,una tizia lo informa che è inutile… quello è morto da venti minuti! Ma perché c’è un morto seduto in portineria? Vi giuro, solo per questa scena vale la pena vedere il film!

Perché non mi rispondi? Dico a te! Fai l’indiano o il morto?

Dopo aver raggiunto l’apice della genialità con il morto che, interrogato, non rispose… il resto può solo deludere. A partire dalla scena di grande tensione in cui Mike sente squillare il telefono e rimane per due minuti a fissarlo inebedito. Ma che vuol dire? Dopo viene spiegato di come Mike abbia capito di avere il telefono controllato dalla CIA, ma quindi si sente dallo squillo se c’è un’intercettazione? O gliel’ha detto il sigaro che aveva in bocca?

Mi raccomando, Dolph, in questa scena devi sembrare un tipo sveglio e astuto…

Da questo momento, Mike comincia ad indagare all’insaputa di noi spettatori: fa cose, vede gente, consulta documenti… oh, scemone, ci vuoi dire qualcosa? No, lui indaga per cacchi suoi e nessuno deve impicciarsi. Il film procede senza il minimo senso, con gente che muore, agenti CIA che spiano, auto della polizia israeliana che vanno a sbattere, Dolph che fuma il sigaro, tutto a casaccio.
Ah, ogni tanto appare Louis Gossett jr. che dice robe a caso, in evidente stato confusionario: si vede che prima di ogni scena gli hanno passato dei foglietti con le stupidate da recitare e quindi recita di conseguenza.

Per fermare Ottobre Nero serve la sbiricuta di antani come se fosse!

Visto che sin dal primo minuto è chiaro che Ottobre Nero è solo una copertura per qualche zozzeria americana, 90 minuti di indagini spernacchiose mi sembrano tantini, dato poi che non ci viene detto niente fino a tre quarti di film. Poi partono gli spiegoni, e Dolph con la faccia da tonno sott’olio assiste a ben tre – dico tre – lunghi pipponi che spiegano tanto e interessano poco. Invece di fare SuperQuark alla fine, non potevano mostrarci pian piano le indagini di Dolph? No, hanno preferito l’effetto tramortente da «Io ti spiego in due».
Comunque dal coma da spiegone ci risvegliamo solo quando arriva in scena John S. Ryan, storico caratterista di questi film israeliani, che incontreremo spesso in queste produzioni anni Novanta. Purtroppo qui è a malapena inquadrato, fa giusto il cattivo che cerca di far fuori Dolph perché sta facendo un film da schifo.

Grinta e talento da vendere, ma purtroppo qui Ryan è giusto una comparsa

Quando Dolph sanguinante comincia a girare per chiese israeliane, guidato dall’Ente del Turismo locale, ormai sono in fase REM e mi sveglio solo quando suona la campana in cui era nascosta la bomba: un secondo dopo partono i titoli di testa e quindi posso apprestarmi a dimenticare di aver mai visto questo film.
Un regista alla sceneggiatura e uno sceneggiatore alla regia dimostrano l’estrema fallacità della scelta, con a peggiorare la situazione un Dolph dallo sguardo da pesce lesso e bravi caratteristi chiamati a fare niente. Questo venerdì doveva essere dedicato ai morti viventi… e mi sa di averne visti parecchi in Fermate Ottobre Nero!

L.

amazon

– Ultimi film del nostro svedesone preferito:

Informazioni su Lucius Etruscus

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13 risposte a Cover-Up (1991) Fermate Ottobre Nero

  1. Cassidy ha detto:

    Il titolo italiano mi é sempre puzzato di trovata per acchiappare il pubblico, in realtà considerata la scena con Bernie alla reception, potevano intitolarlo: weekend con il morto, almeno la sua natura di commedia sarebbe stata chiara, perché tra frittelle alla banana e Gossett junior Antani ci sono i tratti distintivi della commedia 😉 Cheers

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Uno sceneggiatore dietro la macchina da presa, un regista a scrivere il film, scambio di mesi “neri” (del famoso “Settembre Nero” sanno tutto tutti, usiamo “Ottobre Nero” che spiazza la gente!), ex-quasi mariti che si fanno vedere nudi a casa della quasi ex-moglie in barba al quasi futuro marito (che in poco tempo sarà già “ex” pure lui),… Insomma un film fatto di scambi di ruoli e di nomi. Da quanto leggo pure i foglietti di Luis Grosset Jr. possono essere stati scambiati dall’assistente che glieli passa.

    Forse è stato un bene che il tecnico abbia imbucato il film per più di 20 anni! (avrà scambiato la custodia di Blockbuster?)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In effetti i film peggio distribuiti di Dolph, quelli scomparsi e recuperati solo grazie a mezzi fortuiti, sono davvero bruttarelli. Che ci sia un atto una sorta di Cospirazione della Qualità per nascondere queste scelte sbagliate dello svedesone? 😀

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  3. Il Moro ha detto:

    Devo almeno cercarmi su youtube la scena del portinaio morto da venti minuti, adesso… 🤣

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Il peccato mortale di questo film è prendere un sacro eroe dell’action come il sommo Dolphone e metterlo poco nelle condizioni di rendere al meglio, ossia, appunto, “in action”. Tuttavia, per noi templari dello svedese, è sempre un piacere poterlo osservare in qualsivoglia veste ( 🙂 ) e poi le due scene della frittella alla banana e del morto in portineria, come affermato giustamente da Lucius…valgono da sole la visione!!! 🙂

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  5. Giuseppe ha detto:

    Beh, l’atteggiamento di Dolph con Susan, lassù, è comprensibile: sono amici, e si sa che un vero amico non ti nasconde mai niente. Con lui avrai sempre a disposizione una spalla per piangere, braccia forti per stringerti, una banana per… per… EBBASTA COSI’ 😜
    Comunque, quella del portinaio cadavere è una vetta di autentico genio incompreso (in primis, incompreso da chi ha scritto questa specie di sceneggiatura) e Louis Gossett Jr. è perfetto nel ruolo di agente del caso, essendo appunto costretto a dire e fare cose totalmente a caso 😀

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  6. Kukuviza ha detto:

    Lucius non so come fai, ma le tue recensioni mi fanno così ridere che mi viene il desiderio immediato di vedere sta ciofecata. Poi non riderò manco mezzo secondo ma giuro che andrò su amazon a vederlo!

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