Dead End City (1988) Città morta e pure senza futuro

Continuo ad attingere alla mia collezione di DVD della serie “Uomini Contro” della USA Entertainment, roboante nome ammmericano che nasconde una casa di Abano Terme (PD) che nel 2005 ha riversato in digitale alcuni vecchi titoli della AIP (Action International Pictures), casupola che a cavallo degli anni Ottanta e Novanta ha sfornato film maschi senza rischio per tutti i raschi… cioè gusti.

Facciamo conoscenza di un altro grande cantore della AIP, Peter Yuval, che ha prodotto film per una decina di anni (1987-1999) e che alla fine degli anni Ottanta si è diverto a scriverne e dirigerne quattro: il suo grande esordio è questo Dead End City.

Uscito in patria americana in un vago dicembre 1988 (secondo IMDb), la Image Video lo porta nelle videoteche italiane con il titolo Città senza futuro.
L’unico passaggio televisivo di cui ho trovato traccia è sul piccolo canale locale Cinquestelle, che lo manda in onda nella prima serata di venerdì 8 luglio 1994 con il titolo La città morta.

Una biondina tutte curve chiede a una banda di motociclisti se hanno del fuoco, uno di loro tira fuori un mitragliatore M16 e la spazza via. Voleva del fuoco, no? Il delirio è arrivato in città. Città morta, ovviamente.

Quando la qualità non consente le “A” accentate maiuscole

Perché la città è messa ferro e fuoco da una banda di motociclisti armata di fucili da guerra? Non stiamo parlando dei variopinti teppisti di moda all’epoca, per intenderci quelli de Il giustiziere della notte 3 (1985), qui parliamo di variopinti teppisti armati come un gruppo di Rambi eroinomani con licenza di sterminio.
La qualità delle scene violente che si vedono all’inizio della vicenda è perfettamente simboleggiata dal capo della banda: l’uomo con la Z stampata in faccia. Robert Z’Dar.

Capo di una banda criminale, sì, ma con stile

Chi sono questi teppisti? Perché non si vede un solo poliziotto in città? Chi è il tizio che da lontano potrebbe essere scambiato per l’eroe della vicenda? Basta, sin dal primo secondo è chiaro come questo sia un Film Denim: per lo spettatore che non deve chiedere mai.

Questo sarebbe l’eroe della vicenda? Ah, niente domande!

Ringrazierò sempre Zio (il dio dei filmacci Z) che mi ha fatto iniziare questo viaggio nella produzione AIP con David A. Prior, che è un Kubrick della Z in confronto agli altri esseri umanoidi che si aggiravano nelle segrete della casa produttrice. Tipo Yuval, appunto.
Il nostro eroe del male deve aver trovato il magazzino dove la AIP conservava i quintali di armi da usare nei suoi tanti filmacci d’azione guerraiola – quelli girati nella Pineta di Ostia, bei tempi… – e ha pensato bene di usarle tutte in qualche modo, non importa come. Tanto basta che si senta bang bang e lo spettatore di questi film è contento.

A voler essere buoni, ma proprio tanto tanto buoni, potremmo immaginare che Yuval avesse in mente Distretto 13 (1976) di John Carpenter – lo so, è una bestemmia anche solo citare i due registi nella stessa frase – e abbia pensato di fare una cosa simile ma in chiave “giustiziere della notte”, versione Cannon.
Nel film di Carpenter il poliziotto protagonista rimaneva assediato con alcuni colleghi in un distretto di polizia ormai dismesso, così che non ci fosse alcuna speranza nell’arrivo dei soccorsi. Yuval si sente uno sceneggiatore migliore e pensa di allargare il discorso: il protagonista rimane assediato in un palazzo con altre persone in una intera città in fase di smantellamento.
Perché mai stanno smantellando un’intera città? Non lo so, ma potrei anche sbagliare perché vi giuro che dal film non si capisce una stra-mazza di niente!

Quel tonno sott’olio del protagonista – non so il nome dell’attore e non lo voglio sapere – rimane assediato in quello che mi sembra d’aver capito sia il palazzo della sua azienda, ma visto che sembra la solita fabbrica abbandonata di tutti i film d’azione dell’epoca potrei sbagliare.
Comunque arrivano comprimari inutili, tipo un cieco e sua sorella, una giornalista, un tizio qualunque, insomma proprio la scolatura del peggio: avete presente il calcare che si forma sui sanitari? Ha molto più spessore dell’intero cast di questo film.

Ti fotocopio la testa!

Gente che va, gente che viene, gente che muore, gente che strilla, ogni tanto qualcuno dice robe senza senso: che sia un’opera futurista spacciata per film d’azione? Che Peter Yuval sia fan di Marinetti? In effetti qui i fucili fanno Zang Tumb Tumb, i mitragliatori traak-traak, le pallottole zing zing sciaaack e gli zebedei degli spettatori tam-tumb-tumb tumb-tumb-tumb-tumb-tumb-tumb.

Come dicevo questo è un film per lo spettatore che non deve chiedere mai, quindi nulla è spiegato. C’è gente che fa cose, sparando miliardi di proiettili. Non importa chi spara, importa evitare i proiettili e i film della AIP: non so quale dei due sia più letale.

L.

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23 risposte a Dead End City (1988) Città morta e pure senza futuro

  1. Evit ha detto:

    Film Denim, AHAHAHAH!!!

    Forse lo smantellamento dell’intera città gli è venuto in mente da un altro Carpenter, Fuga da New York dove New York è diventata carcere perché già largamente in mano ai criminali. Ha immaginato che a un certo punto avranno pur dovuto smantellarla. Tiro a indovinare eh!

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  2. Cassidy ha detto:

    Se non sono morto per le pallottole volanti che non mancano in questo film, quasi mi uccido soffocando dal ridere leggendoti, mi immagino la riunione creativa: cosa facciamo fare ai personaggi? Spara! Spara! Devono sparare! 😉 Avere Carpenter come riferimento é un bene, certo che omaggiarlo così é quasi un crimine! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La riunione per la sceneggiatura del film l’hanno tenuta in un poligono di tiro 😀 Pare quasi che avessero i magazzini pieni di pallottole e avevano bisogno di una scusa per liberarsene…
      Per me quando è uscito il film a Carpenter sono fischiate le orecchie: “Qualcuno sta rovinando una mia idea!” 😀

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  3. armiere guns ha detto:

    interessante

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  4. Lorenzo ha detto:

    Mi sento un traditore della causa, mi vergogno ma lo ammetto: questa volta non me la sono sentita di vedere il film. 😦

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahahahahahahah! Lode a Zio (il Dio della Z cui accennavi) che protegge questi filmacci affinché tu li possa recensire e noi lettori…sbellicare dalle risate! Già alla didascalia della A accentata del titolo e al concetto di Film Denim ero in estasi! E poi il calcare, ti fotocopio la testa…ahahahha!
    Aggiungo che con la citazione finale di Marinetti (e di un’opera che ben conosco) mi hai definitivamente conquistato 🙂
    Ben presto mi accingerò a vederlo, anche per essere sempre solidale nei tuoi confronti, ma già so che la visione non mi regalerà nemmeno un decimo del divertimento che hai cosparso te a piene mani con il tuo post! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Curioso di sapere che ne pensi di questo film d’azione futurista 😀
      Gli autori AIP sembrano una scolaresca in gita, almeno Prior aveva un’idea di come dovesse essere un film, qui sembra di assistere a dei dilettanti allo sbaraglio.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Espletato il fioretto di visionarlo, devo dire che la parte migliore sono i primi due minuti (per l’accento famoso nei titoli di testa e la tizia presa a pallettoni alla richiesta di fuoco) e…la tua recensione! Per il resto si assiste ad un guazzabuglio di sparatorie che, come da te giustamente scritto, per la loro totale ingiustificata esistenza, fanno rimpiangere Prior (oddio, l’ho scritto veramente???)!
        p.s. la giornalista, esteticamente, mi ha ricordato un po’ Maria Elena Boschi, d’altronde da Italia Viva a Città Morta…è un attimo! 🙂 🙂

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  6. Sam Simon ha detto:

    Film denim è geniale…! X–D

    E poi mi citi il Maestro!!! Ho appena messo il link alla tua recensione che non avevo visto sotto la mia! :–)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio, ho visto infatti il link ma pensavo ad uno degli strani movimenti di WordPress, che ormai vive di vita propria 😛
      E’ una mia idea che l’autore di questo filmaccio si sia ispirato al Maestro, ma più in grande: può darsi pure che non abbia mai visto un suo film!

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      • Sam Simon ha detto:

        È certamente possibile! E, a occhio, anche se li avesse visti, non deve averci imparato granché! X–D

        Comunque WordPress oggi, mandando in pensione il classic editor, ha deciso di rovinarmi la giornata. Trovo il nuovo editor una rogna vera e propria. Magari te lo usavi già da tempo, ma io che ero abituato alla facilità dell’altro questo nuovo pieno di blocchi da cercare e inserire in un post per continuare a scrivere questo editor lo sto proprio odiando… grr….

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Da quel che sto sentendo in giro sono l’ultimo giapponese rimasto sull’isola: a me ancora funziona il vecchio editor! Faccio il vago e spero di essere dimenticato.
        La regola degli aggiornamenti è: se funziona, fotti tutto. Se non funziona, non ripararlo mai!
        Non so perché continuino a rovinare qualcosa che funzionava, facendo finta sia un “aggiornamento”…

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      • Sam Simon ha detto:

        Questo è veramente tremendo. So che è questione di abituarsi, ma a parte due miglioramenti che ho individuato (sui Link e sullo sharing dei post), tutto il resto lo trovo peggiorato. Spero che WordPress continui ad ignorarti, per scrivere il tipo di post a cui siamo abituati noi il vecchio editor era cento volte meglio!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Possibile non ci sia un “passa all’editor classico” da qualche parte? Tremo al pensiero di quando sarò colpito anch’io dalla piaga…

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      • Sam Simon ha detto:

        C’è solo la possibilità di creare un block “classic” dove all’incirca ci sono le opzioni di prima. Nulla di più. :–(

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      • Giuseppe ha detto:

        Trovo che la vostra discussione sugli editor di WordPress sia molto più interessante di questo Dead End City 😀
        P.S. Quel “Ti fotocopio la testa!” in coppia con film Denim sono perle di rara brillantezza 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Solo la Z più profonda sa creare le perle ^_^

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  7. Zio Portillo ha detto:

    Momento, momento, momento… Troppe informazioni e il mio cervello bacato è andato in pappa. Quelli di Abano Terme (PD, che non è una bestemmia) volevano fare la loro versione di “Distretto 13” però rielaborata come se fosse una sorta di “Giustiziere della notte”. E per farlo hanno chiamato un ex sceneggiatore, gli hanno dato le chiavi di un’armeria con le munizioni infinite, gli hanno dato Z’Dar, una decina tra comparse e attori e gli hanno detto “Bon, c’hai pellicola per 90 minuti. Usala e fai più bordello che puoi!”
    “Posso ispirarmi a opere famose? Magari citando o omaggiando grandi pellicole?”
    “Fai quello che c@zzo ti pare, basta che si sentano i botti perché ne abbiamo a tonnellate e stanno per andare scaduti!”

    Torna tutto mi pare.

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