BloodRayne 1 (2005) Dalla cantina etrusca

Nelle seconde bancarelle del 2020 (apparse miracolosamente dopo mesi pandemici e subito scomparse per la seconda ondata del coronavirus) ho trovato il DVD di BloodRayne III che rappresentava palesemente un messaggio di Zio, il dio della Z. Il messaggio diceva… che era tempo di scendere in cantina.

Se il film L’acchiappasogni (2003) ci ha insegnato qualcosa, è che non tutte le storie di Stephen King meritano di diventare un film, così come avere attori noti come Morgan Freeman e Thomas Jane non è affatto sinonimo di qualità. (Era un avvertimento che pochi hanno capito: arrivato al 365° film in un solo anno, si è capito che Freeman forse non era così selettivo con i ruoli scelti.)
Quel film mi ha insegnato a costruire palazzi mentali dove riporre le informazioni per portarle alla mente quando serve. Però sono un pessimo allievo e qualcosa è andato storto: tutto ciò che ho costruito è una cantina mentale, buia e umida, dove seppellire i filmacci che mi hanno fatto troppo male (tipo L’acchiappasogni) nella speranza che qualche topo mentale se li mangi e li faccia sparire.

A volte la tecnica riesce, per esempio avevo avuto successo nel dimenticare dell’esistenza di un male brutto chiamato BloodRayne, ma poi trovo il terzo episodio su bancarella e tutto torna su, come i peperoni: la cantina mentale sputa fuori quel filmaccio e me lo manda alla memoria. Zio vuole che ne parli, magari servirà a esorcizzare il male che questa saga contiene.

Brutti ricordi riaffiorano dalla buia cantina mentale etrusca

Poteva essere all’incirca il 2009, o giù di lì. Ero pendolare e quindi la mia attività principale era aspettare il maledetto autobus che mi avrebbe portato alla stazione dei treni, se il conducente si degnava di sbrigarsi. A combattere il nervosismo del pendolare ho avuto la fortuna di avere una grande edicola proprio davanti alla fermata dell’autobus, così che passavo quel tempo a spulciare le novità cine-fumetto-letterarie.
Un giorno sulla vetrina più nascosta dell’edicola vedo BloodRayne 2: una tipa discintamente vestita che impugna lame. Toh, l’argomento mi interessa, devo saperne di più. Annotato il titolo nei foglietti che riempivano le mie tasche, con cose da fare che regolarmente mi dimenticavo di fare, alla fine il mondo di BloodRayne mi ha invaso con la sua potenza Z.

Kristanna pregusta il dolore che il suo filmaccio mi infliggerà

Negli ultimi vent’anni ho sentito spesso nominare Uwe Boll come uno dei peggiori registi viventi, e onestamente provo profonda invidia per chi lo pensa: beati voi, che avete conservato puro il cuore e vergini gli occhi, tanto da pensare che Boll sia un pessimo regista. Vuol dire che la Z non vi ha ancora risucchiato l’anima.
Il tedesco Uwe è un ottimo regista che semplicemente lavora per il Male, ma non ha il Male nel cuore. Dal nuovo millennio è sbarcato in America a girare film con soggetti di sicuro richiamo utilizzando tanti attori noti nel cast,  con addirittura un direttore della fotografia e mettendo in campo la tecnica base di un buon regista. Il problema è che usa sceneggiature che fanno schifo al cubo e non vanno da nessuna parte, ma tecnicamente il suo lavoro da regista lo fa bene. Non è uno degli spettri di Asylum, UFO o MarVista, gente incapace di intendere e di volere e messa in condizione di non poter far altro se non prodotti inadatti alla vita umana, Uwe Boll è un regista e fa il regista. Il problema è che spesso mette bocca sulla trama e fa disastri.
Lo stesso tengo a ribadirlo: Uwe Boll è Kubrick in confronto ai filmacci fetenti che ogni giorno riempiono il nostro palinsesto televisivo, quindi MAI pensare di aver toccato il fondo, perché è solo il tappo che vi separa da un nuovo abisso di letame.

Una volta assaggiata la Z, non c’è crocifisso che funzioni

Presentato (con che coraggio?) all’Austin Film Festival nell’ottobre 2005, BloodRayne esce in patria americana nel gennaio 2006 e la Fox Video lo porta in DVD italiano dal luglio 2008. È tratto da un videogioco del 2002, ma non so altro, essendo io di un’ignoranza enciclopedica in fatto di giochi.

Di sicuro nel gioco la vampira sarà molto più convincente che nel film

Scopro con orrore che la sceneggiatura è scritta da Guinevere Turner, più nota come attrice, che ha iniziato la carriera con il delizioso Go Fish (1994), piccolo film indipendente all’epoca doppiato da Tele+ e che ricordo con piacere. Poi ha sceneggiato American Psycho (2000)… ma come ha fatto a cadere così in basso con BloodRayne?

Fotografia e inquadrature al bacio: peccato per l’attrice

Quando BloodRayne è arrivato in Italia ormai Terminator 3 (2003) e la serie TV “Mortal Kombat Conquest” avevano sviluppato in me un debole per Kristanna Loken: avevo pure provato a vedere la serie “Painkiller Jane” (che ho recuperato in pandemia), ma era troppo fatta male.
Dopo Girlfight (2000) sono pazzo di Michelle Rodriguez, da allora sempre sfruttata male al cinema, da tappezzeria in Fast and Furious (2001) a tappezzeria in Resident Evil (2002). Se un film interpretato dalle due attrici mi intrigava assai a livello puramente visivo – essendo entrambe un gran bello spettacolo – ero più che conscio che non c’era speranza di avere un film decente con loro. Però un po’ ci speravo. Ero giovane e ingenuo…

La tipica espressione rilassata di Michelle

Non ho idea di cosa parli il videogioco, ma il film ci racconta la storia di Rayne (Kristanna Loken) che vive una ben misera vita da dampyr: termine che grazie all’omonima pubblicazione Bonelli sappiamo significare un umano nato da vampiri, quindi mezzo e mezzo.
La povera Rayne è prigioniera di un circo che espone al pubblico i suoi poteri, torturandola spettacolo dopo spettacolo, finché non arriva Vladimir a liberarla: visto che è interpretato da Michael Madsen, che odio più di ogni altro attore, non lo nominerò oltre.

Bei movimenti, ma l’assenza di “testa” fa supporre una controfigura

In mezzo a secchiate di vampiro-bubbole il succo è che il cattivo Kagan (Ben Kingsley) vuole tutto il potere ammazzando gli altri vampiri e quindi i buoni vanno a Kagàn per fermarlo. Il resto è solo chiacchiericcio vampirico tipico di prodotti dell’epoca tipo Blade: Trinity (2004).
Ciò che a Uwe Boll interessa è fare una tramona caciarona che consenta un sacco di comparsate di nomi noti. Così abbiamo piccoli ruoli per Geraldine Chaplin, Meat Loaf e Udo Kier, c’è persino un ancora poco noto Darren Shahlavi, futuro cattivo marziale d’eccellenza, ma il pezzo grosso del film è il Concorso Parrucche Ridicole 2005.
Il terzo classificato è Billy Zane, che si diverte troppo a mettersi parrucche e a fare ruoli talmente inesistenti che sghignazza da solo.

Billy Zane non ce la fa a rimanere serio, con una parrucca in testa

Secondo classificato Ben Kingsley in una delle sue decine di ruoli brutti che non vengono mai ricordati, quando si parla di quant’era un bravo attore nel secolo scorso.

Un altro grande ruolo ignominioso per Ben Kingsley

Ma il vincitore assoluto è Michael Parè, che appare due secondi netti in un ruolo inutile che sta lì solo a farci vedere quant’è ridicolo con quella parrucca!

Nuooooooooooooooooooooooooooo!!!

Siamo agli inizi del Duemila, Steven Seagal ha aperto la Via Romena quindi ora la Transilvania è la nuova Hollywood. All’epoca forse quegli esterni saranno sembrati “freschi”, ma ormai siamo parecchio abituati all’ambiente romeno perché sembri altro se non roba di serie Z.

La convinzione c’è, la grinta meno, la bravura sotto zero

«Non credo che sia stata colpa del film quanto della casa di distribuzione, incapace di vendere un prodotto di quell’entità», racconta la Loken alla rivista “Starlog” (maggio 2006):

«Guarda, non credo che avrebbe vinto un Oscar, ma di certo non era un brutto film. Non è stato portato in un numero sufficiente di sale quanto avrebbe meritato, così BloodRayne è sembrato peggio di quanto fosse, ed è frustrante perché non è stata colpa mia.»

Sicuramente Kristanna ha ragione, una pessima distribuzione distrugge qualsiasi film, ma certo che questo più di un’uscita in videoteca non meritava molto altro. Anche perché non ha storia, solo chiacchiere vuote per consentire ad una secchiata di volti noti di fare la loro apparizione.

Venghino, siòri vampiri: abbiamo sangue alla spina!

Se poi le tante scene d’azione avessero avuto qualcuno capace era meglio. Malgrado nella serie TV “Mortal Kombat Conquest” si muoveva parecchio, la Loken si rivela totalmente inabile a qualsiasi azione, figuriamoci quando le mettono due lunghe lame in mano. Il che significa che deve usare una controfigura anche per respirare e il regista comincia a fare diecimila cambi di scena al secondo: un tempo si pensava che la cosa mascherasse l’incapacità dell’attore, oggi ormai è chiaro che peggiora solo la situazione.

La stunt double Gabi Burlacu ci regala una splendida “alzata da terra”

Per fare un esempio, abbiamo Loken coi pantaloni di qualcun’altra – perché le stanno troppo male da credere che davvero una costumista li abbia preparati per lei – che si muove tipo bambina che impara a camminare, stacco sull’ottima stunt double Gabi Burlacu che combatte come una tigre per tre fotogrammi, poi due fotogrammi della Loken che fa la faccia da dura, tre fotogrammi della Burlacu, poi la Loken, poi la Burlacu, poi la Loken, poi la Burlacu… Dopo un po’ vengono le convulsioni, in noi spettatori. Perché non hanno ingaggiato la Burlacu come protagonista?

Come si fa a sbagliare un film con due bellezze del genere?

La firma di Uwe Boll è quella di fare un filmaccio assurdo con una trama demenziale ma strapiena di attori: il problema è che come regista è davvero bravo, quindi è un peccato avere così tanti nomi noti e buttarli via male. Però è anche vero che nessuno ricorda i nomi dei registi di filmacci romeni del Duemila: Uwe Boll lo conoscono tutti.

Rayne è pronta ad instaurare il suo Regno della Z

Malgrado sia il nulla che succhia sangue al vuoto, BloodRayne prosegue, immagino grazie soprattutto al successo dei videogiochi. E dalla cantina mentale etrusca stanno venendo a galla gli altri titoli. Alla settimana prossima, per un’altra pulizia di cantina.

L.

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25 risposte a BloodRayne 1 (2005) Dalla cantina etrusca

  1. Zio Portillo ha detto:

    Il primo credo di averlo visto un bel po’ di tempo fa, attratto dal titolo (avevo giocato poco/nulla al videogioco in questione. Erano i tempi in cui si ammucchiavano un sacco di titoli solo per il gusto di averli. Poi non si giocava a nulla però si aveva tutto! Blocchi di giochi comprati su Ebay a 20-30€, negozi di videogiochi che compravano e rivendevano l’usato a cifre ridicole,… Bei tempi!). Ammetto che non ricordo nulla di nulla se non che era il classicissimo dtv di bassa qualità e che lo noleggiai (come mille altri titoli) dimenticandomelo due giorni dopo.

    Ora che mi hai mostrato le foto con la Rodriguez, effettivamente qualcosa riaffiora. Comunque manco sapevo che c’erano addirittura due seguiti! Credo mai passati in tv… O sbaglio? Sarebbe curioso capire che differenza di costo ha la trasmissione di questo “Bloodrayne” rispetto a un filmaccio MarVista o Ufo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Paradossalmente temo che questo sia considerato un prodotto troppo di “alto livello” per passare in TV, visto che sicuramente costa più delle due noccioline chieste dai film MarVista 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        Shhhhh! Non dirlo a voce troppo alta che questo è di “alto livello”. Sai che c’è qualcuno dei palinsesti che spia il tuo blog. Capacissimo di regalarci un ciclo “vampiresco” ripescando ‘sti Bloodrayne per presentarli a spron battuto come “prima visione”. Me lo vedo già il trailer che indugia sui volti noti spacciandoli come protagonisti quando sono poco più che comparse.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahha non sia mai, non potrei vivere con questa responsabilità 😀

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Adoro la Z! Questo mi vien da dire quando leggo una recensione che mi fa emozionare da cima a fondo, a partire dall’aneddoto iniziale che omaggia le bancarelle e riporta brani di true story etrusche, per convergere verso il mitologico Boll e poi la pletora di attori con la Z tatuata, dalla battuta cui ho pensato una volta letto Kagan (e che tu, in piena sintonia Z, hai scritto subito dopo) a espressioni come il “nulla che succhia sangue al vuoto”…ahahahah!
    Ah, poi c’è anche il film che più Z non si può…non vedo l’ora di gustarmi le prossime “fughe dalla cantina mentale”! 🙂

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  3. Cassidy ha detto:

    “but tonight, I’m cleaning out my closet” cantava Eminem, chissà se anche lui ha una cantina mentale 😉 Che sofferenza “L’acchiappasogni” con tutti che il libro mi era piaciuto tanto ma il film? Doloroso, anche considerando chi lo ha scritto e diretto, un ex genietto decaduto. Per tornare a Uwe Boll descrizione perfetta, è il Michael Bay dei film a basso budget (spesso tratti da videogioco) tutti lo odiano e poi non si accorgono che in giro si trova anche di peggio, un giorno capirò come può il tedesco permettersi questi cast, secondo me li ricatta tutti, conosce gli sporchi segreti di tutti questi attori e li costringe a lavorare per lui, non ho altre spiegazioni 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pensa che volevo chiudere proprio citando Eminem: le grandi menti pensano all’unisono ^_^
      Ho Boll ha un armadio pieno di dossier segreti, con foto compromettenti di decine di attori noti, oppure è pieno di amici famosi che lavorano credo al minimo sindacale. Oppure recitare in un film di Uwe Boll vale come “servizio civile”: ogni volta che un attore famoso viene beccato per qualche infrazione stradale o robe minori, è costretto a recitare in un film di Boll per punizione 😀

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Che figata, hai una cantina mentale! Io ho uno sgabuzzino mentale a cui manca una parete e un pezzo del tetto…

    Riguardo a Bloodrayne, non l’ho mai incrociato, in nessuna forma: mai giocato, mai visto, mai letto (immagino che ci siano dei fumetti, ci vedrei bene la Top Cow) ma dalle poche immagini di gioco che ho visto, sospetto che il punto forte non fosse la storia 😛

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  5. Il Moro ha detto:

    ammetto la mia totale ignoranza su questo videogioco, del quale conosco solamente l’esistenza ma che non ho mai nemmeno sfiorato. Idem per il film.
    Ma questo odio per Michael Mardsen?
    Billy Zane in questi ruoli si diverte sempre come un matto…
    Non riesco a capire Ben Kinglsey: riesce a vincere l’oscar per “Ghandi” e contemporaneamente a recitare in decine di filmacci uno peggio dell’altro. è uno di quelli che non riesce mai a dire di no?
    Uwe Boll è famoso perché fa dei filmacci tremendi, ma li fa su dei franchise famosi. Il regista dell’ennesimo filmaccio catastrofico uguale a tutti gli altri non lo calcola nessuno, lui invece va a toccare cose che hanno già il loro seguito di fan e che sono quindi invogliati a vedere il film, così da poterne poi parlare malissimo.
    La tua cantina mentale è uno di quei posti dove non vorrei mai entrare. Dovrebbero farci un film dell’orrore. Uno di serie Z, ovviamente…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaaa “La cantina etrusca” mi sembra un titolo perfetto, anche sa un po’ di anni Settanta 😛
      Kingsley ha fatto ottimi film ma poi è diventato come Morgan Freeman e in tempi recenti De Niro: accetta tutto e più fa schifo meglio è. Di solito lo si fa per un divorzio che ti porta via metà di tutto, quindi si inizia ad apparire in cento film l’anno. Purtroppo è il destino di molti grandi, che non sono più grandi da molti anni.
      Madsen soffre di rimbalzo del mio odio per Tarantino, quindi nei filmacci Z dove appare mi urta parecchio i nervi e preferisco ignorarlo. Preferisco di gran lunga la sorella Virginia, il vero talento della famiglia Madsen 😉

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  6. Sam Simon ha detto:

    Certo che la Turner sceneggiatrice ha fatto una discesa verso la Z a velocità vertiginosa!

    E poveri peperoni accostati a film come questo, non se lo meritano! :–D

    (comunque le due bellezze sono proprio belle!)

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  7. Giuseppe ha detto:

    Purtroppo nella mia cantina mentale Bloodrayne è completamente assente, altrimenti mi sarei ricordato almeno delle protagoniste… 😉

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