[Film infranti] The Executioner (1989)

Ci sono film che sembrano grandiosi “sulla carta”, il cui progetto ambizioso poi si scontra con un’esecuzione spesso dimenticabile, e ci sono film che rimangono grandiosi per sempre, semplicemente… perché non arrivano ad essere girati.
Per fortuna in alcuni casi ci restano testimonianze e ricostruzioni da utilizzare per raccontare il cinema anche quando non arriva su schermo, e per raccontare film che non esistono, se non nel loro progetto: per citare “Law & Order SVU”, ecco le loro storie.

Il 1° settembre 2020 il “talk show marziale” di Scott AdkinsThe Art of Action” ha presentato un’intervista a Cynthia Rothrock, in cui l’attrice rivela un’incredibile retroscena della sua carriera passata che subito blog e siti hanno fatto rimbalzare per la Rete, dimenticandosi di citare la fonte. (Che distratti…)
Cynthia ha raccontato, anche se non certo per la prima volta, di quando stava per girare al fianco di Sylvester Stallone un film diretto da William Friedkin, intitolato The Executioner.

Partiamo con le dichiarazioni rilasciate da Cynthia stessa:

«Mentre giravo China O’Brien, una notte tornavo dal set, erano circa le due di notte, e ho ricevuto questo messaggio di chiamare William Friedkin. La mattina dopo mi svegliai e chiamai questo numero, dicendo: “C’è William Friedkin?”, convinta che qualcuno mi avrebbe risposto “ci sei cascata”. Ero convinta che fosse uno scherzo ma non lo era: era davvero William Friedkin. E lui a dirmi: “Ho diretto L’Esorcista, e questo e questo”, e io stavo lì a ripetermi “Oh mio Dio”. Tremavo. Avevo William Friedkin al telefono! E lui mi dice: “Sylvester Stallone vorrebbe incontrarti a Los Angeles, vorremmo che firmassi per un film intitolato The Executioner“, e io continuavo a ripetermi “Oh mio Dio”.»

Mi piace notare, con un po’ di cattiveria, che durante questo racconto la faccia di Adkins è immobile in un sorriso falsissimo: a lui Friedkin non l’ha mica chiamato! Cattiverie a parte, Cynthia continua:

«Lui mi chiese quando potevo liberarmi, e gli ho detto che le riprese di China O’Brien andavano avanti sei giorni alla settimana, e che domenica era il mio giorno di libertà. Così mi fecero volare a Los Angeles e firmai il contratto: avrei fatto la co-protagonista al fianco di Sylvester Stallone in The Executioner, con William Friedkin alla regia. Il tizio che ha scritto Robocop era lo sceneggiatore. Poi tornai indietro a girare China O’Brien, ripetendomi: “Oh mio Dio”.»

L’intervista dove Cynthia Rothrock ci rivela il suo “film infranto”

Il progetto non vedrà mai la luce, e l’unica causa riportata da Cynthia è «Friedkin non ha approvato il copione», ma c’è lo stesso un lieto fine: l’attrice riceve comunque il compenso.

«Ho fatto più soldi di quanti ne abbia mai visti coi miei film e senza fare niente. Avrei preferito non vedere un soldo ma fare il film con Stallone, perché la mia carriera sarebbe potuta andare in una direzione completamente diversa.»

Il problema infatti è che all’epoca China O’Brien e il suo seguito sono stati enormi successi di cassetta – tranne in italia, ovviamente – e i produttori stavano offrendo somme da capogiro a Cynthia per interpretare anche un terzo e quarto film della serie, ma nel frattempo l’interesse di Friedkin e Stallone hanno portato l’attrice da un agente cinematografico più importante, un grande studio che non si mette certo a trattare minuscoli filmetti marziali da due soldi. «Non puoi più fare film di Hong Kong» le ha detto il suo nuovo agente, in pratica distruggendo la carriera dell’attrice, perché si è ritrovata in un limbo: malgrado le promesse, non arrivò mai al circuito cinematografico di serie A e non poteva tornare nella serie A di Hong Kong, di fatto finendo nella serie Z dei filmetti americani di genere. Che per gli appassionati sono piccoli tesori, ma oggettivamente sono zero in confronto alla qualità di Hong Kong.

A parte blog e siti che ripetono con altre parole quanto dichiarato dall’attrice, ho trovato solo un’altra fonte indipendente. Intervistata infatti da Michael Mirasol per il sito Movie Mezzanine (28 agosto 2014), Cynthia racconta lo stesso aneddoto della telefonata creduta uno scherzo, poi aggiunge:

«Quando ho incontrato William [Friedkin], mi ha raccontato la situazione. Joel Silver avrebbe dovuto produrre il film. Tutto era pronto. Ma la volta successiva che ho incontrato Friedkin ha sbattuto sul tavolo una copia della sceneggiatura, gridando “È terribile! Non lo farò!”. Gli ho chiesto: “Stai dicendo che c’è possibilità che il film non si faccia?” E lui: “Cynthia, se ricevi un’altra offerta, accettala”. E quella è stata la fine di tutto. Sono stata comunque pagata, ma avrei preferito avere l’occasione di fare il film.»

Purtroppo non ho trovato altri dati certi, quindi è il momento di analizzare ciò che abbiamo.


La ricostruzione etrusca

Stando ad IMDb, China O’Brien del sempre pessimo Robert Clouse – che aveva già rovinato Bruce Lee e Jackie Chan – è uscito in Gran Bretagna nel febbraio 1990, quindi possiamo ipotizzare per la fine del 1989 come data in cui si è svolto l’incontro tra Cynthia e Friedkin. Si sa che io sono un gran maligno, quindi non resisto a notare che parliamo proprio del momento in cui la già traballante carriera di Friedkin è caduta nello scarico: l’uscita de L’albero del male (aprile 1990), che ha riscosso solo risate in faccia, potrebbe aver spinto i produttori a non affidare a Friedkin una star come Stallone. Però, ripeto, è solo una mia malignità gratuita.

Joel Silver, il potente produttore, non se la sta passando proprio bene in quel periodo, il cambio fra Ottanta e Novanta è stata tosta e i grandi successi milionari di un tempo sono ormai un ricordo. Ha Bruce Willis attaccato alle caviglie (dico “caviglie” ma intendo altre parti del corpo di Joel) che gli sta portando via soldi a palate: Die Hard 2 (1990), Hudson Hawk (1991) e L’ultimo boy scout (1991) sono emorragie di milioni di dollari che a Silver gira ancora la testa. (E non solo quella!)

Se non bastasse Bruce, c’è proprio Sylvester Stallone che sta contribuendo a svenare il povero produttore, per esempio con il “successone” Demolition Man (1993), che per un soffio finisce in paro. E Sly ha in tasca un altro “successone” per Silver, Assassins (1995) scritto dai… dalle… va be’, da due persone che fanno di cognome Wachowski. Insomma, Silver ha parecchi problemi e l’agenda già piena di filmoni spendaccioni, forse non era proprio ben disposto ad aggiungerne un altro.

Comunque secondo Cynthia Rothrock il progetto non ha visto la luce perché a Friedkin non piaceva la sceneggiatura: mi permetto di dubitare che un regista già abbondantemente in fase calante avesse così potere, addirittura da interrompere un grande progetto solo perché a lui non piaceva il copione. Comunque, di cosa parlava questa sceneggiatura?

Cynthia dice che sceneggiatore del film è «il tizio di Robocop», ma chi: Edward Neumeier o Michael Miner? Non possiamo saperlo. Però è abbastanza plausibile che il titolo The Executioner fosse riferito al primo grande film tratto dal più grande degli eroi d’azione: Mack Bolan, l’Esecutore. Ho già fatto lunghe ricerche sul personaggio e non le ripeto, le trovate tutte su Uruk, mi limito a ricordare che è il primo personaggio addestrato in Vietnam che torna in America perché gli hanno ucciso la famiglia e porta la guerra con sé. Quando parlate di Rambo, del Punitore e di ogni altro eroe d’azione della cultura popolare dagli anni Settanta in poi, sappiate che sono tutti figli dell’Esecutore.

Non esistendo tracce di questo film, come possiamo essere sicuri che non sia semplicemente un titolo ad effetto e che invece sia proprio legato al personaggio nato nei romanzi di Don Pendleton? Non possiamo essere sicuri, ovvio, ma un sospetto ce l’ho: si chiama Lo specialista (1994), il film di Luis Llosa con Stallone, prodotto dalla Warner Bros e tratto dai romanzi di John Shirley, un “ragazzetto in gamba” che si è fatto conoscere un paio d’anni prima per aver convinto il produttore Pressman a portare Il Corvo al cinema, scrivendone le prime quattro stesure.

In realtà Shirley non è affatto un “ragazzetto”. Classe 1953, negli eroici e muscolosi anni Ottanta dietro lo pseudonimo John Cutter ha raccontato le avventure di un perfetto clone di Mack Bolan chiamato Lo Specialista: addestrato in Vietnam, tornato in patria il protagonista distribuisce giustizia una pallottola alla volta. In pratica Stallone, che doveva portare su schermo l’originale, ha ripiegato su un suo clone. Solo che i romanzi dello Specialista sono deliziosi, il film che ne è stato tratto è meglio far finta che non esista.

Lo specialista (1994) e Assassins (1995) sono fotocopie: entrambi Warner, entrambi con assassino contro assassino e bellona sullo sfondo. Il primo qualche dollaro lo porta a casa, il secondo ne perde così tanti che addirittura Stallone capisce che quella formula non funziona più. Proprio la formula che plausibilmente era quella di The Executioner, mai nato in quel 1989 in cui però qualche speranza di piacere ce l’aveva ancora. Addirittura ai confini dell’universo, cioè in Italia, in quel 1989 le edicole sciabordano di libretti Peruzzo con le avventure di Mack Bolan: persino i distrattissimi spettatori italiani avrebbero potuto riconoscere l’Esecutore interpretato da Stallone. Invece niente.

In attesa di scoprire altre dichiarazioni degli interessati, non possiamo che dispiacerci per un film mai nato, che però è lo stesso riuscito ad impoverire le carriere di tutti quelli coinvolti.

L.

P.S.
Ricordo che a giugno 2020 è uscito in America il 463° romanzo con Mack Bolan, personaggio che prosegue le sue avventure d’azione ininterrottamente dal 1969.

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9 risposte a [Film infranti] The Executioner (1989)

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Dunque abbiamo: un aneddoto succoso spuntato fuori da un’intervista di Adkins, peraltro alla mitica Cynthia, il tema trattato è un film infranto con un alone di mistero (su vari aspetti) che cerchi di dissipare con le tue minuziose ricerche/argomentazioni/ipotesi…in sostanza, abbiamo un sacco di elementi che mi fanno applaudire questo post col “giallo” (con tutti i chi? Quando? Come? Perché?….che il film infranto si porta dietro)!!! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio, e mi lascia stupito di non aver trovato dichiarazioni di Sly o Friedkin sul film, anche se è vero che di progetti mai finiti i due ne hanno parecchi e magari non li ricordano tutti. Spero in futuro di trovare altre informazioni.

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  2. Cassidy ha detto:

    Ho rivisto qualche tempo da “Assassins” domandandomi perché non arrivasse mai Sharon Stone (storia vera), questo per dirti di quanto i due film siano amalgamati insieme nella mia testa. Ecco, questo è un modo di riportare le notizie! Ovviamente la dichiarazione di Cynthia era la parte più gustosa della sua intervista, purtroppo è davvero rimasta bloccata in un limbo che le ha azzoppato la carriera, però tutti gli altri siti che hanno riportato la dichiarazione hanno fatto solo gossip, ci voleva il Zinefilo per indagare a dovere 😉 Molto più probabile la tua ricostruzione, era il tramonto di un’epoca per tutti quelli coinvolti, purtroppo hanno trascinato Cynthia con loro. Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Cercando materiale sul film mi sono ritrovato davanti una secchiata di siti e blog che guarda caso datavano dal 2 settembre in poi, cioè avevano sentito la notizia da Adkins e l’avevano subito riportata… dimenticandosi di citarlo! Che distratti 😀
      Mi sarebbe piaciuto trovare dichiarazioni di Sly e Friedkin, avendo entrambi parlato parecchio e rilasciato non poche interviste, ma non ne ho trovate. Spero un giorno di saperne di più.

      Nel 1989 sarebbe stato il momento perfetto per un film sull’Esecutore, perché era ancora tempo d’eroi. Presentare lo Specialista nel 1994 è stato completamente inutile, così come la fotocopia Assassins.
      Povero Joel Silver, con le grandi star che gli succhiavano via milioni di dollari come bruscolini senza mai replicare i grandi successi degli anni Ottanta. Se non fosse stato per la saga di “Arma letale” il povero Joel si sarebbe ritrovato a imbustare la spesa al Carrefour di Los Angeles 😀

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Per un momento metto da parte l’intervista alla Rothrock (devo ancora vederla) e mi concentro sui film “gemelli” di Stallone. Ho dovuto controllare al volo internet perché non ricordavo fossero due film distinti. Pensavo esistesse un’unica pellicola con Sly, Banderas tutto sudato e nervoso e la Stone. E invece nel mio cervello bacato esisteva un mix di due prodotti differenti.

    Vabbè… A parte questo sono sicuro che nel resto delle video-interviste di Scott nostro troverai altre chicche gustosissime.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Stallone ci ha messo parecchio a capire che il filone era esaurito, quindi ha fatto due film-fotocopia sperando che ripetere lo stesso sbaglio prima o poi lo renderà giusto: curiosamente non funziona così 😀
      Questa di Cynthia è stata la rivelazione più grossa della serie di interviste, che offrono chicche ma solo in ambito marziale.

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      • Giuseppe ha detto:

        C’è da dire il secondo dei due film-fotocopia (Assassins) almeno l’ho trovato divertente, a differenza del primo! Tornando a noi, questo poteva davvero essere non UN ma IL bivio cruciale per eccellenza nella carriera di Cynthia e, se questo non è successo, dubito anch’io sia stato per causa dei presunti problemi di Friedkin con la sceneggiatura. Più verosimile che i motivi si trovino nella tua ricostruzione…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Dopo la doccia fredda di “Rambo 3”, poi, Stallone era una stella in bilico, non era più garanzia di incasso sicuro – mentre Friedkin da parecchio tempo non era più Friedkin, affidargli una grande produzione temo non fosse un investimento sicuro.
        Non mi stupirebbe scoprire che in realtà nessuno credeva davvero nel progetto, e che la povera Cynthia si sia fregata la carriera per niente, affidandosi poi ad agenti che a quanto pare non capivano molto il mondo in cui lavoravano.

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