Sniper 4 (2011) Bersaglio mortale

Gli anni passano ma probabilmente la Sniper Saga continua a rimanere un prodotto appetibile, anche se non più per le case che l’hanno creata. Con l’avanzare della crisi degli anni Duemila, dall’estinsione delle grandi case nascono piccoli esseri come la Stage 6 Fims, casupole pronte a produrre minuscoli film da far distribuire a grandi nomi come la Sony Pictures.

Quando vedete questo logo, cominciate a scappare…

Con titoli come L’arte della guerra 2 (2008), Boogeyman 3 (2008), Vacancy 2 (2008), Anaconda 4 (2009), The Grudge 3 (2009), Sex crimes 4 (2010), Lake Placid 3 (2010), Quarantena 2 (2011) e SWAT 2 (2011) è chiaro che la casa ha un debole per i numerali: solo lei poteva regalare un quarto episodio alla saga del cecchino monco. Anche senza cecchino monco!

Non c’è più il “monco”, ma è sempre la saga del cecchino

Sin dalla prima scena sappiamo che Thomas Beckett non c’è – al massimo lo vediamo in foto – ma ci lascia comunque in buona compagnia: suo figlio, il sergente Brandon Beckett, interpretato da Chad Michael Collins pronto a diventare presenza fissa della saga.

Te lo ricordi il cecchino Thomas Beckett? Bei tempi…

Il 26 aprile 2011 l’attore viene intervistato dal sito Arrow in the Head e ci racconta come è arrivato a questo film, regalandoci anche ghiotti retroscena della storia.

«Qualche anno fa per la Sony ho lavorato in Lake Placid 2 [2007], e subito dopo uno dei produttori ha chiamato il mio agente dicendo che ero perfetto per interpretare Tom Berenger da giovane. Volevano tirar fuori un altro film della saga con la storia delle origini del cecchino protagonista, in cui io avrei interpretato un giovane Beckett in Vietnam. Avrei dovuto girare per sei settimane nelle Filippine ma poi tutto fu accantonato, come a volte succede.

Passano alcuni anni, il copione viene modificato diverse volte e ora la storia parla dell’Est Europa dei giorni nostri, ma per fortuna ci sono sempre io nel ruolo protagonista: ho lavorato con il produttore e sono riuscito a convincere il regista che ero l’uomo giusto per il lavoro. Due settimane prima che iniziassero le riprese, ho scoperto che avevo ottenuto la parte: dovevo fare i bagagli e partire per il set. In Sud Africa.»

Dunque la storia è cambiata parecchio, nel corso del tempo, e Collins da giovane Beckett è diventato Beckett figlio, prima in missione europea e poi africana, comunque come sceneggiatore e soggettista troviamo John Fasano, a cui voglio un gran bene perché è l’unico che abbia scritto un’ottima sceneggiatura per Alien 3 (1992), malgrado poi sia stata rigettata. (La trovate tradotta da me nel blog alieno.)
Non so se Fasano sia autore di tutte le varie stesure del copione o solo di quella finale, comunque è un autore con il cuore al posto giusto, quindi ci si può fidare.

Quando c’è John Fasano, parto sempre più ottimista

Sfruttando l’infausta moda titolatoria nata da Matrix Reloaded (2003), Sniper: Reloaded esce nelle videoteche americane il 26 aprile 2011 (stando ad IMDb), e la Sony Pictures lo porta in DVD italiano già il mese dopo con il titolo Sniper 4. Bersaglio mobile.

Quanti danni ha fatto Matrix Reloaded

Gli storici del futuro spero studieranno il curioso fenomeno per cui soldati americani vanno in ogni burrascoso e agitato angolo del mondo ad insegnare la guerra ai locali: la storia ci dimostra che la guerra la sanno fare tutti, a volte vincendo e a volte perdendo, invece gli americani vincono esclusivamente le guerre contro i nazisti di Hitler. Tutte le altre le hanno sempre perse, anche quando fingono di aver pareggiato. Perché continuano ad “insegnare” l’arte della guerra?
Comunque il nostro giovane marine Brandon Beckett (Chad Michael Collins) si trova in un disgraziato paesino dell’Africa – a due passi dal Congo – ad insegnare ai locali come si spara: se c’è un posto al mondo dove tutti sanno sparare, è l’Africa centrale, dove si fanno la guerra da sempre. Ma no, c’era bisogno di un ragazzetto come Beckett per insegnare a soldati esperti l’uso del fucile d’assalto sovietico AKS-74 (si veda a fine post per maggiori informazioni sull’arma).

«È preciso, per cui se lo sentite sparare spostatevi dalla linea di fuoco.»

Ammazza che corso militare avanzato: quando qualcuno vi spara, spostatevi. Buono, me lo segno.

Brandon Beckett, l’uomo che insgnava l’ovvio agli africani

Quando non insegna ovvietà a persone che fanno la guerra sin dall’infanzia, Beckett viene mandato in missioni umanitarie nell’entroterra, tipo presentarsi con fucili spianati in una fattoria a “persuadere” i locali a togliersi di mezzo. Ah, quanta umanità.
La missione non è quella che sembra, e d’un tratto il manipolo di marine si ritrova bersaglio di un misterioso cecchino, che sembra avercela principalmente con il proprietario della fattoria: strano, viene considerato una brava persona, «amico di tutti». Ma chi era, il cugino di Elio?
Chi sarà mai questo cecchino, che si scopre sparare proiettili americani? Sicuramente è un volpone, che con milioni di proiettili di altre nazionalità a disposizione guarda caso va ad usare proprio dei proiettili che tradiscono la sua identità.

L’ispirata idea di montare telecamre sui fucili, per ottime scene d’azione

Sfuggito grazie all’aiuto di Martin Chandler (Patrick Lyster), amico del padre e cecchino pure lui, Beckett si ritrova ossessionato dal cecchino nemico, non ci dorme e vuole vendicarsi. Al che scatta una domanda: ma i marine non hanno niente da fare? Non sono un esperto di vita militare, ma suppongo che passare le giornate al bar e fare il cacchio che ti pare non rientri nei doveri di un marine, eppure è quello che fa Beckett. Non ha degli ordini da eseguire? Pare di no.
Quest’anima persa ha bisogno di una guida, e l’unico che può fornirgliela è un volto dal passato… Cioè Miller, il co-protagonista del primo film, di nuovo interpretato da un perfetto Billy Zane.

Dal passato torna il cecchino dai baffi che non perdonano

Purtroppo rimane avvolta nel mistero la vita del personaggio dopo Sniper (1993), sappiamo solo che è un addestratore di cecchini ma non ha i gradi: glieli hanno tolti? Se li è tolti da solo? Perché entra ed esce liberamente dalle caserme se non è un militare? Non sappiamo nulla: sarebbe stato carino avere qualche informazione in più sul personaggio, al massimo abbiamo qualche sua bella frase ad effetto.

«Uccidere non è difficile, basta premere il grilletto. Ma dopo devi convicerci: è quello il difficile.»

Sappiamo solo che Miller cerca di dissuadere Beckett dal dare la caccia al cecchino misterioso, che misterioso non è: si chiama Vincent Masiello detto “l’italiano” (Justin Strydom), ed è stato proprio Miller ad addestrarlo. E se proprio non vuole rinunciare, che almeno il giovane marine accetti di essere guidato da un vecchio cecchino come Miler.

Prima regola dei cecchini: abbaglia gli avversari con la pelata!

Qui inizia una sotto-trama purtroppo appena accennata, forse per ragioni di spazio, ma molto intrigante. Cresciuto all’ombra di un padre famoso ma totalmente assente, il giovane Beckett non vuole diventare quello che chiama «un cecchino di merda», qualcuno che si nasconde vigliaccamente per colpire non visto.

«La guerra è combattere faccia a faccia sul campo di battaglia: uccidere il nemico da uno schifoso nascondiglio è merda per codardi [chicken shit]. Devi affrontare il tuo nemico.»

La ribellione contro il padre lo porta a disprezzare i cecchini, malgrado l’amico paterno Martin gli spieghi che la questione è ben diversa.

«I soldati affrontano a testa bassa le situazioni, sono addestrati così, ma un cecchino mira alla preda e quando la segue userà il territorio a suo vantaggio. Quando insegui una preda devi essere tutt’uno con la terra.»

La sceneggiatura cerca di veicolare un po’ di “epica del cecchino”, ma finisce tutto lì. D’un tratto Beckett si risveglia cecchino fenomenale e comincia a cecchinare in giro. Tutta qua la trasformazione? E quando ha avuto tempo di imparare? Ha fatto uno di quei corsi a cassetta da ascoltare mentre dormi? “Diventa cecchino in due ore!”

«Una pagnotta e un fucile in tasca, lungo la strada che se ne va» (semi-cit.)

Nella citata intervista Collins racconta che quando dovva interpretare il giovane Beckett in Vietnam era stata prevista una settimana di addestramento base con il fucile da cecchino e le altre armi, ma poi la cosa si è ridotta così all’ultimo secondo che al massimo l’attore ha avuto un corso intensivo di sei ore con un consulente specializzato. Può sembrare poco, ma visto che il consulente in questione era un cecchino russo di nome Vadim, qualcosa mi dice che Collins ha imparato tutte le cose giuste.
Vadim e Pete Smith, l’armiere di produzione, tra una ripresa e l’altra insegnano al giovane attore i movimenti, il linguaggio e l’atteggiamento che il suo personaggio dovrebbe avere.

Al contrario del padre, Brandon è un “cecchino d’azione”

Le scene d’azione della Sniper Saga sono sempre di altissima qualità, ma qui il problema è che non sentiamo la trasformazione del protagonista, che è cresciuto odiando i cecchini in rivolta contro il padre e poi all’improvviso è il meglio cecchino d’Africa, addirittura in grado di battere il super-cecchino addestrato che gli dà la caccia. La totale implausibilità della vicenda spezza qualsiasi incantesimo il film tenti onestamente di mettere in atto.
Billy Zane è perfetto e ruba decisamente la scena al protagonista, ma da solo non può reggere una storia di cui è solo comparsa.

Ecco un altro blogger che stronca i miei film…

Ecco cosa succede a parlare male di Billy Zane!

Come dicevo all’inizio, Fasano alla sceneggiatura prometteva bene, ma temo che qui la sovrapposizione di più stesure e cambi di rotta, oltre ad un minutaggio strettissimo – i canonici 90 minuti sparati – abbiano impedito la narrazione corposa che si avverte al di sotto della superficie nebulosa.
Sono sicuro che Fasano abbia scritto un’ottima storia di un figlio cresciuto all’ombra di un padre ingombrante ma assente, un personaggio che disprezza i cecchini ma poi capisce la loro epica e l’abbraccia però fondendola con quella dei marine, per sventare una cospirazione fra trafficanti di armi africani che nasce dai vertici dell’ONU, e mettiamoci pure il tema del maestro che aiuta l’allievo virtuoso a far fuori l’allievo cattivo (grande classico del cinema ninja): tutta roba buona, che però non c’è spazio per trattare, quindi rimane un minestrone di temi solo accennati, con personaggi che entrano ed escono così velocemente che se voltate la testa un attimo rischiate di perdervi.

Che tempi, quando con Berenger si girava a Panama

Ad un certo punto c’è una deliziosa citazione che temo non sia stata colta dal doppiaggio. Billy Zane col suo super-fucile da cecchino fa fuori due ribelli con un colpo solo, e Beckett si complimenta con lui:

— One shot, two kills.
— You heard about that, huh?

Il doppiaggio italiano non coglie il ghiotto rimando e traduce:

— Bel colpo, due morti.
— Non ci credevi?

In realtà senza volerlo il commento di Beckett, «un colpo, due morti», si rifà alla frase che suo padre disse a Miller nel primo film, chiedendogli di ucciderlo, e infatti Miller risponde «l’hai saputo?», perché ovviamente il figlio non sa che il padre ha pronunciato quella frase.
Né i doppiatori né forse gli spettatori avrebbero colto la citazione e così si è scelto di cancellarla, ma visto che è stata pronunciata c’è da pensare che gli spettatori americani di questa saga siano molto più attenti alle “citazioni interne”.

I singoli elementi del film sono ottimi, la qualità è sempre alta rispetto ai filmacci d’azione dell’epoca, ma certo la voglia di trattare tanti argomenti in poco tempo va a scapito di una narrazione fluida. Rimane un buon film ma non un ottimo episodio della Sniper Saga.


Le armi del film

Come detto, la storia si apre con il giovane Beckett che illustra ai soldati africani i pregi dell’AKS-47: che il film abbia ricevuto sovvenzioni dalla casa produttrice dell’arma?

«L’AKS-74 è il fucile d’assalto sovietico progettato per sostituire l’AK-47: ecco l’arma che useranno i vostri nemici. Questo fucile usa cartucce calibro 5.45, simile ai calibri 5.56 della NATO ma con pallottole di 52 grani che trapassano anche le armature. Ha un passo di rigatura di 1.8 pollici, ciò significa che è in grado di stabilizzare anche proiettili da 70 grani»

In realtà l’IMFDb dice che l’arma inquadrata è un’altra, un Vektor R6 modificato, ma la foto non corrisponde e quello impugnato dall’attore sembra proprio un AKS-74: non essendo un esperto, sospendo il giudizio.

Se qualcuno vi spara con questo, voi toglietevi dalla traiettoria

Quando partirà in missione per dare la caccia al cecchino cattivo, Beckett imbraccerà un Lee-Enfield No. 1 Mk. 3 con montato un teleobiettivo.

Un omaggio al fucile simile usato da papà Beckett

Chandler si libera dei ribelli cattivi con un fucile da cecchino tedesco Mauser 98 Sporter.

Si vede proprio che è un amico di papà Beckett

Per l’addestramento dei suoi cecchini Miller fa usare un corposo Truvelo CMS.

Tutti a scuola di cecchini con Billy Zane!

Poi Miller stesso lo utilizza per falcidiare i ribelli e aiutare il giovane Beckett, però (secondo l’IMFDb) viene tolta la placca laterale così da mostrare all’obiettivo la struttura interna dell’arma. Il motivo dell’operazione mi è ignoto.

Non so perché abbiano tolto la placca dal fucile, ma è decisamente figo

Malgrado non si veda mai bene, dalle descrizioni di Beckett sappiamo che il cecchino cattivo utilizza un M24 Sniper Weapon System.

I cecchini cattivi hanno sempre fucili fighi

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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19 risposte a Sniper 4 (2011) Bersaglio mortale

  1. Sam Simon ha detto:

    Avevo riconosciuto i Latte e i suoi derivati, ma ho cliccato col dubbio che loro stessi non avessero citato qualcuno di precedente! X–D

    Mi hai fatto venire voglia di rileggere la sceneggiatura di Fasano di Alien 3 ora…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Che grande occasione abbiamo mancato. Aveva preso il pianeta-medievale di Vincent Ward, aveva usato Ripley come voleva la produzione (sebbene non fosse previsto all’inizio) e c’è il personaggio di Charles Dance che ha l’importanza che merita, non quella roba che alla fine è arrivata su schermo. Tra le deliranti sceneggiature scartate, quella di Fasano è l’unica che avrebbe meritato di essere usata.

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      • Giuseppe ha detto:

        John Fasano, che grande occasione perduta (davvero)… come del resto non è forse stata un’occasione da ricordare più di tanto nemmeno questa, pur non avendo lui colpa per il fatto di aver dovuto lavorare in condizioni di riscritture successive (e non c’è da stupirsene, quando si parla di sceneggiature) e ristrettezze varie, scarso minutaggio compreso a disposizione.
        P.S. Pensa se fosse riuscito ad avere un’altra opportunità aliena, magari sulla falsariga di questo quarto sniper, creando un corpo coloniale di cecchini dal motto “one shot, one xeno”… 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Noooooo non puoi darmi queste idee geniali così, di prima mattina! Già sento sulla testa la tegola di una fan fiction che inserisca la Sniper Saga nel mondo alieno! Khàaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaan!!!! 😀

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  2. Cassidy ha detto:

    Che poi “Reloaded”, inteso come ricaricare non sarebbe nemmeno un’idea balzana per un film che parla di cecchini, ma davvero “Matrix Reloaded” ha fatto più danni della grandine. Peccato per la trama perché le idee non mancavano, anche se rilanciare una saga è sempre un’impresa complicata. La pelata riflettente di Billy Zane mi ha ucciso dal ridere, eccolo il segreto di un buon cecchino! 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Finalmente con la svolta del 2000 Billy Zane ha smesso di fingere di avere ancora i capelli, anche se nei cento film l’anno in cui appare tornerà ogni tanto a sfoggiare qualche parrucca rubata a Nicolas Cage 😀
      Visto che si parla di un nuovo inizio per un cecchino, “Reloaded” era perfetto, solo che all’epoca era un titolo così inflazionato da sembrare debole e derivativo. Peccato.

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  3. Il Moro ha detto:

    Peccato che questo capitolo sia un inciampo, quando un film è brutto è brutto e la cosa finisce lì, ma quando puoi vedere le buone idee sotto una realizzazione non all’altezza la cosa da davvero fastidio.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Troppa roba per novanta minuti, forse scegliendo uno solo degli spunti e approfondendolo sarebbe stato meglio, come in fondo sarà per gli episodi successivi della saga, dalle storie molto più “piccole” ma appunto senza minestroni o riassuntoni.

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  4. wwayne ha detto:

    Dopo aver letto il tuo post sono andato alla pagina Wikipedia della Stage 6 Films, e ho scoperto che ha prodotto anche un remake di Giorno maledetto, con Val Kilmer nel ruolo che fu di Spencer Tracy. L’abisso che separa i 2 attori in questione è evidente, ma adoro così il film originale che gli ho dedicato un post, quindi sono corso su ebay e ho subito comprato il dvd del remake per 4,48 euro. Senza le spese di spedizione sarebbe venuto fuori un prezzo da bancarella, e la cosa non mi stupisce: come hai scritto tu in tanti post, le bancarelle sono la naturale destinazione di questi filmacci. 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La Stage 6 ha fatto fiumi di film, con fiumi di attori noti e dalle carriere appannate: molti di questi titoli non sono malaccio, sempre parlando di serie Z 😉

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      • wwayne ha detto:

        Infatti Val Kilmer ha fatto almeno un altro film con loro, Hardwired – Nemico invisibile. E’ un film di fantascienza che più Z non si può, in cui lui ha un’acconciatura indifendibile (oltre al consueto doppio mento): probabilmente nella scelta del parrucchiere ha lo stesso fiuto da lui dimostrato nella scelta dei copioni. Grazie per la risposta! 🙂

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    …e fu così che leggendo la recensione mi accorsi che mi ero perso questo episodio della saga! Con sorpresa ho scoperto non essere esistente nei miei archivi….già rimediato: a tempo di record me lo sono procurato e ben presto potrò dire di averlo visionato!
    Il tuo post sicuramente mi fa ben sperare, in un film godibile e che prosegue degnamente la serie pur non facendo fruttare a dovere alcuni “semini” sparsi qua e là!
    Grazie per lo spunto!!! 🙂 🙂

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  6. Zio Portillo ha detto:

    Siamo alle solite: meno cose fatte bene è meglio di tante cose fatte male! La storia del conflitto padre/figlio è bene, Zane come mentore del giovane è benissimo, la sfida contro il cecchino rivale malvagio è bene, l’epica del cecchino è bene. Se però mi vuoi infilare altre dieci cose in 90 minuti allora non ci siamo più e tutto diventa “male”.

    Ho recuperato l’altra domenica il 3 ed è stata una piacevole sorpresa oltre che una chiusura perfetta della saga. Il “Reloaded” come sottotitolo di questo 4° capitolo è un giochetto niente male. Vedremo se riesco a recuperarlo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Contento ti sia piaciuto il terzo 😉
      Sì, qui c’è tanta roba buona ma appunto è tanta: come minimo potevano tirarci fuori tre film della saga con tutto il materiale che hanno preparato per questo solo episodio.

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