New Crime City (1994) Los Angeles 2020

Nel 2019 erano tutti a festeggiare Blade Runner (1982) che si svolgeva nel 2019: il 2020 sta procedendo come uno schiacciasassi da dieci mesi e nessuno che festeggi la Los Angeles del 2020 ipotizzata da questo film!
Per fortuna il vostro amichevole Zinefilo di quartiere è un malato collezionista di DVD targati Stormovie (quelli con la “S” sulla costa) e così sfruttando l’abnegazione dei corrieri di Amazon si è procurato una copia di New Crime City. Los Angeles 2020.

Uscito nelle videoteche americane il 28 settembre 1994 (stando ad IMDb), arriva in Italia in data ignota grazie alla mitica Number One Video, che lo presenta in VHS con lo stesso titolo originale.
Non ho trovato tracce di alcun passaggio televisivo, semplicemente nel 2007 il film è apparso in DVD grazie a Stormovie, casa con il brutto vizio di inventarsi titoli, così ora si chiama Los Angeles 2020. La città del crimine.

Se quella del 2019 era tutta notturna, quella del 2020 è tutta diurna

Nel futuro – che in realtà è oggi! – un enorme terremoto ha paralizzato Los Angeles e come ha spiegato SpongeBob. Fuori dall’acqua (2015) bastano due secondi alla popolazione civile per trasformarsi in bande postatomiche alla Mad Max. Se 1997 Fuga da New York (1981) ci ha insegnato qualcosa è che arginare una città per limitare le sue bande criminali è sempre una gran bella idea, così viene adottata anche per la Los Angeles del 2020, la cui intera sezione sud viene delimitata con barriere elettrificate e chiamata New Crime City.
Tra i produttori della pellicola c’è il peruviano Luis Llosa – il bravo regista di One Shot, One Kill (1993) con Tom Berenger, Lo specialista (1994) con Sylvester Stallone e Anaconda (1997) con Jennifer Lopez – che nel 1988 ha diretto David Carradine in Crime Zone ambientato in una terrificante città del futuro, tutto girato in economici sfondi peruviani: perché non lo rifacciamo? Così la Los Angeles del 2020 viene ricostruita in ambienti semi-desertici sudamericani perfetti per il post-atomico, malgrado questo non sia un film post-atomico. Mettiamola così, la pessima ambientazione è il minore dei tanti difetti della pellicola in questione.

Potete non crederci, ma all’epoca Rick era un eroe da videoteca

Oggi credo sia un po’ dimenticato, ma per tutti i Novanta Rick Rossovich è stato il baldo eroe strappa-mutande delle videoteche. Raramente è apparso in film di serie A, e comunque senza farsi notare, perché il suo vero ambiente è sempre stato il cinema dozzinale direttamente in video, dove lui può fare le sue faccette da duro, sfoggiare le tempie brizzolate come Richard Gere nel 1990 e spupazzarsi la belloccia di turno, in scene quasi sempre “bollenti”. (Erano anni in cui il cinema d’azione di cassetta prevedeva sempre del nudismo femminile, e in questo caso non si fa certo eccezione.)
Qui il nostro baldo Rick interpreta… Ricks! Geniale! Forse avevano paura che l’attore non si ricordasse il nome del proprio personaggio così hanno giusto aggiunto una “s” al suo vero nome. Comunque è un efferato criminale e il film si apre con la sua esecuzione capitale, diretta dal generale Wynorski in persona.

Ciò che mette paura del generale Wynorski sono i suoi capelli rossi!

Perché chiamare il generale come Jim Wynorski, Sua Zaestà, il re del cinema di serie Z? Non lo so, di sicuro qui si sono divertiti con i nomi dei personaggi. Meno divertente è l’uso di Stacy Keach, più assente del solito.
Il generale Wynorski ha da poco visto Nikita (1990) e prende subito l’idea di fingere l’esecuzione di un soggetto pericoloso solo per sfruttarlo in una missione non ufficiale. Se però l’inizio del film è preso da Besson… il resto lo anticipa di netto.

Non c’è futuro senza un’arena della morte

A Ricks viene dato un certo numero di ore per entrare nella Los Angeles blindata e salvare la situazione, e fin qui è preso di netto da 1997 Fuga da New York («Guarda, Ricks, qui una volta era tutto Carpenter!»), ma attenzione: dovrà correre di qua e di là affrontando vari cattivi pittoreschi che sognano la rivincita della periferia contro il centro di una città che li ha abbandonati, e se Ricks non farà in tempo Wynorski lancerà due missiloni atomici che spazzeranno via il banlieu losangelino… perché in pratica è Banlieu 13 (2004) anticipato di dieci anni! Anche se poi entrambi hanno le radici dichiaratamente nel citato Carpenter.
Con questo non sto affatto dicendo che questo imbarazzante filmucolo di Jonathan Winfrey sia anche solo lontanamente paragonabile al capolavoro di Pierre Morel, scritto da Besson, ma solo che anticipa alcune tematiche, sebbene le tratti malissimo.

Per dare un’idea dei grandiosi effetti speciali utilizzati

Visto che tra i produttori c’è anche Roger Corman, la storia del film ci mette un attimo a deragliare e a finire nella sagra del post-atomico: curioso che l’atomica nei film uccida sempre i bravi attori e rimangano i peggiori a raccontarne le vicende.

Scene che gridano “Roger Corman” lontano un chilometro

C’è il solito ras del quartiere che gigioneggia e buffoneggia, caratteristi che fanno le boccacce e il popolaccio tenuto buono dai giochi gladiatori a bordo di dune buggy armate, che nel futuro saranno sempre disponibili.

«Come with Corman for fun in my buggy» (semi-cit.)

Non pago di aver anticipato la serie A, il film anticipa anche la Z di Death Race 4: Beyond Anarchy (2018), sempre prodotto da Corman, che a questo punto sono costretto a considerare un remake visto quanti temi già sono presenti in questo titolo del 1994.
Ricks e la sua compagna d’azione Darla (Sherrie Rose) affrontano tutto seguendo gli stereotipi del cinema d’azione dell’epoca, senza avere mezzi né capacità: stenderei un velo pietoso su regia e sceneggiatura, grandi assenti del film.

Personaggi senza spessore buttati a casaccio

Onestamente Los Angeles 2020 sembra un film molto più vecchio della sua età, sembra una roba di Corman anni Settanta, sembra Anno 2000: la corsa della morte (1975) con un attore d’azione più credibile rispetto a Carradine. (Va be’, anche un manichino è più credibile ed espressivo di Carradine!)

Non sembra un tipico film d’azione del 1994, di solito più ricco di trovate e più attento anche agli aspetti tecnici, qui palesemente dimenticati. A voler essere buoni sembra roba scadente anni Ottanta, non certo un prodotto legato ad un decennio che ha fatto brillare tutte le videoteche.

Riuscirà Ricks ad impedire al ras di Los Angeles di spargere il suo terribile virus e uccidere tutti gli abitanti fuori dalle mura recintate? E i capelli rossi del generale Wynorski sono onesti o hanno creato un trappolone?

Potete anche non trattenere il respiro, tutto andrà come deve andare, sempre se riuscirete a rimanere svegli fino alla fine.

L.

amazon– Ultime produzioni di Roger Corman:

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17 risposte a New Crime City (1994) Los Angeles 2020

  1. Evit ha detto:

    Ce l’ho da anni ancora incellofanato! Diciamo che la copertina inspira di più delle immagini sul retro 😄

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  2. Cassidy ha detto:

    Lo sai che adesso avrò gli Oliver Onions in testa tutto il giorno vero? 😉 Scherzi a parte, un film mosaico fatto di citazione (e anticipazioni) più o meno volontarie a tutti i film giusti, però realizzato peggio, Corman forse approverebbe, al 2020 mancava giusto questo film dal titolo retrodatato, anzi, ancora valido per tre mesi, di fatto ha la data di scadenza 😉 Cheers

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  3. Kukuviza ha detto:

    Mi piace che nella prima locandina c’è scritto “Oggi è stato giustiziato” invece nell’utima “Ieri è stato giustiziato”
    Ieri, oggi, domani… anni ’70, 90, 2020… un guazzabuglio temporale. Certo che Stacey Keach coi capelli rossi fa molto Happy Days

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Semmai Sad Days 😀
      Comunque sì, è noto che i grafici italiani di locandine si mettono d’accordo per spararle sempre più grosse: possibile non si riescano a mettere d’accordo neanche sul giorno dell’esecuzione? 😀

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Evviva! Se non erro, prodottini segnatamente Z latitavano da almeno una settimana (ma vado a intuito) e, pur apprezzando ogni tuo post, il mio naso da tartufo Z sentiva bisogno di tornare alle, putride, origini. Quelle in cui certi nomi (tra l’altro il buon Rossovich me l’ero un po’ perso) ti fanno scorrere brividi di disgusto pronti a tramutarsi in perverso piacere, dove certe scene post atomiche si ripetono stucchevoli eppure dolcemente familiari (dune buggy armate rules), dove neologismi come “sua zaestà” ti fanno trepidare, dove certi 2020 ti fanno pensare che oggi siamo messi assai male ma poteva andare addirittura peggio! 🙂

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  5. Zio Portillo ha detto:

    Posso dirti che tra foto, trama, soggetto, citazioni e rimandi vari, eri quasi riuscito a vendermelo? Ovvio che non mi aspettassi un filmone ma speravo almeno in un decente e dimenticato gioiellino anni ’90. E invece bocciato senza appello a quanto pare.
    Peccato… Gli elementi buoni c’erano tutti.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Diciamo che è un Corman minore anni Settanta ma fatto nel 1994! Anche senza scomodare il capolavoro “Banlieu 13”, che ne ripercorre gran parte della trama, già il “Death Race 4”, è decisamente migliore, a parità di trama.

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  6. Sam Simon ha detto:

    Dai ma Carradine aveva la maschera, per forza non era credibile in Death Race 2000! X–D

    Questo ennesimo capolavoro della Z non l’ho mai visto, però mi hai fatto notare che la storia di giustiziare qualcuno per dargli un lavoro nuovo non lo fa soltanto Nikita, ma anche Pratchett nel suo meraviglioso Going Postal (ed è il perfido Lord Vetinari ad organizzare tutto)!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Carradine non è MAI credibile, in nessun ruolo, semplicemente perché in tanti anni di carriera non ha mai recitato: fa la faccia da Carradine e tanto basta 😀
      Besson nel 1990 ha scritto tanta roba buona che da allora è diventata regola narrativa 😉

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      • Sam Simon ha detto:

        Prima di impazzire, Besson era uno bravo! Concordo!

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      • Giuseppe ha detto:

        David Carradine è sempre stato credibile in un solo ruolo: quello di David Carradine 😀
        Comunque è vero, questo “New Crime City: Los Angeles 2020” ha tutte le caratteristiche di un Corman vintage fuori tempo massimo (ovviamente quel “Banlieu 13”, che in parte ha anticipato, in confronto è proprio fuori scala). Visto il livello generale, poi, direi che un omaggio così smaccato a Jim Wynorski non poteva mancare… 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Essere citati in un film di Corman è sempre un grande onore ^_^

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  7. Pingback: Turbulence 2 (1999) Fear of Flying | Il Zinefilo

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