[Serie TV] Sons of Anarchy: Yellowstone (2018)

Credevo che la mitica serie TV “Sons of Anarchy” fosse ormai conclusa, invece a dieci anni dal suo inizio ecco spuntare un suo remake dal titolo “Yellowstone” (iniziata nel 2018 e ancora in corso)!
Ovviamente sto scherzando, ma fino a un certo punto: una banda criminale che si oppone all’autorità costituita per garantire, con la violenza, il proprio dominio sul territorio, stabilendo regole tribali di appartenenza basate su crimine e soprusi ammantati di valori come “onore” e “famiglia”, finendo inevitabilmente ad affrontare vendette personali, attacchi di bande rivali e ingerenza dello Stato in una società tribale chiusa.

Questa è la descrizione di “Sons of Anarchy” ma anche di “Yellowstone”, quindi per me sono due serie identiche, con una differenza però non da poco: la prima è scritta bene, la seconda è scritta male.


I dominatori della valle

La provincia criminale californiana che fa da sfondo a “Sons of Anarchy”, infiammata dall’odio razziale e dalla disparità sociale, trova perfetto corrispettivo nel Montana di “Yellowstone”, ma stavolta la banda criminale che domina con pugno di ferro la zona non è di bassa estrazione bensì la famiglia più potente dello Stato: i Dutton, che dall’Ottocento si sono insediati nella zona sparando a tutti quelli che si avvicinano, che siano pellerossa o uomini del governo. Poi sono diventati più cattivi, entrando nel Governo.

Kevin Costner a cavallo nel ruolo di Ron Perlman in moto

Kevin Costner interpreta il ruolo di Ron Perlman, cioè il capofamiglia con il doppio compito di conservare intatto il territorio dagli attacchi di chiunque e di tenere unita la famiglia per avere qualcuno a cui lasciare la terra in eredità. Questo sulla carta, poi la situazione è sfuggita di mano agli sceneggiatori e John Dutton è in pratica Hitler sotto metanfetamina.
Non ricordo ruoli da cattivo di Costner, comunque niente che possa anche solo eguagliare il livello di totale e abominevole sudditanza al Male che dimostra nella prima stagione: ci sono più cadaveri sul territorio dei Dutton e nelle sue immediate vicinanze che popolazione del Montana. Viene fatto notare che pochi nel Montana sono originari del posto, vengono tutti da altri Stati: e te credo, c’è John Dutton che ha compiuto un genocidio!

John Dutton usa l’elicottero per uccidere quelli che non raggiunge a cavallo

Costner con uno sguardo di cuoio domina la valle con l’esaltazione di un dittatore sudamericano: per darvi un’idea, prima di bere uno yogurt ammazza uno per uno i fermenti lattici vivi!
Poi gli autori si rendono conto di avere uno zinzinino esagerato, creando l’Hitler del Montana che ha alzato l’elevazione dello Stato visto il numero di cadaveri sotterrati, e dalla seconda stagione… puf, Costner è papone tenerone John Dutton, che coltiva il sogno di mantenere intatta la valle da quei cattivoni di industriali (loro sì cattivi cattivi) e che nel suo cuoricione da vecchio mandriano – un vero e proprio achy breaky heart – porta il caldo tepore della famiglia e il gusto per il sole che tramonta sulla valle, spargendo le ombre blu che cullano un piccolo cowboy.

Guardate che ce ne vuole per passare da Hitler a Johnny Cash, ma gli autori non provano la benché minima vergogna. Anche perché hanno fatto le prove generali con gli altri personaggi.


Le bestie di Dutton

Essendo i Dutton un vero e proprio clan tribale come quello dei Sons of Anarchy, da cui si esce solo “a zampe dritte” (cioè morti), l’annessione avviene seguendo riti tribali: invece del tatuaggio della precedente serie, nel Montana si marchiano i nuovi membri come fossero bestiame. Tanto come tale verranno trattati per il resto della vita. Curioso che in entrambe le serie c’è un membro indegno da cui viene strappato il “marchio” con sangue e violenza.

Un capo-clan come John Dutton può scegliere gli sgherri da marchiare, tanto è carne da macello che verrà sacrificata non appena se ne presenterà l’occasione, invece non può scegliersi i familiari: per quello ci pensano gli sceneggiatori.

Dutton ha dei figli il cui comportamento cambia di episodio in episodio, per motivi non sempre chiari. In una puntata uno di loro può comportarsi come Satana in piena occlusione intestinale, in un’altra come un coniglietto tenerone che corre per i prati. Ce ne vuole per passare da Charlie Manson a Charlie Brown, eppure gli autori della serie ci riescono benissimo.

Il personaggio più immotivatamente odioso della storia della TV

L’apice è Beth Dutton (Kelly Reilly), che è come una iena che si accoppia con un coyote e poi entrambi vengono divorati dalla Bambina di Satana che ne nasce. La gradevolezza del personaggio è pari a farsi il bidet con il frullatore, tanto che quando ad un certo punto subirà un’aggressione ti viene da gridare allo schermo: «Ammazzate quella stronza!» Purtroppo è un personaggio così principale che tocca tenercelo, ma ad un certo punto anche nei suoi confronti gli autori si fanno un po’ di auto-analisi: nessun essere umano può essere così esageratamente sgradevole in ogni istante della sua vita, e la blanda giustificazione data all’inizio non regge più. Così d’un tratto la Bestia di Satana si trasforma in Julie Andrews che corre e canta The Sound of Music per i campi del Montana, non prima di aver inventato una nuova giustificazione per il male fatto in ogni episodio precedente.

Personaggi lasciati a vagare fra i prati

Poi c’è Kayce Dutton (Luke Grimes) che se ne va per non diventare come il papà-nazista John, e fa bene, poi però torna, poi se ne va, poi però torna, poi diventa come il padre, ma vuole essere diverso, poi diventa diverso volendo essere uguale, poi è ugualmente diverso e poi diversamente uguale, e via così: ogni episodio hai la curiosità di sapere dove andrà quella banderuola di personaggio. Che avrebbe bisogno di un esorcista visto la quantità spropositata di morti che lo circondano: per un personaggio che non vuole diventare un assassino come il padre, uccidere qualcuno ad ogni puntata non è proprio la strada migliore.

Splendidi personaggi lasciati però senza copione

C’è anche Jamie Dutton (Wes Bentley) ma è solo un buco di sceneggiatura. È il personaggio che più ha potenziale sprecato di tutta la serie, potrebbe essere l’anti-Dutton, con tutta la tematica del figlio contro il padre, della carta bollata contro la tribalità campagnola, invece è solo un vuoto di sceneggiatura. L’attore si presentava sul set e andava a braccio, tanto non ha un vero ruolo per tre intere stagioni, se non quello di essere odiato e disprezzato da tutti senza motivo. (Purtroppo nella terza stagione, inedita in Italia, un motivo se lo inventano ma è meglio far finta di niente.)


La struttura che va per prati

Strutturalmente “Yellowstone” è esattamente “Sons of Anarchy”, e sono tutti figli del Maestro “The Shield”: il male e la violenza come unici strumenti per perseguire il bene sono la grande rivoluzione del nuovo millennio televisivo che tutte le altre serie hanno dovuto seguire. Il problema è che gli autori di “Yellowstone” guardano ai maestri ma non sanno seguirne la strada.

Due ottimi comprimari che però non ce la fanno ad emergere

L’idea è che i Dutton per conservare il più grande ranch del Montana debbano ricorrere ad ogni tipo di violenza, sopruso, intrigo politico e omicidio possibili, così da mantenere intatta la natura radiosa e splendida dello Stato e intatto il potere totale della famiglia tribale su qualsiasi aggressore tenti di avvicinarsi. La struttura è buona, il problema è che servirebbe poi una sceneggiatura per svilupparla, e quella non esiste: esistono spari a casaccio, come se gli autori fossero in realtà cowboy ubriachi che scorrazzano per la valle sparando idee in aria e vendendo poi che succede.

In tre stagioni (due uscite da noi, una ancora inedita) i Dutton incontreranno nemici sempre più potenti e l’asticella della violenza e del male dovrà alzarsi sempre di più, mentre intanto si sviluppano (male) i personaggi e le loro interazioni. Il problema è che se già i protagonisti sono scritti malissimo, e ad ogni puntata passano da nazista a figlio dei fiori con estrema facilità, i cattivi sono addirittura peggio descritti, semmai fosse possibile.

Non è facile fare una mazza di niente per tre stagioni: Rainwater ci riesce!

La questione pellerossa scotta da morire, in quelle zone, e confinare con la riserva indiana gestita dal potente Rainwater (Gil Birmingham) significa che… be’, gli indiani attaccheranno! E se poi si coalizzano con il miliardario cittadino Jenkins (il sempre terribilmente inutile Danny Huston) allora ne vedremo delle belle. Sapete cosa fanno un potente leader politico e un miliardario dai mezzi sconfinati? Una mazza di niente!
Poi arrivano politici, industriali, avvocati, multinazionali, potenze aliene, l’Imperatore Palpatine, tutti i Klingon in colonna… e cosa fanno le potenze più potenti di tutti i potenti universi? Minacciano i Dutton… di farli mòvdeve da Bubi!

«Ti faccio mòvdeve, sai?»

Tutte e tre le stagioni si basano su cattivi che promettono di fare cose che non fanno, e i Dutton che rispondono stando seduti. E li battono. Figuriamoci se si alzavano!

Dove sono gli scontri al cardiopalma di “The Shield” e “Sons of Anarchy”, che la serie palesemente sta imitando? Eh, ma quelli tocca saperli concepire e scrivere, attività totalmente ignote agli autori di “Yellowstone”, che non si ricordano manco chi sono i buoni della loro storia: i personaggi fanno a turno ad essere cattivi perché tanto nessuno sa cosa si debba fare.

Il Montana non è terra per sceneggiatori: tornatene in città!

“Yellowstone” l’ho divorato in una manciata di giorni, approfittando delle ferie, perché è onestamente ipnotica: gli attori sono bravi e gli intrighi familiari piacciono sempre, ma ad ogni episodio stavo lì a mangiarmi le mani. Ma perché dovete perdervi così in un niente? Perché ora quel personaggio si è comportato così? Ma c’è qualcuno che scrive un copione o si va a braccio? Io voglio sperare di cuore che nella futura quarta stagione gli autori si ricordino di una bomba che hanno nascosto nella seconda, un filo narrativo potenzialmente esplosivo che la terza stagione non ha dato segno di ricordare, perché se no mi tocca andare nel Montana a picchiare qualcuno!

Non posso consigliare una serie basata su cambi di sceneggiatura continui (nei casi in cui esista una sceneggiatura) e voltafaccia dei personaggi in ogni puntata, soprattutto una serie che ha un potenziale artistico e narrativo enorme e non fa nulla neanche per iniziare a sfruttarlo.
È come un pizzettaio che esponga sul bancone tutti ottimi ingredienti per la pizza. Tu li guardi, pregusti, ma poi non succede niente e chiedi quando arrivi ’sta pizza. E il pizzettaio ti risponde: «Mica sono capace di farla, però guarda lì che ingredienti!»

L.

– Ultime serie TV:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in SerieTV e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

14 risposte a [Serie TV] Sons of Anarchy: Yellowstone (2018)

  1. Cassidy ha detto:

    Sono d’accordo su tutto, tranne che su una cosa: non credo che “Sons of Anarchy” fosse scritta così bene, ma ho sempre avuto un problema con il modo di Kurt Sutter di far evolvere i personaggi tutto d’un botto per ottenere l’effetto narrativo voluto.
    Detto questo “Yellowstone” è come “Dallas”, una lunga telenovela solo che John Dutton è molto più perfido di JR, lui è convinto di avere un suo codice morale ma in realtà questa serie mi piace proprio per questo, i cattivi sono i Dutton, ecco perché chi li sfida non ha speranze e risulta spesso meno carismatico di loro. Poi ci sono dei vuoti nella trama che sono delle voragini, anche qui (un po’ come per i personaggi di Sutter) ogni tanto qualcuno fa qualcosa solo perché nel prossimo episodio, abbiamo bisogno di uno scontro tra fratelli.
    Menzione speciale per Beth, la adoro! 😀 Lo so è assurdo ma siccome per me questa è una storia di cattivi soggetti, su una famiglia di cattivacci, lei è la campionessa del mondo di stronzaggine, la sua battuta sul tornado e il parcheggio delle automobili è una delle migliori “frasi maschie” che ho sentito di recente 😉
    “Yellowstone” è scritta a casaccio e ipnotica, non potrei essere più d’accordo, se fosse scritta anche bene starebbe dalle parti di “I Soprano”, “The Wire” e mettiamoci anche “The Shiled”, invece è una telenovela con lacune, che però mi appassiona un sacco, mamma mia se fosse anche scritta bene cosa sarebbe però! Cheers!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Avendo visto tre stagioni in tipo quattro giorni posso solo testimoniare come sia impossibile staccarsi dalla serie, ma la rabbia per il comportamento assurdo di quasi tutti i personaggi è davvero tanta.
      Se Beth facesse qualcosa oltre ad avere un comportamento sgradevole sarebbe un personaggione: invece nel momento in cui deve scendere in campo non sappiamo mai cosa faccia, finisce tutto a chiacchiere e minacce. Anche perché non ha mai avversari degni, solo dei mentecatti che non fanno nulla, quindi è facile vincere così 😀
      “SOA” potrà anche aver avuto dei cali – 7 stagioni sono tantine per le avventure di una banda di motociclisti – ma non avevo mai la sensazione che gli autori mi stessero prendendo in giro o che non avessero la minima idea di dove stessero andando, invece con “Yellowstone” questa sensazione si prova ad ogni cambio di scena!
      Comunque sono contento che Costner ai tempi d’oro non abbia fatto il cattivo, perché mette davvero una paura fottuta! 😛

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Beh, almeno in quest’altro caso l’ha fatto eccome 😛
        https://www.imdb.com/title/tt0233142/
        Interessante il parallelo fra Sons of Anarchy e Yellowstone, dal quale si evince chiaramente quanto la prima mantenga un livello di coerenza e solidità nemmeno lontanamente raggiungibile dalla seconda, ragion per cui la mia visione delle gesta di John “prima Hitler/dopo tenerone” Dutton e famiglia sarà rinviata a data da destinarsi (il bidet col frullatore tenderei ad evitarlo, ecco)… 😉

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        “La rapina” l’ho visto ma non ricordo nulla, non deve avermi molto impressionato. E di certo ti consiglio di rimandare a data da destinarsi la visione del frulla-bidet 😀

        "Mi piace"

  2. Willy l'Orbo ha detto:

    “l’Hitler del Montana che ha alzato l’elevazione dello Stato visto il numero di cadaveri sotterrati”….ahahahaah! Ti adoro!!! 🙂 🙂 🙂

    Piace a 1 persona

  3. Conte Gracula ha detto:

    Hai un certo talento per riuscire a seguire storie che mi darebbero sui nervi: personaggi caratterizzati a puntate alterne, ma solo quando non sono monodimensionali… mi sa che non è per me. Passi un film, ma una serie intera… XD

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ vero che sono solo dieci puntate a stagione, ma appunto sono tipo 30 ore di una storia in cui gli autori sparano a casaccio sperando di azzeccare qualcosa 😛
      Non mi sento di consigliartela, anche perché è ipnotica e se cominci non puoi più smettere!

      Piace a 1 persona

  4. wwayne ha detto:

    Se non altro Yellowstone ha il merito di aver rilanciato la bellissima Q’Orianka Kilcher, che dopo il folgorante esordio di The New World sembrava essere sprofondata per sempre nel dimenticatoio. Una storia di caduta e rinascita che più americana non si può.
    P.S.: “Dutton ha dei figli il cui comportamento cambia di episodio in episodio, per motivi non sempre chiari. In una puntata uno di loro può comportarsi come Satana in piena occlusione intestinale, in un’altra come un coniglietto tenerone che corre per i prati. Ce ne vuole per passare da Charlie Manson a Charlie Brown, eppure gli autori della serie ci riescono benissimo.” Qui mi hai fatto spanciare dalle risate! 🙂

    Piace a 1 persona

  5. Zio Portillo ha detto:

    Mai visto “Sons of Anarchy”… Qualche tempo fa me l’avevano consigliato in parecchi ma “ho perso il giro” e avendo già mille cose aperte che devo finire con le buone o con le cattive, non mi va di aggiungere ancora carne al fuoco. So che me ne pentirò… (per dirti: ho ancora “Battlestar Galacatica” nel carrello di Amazon. Lo tolgo, lo rimetto, lo tolgo, lo rimetto,…).

    Ti avviso però Lucius: le tua frasi “passare da Charlie Manson a Charlie Brown” e “farsi il bidet col frullatore” mi hanno praticamente venduto sta serie! Ora voglio vedere i figli di Dutton e la sgradevole Kelly Reilly.

    Oltre a promuovermi “Yellowstone” il tuo post mi ha ricordato che devo finalmente decidermi a recuperare “The Shield”… Quello è veramente da anni in lista!

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quindi l’effetto è che serie meravigliose e che hanno scritto la storia della TV non le vedrai, mentre questa che sconsiglio ti vien voglia di vederla: devo decidermi a calibrare la portata delle mie recensioni 😀
      Scherzi a parte, a questo punto è inutile dirti quanto già sai, cioè che le serie che hai citato sono tutte di una bellezza abbacinante, e che un giorno rimpiangerai di aver aspettato così tanto: stai pensando solo a Kellry Reilly frulla-bidet, vero? 😛
      Non so mai che rispondere quando girano dei quiz del tipo “Qual è il tuo superpotere?”, ma ora credo di averlo capito: faccio venir voglia di vedere ciò che stronco! ^_^

      "Mi piace"

      • Zio Portillo ha detto:

        Eh, c’hai ragione anche tu… Però devi tener conto che:
        1- la nanerottola tra PAW PATROL, Valli Incantante, principesse canterine e video musicali (ora siamo alla fase della canzoni con balletto…) se è nella sua ora quotidiana di tv (mezz’ora pome e mezz’ora sera) c’ha il monopolio del telecomando e ti obbliga a guardare. Poi si passa a giocare con le bambole, con i Duplo o a fare i dottori che visitano gli animaletti (e sono tutti spacciati!)
        2- la moglie vuole la sua parte di tv. Non posso mettere su sempre qualcosa che non le piace. Quindi spesso si arriva ad un compromesso del tipo “oggi scelgo io, domani tu”. Ma qua tra basket, calcio, rugby, tennis,… Lo sport mi sta bruciando preziosi slot e in cambio sto guardando cantanti esordienti, pasticcieri pasticcioni, medici sbaciucchioni e film strappalacrime e strappacuore.

        Per quanto riguarda il tuo superpotere sei la Cassandra 2.0. Lei c’aveva il “super-potere” della preveggenza ma non veniva ascoltata, tu sei lei però maschio e nel 2020: “Non guardate quel film! Fa cagare e vi verrà un infarto dal nervoso!”. E noi lettori “Ma che c@zzo dice sto Lucius! Come può essere brutto un film con questi po’ po’ di attori. E poi dicono Prima Tv assoluta… Dai, come può non piacermi?”. E puntualmente…

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah mi cambio il nickname in Cassandro 😀
        Non ti invidio il PAW Patrol, ma anche in queste serie TV c’è molta musica, potresti spacciarla come videoclip dove si balla poco e si parla tanto!
        Lo sport è un problema serio, posso mantenere la mia quota filmica e blogger solo perché non ho mai speso un solo secondo in alcuno sport, altrimenti non avrei mai potuto avere tempo.
        Potresti dormire durante le ore TV degli altri e rimanere sveglio di notte a guardare roba per conto tuo 😛

        "Mi piace"

  6. Pingback: Ravage (2019) La caccia è aperta | Il Zinefilo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.