In the Name of the King 3 (2014) L’ultima missione

Niente può fermare il nostro Uwe Boll dal girare filmacci, anche se sono finiti i tempi d’oro in cui se ne giravano quattro all’unisono. I tempi sono più magri e il nostro professionista della Z deve curare di più la produzione: non è necessariamente una cosa buona, visto la letale cialtronaggine di In the Name of the King: The Last Mission.

Distribuito dal marzo 2014 nelle videoteche americane, la Koch Media lo porta in DVD e Blu-ray italiani dall’aprile 2015, con il titolo In the Name of the King 3. L’ultima missione.

Speriamo davvero sia l’ultima missione

Al momento di intervistare Uwe Boll per il sito MovieWeb (3 aprile 2014), il giornalista B. Alan Orange pone al regista la domanda che tutti hanno in mente: perché tirare fuori un terzo episodio di questa saga?

«Questo franchise è l’unico che attualmente riesca a trovare finanziamenti. Ero pronto a fare BloodRayne 4 ma la compagnia di giochi non voleva più film sul personaggio: ecco perché ho smesso di fare quella saga. Il che è un peccato, perché ne volevo fare un episodio contemporaneo. In the Name of the King sta andando molto bene in tanti Paesi. Mi piace fare film, il processo di creazione cinematografica è ciò che davvero mi piace: se riesco a trovare finanziamenti perché è un franchise che vende, allora per me va benissimo.»

Scopriamo così un Boll molto meno libero di quanto si pensava, che non sceglie le bojate da portare su schermo bensì ciò che arriva nelle nostre videoteche è il frutto di precise richieste o comunque roba che ha convinto gli investitori. Pensate quanto dovevano essere brutti i progetti che non li hanno convinti!

Poi Boll dice delle cose molto brutte, come per esempio che Dominic Purcell è molto meglio di Dolph Lundgren, è davvero forte, divertente e sa fare cose che il nostro svedese preferito non sa fare. Caro Uwe, mettiamo le cose in chiaro: non c’è niente che Dolph non sappia fare, il problema è trovare un regista che sappia fargliele fare. E il solo pensiero che quel collo taurino (anzi, “da purcèll”) di Purcell sia in qualsiasi modo “migliore” di Dolph è pura eresia.

Un regista a cui scappano seguiti che non gli fanno fare

Il collo da purcèll di Dominic Purcell interpreta Hazen Kaine, ammazzatore di professione che spara a tutti quelli che lo separano dalla macchinetta del caffè. Non ha altra spiegazione la scena che apre il film, dove disseminati i corridoi di un edificio di cadaveri finalmente Kaine si gode il caffè di una macchinetta.
Con una scena muta sappiamo dunque sia la professione del protagonista che la qualità del regista.

Cosa c’è di meglio di un caffè dopo aver ammazzato venti persone?

Rapite due ragazzine e chiuse in un container, il solito buco spazio-temporale porta Kaine nel Medioevo bulgaro, fiacco e triste: almeno nel Medioevo canadese del precedente film la foresta era una scenografia perfetta, qui invece le solite poveracciate bulgare regalano una patina di letame in più a un film che non ne era certo carente.
Per fortuna c’è un drago brutto a farci compagnia. Occhio che il drago apparirà più volte nella vicenda senza mai fare niente: non ricordo draghi più inutili nella storia della narrativa.

Come se non bastasse il Medioevo bulgaro, c’è pure il drago brutto

Le sorelle Emeline (Daria Simeonova) e Arabella (Ralitsa Paskaleva) aggiornano Kaine sulla situazione attuale e né i medievali né Kaine si stupiscono di nulla: chi di noi non si è mai visto apparire in casa un viaggiatore del futuro caduto in un buco spazio-temporale?
Comincia la solita sfilza di nomi e poi andiamo tutti dallo sciamano Ulrich (Bashar Rahal), a dire cose stupide e che soprattutto non hanno alcun valore nella trama.

Ma il capolavoro da applauso arriva quando bisogna mostrare la ricca corte del perfido re Tervin (Marian Valev) e nasce un bel problema. È chiaro che Uwe Boll non abbia ottenuto il permesso di girare all’interno del castello scelto come scenografia, e allora che si fa?
Semplice, facciamo che la stanza del trono… è nel cortile del castello! Ma cos’è, un re claustrofobico?

Ebbene sì, la mia corte la voglio bella ariosa!

Il bello dei film di Uwe Boll è che ad ogni nuovo titolo ti rendi conto di quanto sei stato ingenuo a criticare il precedente, perché il nuovo fa così schifo da far sembrare migliori quelli che l’hanno preceduto. A confronto del purcèll Purcell, il Dolph del precedente titolo è un titano, e Jason Statham era da Oscar nel film capofila.

Il collo da purcèll di Purcell nel momento di massima recitazione…

La fiera del letame è impreziosita dal protagonista che riesce sì a tornare al suo tempo, ma è seguito dal drago brutto e inutile, in una scena densa di pathos in cui l’inutile volatile appare sulla Cattedrale di Aleksandr Nevskij, nella Sofia in cui è girato l’intero film.
Quindi ora inizia una rutilante scena del drago che svolazza nella città contemporanea? No, basta una pernacchia e il film finisce. E le ragazzine nel container? Liberate e tutto è perdonato in due secondi. Scordàmm’ce ’o passato…

E Aleksandr Nevskij… muto!

Il grado di vuoto totale mi fa chiedere come sia possibile che dei produttori abbiano davvero accettato questo e non altri progetti di Boll: ma cos’erano quei progetti per rifiutarli, degli snuff movie?
Dopo questo terzo capitolo considero il primo un film da Oscar, e semmai ne uscirà un quarto sono curioso: riuscirà ad essere così mefiticamente brutto da farmi rivalutare questo terzo?

L.

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17 risposte a In the Name of the King 3 (2014) L’ultima missione

  1. Zio Portillo ha detto:

    Pensieri sparsi:
    – Boll ha scartato progetti perché probabilmente non erano redditizi. Per lui ovviamente.
    – Non sfidare Boll ad aggiungere dettagli inutili. Ti consiglio di cancellare la frase sul “drago più inutile della narrativa”. Il tedesco è capacissimo di aggiungerne uno peggiore nel prossimo film per ritoccare il record.
    – Ora che hai “chiesto” a Boll di girare il 4° succederà sicuramente che: qualche pazzo miliardario annoiato, qualche dittatore centrafricano megalomane, qualche arabo che c’ha i soldi che gli escono dalle orecchie e vuole regalare il ruolo da co-protagonista alla fidanzata,… Insomma qualcuno col grano incontra Boll e quest’ultimo lo convince a staccare l’assegno per girare una ciofeca allucinante che ti farà rivalutare pure sto pessimo 3° capitolo. Sicuro come la morte.

    So che non c’entra nulla ma il mio cervello (in pappa…) lavora per associazioni d’idee tutte sue. Pio&Amedeo&Boll che fanno la quarta stagione di EMIGRATIS dove rompono le palle ad attori famosi e finanziatori per far girare a Boll il suo nuovo film. Ok, dopo sta boiata è ora di drogarsi di caffeina…

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  2. Cassidy ha detto:

    Da Italiani sappiamo che la giornata comincia men in salita con un caffè, ma qui si esagera! Forse era un tentativo di Boll di arrivare ad avere George Clooney in uno dei suoi prossimi film 😉 Non esiste al mondo che qualcuno sia meglio di Dolph a fare qualunque cosa, Purcèll può essere migliore solo nell’ottima di Boll, che alza il telefono e lo trova sempre disponibile, a differenza di Dolph che come un fiammifero, si fa fregare una volta sola 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah non a caso sono famosi i fiammiferi svedesi 😀
      Per la Z profonda, quella in cui nessuno può sentirti urlare, Purcèll è sempre disponibile, basta che non ci sia trama e il film sia brutto da morire, tipo questo! 😀

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  3. Kukuviza ha detto:

    ah ah ah il re claustrofobico è geniale! ahaha trono portatile per tutte le stagioni!
    Comunque Boll ci deve dire chiaro e tondo che cos’è che Purcell sa fare e Dolph no! Intanto Purcell non beve neanche il Fernet, e già è un punto in meno.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Boll voleva fare a pugni nel Medioevo bulgaro mentre Dolph non le fa le scazzottate, quando sono così stupide. Purcèll sarà più giovane e quindi più in forma, ma ha il carisma della carta da parati quindi che faccia scazzottate per tutto il film è davvero inutile.

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  4. Madame Verdurin ha detto:

    Devo ammettere di avere simpatia per Purcell, dopo Prison Break e Legends of Tomorrow un po’ mi sono affezionata… ma da qui a dire che è meglio di Dolph, caspita, ce ne passa! Ma che ridere la faccenda della sala del trono “open space”: ho fatto tanti anni di gioco di ruolo dal vivo e giuro che non siamo mai caduti così in basso… XD

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ah, vedi? Dovresti mandare una mail a Boll e organizzare delle riprese durante una sessione di gioco di ruolo, che gli forniresti molto più materiale buono di quello che di solito trova lui 😛
      Per un po’ Purcell lo si è visto apparire in produzioni di un certo livello, ma personalmente dopo il suo Dracula di “Blade: Trinity” (2004) è stato chiaro che aveva chiuso il suo ciclo, e sicuramente dal 2010 in poi lo si può trovare nei più fetenti e insopportabili filmacci Z mai apparsi sullo schermo. Tipo questo 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Vedi, il bello della Z…anche quando sembra che ogni cosa vada storta poi arriva qualcosa che dà un senso al tutto: partiamo con un film pessimo di Boll, anzi un seguito pessimo (il che aggrava assai la situazione), abbiamo una locandina che riporta i nomi “Valev Purcell Paskaleva” (ma vi sembrano nomi da pubblicizzare su una copertina???), nomi che se pronunciati di seguito potrebbero scatenare una profezia maya o far apparire candyman, poi addirittura leggiamo di un paragone blasfemo ed urticante che mette in dubbio le qualità del divino Dolph e lo paragona al collo col letamaio intorno…e quando sembra tutto rovinato…arrivano il drago brutto e inutile e il re claustrofobico e ti tornano gli occhi a cuoricino, perché la Z ha risorse infinite per farti innamorare! 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahaha le vie della Z sono infinite ^_^
      Però hai ragione, sai? Una volta i distributori italiani si inventavano nomi che potessero invogliare il pubblico, ora sfoggiano con orgoglio nomi slavi che terrebbero lontano chiunque!
      Fossero star, come i nomi slavi nel calcio che fanno sempre effetto, ma parliamo di gente raccattata nei bassifondi si Sofia, c’era proprio bisogno di scriverli in copertina??? 😀

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Vero? Operazione di marketing più che discutibile!
        E regge benissimo il paragone calcistico: gli slavi col pallone tra i piedi fanno sempre la loro figura anche se sono lunatici come pochi ma rientrando nella dicitura genio & sregolatezza affascinano.
        Nel mondo del cinema Z invece sono solo letame & insipienza 🙂 🙂

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  6. Madame Verdurin ha detto:

    Ho appena letto su una Bara che oggi è il tuo compleanno… anche se mi rendo conto che detto così suona malissimo… buon compleanno Lucius!

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  7. Giuseppe ha detto:

    Già solo quello che Boll ha osato dire su Dolph sarebbe bastato per farci capire quanto il film valesse la pena di NON essere visto (draghi brutti e inutili con contorno di claustrofobici re compresi) 😉

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  8. loscalzo1979 ha detto:

    NO ASPE’
    Sono arrivati a farci un franchise????

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