Jackie Chan Story 7. L’ubriaco senza paura

Continua il viaggio agli albori della carriera di Jackie Chan, mediante la sua corposa autobiografia I am Jackie Chan. My Life in Action (1998), eventualmente integrata con l’altra autobiografia Never Grow Up (2015). Sono entrambe inedite in Italia, quindi ogni estratto del testo riportato va intendersi tradotto da me.

Sin dalla nascita del cinema di Hong Kong c’è un eroe popolare cinese che riscuote fortuna ogni volta che appare su schermo, il celebre Wong Fei-hung, personaggio storico ammantato di leggenda e protagonista di un numero spropositato di pellicole. Forse i “giovani d’oggi” non lo ricordano più, ma negli anni Novanta Jet Li ha legato il suo nome proprio al maestro Wong, in una fortunata serie di film giunta (poco e male) anche in Italia. Film serissimi, perché stiamo parlando di una sconfinata autorità morale, paladino di rettitudine e virtù. E se invece da giovane non avesse avuto tutte queste qualità? Se il giovane Wong Fei-hung fosse stato un pigro perdigiorno? Ecco la storia di come divenne… il maestro ubriaco.


Drunken Master

Se Jackie Chan e Yuen Woo-ping per il precedente film, Il serpente all’ombra dell’aquila (marzo 1978), avevano inventato il kung fu del gatto e modificato quello del serpente, stavolta si inventano lo stile degli Otto Dei Ubriachi, basato sul vero kung fu dell’ubriaco che si dice Wong Fei-hung praticasse come arma segreta.

Drunken Master esce il 5 ottobre 1978 ad Hong Kong ma nella sua autobiografia il nostro Jackie lo cita appena, forse perché dà per scontato che tutti lo conoscano, essendo stato un successo che è riuscito addirittura ad oscurare il precedente film, già di suo il più grande incasso nella storia della città. Stando ad HKMDb (l’Hong Kong Movie Database), il Serpente ha incassato all’incirca due milioni di dollari di Hong Kong: l’Ubriaco è arrivato a sei. Quand’anche fossero cifre non affidabili, è comunque chiaro che questo nuovo film è la conferma di un fenomeno in piena esplosione.

La Seasonal Film Corporation si limita a prendere l’intero cast tecnico-artistico del precedente film e a creare una storia identica, semplicemente utilizzando la regola aurea dei seguiti: uguale, ma di più. È la formula che all’incirca nello stesso periodo utilizzavano in Italia i film di Bud Spencer e Terence Hill, che spesso avevano gli stessi comprimari e caratteristi, la stessa struttura, lo stesso ritmo e ogni film si limitava a creare nuove situazioni di “botte comiche”, e funzionavano benissimo esattamente come funzionano questi film di Jackie: tutti identici, tutti successi.

Un’immagine iconica che ha fatto storia

Gli autori del doppiaggio internazionale probabilmente non giudicavano Wong Fei-hung sufficientemente noto al di fuori del mondo cinese, così il nostro eroe viene chiamato Freddie, figlio del maestro Wong: non esiste alcun riferimento al fatto che il protagonista del film diventerà un paladino di giustizia, saggezza, virtù, medicina e arti marziali, e se non fosse per il tipico tema musicale che sempre lo accompagna non avremmo alcun indizio che si tratti di quel Wong. È semplicemente il solito perdigiorno pasticcione che Jackie interpreta in quest’epoca. Ma stavolta c’è qualcosa di più, e per la prima volta.

Quando un uomo con la spada incontra un uomo con due zucchine…

Se il precedente film ha mostrato che si poteva usare una storia seria per condirla con situazioni umoristiche, o comunque leggere, qui si valica il Rubicone: ogni serietà viene abbandonata e per la prima volta nasce lo stile di Jackie. Ogni combattimento del film vìola ogni regola del kung fu movie, perché questo è il primo Jackie movie della storia.

Sei pronto ad entrare nella storia?

Ogni combattimento, grazie alla genialità di Yuen Woo-ping fusa con l’abilità di Jackie, è puro funambolismo con intento umoristico, con boccacce a dimostrare dolore, urletti a fare da parodie di quelli dei film seri, grande agilità e in pratica coreografie da circo: dopo anni di studio in altri film, finalmente Jackie può mostrare lo stile che voleva presentare come il suo personale, visto che va contro ogni altro stile di Hong Kong.
Tutti i film che negli anni a venire creeranno il suo mito sono in pratica variazioni di un tema che qui viene presentato per la prima volta.

Una ghiotta piccola parte per la brava Linda Lin

Una curiosità. Come sempre, gli italiani arrivano prima ma non sanno sfruttare il primato. Perché la campagna di Hong Kong non è molto diversa da quella siciliana, e le atmosfere del Drunken Master le aveva già abbondantemente anticipate Nando Cicero con il più grande film marziale italiano: Ku Fu? Dalla Sicilia con furore (1973). Franco Franchi e Gianni Agus – un allievo pasticcione e un maestro pittoresco – sono dei perfetti antenati del Drunken Master: che Jackie li abbia voluti copiare? (Sto ovviamente scherzando.)

L’insegnamento della Mano di Travertino

Se gli stili del gatto e del “serpente a mano aperta” sono stati un enorme successo, nel precedente film, “il maestro ubriaco” è stata l’apoteosi: nel giro di qualche mese Jackie Chan è la star di Hong Kong, la gente lo ferma per strada per chiedergli autografi e farsi foto con lui, fan imitano il suo stile dell’ubriaco ovunque, i giornalisti lo chiamano per intervistarlo e i giornali di gossip mandano fotografi a seguirlo. Da giovane cascatore che mangiava per strada e dormiva sul pavimento, in un attimo Jackie si ritrova in tasca più soldi di quanti sappia contarne, e comincia a perdersi. Comincia a comprare un Rolex per ogni giorno della settimana e comincia a chiedersi se sia meglio girare in Porsche o in Ferrari: nella sua autobiografia è lodevole l’estrema onestà con cui si rammarica per la persona sgradevole che era diventata nel giro di un attimo, cominciando a vendicarsi delle umiliazioni subite quand’era povero – per esempio facendo il matto in quei ristoranti che tempo prima l’avevano cacciato – ma è chiaro che ritrovarsi da nullità a divo comporta inevitabilmente delle aberrazioni.

Intanto il maestro ubriaco entra in pianta stabile nell’immaginario collettivo, anche occidentale: ho avuto il piacere di giocare con la sua versione videoludica in VirtuaFighter 2

Quanto tempo passato con VirtuaFighter 2
ad imparare il kung fu dell’ubriaco

… e ovviamente in Tekken 3, dove Lu Weilong impersona vari personaggi dei film di Chan.

Il Destino però lo riporta ad una terribile realtà, e Jackie una notte riceve una telefonata fatale: è Willie Chan. Il nostro eroe, ebbro di successo, si è dimenticato che è stato solo “noleggiato” dalla Seasonal Film, e il suo posto è sotto Lo Wei. Il peggior regista di Hong Kong, che non azzecca più un film dal 1972.


Fearless Hyena

Se passare da povero a divo ha fatto perdere la testa a Jackie, passare da divo a schiavo del peggior regista di Hong Kong è qualcosa che semplicemente il nostro eroe non può accettare. Per fortuna può contare sull’amicizia del produttore Willie Chan, l’unico che sembra capace di parlare con Lo Wei per trovare una soluzione accettabile, ma non mancano momenti molto tesi, litigi furiosi e qualche botta da matto, come Jackie che, furioso per un commento sarcastico di Lo Wei, abbandona un set in Corea andandosene nel primo albergo che trova, senza conoscere la lingua locale! Alla fine si arriva ad un compromesso: visto che Jackie ha due enormi successi al botteghino, che provi pure a dirigere un film. Lo Wei glielo concede ovviamente perché è convinto che fallirà e potrà dargli una lezione, a questo “ragazzetto” pieno di sé, ma Jackie prende in mano il progetto Fearless Hyena e sforna il terzo enorme successo della nascita del suo mito.

Questo film dimostra che anche con un crollo di qualità tecnica il successo è garantito, perché il pubblico vuole Jackie in combattimenti circensi ed umoristici, e poco importa se non c’è più l’illuminata coreografia di Yuen Woo-ping né i caratteristi della Seasonal Film, sostituiti dagli attori opachi che lavoravano per Lo Wei.
L’unico volto noto del film è James Tien, che faceva il maestro di Jackie in Spiritual Kung Fu (1978) e ora fa suo nonno che, reputando il giovane bisognoso di una “raddrizzata”, lo manda di nuovo dal maestro pittoresco, che sembra scemo invece è saggio.

C0m’è possibile che una riproposizione identica di qualcosa già visto per due volte possa piacere? Siamo sempre lì: uguale, ma di più. Jackie è ormai un vero e proprio clown del kung fu e in pratica non usa quasi più arti marziali, si limita a scherzoni, scenette comiche, e truffe tanto da sembrare più italiano che cinese: il suo inganno per mangiare gratis al ristorante ricorda da vicino le “mandrakate” di Febbre da cavallo (1976).

Sempre il solito allievo picchiato, sempre il solito maestro pittoresco

Il film esce a febbraio 1979 e guadagna quasi quanto Drunken Master, pur essendone inferiore come qualità: Lo Wei non ha mezzi e si vede, ma intanto dall’anno precedente sta svuotando il suo sgabuzzino e sta vendendo tutti quei film col giovane Jackie che i distributori non volevano toccare neanche con un bastone. Quando c’è da fare soldi, in questo caso coi vecchi film di Jackie, a Lo Wei non lo batte nessuno; quando c’è da spendere e investire in nuovi film, è assente ingiustificato.

Sbrigati, Jackie, che qui tocca girare subito Fearless Hyena 2

La cinematografia di Hong Kong corre a perdifiato, ogni settimana escono nuovi film in sala e i ritmi elefantiaci di Hollywood sono impensabili: si lavora sempre ad un film, ogni minuto di ogni giorno. Così il successo di Fearless Hyena spinge all’inevitabile Fearless Hyena II.

Un giorno, mentre sta girando questo film, Jackie riceve un messaggio: deve andare subito in ufficio da Willie Chan. Si presenta con ancora indosso il vestito di scena, e mentre Willie è al telefono e gli fa segno di sedersi il nostro eroe si appisola, tanta è la stanchezza delle riprese. Si risveglia solo quando Willie gli chiede «Chi è il tuo zio preferito?» Jackie cerca di capire di cosa diavolo stia parlando, ma Willie non gliene dà il tempo. «Ha chiamato la Golden Harvest, ti offrono un milione di dollari di Hong Kong se firmi con loro in esclusiva». Da quel momento, Jackie non dormirà mai più.

(continua)


L.

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31 risposte a Jackie Chan Story 7. L’ubriaco senza paura

  1. Cassidy ha detto:

    Il paragone con i film nostrani (anche “Ku Fu?”) ci sta tutto, ma “Drunken Master” ha cambiato lo scenario creando lo stile e il personaggio di Jackie che tutti ricordano, la tecnica dell’ubriaco è diventata patrimonio della cultura popolare partendo proprio da questo film. il comportamento da divo di Jackie Chan sarà stato anche esecrabile ma comprensibile, i geni, quelli che portano davvero le novità non sono quasi mai dei santi come cercano il più delle volte di raccontarceli. Il finale del post e bellissimo e per altro visto che procediamo in parallelo ma su binari diversi, casualmente oggi affrontiamo il film simbolo dei due geni del venerdì. Cheers!

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  2. Austin Dove ha detto:

    interessante
    a me piace molto lo stile di jackie, è divertente e ti consente di spegnere il cervello con roba di qualità

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Attendevo questo momento come si aspetta il Natale. Finalmente siamo arrivati alla resa dei conti. E Jackie ha sbancato tutto portandosi a casa il jackpot. Per sua “fortuna” tra poco gli arriverà un altro bello schiaffone per riportare il nostro coi piedi per terra.

    Comunque questo fu il secondo film di Jackie che vidi col mio ex cognato che recuperò (non ho idea nè di come nè di quanto lo pagò) una doppia VHS originale di “PROJECT-A” (non ricordo bene ma credo fossero i due film) e poi una di DRUNKEN MASTER. Questo mio ex cognato, patito di arti marziali in generale e cintura colorata in diverse discipline, provò pure ad imparare il kung-fu dell’ubriaco. Ora, non sono così ferrato in materia, ma mi pare di ricordare che avendo un’impostazione più rigida dovuta alla base del karate, non riusciva a “sciogliersi” per apprenderlo. Era troppo rigido e legnoso. A quanto ne so, rinunciò allo studio della pratica dopo qualche mese. E passò ad altro… (aveva già fatto karate, muhay thai e kung fu. In seguito passò al wing chun e infine, ultimamente, al krav maga)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Una volta, sul finire dei Novanta, ricordo che in un negozio “Rinascita” intravidi il “Drunken Master” d’importazione, ma costava una cifra improponibile e rimase lì. Ha fatto bene il tuo ex cognato a recuperarlo, ma certo venendo dal karate è difficile passare alla flessibilità e sinuosità dell’ubriaco. Però scrivi che ha fatto kung fu, quindi comunque un’infarinatura doveva averla.
      Dev’essere una forza, questo tuo ex cognato, dovresti mandarlo qui sul blog ^_^

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      • Zio Portillo ha detto:

        Sì, brava persona. Quando lo incrocio ci scambio sempre due chiacchiere più che volentieri. So che aveva fatto kung-fu ma non so fino a che punto o con quali risultati, però ricordo sta cosa dello stile dell’ubriaco per via del film con Jackie. Ed era una forza ad usare i nunchaku. Cioè, ai miei occhi da profano totale era un drago, magari tu che li conosci a menadito le evoluzioni che faceva è l’abc che si insegna ai ragazzini! 😀

        Sono abbastanza sicuro che nel karate era cintura nera e con muai thay faceva qualche combattimento a livello locale. Mi pare di averti scritto tempo fa in privato che stava diventando istruttore di krav maga… Ed è lo stesso che aveva i film in VHS originale di SNIPER.

        La prossima volta che lo incrocio gli chiedo se gli va di passare a commentare.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Con tutti questi interessi, e questi gusti, sarebbe bello passasse di qua. Magari ci racconta delle sue visioni di Jackie e dello sniper ^_^
        E “a menadito” non corrisponde affatto alla mia conoscenza dei nunchaku, semplicemente ne sono appassionato 😛

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  4. The Butcher ha detto:

    Finalmente scopro con quale film è nato il Jackie Chan che tutti noi conosciamo. È stato veramente interessante e apprezzo anche come nella sua autobiografia sia stato sincero da dire il suo comportamento scorretto quando ottenne quel successo. Lodevole da parte sua.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti di solito i grandi personaggi non si mettono a descrivere il loro pessimo comportamento una volta diventati ricchi, parlano semmai di beneficenza e malignità dei giornali, invece Jackie si è mostrato senza veli, dispiacendosi per come si è comportato e quindi ci è ancora più simpatico 😉

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  5. Madame Verdurin ha detto:

    Finalmente siamo arrivati a qualcosa che conosco anche io, lo stile dell’ubriaco. Non vedo l’ora di leggere i prossimi post!

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  6. CharlieChanSpenser ha detto:

    Uh mamma! Non puoi immaginare quanto adoro Franco Franchi e quante volte vedendo i vecchi film di Jackie Chan ho pensato a Ku fu dalla Sicilia con furore e più in generale a Franco Franchi e al cinema comico italiano dei vecchi tempi. Il cinema di Jackie così pieno di caratteristi.. e le espressioni di Jackie Chan, non solo quando viene colpito!!! Ricordo una scena di Dragon Lord dove Jackie Chan deve recitare una poesia a memoria davanti a suo padre; lui non la sa da vita ad una scenetta esilarante in cui è un misto tra Franco Franchi e il ragazzo di notte prima degli esami che legge le formule matematiche sotto la suola delle scarpe (non che mi piaccia notte prima degli esami, è l’unica scena che ricordo). Il punto è che è puro cinema italiano. Per non parlare dello spettacolare inseguimento in bici in salsa cinema muto di project A 1 in cui ad un certo punto Jackie Chan salta sulla bici ma si ritrova senza sella e praticamente fa pari identico una delle scene più celebri dei film di fantozzi.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I cinesi di Hong Kong e gli italiani sono popoli molto più simili di quanto si pensi, quindi non stupisce che anche la comicità sia molto in sintonia. “Ku Fu?” è un capolavoro perché sa cogliere quei canoni marziali che poi saranno tutti dimenticati dagli spettatori, e riderci anni prima che arrivi Jackie!
      Chissà che un giorno esca fuori che Chan aveva visto una copia del film con Franchi e ne ha preso ispirazione? 😀

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      • Charlie Chan Spencer ha detto:

        Sarebbe bello ma non penso. Jackie conosceva i film di bud spencer perché avevano un successo internazionale ma dubito che conoscesse i film di Franco Franchi… anche solo per caso… quello che si sa di lui è che è cresciuto vedendo capolavori del cinema muto, film da arti marziali e che ha preso ispirazione anche dagli attori ballerini holliwoodiani e dal mitico Bud Spencer.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ovviamente è solo un sogno, ma le vie del cinema sono infinite: in fondo un bambino cinese nel 1984 ha visto “Terminator” prima degli americani, non si può mai dire chi ha visto cosa 😛

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  7. Willy l'Orbo ha detto:

    Menzione speciale per le citazioni di Bud Spencer, Terence Hill e Franco Franchi. E menzione speciale per il maestro ubriaco. Spero che in un ideale paradiso della Z e del divertimento, abbiano girato un film con questo cast tutto insieme (più, ovviamente, Jackie) su botte e maestri ubriaconi!!! 🙂 🙂

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo all’epoca era chiusa la moda italiana di chiamare attori di Hong Kong a fare western marziali, se no sicuramente avrebbero proposto a Jackie una jam session 😉

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    • Charlie Chan Spencer ha detto:

      Da quello che so in due occasioni per poco non si girava un film con Jackie Chan e Bud Spencer. Nel primo caso Jackie era troppo sconosciuto a livello internazionale e l’idea fu accantonata, nel secondo fu Jackie a non prendere in considerazione la cosa perché aveva già troppi progetti in ballo. Inoltre sempre per quanto concerne la mancata commistione tra Jackie e il nostro cinema ( anche se stiamo parlando di un palcoscenico internazionale) fu la mancata collaborazione con Roberto Benigni a causa degli attentati dell’11 settembre. Li non fu qualcosa di solo ipotizzato, quel film si doveva fare.. era certo al 100%. Un vero peccato.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Puoi indicarmi qualche fonte di queste informazioni? Jackie non fa alcun riferimento ad altre cinematografie nella sua biografia, almeno fino al 1978 in cui siamo, mentre in anni precedenti i divi dell’epoca (Lo Lieh e Jimmy Wang Yu) giravano tranquillamente film all’estero. Mi piacerebbe approfondire la questione ma solo tramite fonti un minimo attendibili, non robe tipo i trivia di IMDb.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Grazie per “l’approfondimento”, molto interessante! E…un gran peccato in tutte le occasioni (mancate) da te citate!

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  8. Charlie Chan Spencer ha detto:

    Mi sono imbattuto anni fa in queste informazioni.. Devo ricordarmi bene dove le ho trovate.. Forse inizialmente su i400calci. Comunque una volta saputo i titoli avevo trovato tranquillamente info sulle trame anche su Wikipedia.. lo so che anche su Wikipedia spesso si possono trovare delle inesattezze. Comunque se mi ricordo bene te lo scrivo e ti metto la fonte.. Facendo una rapida ricerca ho trovato questo articolo di Repubblica dove si parla vagamente del film con Benigni ma purtroppo non lo nominano:
    2006https://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/jackie-chan/jackie-chan/jackie-chan.html?refresh_ce

    Per quanto riguarda i due con Bud fu Lorenzo De Luca che provò a proporgli le due collaborazioni.
    Ne parla in questo articolo (comunque nulla di concreto) immagino che Jackie ne avrà ricevute a migliaia di proposte simili:
    https://www.mondospettacolo.com/a-febbraio-jackie-chan-ricevera-loscar-alla-carriera-lorenzo-de-luca-ce-lo-racconta-in-esclusiva/

    Se mi ricordo di qualcos’altro di più concreto te lo invio.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Di collaborazioni ipotetiche ne è pieno il cinema, ogni attore ha tipo dieci film grandiosi che sono “quasi” nati, quindi chissà quante cose Jackie è stato a un passo da fare ma non ha fatto. Il problema è che i giornalisti, tipo quelli dei quotidiani italiani, sanno talmente poco sull’argomento che non sono proprio affidabili: chissà che hanno detto loro, chissà che hanno sentito, chissà che hanno capito 😀
      Ho da parte articoli di giornale di quando in Italia sono esplosi fenomeni marziali come Franco Nero, Chuck Norris e Jackie stesso, e dicono così tante robe prive di fondamento, sentite chissà dove, che non ho molta fiducia nei nostri quotidiani.
      Invece De Luca è un appassionato vero e ha intervistato sul serio un sacco di divi marziali. Ho tutti i suoi libri marziali, vado a vedere se becco lì qualche chicca 😉
      P.S.
      Wikipedia non la prendo neanche in considerazione, anche in quei pochi casi in cui riporta la fonte è comunque inaffidabile 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma no, dai, che Wikipedia è affidabile e attendibile almeno quanto Lo Wei (anche in questo caso recidivo nel NON capire il talento di Jackie) 😀
        E finalmente siamo arrivati al lancio vero e proprio, con la consacrazione del suo celeberrimo “kung fu dell’ubriaco”! Apprezzabile davvero come abbia ammesso, senza cercare alibi o scappatoie, di essersi un tantinello montato la testa in seguito all’enorme successo arrivatogli (meritatamente, peraltro) dopo anni e anni di gavetta estrema…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Una cosa è arricchire piano piano, un’altra è ritrovarsi con più soldi di quanto se ne possano spendere: ci sta che uno perda la testa, ma raramente le star lo ammettono e si descrivono così senza veli.

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  12. Kukuviza ha detto:

    Ma Jackie era proprio sotto contratto inscindibile con Lo Wei?
    Con i soldi che stava guadagnando, non poteva mandarlo a quel paese?
    In Tekken c’è anche il dr. Boscovitch che fa la tecnica del drunken master, non mi ricordo se è solo in tekken 3 o anche in altri.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo non poteva stracciare il contratto perché c’era una penale enorme, dieci milioni di dollari, impossibile per Jackie, che in realtà non stava guadagnando niente: lavorava a paga, indipendentemente dal successo del film, quindi i suoi due titoli di successo hanno arricchito la casa, non lui che era un semplice stipendiato.
      Il drunken master lo si può ritrovare un po’ ovunque, è uno stile che ha fatto parecchio successo 😉

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