Gina la ginoide (2014)

Quando Gina ti guarda così, sei già morto!

Era dai tempi di Andrea, la androide che baciò Kirk, che un nome non si sposava così bene con la vita artificiale: anzi, visto che un francese propose davvero il termine andreide come femminile di androide, quel caso lo chiamerei Andrea la Andreide. Che fa il paio con Gina la Ginoide!

Fra meno di una settimana riparte “The Mandalorian” e speriamo tutti che la Cara Dune di Gina Carano abbia sempre più spazio nella vicenda, ma intanto proprio questo mese – per un’incredibile coincidenza – scopro che l’ex lottatrice è apparsa già nella TV americana, interpretando un essere… “a forma di donna”! (Cioè una ginoide.)

Sì, direi proprio che Gina è decisamente “a forma di donna”

L’insuccesso che ha accolto “Almost Human” temo sia dovuto al fatto che sventolavano il nome sbagliato in giro, J.J. Abrams, senza specificare che l’Attila della narrativa lì era un mero produttore. La serie è creata da J.H. Wyman ed è palesemente la versione moderna di Alien Nation (1988) – sia film che serie TV – ma in realtà va ancora più a fondo, perché tutte – ma dico tutte – le storie di “strambi sbirri” (come le chiama Cassidy) nascono dal caposaldo per eccellenza, cioè il romanzo Abissi d’acciaio (1953) di Isaac Asimov: un poliziotto umano “vecchia scuola” che odia la tecnologia e gli androidi finisce ad avere come partner di lavoro proprio un androide.

Vi concedo dalle due alle tre pagine di romanzo per innamorarvi perdutamente dell’umano Elijah Baley e dell’androide R. Daneel Olivaw, due “strambi sbirri” che vi accompagneranno per “Il Ciclo dei Robot” di Asimov, fra i prodotti narrativi di genere migliori mai creati da mano umana. (O robotica!)

Nella serie “Almost Human”, fallimento televisivo con solo una decina di episodi, ho ritrovato quello stile frizzante ma tagliente che serve per raccontare una storia simile. L’umano Kennex (Karl Urban, che non ne azzecca una manco per sbaglio) e l’androide Dorian (un perfetto Michael Ealy) hanno lo spirito giusto per inscenare lo “scontro culturale” tra biologico e artificiale. Peccato sia andata male, visto che la serie ha subito chiuso.

Se gli “strambi sbirri” umano-robotici di Asimov dovranno affrontare anche una minaccia robotica, se gli “strambi sbirri” umano-alieni dovranno affrontare una minaccia aliena, è ovvio che anche in “Almost Human” ci sarà l’episodio con una minaccia che solo l’androide Dorian potrà affrontare. Ed ecco, nell’episodio 1×09 (3 febbraio 2014) entrare in scena la nostra Gina nel ruolo di Danica: la spietata assassina robotica!

Giusto il tempo di cucirmi il collo e sono pronta

Danica è un XRN, un tipo di robot prodotto dalla Lumocorp per cercare di ottenere il miglior risultato possibile: un essere sintetico perfettamente umano nel fisico e nell’anima. Peccato che nella produzione dell’anima ci sia il leggero problema secondario… che gli XRN si trasformano in sterminatori senza freni! Giusto un difettuccio di fabbrica…

La ginoide giusta da regalarsi per Natale

A costruire Danica è stato il dottor Vaughn, un ruolo perfetto per il sempre simpatico John Larroquette, che si ritaglia un personaggio ricorrente e getta le basi per tornare ancora nella serie… peccato non ci sia più una serie. L’episodio ha diversi ganci narrativi che purtroppo rimarranno in sospeso, per colpa del maledetto J.J. Abrams: nome che andava tenuto segreto.

Coraggio, Abrams… fatti recensire

L’unico modo di fermare Danica dalla sua opera di distruzione è piantarle una sirigona di non-so-cosa dritta nel collo. Chi gliela va a piantare?

Una ginoide poco disposta a farsi fermare

Solo l’azione congiunta di Kennex e Dorian, umano e robotico, potranno fermare la minaccia della ginoide dalle cosce che stritolano!

White gynoids can jump

La nostra Gina è in piena “decrescita”, dopo il cocente insuccesso di Knock Out (2011) e aver fatto da tappezzeria in Fast & Furious 6 (2013) qui ha tirato palesemente i remi in barca, anche perché sta per uscire In the Blood (2014) dove sarà chiaro a tutti che la voglia c’è, ma mancano le storie giuste.

Però Ginona nostra, gagliarda e tosta, ce la guardiamo e visto che ignoravo questa sua apparizione è stata una bella sorpresa. Spero che l’imminente ripresa mandaloriana mi regali altre emozioni.

L.

– Ultime ginoidi:

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28 risposte a Gina la ginoide (2014)

  1. wwayne ha detto:

    In realtà Karl Urban una ne ha azzeccata: alludo a quando accettò di recitare in Bent – Polizia criminale, uno dei migliori polizieschi nella storia del cinema. E infatti gli ho riservato un posto d’onore in questa classifica: https://wwayne.wordpress.com/2018/12/22/i-10-film-piu-belli-che-ho-visto-nel-2018/

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  2. @bluebabbler ha detto:

    A me Almost Human piaceva un sacco.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Io l’ho trovato un ottimo prodotto, ci hanno anche speso tanto – e forse questo ha influito – per ricreare in modo davvero efficace il futuro tecnologico, e i due protagonisti sono davvero azzeccati. Me lo sono davvero gustato e mi spiace che sia morto alla prima stagione.

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  3. Madame Verdurin ha detto:

    Ho visto anche io Almost Human, era divertente ma un po’ troppo superficiale, per avere più successo avrebbe dovuto scegliere tra essere divertente e essere più adulto e magari riflessivo… invece… peccato, secondo me aveva del potenziale ma è stato gestito male.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      “Agents of SHIELD” è alla settima stagione ed è più superficiale di una pubblicità del detersivo: temo che siano altri fattori ad influenzare il destino di una serie. Per esempio i costi: addirittura Star Trek serie classica, all’apice del successo televisivo, venne chiuso perché costava troppo e bastava che un paio di spettatori cambiassero canale per rimetterci. “Almost Human” dev’essere stato costosissimo, visto che è girato parecchio in esterni veri e non in studio col panno verde, quindi per giustificare i costi avrebbe dovuto avere incassi record che non poteva mai avere.
      E’ un prodotto narrativo curato molto bene, per il formato televisivo.

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      • Madame Verdurin ha detto:

        Siamo d’accordo, a confronto con Agents of Shield Almost Human è un capolavoro! E in effetti era divertente, anche io ne avrei volute volentieri altre puntate. Mentre di AoS davvero non se ne può più!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Evidentemente AoS riesce ad avere un giusto equilibrio tra spese e spettatori, sempre ricordando che c’è mamma Marvel alle spalle che due spicci da spendere ce li ha 😛
        Malgrado AH avesse la Warner alla produzione – e infatti è una serie chiaramente “spendacciona” – evidentemente non garantiva il numero sufficiente di spettatori da giustificare una seconda stagione.
        Lì alla fin fine sono tutte tabelle e grafici Excel: se una serie costa 10 deve garantire 100 spettatori, per dire, se costa 100 deve garantirne 1000. Se ne garantisce 999, via, si chiude bottega. Al di là del contenuto o se piaccia.

        Considera poi che mentre andava in onda “Almost Human” intanto “Arrow” vinceva tutto e dimostrava che i superoeroi DC funzionano meglio in TV che al cinema. Chiusa AH, nasce “The Flash”, poi “Supergirl” e “Legends of Tomorrow”, tutte ancora in vita. Mi pare chiaro che sono i ragazzini a “votare” i prodotti Warner, quindi un prodotto adulto – con cioè due adulti protagonisti che affrontano tematiche fantascientifiche adulte e senza tutine colorate – non può sopravvivere.

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  4. Austin Dove ha detto:

    potevano metterle del trucco semimetallico però…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Perché? Che senso ha creare un robot a forma di donna se poi sembra più robot che donna? 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        E poi la nostra Gina dev’essere SEMPRE riconoscibile al naturale, anche quando interpreta un essere artificiale (comunque sì, peccato per la prematura fine di una serie interessante come Almost Human) 😀
        P.S. Karl Urban come Leonard “Bones” McCoy non è niente male, devo dire 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        All’epoca mi è piaciuto vedere i tre film, però onestamente non mi hanno lasciato praticamente nulla. Ricordo solo l’aliena di menare con la faccia pittata e Kirk che corre in moto: un po’ poco per tre filmoni così complessi 😀
        Il povero Karl non lo ricordo minimamente, però ripeto: lo considero un ottimo attore, che però si ritrova troppo spesso in ruoli sbagliati.

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    “L’avvicinamento mandaloriano” non potrebbe procedere sotto migliori auspici (anche io ignoravo questa sua apparizione perché con le serie non è che vada proprio forte)!
    Una dose di Gina (ginoide o non ginoide) toglie la noia di torno e dunque speriamo che anche la seconda stagione di The Mandalorian, come da speranza comune, le regali sempre più spazio! 🙂

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  6. Sam Simon ha detto:

    Mi hanno detto che il Dredd con Urban non è malaccio. Da qui a definirlo un successo ce ne corre, comunque!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Lo recensii già alla sua uscita, quando ancora era molto lontana l’idea che potesse arrivare in Italia. Credo ne abbiamo poi parlato anche da Cassidy.
      Il film ha una storia eccezionale, infatti il suo plagio indonesiano “The Raid” è un capolavoro che ha scritto da solo le regole del nuovo cinema d’azione, da cui è nato John Wick, Atomica bionda e gli altri. “Dredd”, pur essendo l’originale (stando almeno alle date dei copyright) non sa sfruttare il primato e non convince, con una visione che se ne va via senza lasciare nulla, risultando un film molto più piccolo di quanto in effetti sia.

      Urban personalmente lo ritengo un ottimo attore, che si butta anima e corpo nei suoi ruoli: non c’è assolutamente nulla da rimproverargli. Il problema è che si ritrova sempre in ruoli o sbagliati o scritti male, e quindi con tutta la sua bravura fa comunque la figura di quello che sbaglia tutto.

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  7. Cassidy ha detto:

    Nessuno può negare che Ginona sia a forma di donna e che GIEI GIEI sia il cavallo sbagliato su cui puntare, peccato che sia siano manifestati insieme, il secondo é riuscito a rovinare un’altra storia di valore. Cheers!

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  8. Vasquez ha detto:

    Gina Carano non la conosco, nel senso che non l’ho mai vista sullo schermo, ma a leggerne direi che è del tipo che potrebbe starmi simpatica a pelle.
    Un termine, ginoide, che mi affascina da quando ne ho letto qui sul Zinefilo, e in questo caso più calzante che mai!
    Uno scrittore, Asimov, del quale leggo (e rileggo) i racconti da che ho memoria.
    E niente. Anche per oggi siamo a posto. ;-).

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Se non sbaglio il ricordo di “Abissi d’acciaio” dovrebbe essere molto fresco in te 😉
      Gina è nata come lottatrice professionista di mma (mixed martial arts) poi è passata a cose un po’ più televisive tipo American Gladiator e infine è sbarcata nel cinema, scoprendo che sono finiti i tempi in cui gli ex lottatori facevano successo.
      In questi giorni giorni su Mediaset stanno replicando il suo film di lancio “Knock Out” con una secchiata di grandissimi attori: peccato si siano dimenticati una trama! È stato il più grande e il peggiore lancio della storia del cinema, tutto insieme. Da allora per Gina è tutto in discesa verso la Z, ma speriamo che il suo ruolo in “The Mandalorian” le dia una spintarella in su.
      Ecco un video con qualche scena di quando combatteva nel ring ottagonale.

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      • Vasquez ha detto:

        😊 Sì. Di Asimov ho sempre, colpevolmente, letto solo i racconti, che secondo me sono geniali, e trascurato i vari Cicli. “Abissi d’acciaio” l’ho finito in tre giorni (un umano e un androide in tutto e per tutto simile ad un umano che indagano su un “omicidio”) i due protagonisti mi erano già noti dal racconto “Immagine speculare”. Ora sto finendo con molta fatica “I robot e l’impero”: si nota proprio che è stato scritto molto tempo dopo. Non vedo l’ora di passare ad altro.

        Decisamente potrei diventare amica di Gina Carano. Anzi, cercherei di fare di tutto per farmela amica: non dev’essere bello stare dall’altra parte di quei pugni! 😛
        Ha anche un bel sorriso, però. Sarebbe potuta andare bene al posto di Jennifer Garner in Alias, anche se la Garner mi ha sempre dato l’impressione di essere meno legnosa di tante altre. Io comunque ho sempre tifato per Bradley Cooper, che si sappia!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Purtroppo Carano non ha le ossa in vista, non pesa 10 chili né è rachitica: non corrisponde al modello di donna che è chiamata a ricoprire i ruoli d’azione!
        In quest’epoca di metoo la situazione è peggiorata, il recente Charlie’s Angels dovevano chiamarlo “Evviva l’Anoressia”, quindi Ginona nostra può solo sperare che la serie mandaloriana rilanci l’idea di una donna con più curve che ossa 😛

        Certo che “Immagine speculare” avresti dovuto leggerlo dopo almeno i primi due romanzi di Elijah e Daneel, e mi spiace che “I robot e l’impero” stia procedendo a fatica: io sono stato preso da raptus e non sono riuscito a fermarmi finché non mi sono sparato tutti e due i cicli completi! 😛

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  9. Vasquez ha detto:

    Speriamo che Gina ce la faccia, allora, a promuovere l’immagine di una donna più realistica, e decisamente più armoniosa…

    “Immagine speculare” me lo sono ritrovato tra i piedi in “Tutti i miei robot”…i personaggi mi son piaciuti lo stesso, ma effettivamente non aveva molto senso, tra un racconto di Susan Calvin e uno di Powell e Donovan…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Vado a memoria, ma quando ho letto il ciclo (ormai una ventina d’anni fa) era un racconto difficile da trovare perché presente solo in quell’antologia, mentre altri racconti asimoviani li potevi trovare in varie edizioni.
      E’ un peccato che invece delle mille mila ristampe della Fondazione i Robot di Asimov abbiano conosciuto meno ristampe. Conservo ancora le edizioni Urania anni Cinquanta e Sessanta dei primi due, “Abissi d’acciaio” e “Il sole nudo” 😉

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